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21/08/06 IL PARTITO DEI PEDOFILI |
PEDOFILIA, DAL PARTITO AL PARTITO WEB
Chi denuncia e ostacola la diffusione del pedoporno in rete c'è la sensazione che il nuovo Partito dei pedofili olandese possa rivitalizzare quelle attività online. C'è un nesso? PI ne parla con una studiosa del problema Scenari... (pagina 1 di 2)
http://www.puntoinformatico.it pubblicato il 9 giugno 2006.
Roma - È uno dei più grandi problemi sulla via dello sviluppo digitale: la lotta alla diffusione online di pornografia infantile, spesso legata ad interessi economici di prima grandezza e ad organizzazioni criminali internazionali, si è più volte tradotta in misure e provvedimenti che in molti paesi hanno ridotto le libertà degli utenti online. La posta in gioco, d'altra parte, è elevatissima: la possibilità di sfruttare Internet per dar vita ad un mercato del pedoporno, se si guarda alle molte indagini su questo fronte, si è numerose volte tradotto in un ampliamento dello sfruttamento. In altre parole, la possibilità che Internet fornisce ai criminali del pedoporno provoca anche un aumento nel numero delle vittime.
Sta facendo discutere moltissimo gli esperti il recente annuncio della nascita in Olanda di un Partito dei pedofili. Si chiama "NVD - Charity, Freedom and Diversity" ed è la prima organizzazione politica con tanto di programma di "liberazione pornopedofila" che si presenta sul panorama europeo. Sebbene siano numerose le organizzazioni più o meno note che promuovono in varie forme, anche in rete, "il diritto del minore a scegliere la propria sessualità", quella olandese appare come la prima organizzazione politica che, stando alle dichiarazioni rilasciate dai suoi leader, intende fare della rivendicazione pedofila un'attività a largo raggio.
Che ci riesca è tutto da vedere, naturalmente, vista la fortissima indignazione che in Europa e nella stessa Olanda ha suscitato l'annuncio del nuovo partito, tanto da spingere il vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini a chiedere l'immediata messa al bando dell'organizzazione. Le leggi olandesi in materia di libertà di espressione sono piuttosto garantiste e a molti appare improbabile che la sola rivendicazione di idee, per quanto estremiste, possa condurre alla sua chiusura.
La questione avvertita da molti di coloro che combattono la diffusione della pornografia infantile in rete, però, è che il Partito altro non sia che uno snodo ideologico ed organizzativo per una vasta serie di attività pedofile oggi già attive anche su Internet. "Lo sbarco in rete del Partito - spiega a Punto Informatico Nicoletta Bressan, sociologa e specializzata in Criminologia, che si impegna da anni su questo fronte all'interno dell'associazione italiana Meter diretta da don Fortunato Di Noto - è solo questione di tempo".
Che l'NVD si rivolga ad Internet non sarebbe in sé un'anomalia: qualsiasi forza politica che oggi voglia diffondere le proprie idee vede nella rete un formidabile strumento di propaganda. Eppure, spiegano gli esperti, la nascita stessa del Partito non sarebbe casuale: la sua presenza pubblica e la propria attività sarebbero nient'altro che il culmine di un processo di sviluppo delle organizzazioni pedofile reso possibile dall'avvento di Internet.
"Non stiamo parlando di un'unica organizzazione - spiega Bressan a Punto Informatico - ma di una grande e variegata tipologia di persone che già oggi producono siti a sfondo "culturale pedofilo", mediante i quali diffondono ricerche, articoli, in cui sostengono che "fare sesso con un minore" deve essere una pratica socialmente accettata. Si sta parlando di vere e proprie organizzazioni di pedofilia culturale: Meter ne ha denunciate, in questi anni, più di 500 nel mondo e in Europa. Tuttavia, non sempre le autorità dei vari paesi tendono ad oscurare tali siti e a perseguire, alla radice, tali associazioni, anche se azioni concrete di contrasto cominciano a notarsi".
Questa connessione potrebbe produrre serie conseguenze normative sulle libertà digitali. Da parte di chi si occupa di lotta alla diffusione della pornografia infantile, infatti, arriva con forza l'allarme per il costituirsi di una grande rete pedofila in grado di raccordare mezzi e strumenti, ideologia e capacità organizzativa, affidandosi ad un fine comune, ovvero la legalizzazione di quello che oggi è considerato in tutti i paesi più avanzati un crimine intollerabile.
"Il vero problema che sempre più va palesandosi e che con il nuovo Partito olandese si esplicita in tutta la sua drammaticità - sottolinea Bressan - è la possibilità per queste organizzazioni di diffondere, nei confronti della pedofilia, la tendenza alla normalizzazione, ovvero di riuscire nel tempo, attraverso una perpetua opera, prima culturale, e ora anche politica, a trasformare quello che oggi viene visto in modo pressoché unanime come il peggiore dei delitti, in una pratica possibile. Da ottenere con il riconoscimento di una presunta liberazione sessuale del minore. In tal senso, la pedofilia culturale è l'unica vera radice dell'NVD e l'NVD è l'umana e concreta sua espressione che ne eredita il fine supremo: portare, sul piano dell'arena politica, i contenuti di una tale cultura al fine di una futura, ma possibile, legalizzazione dei suoi principi. L'affronto, pertanto, che un partito di questo tipo lancia agli stati europei e ai suoi cittadini, è troppo grande e troppo assurdo".
Il programma della nuova organizzazione politica è peraltro esplicito nel muoversi in questa direzione: accanto a richieste bizzarre ma innocue, come leggi che consentano a tutti di poter girare nudi a piacimento, c'è anche quella di legalizzare la pedopornografia, di consentire la diffusione della pornografia non violenta sui media anche durante il giorno, di abbassare a 12 anni l'età del consenso per l'attività sessuale. Il concetto di base, secondo NVD, è che il minore ha una propria sessualità che oggi non è libero di esprimere e che viene castrata e distorta dal divieto, considerato assurdo dall'organizzazione olandese, di intrattenersi in attività erotiche con individui adulti.
"Il loro dato di partenza - continua Bressan - quello secondo cui il minore, persino un bambino di pochi anni, addirittura meno di 4, possa esprimere un consenso a rapporti sessuali è destituito di qualsiasi fondamento scientifico. Tutte le ricerche e le conoscenze scientifiche in materia, infatti, dimostrano l'esatto contrario, ovvero il pesantissimo trauma che può rappresentare un contatto sessuale, per un bambino, con un adulto in quanto il bambino non è in grado di comprendere la propria sessualità e di essere partner attivo in una relazione che, logicamente, rimane solo asimmetrica".
Con denunce ed esposti già presentati non solo in Italia ma in diversi paesi europei molti stanno cercando di premere sul Governo olandese affinché trovi un escamotage giuridico per mettere fuori gioco il Partito pedofilo.
"Le organizzazioni pedofile, sia culturali che pedocriminali, hanno sempre sfruttato Internet - avverte Bressan - perché nulla più come un mezzo di comunicazione così straordinario, prolifico e diffuso può dar loro la possibilità di trasformare la questione del pedoporno e dello sfruttamento violento dei minori in un non-problema. A maggior ragione, ora, la presenza di un "partito" dà loro il pretesto per sentirsi ancora più forti e ancora più nel giusto e di fortificarsi, virtualmente, e concretamente".
Se questo avvenisse, evidentemente, si aprirebbero scenari che a tutti oggi suonano come agghiaccianti. Ma impedire che ciò avvenga non sarà facile. L'unica speranza, concordano gli esperti, è che questa volta, anziché ricorrere a nuove pesanti leggi capaci di impattare sulla libertà di ciascuno, sia più forte e palese la reazione dell'opinione pubblica.
Il portale italiano PUNTO INFORMATICO intervista la sociologa Nicoletta Bressan, membro e consulente dell’Associazione METER di don Fortunato di Noto (Avola, SR), http://www.associazionemeter.it
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21/08/06 LA CREAZIONE DEI GRUPPI DI AUTO-AIUTO |
A.I. FA.VI.N.
-Le attività ed i progetti di A.I. FA.VI.N.-
Come da norme statutarie l'A.I. FA.VI.N. (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica), si prefigge interventi di sostegno Psico-Sociale delle famiglie o di singole persone che hanno subito un lutto o vivono in casa il trauma di un congiunto affetto da Patologia Neoplastica, affinché attraverso le Istituzioni Pubbliche di competenza vengano coordinati i servizi territoriali già esistenti, ma attualmente scoordinati e comunque non attivati a tali importantissime funzioni. Si prefigge altresì di promuovere interventi di sostegno economico nei casi di particolare gravità, cioè, laddove viene a mancare una persona unica titolare di reddito familiare, in attesa di un'occupazione a tempo indeterminato a favore del superstite divenuto nel frattempo capofamiglia.
L' Associazione Italiana A.I. FA.VI.N. si prefigge altresì di promuovere un sistema di raccolta di fondi per la ricerca di donatori pubblici e privati in forma di assoluta trasparenza, cioè, attraverso un Istituto della massima affidabilità morale e professionale appositamente istituito per la trasmissione diretta alla ricerca Medico-Scientifica dei fondi raccolti, un Comitato Scientifico per assegnare i fondi con oggettiva priorità agli scopi di cui sopra.
L'Associazione A.I. FA.VI.N. in stretta collaborazione con MCE Movimento Cittadini Europei (Movimento di Tutela dei Diritti del Cittadino Consumatore Utente), si è prefisso l'impegno per una campagna costante e determinata con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica, ma soprattutto il mondo politico a intensificare ed allargare il campo della prevenzione laddove possibile, al fine di arrestare il vertiginoso aumento di nuovi casi di tumore in particolare sui giovani .
A.I. FA.VI.N. ha inoltre come obbiettivo quello di fare progetti per l'assistenza di gruppo come ad es.: organizzare un gruppo di auto-aiuto che consiste nel riunire famiglie o persone che condividono la stessa tragedia sotto la guida di uno o più trainers per discutere le loro esperienze. Esperienze simili in altri settori come la Psichiatria e la Tossicodipendenza hanno dato dei risultati eccellenti.
L'Associazione A.I. FA.VI.N. come è noto è appena nata e ha già registrato molto interesse da parte del mondo dei media ed anche dalle Istituzioni e si augura vi sia altrettanto interesse da parte della classe medica, dai Medici di Medicina Generale e dalla Specialistica, essenziali per diffondere l'iniziativa tra i potenziali beneficiari e eventuali collaboratori.
23/Luglio/2006 il Presidente Nazionale
Dott. Samuele Carosi ________________________________________
CREAZIONE DI UN GRUPPO DI AUTO-AIUTO PER FAMILIARI
Falconara M.ma , 23 Luglio 2006
Conduttori del gruppo: Dr. Sandro Scarpa, Dr. Andrea Ciattaglia
Il progetto verte sulla creazione di gruppi di auto-aiuto per il sostegno di famiglie che hanno perso un proprio congiunto a causa di tumore.
L’iniziativa ha lo scopo di fornire aiuto e supporto a tali famiglie e singole persone che potranno così stabilire una relazione fra pari, ed essere tutti reciprocamente e contemporaneamente fruitori e prestatori di cure.
Le famiglie o le singole persone possono accrescere la capacità di far fronte al forte disagio legato alla perdita del loro congiunto, attraverso il mutuo soccorso e la messa a punto di strategie efficaci.
Il gruppo ottimale è di cinque famiglie, si stabiliscono gli incontri ogni due-tre settimane, intervallati da riunioni d’equipe in cui si discute sugli incontri effettuati e sul materiale raccolto.
L’incontro per il gruppo é ovviamente mirato a quella che viene definita “fase sociale”, in cui avviene la reciproca conoscenza dei partecipanti e vengono date tutte le varie informazioni sul nostro progetto.
Durante i successivi incontri si entra invece nella piena attività di gruppo in cui probabilmente emergono già da subito temi affettivamente pregnanti e comuni alle famiglie partecipanti. A queste ultime si da la libertà di discutere sui temi che loro vogliono e di esprimere ogni possibile disagio personale.
Dalla discussione dei vari problemi, i partecipanti stessi esprimomo le loro esperienze ed opinioni, magari suggerendo delle soluzioni alternative.
Con il passare del tempo, una volta ottenuto un certo grado di coesione fra i partecipanti, si provvede ad inserire altre famiglie definendo così un gruppo a struttura aperta, chiedendo, qualora lo riteniamo opportuno, la collaborazione di altri operatori per la conduzione di quest’ultimo.
Si prevede che nell’arco dei prossimi due anni, riusciremo a riunire stabilmente le cinque famiglie del gruppo, qualora le circostanze lo esigano potenzieremo il Progetto per poi diffonderlo anche su tutto il territorio nazionale.
Graziando per l’attenzione, salutiamo molto cordialmente.
Il Presidente Nazionale AIFAVIN
Dott. Samuele Carosi
Direttore della Struttura operativa AIFAVIN
Dr. Sandro Scarpa.
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21/08/06 LA CASA DELLA SALUTE CAPITOLO QUARTO |
M.C.E. & A.I. FA.VI.N. “LA CASA DELLA SALUTE”
Di Roberto Polillo & Giovanni Fiorentini
“Capitolo n. 4 di 5”
=Attesa di vita=
La media di vita delle popolazioni nei paesi:
Kerala 73 anni
Cina 71 anni
Sri Lanka 73 anni
Brasile 61 anni
Sudafrica 62 anni
Namibia 58 anni
Le cure primarie rappresentano dunque una parte fondamentale del sistema di tutela della salute, e una loro reale implementazione é indispensabile per un miglioramento significativo delle condizioni di vita, anche nei paesi fortemente industrializzati come gli USA, dove esistono incredibili differenze all’interno dei vari gruppi sociali ed etnici.
Disuguaglianze di tale intensità da determinare nei gruppi di popolazione nera in condizioni di svantaggio, attese di vita minori anche di 30 anni rispetto ai gruppi di bianchi.
In un recente lavoro comparso su NEJM e condotto da Peter B. Bach, M.D. e Coll nel tentativo di pervenire ad una comprensione di tale fenomeno, gli autori dopo avere analizzato una serie imponente di dati, sono giunti alla conclusione che l’elemento in grado di determinare lo squilibrio esistente, potrebbe essere proprio la diversa qualità delle cure primarie ricevute dalle due popolazioni. Dall’analisi condotta, infatti, emerge con chiarezza che il livello di cure primarie ricevute dai primi (in riferimento alla qualificazione posseduta dai medici di base di riferimento, dal loro grado di capacità professionale e dal loro inserimento nella rete assistenziale erogatrice delle prestazioni di secondo livello) è di qualità sensibilmente inferiore rispetto ai secondi. Da questo ne deriverebbe secondo gli autori una minore probabilità di ricevere diagnosi precoci e tempestive e una minore appropriatezza nel livello di cure. Tutto questo dunque per gli autori potrebbe contribuire in maniera assolutamente significativa a generare le differenze riscontrate.
Le cure primarie, le cui differenze con il sistema di cure ospedaliere viene sintetizzato nella tabella successiva, riconoscono come proprio livello di riferimento quello più prossimo ai cittadini e cioè il territorio e quindi il loro ambito organizzativo, è tipicamente distrettuale.
Le differenze tra sistema ospedaliero e sistema delle cure primarie
Sistema ospedaliero Sistema delle cure primarie
Intensività assistenziale Estensività Assistenziale
Orientamento alla produzione Orientamento alla gestione
di prestazioni di processi assistenziali
Presidia l’efficienza Presidia l’efficacia ed i risultati
Tende all’accentramento Tende al decentramento
attraverso economie di scala (partecipazione)
Punta all’eccellenza Punta all’equità
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Una organizzazione dei servizi che vede nel distretto: il punto di incontro tra domanda di salute dei cittadini ed offerta di cure, benessere e nuova socialità; l’Area – sistema ricomprendente i presidi e servizi, ora dispersi, finalizzati a dare risposte territoriali ai problemi di salute e di cure dei cittadini; lo spazio privilegiato per la presa in carico del cittadino e per l’integrazione tra le attività sanitarie e quelle di tipo sociale; il luogo della partecipazione dei cittadini alla definizione degli obbiettivi di salute e alla valutazione dei risultati ottenuti (vedi tabella successiva)
Le funzioni del distretto
1. Assistenza medica di base (medici di medicina generale e pediatri di libera
scelta, guardia medica).
2. Continuità assistenziale ed integrazione ospedale/territorio attraverso la
definizione di percorsi terapeutici individualizzati.
3. Assistenza specialistica ambulatoriale extraospedaliera.
4. Diagnostica strumentale e di laboratorio.
5. Assistenza domiciliare (assistenza domiciliare integrata – ADI -. assistenza
domiciliare psichiatrica – ADP -, assistenza sociale, assistenza ai malati
oncologici e a persone con infezioni HIV).
6. Assistenza extraospedaliera, residenziale e semiresidenziale, assistenza
consultoriale, familiare e pediatrica.
7. Programmazione degli accessi all’ospedale di comunità.
8. Prevenzione nell’ambiente di vita e di lavoro.
9. Tutela della salute mentale e assistenza psichiatrica.
10. Educazione sanitaria e promozione di corretti stili di vita.
Pubblicazione a cura di Giovanni Fiorentini
Nel prossimo capitoli n. 5 saranno pubblicati due argomenti
A) L’area elementare e la casa della salute
B) La casa della salute: le funzioni e le attività divise per aree
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Stim.ssimo Prof. Ettore Degli UBERTI,
in anteprima Le invio questo 4° capitolo di “CASA DELLA SALUTE”, programmato per uscire con il Giornalino n. 23 alla fine del mese di agosto.
Colgo l’occasione per ringraziare Lei ed i Suoi collaboratori per la notevole attenzione e l’insolita stupefacente gentilezza riservatami.
Nell’augurarLe di trascorrere un buon Ferragosto, un sincero e cordiale saluto da.
Giovanni Fiorentini
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21/08/06 LA CASA DELLA SALUTE CAPITOLO TERZO |
M.C.M. & A.I.FA.VI.N.
LA CASA DELLA SALUTE
Il sistema sanitario come contesto sociologico complesso
Di Roberto Polillo & Giovanni Fiorentini
Capitolo n. 3 di 5
Il sistema sanitario come contesto sociologico complesso
Se dunque la collocazione del sistema sanitario è all’interno di uno spazio multidimenzionale in cui interagiscono sottosistemi caratterizzati da una complessa progressivamente crescente, è ora opportuno definire quale ne sia la natura e quali siano gli attori istituzionali che in esso interagiscono.
E’ del tutto superfluo ribadire che l’assimilazione del sistema sanitario ad altri mercati adibiti alla produzione e allo scambio di merci (tipica del pensiero neoliberista) non verrà presa in considerazione in quanto essa è a nostro giudizio una vera mistificazione epistemologica totalmente priva di fondamento. La nostra assunzione invece è che il sistema sanitario rappresenta un contesto sociologico complesso nel cui ambito sono identificabili tre livelli di significatività; in cui, a livello macro, interagiscono diversi soggetti collettivi portatori di specifici interessi di rappresentanza spesso in conflitto tra loro (lo Stato e le sue articolazioni, il complesso farmaco industriale privato, le professioni sanitarie e i pazienti) ed in cui un ruolo altrettanto importante rivestono i “saperi” e relativi statuti, le opzioni etiche esercitate, i modelli organizzativi adottati e le risorse effettivamente messe a disposizione a partire dalle politiche fiscali e redistributive.
Se dunque il livello micro è quello della dimensione clinica (interazione tra i diversi attori che si costituisce a partire dalla relazione tra il professionista sanitario e il proprio lavoro, microfisica del rapporto terapeutico, etica del rapporto duale, responsabilità della presa in carico del paziente e partecipazione del paziente alle scelte che lo riguardano). La dimensione meso è da intendere secondo una duplice veste; dal lato sociologico come “contesto ecologico” ovvero come ambito di divisione del lavoro sanitario in cui interagiscono specificatamente le diverse professioni sanitarie e in cui si ipostatizzano i rapporti di gerarchia e dominanza reciproca. Da quello più prettamente organizzativo-gestionale della offerta dei servizi (oggetto più specifico del nostro intervento) come il concreto realizzarsi di un determinato modello assistenziale; un modello che si differenzia fortemente a seconda che in esso – nell’ambito delle due tipologie di cure in cui è suddivisibile il sistema sanitario – sia attribuita centralità a quelle di tipo primario (medicina del distretto e del territorio) a quelle di tipo secondario (assistenza ospedaliero). E’ nostra convinzione infatti che soltanto un sistema basato sulla centralità delle cure primarie e sulla loro effettiva implementazione è in grado di attribuire valore a quei momenti che, ai fini della promozione della salute, noi riteniamo prioritari: prevenzione, domiciliarizzazione e umanizzazione delle cure, riabilitazione, autogestione dei pazienti e partecipazione dei cittadini.
Le cure primarie
Secondo la storica dichiarazione di Alma Ata le cure primarie possono essere così definite: “l’assistenza sanitaria di base è quell’assistenza sanitaria essenziale, fondata su metodi pratici e tecnologie appropriate, scientificamente valide e socialmente accettabili, resa universalmente accessibile agli individui e alle famiglie nella collettività, attraverso la loro piena partecipazione, a un costo che la collettività e i paesi possono permettersi ad ogni stadio del loro sviluppo nello spirito di responsabilità e di autodeterminazione.
L’assistenza sanitaria di base é parte integrante sia del sistema sanitario nazionale, di cui è il perno e il punto focale, sia dello sviluppo economico e sociale globale della collettività. E’ il primo livello attraverso il quale gli individui, le famiglie e la collettività entrano in contatto con il sistema sanitario nazionale, avvicinando il più possibile l’assistenza sanitaria ai luoghi dove le persone vivono e lavorano, e costituisce il primo elemento di un processo continuo di protezione sanitaria”.
Il premio Nobel A.Sen ha ampiamente dimostrato come solo un adeguato sistema di cure primarie sia in grado di promuovere un miglioramento reale nelle condizioni di vita delle popolazioni del mondo a partire da quelle più povere, ma non solo.
Se noi infatti utilizziamo come indicatore complessivo di risultato la riduzione della mortalità, possiamo vedere come questa possa essere ottenuta attraverso due processi di sviluppo tra loro distinti.: Growth-mediated (mediato della crescita) o Support-led (mediato dal sostegno). Mentre tuttavia il primo può operare solo attraverso una crescita economica rapida e sostenuta ed è quindi di questa dipendente, il secondo al contrario agisce grazie ad un programma ben calibrato di supporto sociale ed assistenza sanitaria, istruzione ed altri assetti sociali pertinenti ed è quindi realizzabile attraverso chiare scelte pubbliche; esso dunque è principalmente legato ad una equa politica di ridistribuzione dei vantaggi sociali e di investimento in socialità e meno alla fase economica che attraversano gli stati. Nella fattispecie l’adozione del secondo modello ha fatto si che gli abitanti del Kerala, della Cina e dello Sri Lanka, nonostante i loro bassissimi livelli di reddito (inferiore a 500 dollari annui pro capite nel 1994) abbiano raggiunto una speranza di vita enormemente superiore rispetto a quella delle popolazioni molto più ricche del Brasile, del Sudafrica e della Namidia.
Presidente Nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
Prossimo capito n. 4 : Attesa di vita
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21/08/06 LA CASA DELLA SALUTE CAPITOLO SECONDO |
M.C.E. & A.I. FA.VI.N. “LA CASA DELLA SALUTE”
Di Roberto Polillo & Giovanni Fiorentini Capitolo n. 2
Il “Sistema sanitario” e le correlazioni
con i contesti aventi effetto sulla salute umana
. . . .
| Contesto ambientale | |Contesto sociale di differenziazione |
| (Area del dominio della natura | | sistematica della società |
| e del sistema-mondo) | | (Area del contratto e controllo sociale) |
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( Sistema Sanitario)
. . . .
| Contesto fenomenologico | | Contesto demografico |
| dell’individuo | | ( Area della biopolitica e della |
| (Area dell’unità somatopsichica | | stratificazione sociale) |
|individuazione ed acquisizione di identità) | | |
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I diversi contesti aventi effetti sulla salute umana
Quando parliamo del contesto ambientale intendiamo l’area del dominio della natura e del sistema-mondo quale prodotto della interazione tra le pratiche di assoggettazione della natura e il ruolo rivestito dal singolo stato all’interno dello spazio geopolitico globale e della divisione internazionale del lavoro; esso comprende:
• disponibilità e distribuzione di beni primari (acqua, cibo, energia, risorse finanziarie, farmaci e cure primari )
• eventi climatici naturali e modificazione dell’ambiente e del clima indotte dall’uomo (siccità, inondazioni, el Nino, ondate di caldo, terremoti, tsunami, deforestazioni, surriscaldamento del pianeta, modifiche della biosfera ecc.)
• specifica collocazione geopolitica nel sistema mondo e di divisione internazionale del lavoro
• inquinamento dai processi di “modernizzazione primaria”
• gli effetti collaterali della “modernizzazione riflessiva”.
Per “Contesto sociale” di differenziazione sistemica della società evoluta si intende l’area del contratto sociale e della “progressiva acquisizione di autonomia”, da parte di specifici sottosistemi orientati alla assunzione di decisioni vincolanti per la soluzione di problemi sociali; esso è tuttavia anche lo spazio del controllo sociale e delle sue diverse procedure e modalità di realizzazione storica da parte degli apparati dello Stato (dalle tecniche di disciplinamento individuale tipiche delle Istituzioni totali alla introiezione subliminale di modelli comportamentali socialmente accettati) secondo una visione fortemente foucaultiana; sono elementi costitutivi di tale area:
• il sistema educativo e scolastico
• il sistema legislativo-giudiziario e di coercizione sanitaria
• il sistema di produzione ideologico-culturale e religioso
• il sistema politico
• il sistema economico ed il complesso farmaco industriale privato
• il sistema di pianificazione del territorio e delle politiche abitative e vicinato
Per “Contesto fenomenologico” dell’individuo si intende l’area della unità somato- psichica, dei processi di individualizzazione tipici della 2° modernità e della acquisizione e mantenimento di identità. Essa rappresenta da un lato l’interazione tra la costituzione genetica dell’individuo e l’ambiente da cui deriva la diversa espressione del fenotipo; dall’altro il contesto di autorealizzazione della persona attraverso l’acquisizione di capacitazioni e la costituzione di reticoli sociali identitari; elementi costitutivi di tale area:
• la costituzione genetica e l’inerazione dell’individuo con l’ambiente
• la visione solistica dell’individuo e il diverso approccio alla malattia
• il sé e le reti sociali nella costruzione e mantenimento di identità e di stili di vita (rituali di appartenenza e densità morale)
• il processo di de-tradizionalizzazione della società e la progressiva solitudine dell’uomo globale
• lo sviluppo delle capacitazioni e dei funzionamenti pertinenti ai fini delle “libertà sostanziali”
Per Contesto demografico-popolazionistico si deve intendere l’area della biopolitica e della stratificazione sociale. Essa rappresenta il contesto in cui la mutazione nella composizione quali-quantitativa della popolazione determinata dalle scoperte scientifiche in tema di profilassi e cura della malattie infettive tradizionali, dalla globalizzazione e dalle nuove procedure di controllo sulla struttura del vivente (inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa) esercita una sfida ed una minaccia ai sistemi di “welfare” di tipo fordista. Ma essa rappresenta anche l’area dove, nell’ambito del sistema-mondo, il meta-potere è in grado di dispiegare a pieno le proprie strategie di dominio attraverso la rimodulazione della struttura delle popolazioni con conseguente mutamento nella stessa prevalenza e diffusione delle malattie. Da questa ricomposizione globale ne discende un nuovo ordine e una nuova stratificazione degli individui a cui non viene riconosciuto identico diritto per accedere a quei beni, a forte valore aggiunto, come le nuove biotecnologie e le terapie personalizzate ad altissimo costo (impiego di cellule staminali a fini rigenerativi, farmacogenomica, trapianti, terapia genetica ecc.) che la società moderna è in grado di produrre; sono elementi costitutivi di questa area:
• la trasformazione avvenuta nella piramide demografica e nella patogenesi delle malattie della “terza fase”
• le modificazioni nella composizione della popolazione indotta da flussi micratori e trasmigrazioni
• le nuove marginalità e la stratificazione sociale della post-modernità (gli scarti della società globale)
• le strategie di controllo del “bios” /materia del vivente (contraccettazione, cellule staminali, fecondazione assistita, baby medicamenti, trapiantologia, terapia genetica).
Pubblicazione del 30/o7/2006 sul Giornalino di MCE n. 21
Prossimamente sul Giornalino n. 22, per -CASA DELLA SALUTE- invio del capitolo n. 3: “Il sistema sanitario come contesto sociologico complesso”
Curato dal Presidente nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
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21/08/06 LA SASA DELLA SALUTE |
M.C.E. & A.I. FA.VI.N. ________________________________________
=LA CASA DELLA SALUTE=
Di Roberto Polillo & Giovanni Fiorentini “Capitolo n. 1”
Sistema salute e sistema sanitario
La definizione di “Salute umana” come completo benessere psicofisico e non come semplice assenza di malattia, è un concetto elaborato dalla OMS fin dalla sua costituzione (1946). Esso è stato successivamente ribadito nella solenne dichiarazione di Alma Ata del 1978 e nella carta di Ottawa del 1986 dove viene specificato che: “per raggiungere un completo benessere fisico, mentale e sociale un individuo o un gruppo deve essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, agire sull’ambiente. La salute è considerata una risorsa per la vita quotidiana, non è l’obbiettivo della vita; è un concetto positivo che valorizza le risorse sociali e individuali, oltre alle capacità fisiche”. Se dunque l’ambito della salute è l’intero “spazio sociale ed ambientale” in cui vive ed agisce l’individuo, è allora indispensabile specificare quali siano le condizioni capaci di influire direttamente su questo.
Definiamo per assunto “Sistema Salute” (figura successiva ) il contesto significante in cui interagiscono 4 diversi sottosistemi (contesto ambientale, contesto sociale di differenziazione sistemica, contesto fenomenologico dell’individuo e contesto demografico – popolazionistico) esercitanti specifiche inferenze sulla salute umana individuale e collettiva e poniamo il sistema sanitario al centro del quadrilatero da essi delineato.
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Il “Sistema sanitario” e le correlazioni con
i contesti aventi effetto sulla salute umana
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| Contesto ambientale | |Contesto sociale di differenziazione |
| (Area del dominio della natura | | sistematica della società |
| e del sistema-mondo) | | (Area del contratto e controllo sociale) |
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( Sistema Sanitario)
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| Contesto fenomenologico | | Contesto demografico |
| dell’individuo | | ( Area della biopolitica e della |
| (Area dell’unità somatopsichica | | stratificazione sociale) |
| individuazione ed acquisizione | | |
| di identità) | | | ________________________________________
Il modello che ne risulta è di tipo correlazionale essendo caratterizzato da un rapporto di interconnessione pluridirezionale tra i diversi livelli sopra delineati e tra questi è il sistema sanitario. All’interno di ciascuno dei sottosistemi è inoltre possibile il prevalere, in funzione delle diverse condizioni socioeconomiche e geopolitiche proprie di ogni singolo paese, di alcune linee di tendenza ovvero di una maggiore o minore espressività degli elementi costitutivi talvolta in opposizione tra loro, dalla cui combinazione possono derivare effetti talora molto differenziati sui livelli di garanzie offerti ai cittadini. Così prendendo ad esempio il contesto sociale risulta del tutto evidente come gli effetti prodotti sui diritti dei cittadini da un regime democratico, in cui esiste una divisione di poteri e un controllo reciproco tra diversi sottosistemi in cui risulta differenziato lo Stato, sarà molto superiore a quello ottenibile in un regime dispotico od oppressivo totalmente privo di dialettica interna e refrattario alla partecipazione dei corpi intermedi di rappresentanza alle scelte pubbliche. Lo stesso dicasi per ciascuno degli altri sottosistemi in cui costantemente esiste una dialettica interna tra le diverse opzioni che concorrono alla sua identificazione e definizione.
La diffusione è curata da Giovanni Fiorentini
Prossimamente nel Giornalino n. 21, -Casa della Salute- capitolo n. 2
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29/07/06 NEL N. 21 DEL GIORNALINO TROVI ''STECIALE SANITA''' |
MCE & AIFAVIN
“SPECIALE SANITA”'
MCE ritiene giusto denunciare i disservizi del S.S.N. la C.D."Malasanità"; così
come ritiene giusto dare anche risalto a ciò che funzione, le C.D. “Eccellenze”
In questo n. 21 e nei prossimi numeri del nostro Giornalino, parleremo delle
strutture Ospedaliere ed Universitarie che funzionano, cioé, delle: "Eccellenze"
Ancona 30/Luglio/2006 primo numero di “Speciale Sanità”
Lo staff nazionale di MCE in collaborazione con AIFAVIN, ha presentato il progetto “Diritto alla Salute per Tutti” al Convegno di Ancona nello scorso 27-28 Novembre 2004 presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche “Giorgio Fuà”. In quella sede sono stati trattati i temi della Prevenzione Primaria e Secondaria, della Diagnosi Precoce e dell'Accesso alle Cure (un progetto che è approdato anche in USA ed in America Latina). Madrina della manifestazione è stata il soprano di fama internazionale Gabriella Costa.
Per conoscere le cause che determinano una qualità dei servizi a macchia di Leopardo, a partire dagli inizi del 2005, MCE ha monitorato alcune Strutture Universitarie ed Ospedaliere del Nord, del Centro e del Sud d’Italia- I risultati che sono emersi dall’indagine conoscitiva ci hanno convinto che se è giusto denunciare ciò che non funziona, soprattutto perché è in gioco l’incolumità delle persone, è ancora più giusto e doveroso informare l’opinione pubblica circa l'esistenza di strutture Universitarie ed Ospedaliere che invece funzionano molto bene.
In questo primo numero di “SPECIALE SANITA”, presentiamo i riscontri salienti derivanti dal monitoraggio effettuato presso la Clinica Universitaria di Endocrinologia dell’Ospedale S. Anna di Ferrara, Diretta dal Prof. Ettore Degli Uberti, e della Struttura Ospedaliera di Medicina Riabilitativa degli Ospedali Riuniti Umberto I° Torrette Ancona, diretta dal Dott. Maurizio Ricci.
Qualche mese fa MCE ha chiesto ed ottenuto dalla Clinica Universitaria di Endocrinologia dell’Ospedale S’Anna di Ferrara, la degenza per accertamenti diagnostici di un proprio associato da tempo sofferente di una patologia importante, che si manifestava anche con vistosi sintomi di deficienza linfatica ed ormonale. Il paziente in oggetto, già reduce da altre degenze in altre Ospedali per gli stessi motivi, nella Clinica del Prof. Degli Uberti ha subito notato le notevoli differenze con le precedenti.
Nonostante lo difficoltà strutturali della Clinica Università di Ferrara che é ubicata all’interno di una struttura ospedaliera molto vecchia e scomoda, il malato viene accolto come ospite non come paziente. L’approccio del Personale Medico, infermieristico e di tutto il personale della Clinica con il paziente, è tale che sembra una competizione di gentilezza. Il nostro associato ha anche notato l’elevato livello di professionalità di tutto lo Staff Medico ed infermieristico, le modalità dell’indagine diagnostica risultano impeccabili anche perché nulla viene lasciato al caso, persino il vitto e tutto il servizio alberghiero si può definire perfetto. Dopo l’esperienza vissuta dal nostro associato, riteniamo che la Clinica di Endocrinologia dell’Università di Ferrara si possa definire di Assoluta Eccellenza.
MCE ha monitorato anche un reparto Ospedaliero, la Medicina Riabilitativa dell’Ospedale Umberto I° di Torrette Ancona di cui è Primario il Dott. Maurizio Ricci. Per quanto concerne la Medicina Riabilitativa di Torrette, abbiamo percorso tutte le fasi di un secondo nostro associato. Infatti, Il paziente si è presentato all’accettazione del Reparto per prenotare delle terapie prescrittegli dal suo Medico di Medicina Generale. Il personale del servizio di accettazione, notata l’evidente notevole sofferenza del paziente, ha ritenuto di farlo visitare subito da un Fisiatra dello Staff, il quale notata l’urgenza lo ha inserito nel programma terapeutico dello stesso giorno. Il nostro associato ci ha riferito che è rimasto stupito dalla straordinaria gentilezza da parte dello Staff Medico, dei Fisioterapisti e di tutto il personale del reparto. Il risultato finale è stato che il nostro Associato è arrivato nel reparto di Medicina Riabilitativa del Dott. Ricci accompagnato perché impedito in alcuni suoi movimenti; finito il primo ciclo di trattamenti non solo non aveva più bisogno di sostegno motorio, ma riusciva addirittura a camminare a passo molto sostenuto.
MCE consapevole che in Italia ci sono molte più strutture sanitarie “Eccellenti” di quante ne conosciamo, ha maturato la convinzione che è molto più utile mettere in risalto ciò che più funziona nella Sanità, piuttosto che denunciare e parlare soltanto di disservizi e di malasanità. Le ragioni della nostra netta convinzione sono di tre ordini:
a) parlare troppo di malasanità alimenta solo diffidenza e sospetti nei confronti della sanità stessa;
b) parlare e far conoscere i servizi che funzionano, riaccende la fiducia e l’interesse che viene stimolato a richiedere servizi adeguati alle sue necessità;
c)comunicare e dare risalto alle realtà di Eccellenza nel Servizio Sanitario Pubblico, potrebbe fungere da stimolo o se vogliamo da competizione professionale alla classe Medica ed ai gestori dei Servizi Sanitari Regionali.
MCE di certo non rinuncerà a denunciare i disservizi e tutto ciò che non può essere accettato, denuncerà soprattutto i casi in cui vengono volutamente disattesi i diritti del malato, ma tornerà anche a parlare di strutture che funzionano e di quelle che sono vere e proprie "Eccellenze", raccontando realtà vissute, simili a quelle riportate su questo numero.
Il Presidente Nazionale MCE
Rag. Giovanni Fiorentini
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27/07/06 SPECIALE SANITA' |
M.C.E. & A.I. FA.VI.N. “LA CASA DELLA SALUTE”
Di Roberto Polillo e Giovanni Fiorentini Capitolo n. 2
Il “Sistema sanitario” e le correlazioni
con i contesti aventi effetto sulla salute umana
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| Contesto ambientale | |Contesto sociale di differenziazione |
| (Area del dominio della natura | | sistematica della società |
| e del sistema-mondo) | | (Area del contratto e controllo sociale) |
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( Sistema Sanitario)
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| Contesto fenomenologico | | Contesto demografico |
| dell’individuo | | ( Area della biopolitica e della |
| (Area dell’unità somatopsichica | | stratificazione sociale) |
|individuazione ed acquisizione di identità) | | |
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I diversi contesti aventi effetti sulla salute umana
Quando parliamo del contesto ambientale intendiamo l’area del dominio della natura e del sistema-mondo quale prodotto della interazione tra le pratiche di assoggettazione della natura e il ruolo rivestito dal singolo stato all’interno dello spazio geopolitico globale e della divisione internazionale del lavoro; esso comprende:
• disponibilità e distribuzione di beni primari (acqua, cibo, energia, risorse finanziarie, farmaci e cure primari )
• eventi climatici naturali e modificazione dell’ambiente e del clima indotte dall’uomo (siccità, inondazioni, el Nino, ondate di caldo, terremoti, tsunami, deforestazioni, surriscaldamento del pianeta, modifiche della biosfera ecc.)
• specifica collocazione geopolitica nel sistema mondo e di divisione internazionale del lavoro
• inquinamento dai processi di “modernizzazione primaria”
• gli effetti collaterali della “modernizzazione riflessiva”.
Per “Contesto sociale” di differenziazione sistemica della società evoluta si intende l’area del contratto sociale e della “progressiva acquisizione di autonomia”, da parte di specifici sottosistemi orientati alla assunzione di decisioni vincolanti per la soluzione di problemi sociali; esso è tuttavia anche lo spazio del controllo sociale e delle sue diverse procedure e modalità di realizzazione storica da parte degli apparati dello Stato (dalle tecniche di disciplinamento individuale tipiche delle Istituzioni totali alla introiezione subliminale di modelli comportamentali socialmente accettati) secondo una visione fortemente foucaultiana; sono elementi costitutivi di tale area:
• il sistema educativo e scolastico
• il sistema legislativo-giudiziario e di coercizione sanitaria
• il sistema di produzione ideologico-culturale e religioso
• il sistema politico
• il sistema economico ed il complesso farmaco industriale privato
• il sistema di pianificazione del territorio e delle politiche abitative e vicinato
Per “Contesto fenomenologico” dell’individuo si intende l’area della unità somato- psichica, dei processi di individualizzazione tipici della 2° modernità e della acquisizione e mantenimento di identità. Essa rappresenta da un lato l’interazione tra la costituzione genetica dell’individuo e l’ambiente da cui deriva la diversa espressione del fenotipo; dall’altro il contesto di autorealizzazione della persona attraverso l’acquisizione di capacitazioni e la costituzione di reticoli sociali identitari; elementi costitutivi di tale area:
• la costituzione genetica e l’inerazione dell’individuo con l’ambiente
• la visione solistica dell’individuo e il diverso approccio alla malattia
• il sé e le reti sociali nella costruzione e mantenimento di identità e di stili di vita (rituali di appartenenza e densità morale)
• il processo di de-tradizionalizzazione della società e la progressiva solitudine dell’uomo globale
• lo sviluppo delle capacitazioni e dei funzionamenti pertinenti ai fini delle “libertà sostanziali”
Per Contesto demografico-popolazionistico si deve intendere l’area della biopolitica e della stratificazione sociale. Essa rappresenta il contesto in cui la mutazione nella composizione quali-quantitativa della popolazione determinata dalle scoperte scientifiche in tema di profilassi e cura della malattie infettive tradizionali, dalla globalizzazione e dalle nuove procedure di controllo sulla struttura del vivente (inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa) esercita una sfida ed una minaccia ai sistemi di “welfare” di tipo fordista. Ma essa rappresenta anche l’area dove, nell’ambito del sistema-mondo, il meta-potere è in grado di dispiegare a pieno le proprie strategie di dominio attraverso la rimodulazione della struttura delle popolazioni con conseguente mutamento nella stessa prevalenza e diffusione delle malattie. Da questa ricomposizione globale ne discende un nuovo ordine e una nuova stratificazione degli individui a cui non viene riconosciuto identico diritto per accedere a quei beni, a forte valore aggiunto, come le nuove biotecnologie e le terapie personalizzate ad altissimo costo (impiego di cellule staminali a fini rigenerativi, farmacogenomica, trapianti, terapia genetica ecc.) che la società moderna è in grado di produrre; sono elementi costitutivi di questa area:
• la trasformazione avvenuta nella piramide demografica e nella patogenesi delle malattie della “terza fase”
• le modificazioni nella composizione della popolazione indotta da flussi micratori e trasmigrazioni
• le nuove marginalità e la stratificazione sociale della post-modernità (gli scarti della società globale)
• le strategie di controllo del “bios” /materia del vivente (contraccettazione, cellule staminali, fecondazione assistita, baby medicamenti, trapiantologia, terapia genetica).
Pubblicazione del 31/o7/2006 sul Giornalino di MCE n. 21
Prossimamente sul Giornalino n. 22, per -CASA DELLA SALUTE- invio del capitolo n. 3: “Il sistema sanitario come contesto sociologico complesso”
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a cura del Presidente nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
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27/07/06 DECRETO BERSANI N. 223/2006 |
Decreto Bersani: manovra bis e liberalizzazioni. Professioni, banche, farmaci. Decreto Legge 04.07.2006 n° 223 , G.U. 04.07.2006
Approvato un decreto legge in materia di rilancio economico e sociale, contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, ed interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
Con il decreto-legge n. 223 del 4 luglio 2006 il Governo ha varato la manovra bis dando via libera al cosiddetto 'pacchetto Bersani' in materia di liberalizzazioni nei settori bancario, assicurativo, ordini professionali, taxi, farmacie, commercio, authority.
Queste le principali misure del provvedimento:
• Alimentari: liberalizzazione della produzione del pane. Da oggi sarà sufficiente una dichiarazione di inizio attività al Comune, aboliti i limiti quantitativi alla produzione ed il numero dei panifici in ciascun comune.
• Assicurazioni: abolita la vendita in esclusiva delle polizze assicurative, con possibilità di agenti plurimandatari. I risarcimenti arriveranno inoltre dalla propria compagnia, riducendo i tempi di attesa.
• Authority: multe tra il 3% e il 10% del fatturato per violazione delle norme sulla concorrenza.
• Banche: obbligo per la banca di comunicare al cliente per iscritto le variazioni al contratto del conto corrente con possibiltà per il correntista di recedere dal contratto senza costi ulteriori. Ogni banca dovrà inoltre adeguare i tassi di interesse dei conti correnti bancari (debitori e creditori) in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Banca Centrale Europea.
• Casa: abolizione delll'obbligo della dichiarazione Ici con la possibilità per i proprietari di case di liquidare l'imposta sulla dichiarazione dei redditi (Unico o 730).
• Farmaci: via libera alla loro vendita - se non soggetti a prescrizione medica - nei supermercati e in tutti gli esercizi commerciali (esclusi gli alimentari). Unico vincolo: la presenza di un laureato in farmacia.
• Notai: abolito l'obbligo dell'atto notarile nel caso di passaggio di proprietà di automobili, moto e barche. Da oggi sarà necessario solo un atto, gratuito, da effettuare in Comune.
• Professionisti: abolita la tariffa minima per i professionisti, con possibilità del cliente di negoziare la parcella. Da oggi i liberi professionisti - ad eccezione dei medici nell'esercizio della professione reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso - potranno pubblicizzare la propria attività.
• Pubblici esercizi: prevista l'abolizione delle commissioni comunali e provinciali per il rilascio della licenza necessaria all'apertura di un esercizio pubblico.
• Taxi: liberalizzazione del sistema delle licenze con abolizione del divieto di cumulo delle stesse.
(Altalex, 4 luglio 2006)
DECRETO-LEGGE 4 luglio 2006, n. 223.
Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
(G.U. n. 153 del 4-7-2006)
• Titolo I - Misure urgenti per lo sviluppo, la crescita e la promozione della concorrenza e della competitivita, per la tutela dei consumatori e per la liberalizzazione di settori produttivi (Artt. 1-15)
• Titolo II - Misure per la ripresa degli interventi infrastrutturali, interventi per il sostegno della famiglia e misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica (Artt. 16-34)
• Titolo III - Misure in materia di contrasto all'evasione ed elusione fiscale, di recupero della base imponibile, di potenziamento dei poteri di controllo dell'amministrazione finanziaria, di semplificazione degli adempimenti tributari e in materia di giochi (Artt. 35-38)
• Titolo IV - Disposizioni finali (Artt. 39-41)________________________________________
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di rafforzare la libera scelta dei consumatori e di rendere piu' concorrenziali gli assetti di mercato, favorendo anche il rilancio dell'economia e dell'occupazione;
Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare interventi intesi a razionalizzare e contenere i livelli di spesa pubblica, nonche' in tema di entrate e di contrasto all'evasione ed elusione fiscale;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 giugno 2006;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico;
Emana
il seguente decreto-legge:
TITOLO I
Misure urgenti per lo sviluppo, la crescita e la promozione della concorrenza e della competitivita, per la tutela dei consumatori e per la liberalizzazione di settori produttivi
Art. 1.
Finalita' e ambito di intervento
1. Le norme del presente titolo, adottate ai sensi degli articoli 3, 11, 41 e 117, commi primo e secondo, della Costituzione, con particolare riferimento alle materie di competenza statale della tutela della concorrenza, dell'ordinamento civile e della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, recano misure necessarie ed urgenti per garantire il rispetto degli articoli 43, 49, 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunita' europea ed assicurare l'osservanza delle raccomandazioni e dei pareri della Commissione europea, dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato e delle Autorita' di regolazione e vigilanza di settore, in relazione all'improcrastinabile esigenza di rafforzare la liberta' di scelta del cittadino consumatore e la promozione di assetti di mercato maggiormente concorrenziali, anche al fine di favorire il rilancio dell'economia e dell'occupazione, attraverso la liberalizzazione di attivita' imprenditoriali e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Art. 2.
Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali
1. In conformita' al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di liberta' di circolazione delle persone e dei servizi, nonche' al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facolta' di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attivita' libero professionali e intellettuali:
a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;
b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni;
c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di societa' di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non puo' partecipare a piu' di una societa' e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o piu' professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilita'.
2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonche' le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti.
3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l'adozione di misure a garanzia della qualita' delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.
Art. 3.
Regole di tutela della concorrenza nel settore della distribuzione commerciale
1. Ai sensi delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed al fine di garantire la liberta' di concorrenza secondo condizioni di pari opportunita' ed il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonche' di assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilita' all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, comma secondo, lettere e) ed m), della Costituzione, le attivita' economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni:
a) l'iscrizione a registri abilitanti ovvero possesso di requisiti professionali soggettivi per l'esercizio di attivita' commerciali, fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti;
b) il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attivita' commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio;
c) le limitazioni quantitative all'assortimento merceologico offerto negli esercizi commerciali;
d) il rispetto di limiti riferiti a quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale sub regionale;
e) la fissazione di divieti generali ad effettuare vendite promozionali, a meno che non siano prescritti dal diritto comunitario;
f) l'ottenimento di autorizzazioni preventive e le limitazioni di ordine temporale allo svolgimento di vendite promozionali di prodotti, effettuate all'interno degli esercizi commerciali.
2. Sono fatte salve le disposizioni che disciplinano le vendite sottocosto e i saldi di fine stagione.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali di disciplina del settore della distribuzione commerciale incompatibili con le disposizioni di cui al comma 1.
4. Le regioni e gli enti locali adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari ai principi e alle disposizioni di cui al comma 1 entro il 1° gennaio 2007.
Art. 4.
Disposizioni urgenti per la liberalizzazione dell'attivita' di produzione di pane
1. Al fine di favorire la promozione di un assetto maggiormente concorrenziale nel settore della panificazione ed assicurare una piu' ampia accessibilita' dei consumatori ai relativi prodotti, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono abrogate la legge 31 luglio 1956, n. 1002, e la lettera b), del comma 2 dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. L'impianto di un nuovo panificio ed il trasferimento o la trasformazione di panifici esistenti sono soggetti a dichiarazione di inizio attivita' da presentare al comune competente per territorio ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241. La dichiarazione deve essere corredata dall'autorizzazione della competente Azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari e dall'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, dal titolo abilitativo edilizio e dal permesso di agibilita' dei locali.
3. I comuni e le autorita' competenti in materia igienico-sanitaria esercitano le rispettive funzioni di vigilanza.
4. Le violazioni delle prescrizioni di cui al presente articolo sono punite ai sensi dell'articolo 22, commi 1, 2, 5, lettera c), e 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
Art. 5.
Interventi urgenti nel campo della distribuzione di farmaci
1. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono effettuare attivita' di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione, di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica, secondo le modalita' previste dal presente articolo. E' abrogata ogni norma incompatibile.
2. La vendita di cui al comma 1 e' consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata nell'ambito di un apposito reparto, con l'assistenza di uno o piu' farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci.
3. Ciascun distributore al dettaglio puo' determinare liberamente lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla confezione del farmaco, purche' lo sconto sia esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti. Ogni clausola contrattuale contraria e' nulla. Sono abrogati l'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2005, n.
87, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, ed ogni altra norma incompatibile.
4. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 105 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e' aggiunto, infine, il seguente periodo: «L'obbligo di chi commercia all'ingrosso farmaci di detenere almeno il 90 per cento delle specialita' in commercio non si applica ai medicinali non ammessi a rimborso da parte del servizio sanitario nazionale, fatta salva la possibilita' del rivenditore al dettaglio di rifornirsi presso altro grossista.».
5. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono soppresse le seguenti parole: «che gestiscano farmacie anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge»; al comma 2 del medesimo articolo sono soppresse le seguenti parole:
«della provincia in cui ha sede la societa»; al comma 1, lettera a), dell'articolo 8 della medesima legge e' soppressa la parola:
«distribuzione».
6. Sono abrogati i commi 5, 6, 7, 9 e 10 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.
7. All'articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. Le attivita' di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia sono tra loro incompatibili se svolte dal medesimo soggetto imprenditoriale.».
Art. 6.
Deroga al divieto di cumulo di licenze per il servizio di taxi
1. Al fine di assicurare agli utenti del servizio taxi una maggiore offerta, in linea con le esigenze della mobilita' urbana, all'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
«2-bis. Fatta salva la possibilita' di conferire nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica, i comuni possono bandire pubblici concorsi, nonche' concorsi riservati ai titolari di licenza taxi, in deroga alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, per l'assegnazione a titolo oneroso di licenze eccedenti la vigente programmazione numerica. Nei casi in cui i comuni esercitino la facolta' di cui al primo periodo, i soggetti di cui all'articolo 7 assegnatari delle nuove licenze non le possono cedere separatamente dalla licenza originaria. I proventi derivanti dall'assegnazione a titolo oneroso delle nuove licenze sono ripartiti, in misura non superiore all'80 per cento e non inferiore al 60 per cento, tra i titolari di licenza taxi del medesimo comune che mantengono una sola licenza. In ogni caso i titolari di licenza devono esercitare il servizio personalmente, ovvero avvalersi di conducenti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 6, il cui contratto di lavoro subordinato deve essere trasmesso all'amministrazione vigilante entro le ore 24 del giorno precedente il servizio. I comuni possono altresi' rilasciare titoli autorizzatori temporanei, non cedibili, per fronteggiare eventi straordinari.».
Art. 7.
Misure urgenti in materia di passaggi di proprieta' di beni mobili registrati
1. L'autenticazione degli atti e delle dichiarazioni aventi ad oggetto l'alienazione di beni mobili registrati e rimorchi o la costituzione di diritti di garanzia sui medesimi puo' essere richiesta anche agli uffici comunali ed ai titolari degli sportelli telematici dell'automobilista di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, che sono tenuti a rilasciarla gratuitamente, tranne i previsti diritti di segreteria, nella stessa data della richiesta, salvo motivato diniego.
2. I commi 390 e 391 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono abrogati.
Art. 8.
Clausole anticoncorrenziali in tema di responsabilita' civile auto
1. In conformita' al principio comunitario della concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunita' europea, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e' fatto divieto alle compagnie assicurative e ai loro agenti di vendita di stipulare nuove clausole contrattuali di distribuzione esclusiva e di imposizione di prezzi minimi o di sconti massimi per l'offerta di polizze relative all'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' civile auto.
2. Le clausole contrattuali che impegnano, in esclusiva, uno o piu' agenti assicurativi o altro distributore di servizi assicurativi relativi al ramo responsabilita' civile auto ad una o piu' compagnie assicurative individuate, o che impongono ai medesimi soggetti il prezzo minimo o lo sconto massimo praticabili ai consumatori per gli stessi servizi, sono nulle secondo quanto previsto dall'articolo 1418 del codice civile. Le clausole sottoscritte prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono fatte salve fino alla loro naturale scadenza e comunque non oltre il 1° gennaio 2008.
3. Fatto salvo quanto disposto dal comma 2, costituiscono intesa restrittiva ai sensi dell'articolo 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva o del rispetto di prezzi minimi o di sconti massimi al consumatore finale nell'adempimento dei contratti che regolano il rapporto di agenzia di assicurazione relativamente all'assicurazione obbligatoria per responsabilita' civile auto.
Art. 9.
Prime misure per il sistema informativo sui prezzi dei prodotti agro-alimentari
1. All'articolo 23 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dopo il comma 2-ter, sono aggiunti i seguenti:
«2-quater. Al fine di garantire l'informazione al consumatore, potenziando il sistema della rilevazione dei prezzi all'ingrosso ed al dettaglio dei prodotti agro-alimentari e migliorandone l'efficienza ed efficacia, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali mettono a disposizione delle regioni, delle province e dei comuni il collegamento ai sistemi informativi delle strutture ad essi afferenti, secondo le modalita' prefissate d'intesa dai medesimi Ministeri.
2-quinquies. I dati aggregati raccolti sono resi pubblici anche mediante la pubblicazione sul sito internet e la stipula di convenzioni gratuite con testate giornalistiche ed emittenti radio televisive.».
2. All'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, dopo la lettera c), e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
«c-bis) effettuare, a richiesta delle amministrazioni pubbliche interessate, rilevazioni dei prezzi al dettaglio dei prodotti agro-alimentari.».
Art. 10.
Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari
1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e' sostituito dal seguente:
«Art. 118 (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). -
1. Nei contratti di durata puo' essere convenuta la facolta' di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo.
2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente per iscritto, secondo modalita' immediatamente comprensibili, con preavviso minimo di trenta giorni.
3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, il cliente ha diritto di recedere senza penalita' e senza spese di chiusura e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se pregiudizievoli per il consumatore.
5. Le variazioni dipendenti da modifiche del tasso di riferimento devono operare, contestualmente e in pari misura, sia sui tassi debitori sia su quelli creditori.».
Art. 11.
Disposizioni urgenti in materia di soppressione di commissioni
1. Sono soppresse le commissioni istituite dall'articolo 6 della legge 25 agosto 1991, n. 287. Le relative funzioni sono svolte dalle amministrazioni titolari dei relativi procedimenti amministrativi.
2. Sono soppresse le commissioni istituite dagli articoli 4 e 7 della legge 3 febbraio 1989, n. 39. Le relative funzioni sono svolte rispettivamente dal Ministero dello sviluppo economico e dalle Camere di commercio.
3. Della commissione giudicatrice prevista dall'articolo 1 del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 7 ottobre 1993, n. 589, non possono far parte gli iscritti al ruolo degli agenti d'affari in mediazione.
4. Sono soppresse le commissioni istituite dagli articoli 4 e 8 della legge 3 maggio 1985, n. 204. Le relative funzioni sono svolte rispettivamente dalle Camere di commercio e dal Ministero dello sviluppo economico.
5. Dei Comitati tecnici istituiti presso le Camere di commercio per la rilevazione degli usi commerciali non possono far parte i rappresentanti di categorie aventi interesse diretto nella specifica materia oggetto di rilevazione.
Art. 12.
Disposizioni in materia di circolazione dei veicoli e di trasporto comunale e intercomunale
1. Fermi restando i principi di universalita', accessibilita' ed adeguatezza dei servizi pubblici di trasporto locale ed al fine di assicurare un assetto maggiormente concorrenziale delle connesse attivita' economiche e di favorire il pieno esercizio del diritto dei cittadini alla mobilita', i comuni possono prevedere che il trasporto di linea di passeggeri accessibile al pubblico, in ambito comunale e intercomunale, sia svolto, in tutto il territorio o in tratte e per tempi predeterminati, anche dai soggetti in possesso dei necessari requisiti tecnico-professionali, fermi restando la disciplina di cui al comma 2 ed il divieto di disporre finanziamenti in qualsiasi forma a favore dei predetti soggetti. Il comune sede di scalo ferroviario, portuale o aeroportuale e' comunque tenuto a consentire l'accesso allo scalo da parte degli operatori autorizzati ai sensi del presente comma da comuni del bacino servito.
2. A tutela del diritto alla salute, alla salubrita' ambientale ed alla sicurezza degli utenti della strada e dell'interesse pubblico ad una adeguata mobilita' urbana, gli enti locali disciplinano secondo modalita' non discriminatorie tra gli operatori economici ed in conformita' ai principi di sussidiarieta', proporzionalita' e leale cooperazione, l'accesso, il transito e la fermata nelle diverse aree dei centri abitati di ciascuna categoria di veicolo, anche in relazione alle specifiche modalita' di utilizzo in particolari contesti urbani e di traffico. Per ragioni di sicurezza della circolazione, possono altresi' essere previste zone di divieto di fermata, anche limitato a fasce orarie. Le infrazioni possono essere rilevate senza contestazione immediata, anche mediante l'impiego di mezzi di rilevazione fotografica o telematica.
Art. 13.
Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza
1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parita' degli operatori, le societa', a capitale interamente pubblico o misto, costituite dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attivita' di tali enti, nonche', nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, debbono operare esclusivamente con gli enti costituenti ed affidanti, non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, ne' in affidamento diretto ne' con gara, e non possono partecipare ad altre societa' o enti.
2. Le predette societa' sono ad oggetto sociale esclusivo e non possono agire in violazione delle regole di cui al comma 1.
3. Al fine di assicurare l'effettivita' delle precedenti disposizioni, le societa' di cui al comma 1 cessano entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le attivita' non consentite. A tale fine possono cedere le attivita' non consentite a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una separata societa' da collocare sul mercato, secondo le procedure del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, entro ulteriori dodici mesi.
4. I contratti conclusi in violazione delle prescrizioni dei commi 1 e 2 sono nulli.
Art. 14.
Integrazione dei poteri dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato
1. Al capo II della legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo l'articolo 14 sono inseriti i seguenti:
«Art. 14-bis (Misure cautelari). - 1. Nei casi di urgenza dovuta al rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, l'Autorita' puo', d'ufficio, ove constati ad un sommario esame la sussistenza di un'infrazione, deliberare l'adozione di misure cautelari.
2. Le decisioni adottate ai sensi del comma l sono applicabili per un determinato periodo di tempo e, se necessario ed opportuno, possono essere rinnovate.
3. L'Autorita', quando le imprese non adempiano a una decisione che dispone misure cautelari, puo' infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino al 3 per cento del fatturato.
«Art.14-ter (Impegni). - 1. Fino alla decisione di cui all'articolo l5 che accerta la violazione degli articoli 2 o 3 o degli articoli 8l o 82 del Trattato CE, le imprese possono presentare impegni tali da far cessare l'infrazione. L'Autorita', qualora ritenga tali impegni idonei a far cessare l'infrazione, puo' renderli obbligatori per le imprese e chiudere il procedimento senza accertare l'illecito.
2. L'Autorita' in caso di mancato rispetto degli impegni resi obbligatori ai sensi del comma l puo' irrogare un sanzione amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del fatturato.
3. L'Autorita' puo' d'ufficio riaprire il procedimento se:
a) si modifica la situazione di fatto rispetto ad un elemento su cui si fonda la decisione;
b) le imprese interessate contravvengono agli impegni assunti;
c) la decisione si fonda su informazioni trasmesse dalle parti che sono incomplete inesatte o fuorvianti».
2. All'articolo 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo il comma 2, e' aggiunto il seguente:
"2-bis. L'Autorita', in conformita' all'ordinamento comunitario, definisce con proprio provvedimento generale i casi in cui, in virtu' della qualificata collaborazione prestata dalle imprese nell'accertamento di infrazioni alle regole di concorrenza, la sanzione amministrativa pecuniaria puo' essere ridotta in misura non superiore alla meta'.».
Art. 15.
Disposizione sulla gestione del servizio idrico integrato
1. All'articolo 113, commi 15-bis e 15-ter, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: «31 dicembre 2006» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2007».
TITOLO II
Misure per la ripresa degli interventi infrastrutturali, interventi per il sostegno della famiglia e misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica
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27/07/06 RIASSUNTO DECRETO BERSANI |
Riassunto Decreto Bersani:
manovra bis e liberalizzazioni. Professioni, banche, farmaci.
Decreto Legge 04.07.2006 n° 223, G.U. 04.07.2006
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27/07/2006 RIASSUNTO DELLA MANOVRA DI GOVERNO
Il Consiglio dei ministri lo scorso 30 giugno 2006 ha varato un decreto legge per la correzione dei conti pubblici da11,2 miliardi di €. Il "pacchetto", messo a punto dal ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, riguarda tra l’altro: banche, farmacie, taxi e professioni per le quali sono previste regole che favorirebbero la competitività. Il provvedimento tocca punti come il rifinanziamento delle missioni militari all'estero, il taglio delle auto blu, la variazione del regime dell'Iva in alcune situazioni e iltrattamentodelle stock options. Andiamo a vedere quali sono i provvedimenti più importanti.
Accertamen to.
Nel provvedimento sono previste norme per rafforzare l’attività di accertamento svolta dall’Amministrazione finanziaria, al fine di aumentare la base imponibile, piuttosto che alzare le aliquote. Aumenta la possibilità di effettuare indagini economico finanziarie da parte di Uffici dell’Agenzia delle entrate e Guardia di finanza. Infatti, gli operatori finanziari dovranno comuni-care periodicamente l’elenco dei soggetti con i quali hanno rapporti. Le comunicazioni devono riguardare i dati identificativi ed ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio o per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria. Le medesime informazioni sono acquisite dall’Anagrafe tributaria, in una sezione dedicata e potranno essere utilizzate anche ai fini della riscossione mediate ruolo, in presenza di debitori morosi.
Accertamento Iva.
Per contrastare e prevenire comporta-menti fraudolenti nel settore dell’Iva, viene reintrodotto l’ obbligo di inviare per via telematica l’elenco clienti e fornitori. Il termine potrà essere differito per evitare la concentrazione in un unico periodo delle attività di inoltro. Previsto un avvio in due tappe: per il 2006 i contribuenti sono obbligati a mettere nell’elenco clienti i soli titolari di partita Iva, mentre dal 2007 gli elenchi dovranno comprendere tutte le fatture emesse, sia nei confronti di titolari di partita Iva, sia nei confronti dei consumatori finali. Sono escluse le cessioni di beni e prestazioni
Ammortamento delle automobili.
Dal 2006 è esclusa la possibilità di applicare ammortamenti anticipati dei mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di impresa (lettera a, comma 1, dell’articolo 164 del Tuir). La normativa si applica anche alle imprese individuali.
Ammortamento dei terreni.
Non ammortizzabilità dei terreni e delle aree occupate dai fabbricati strumentali in base ai principi contabili nazionali e internazionali secondo i quali le impre-se devono indicare separatamente (scorporare) in bilancio il valore del fabbricato da quello del terreno e non potranno ammortizzarlo. La modifica ha lo scopo di uniformare i principi fiscali a quelli civilistici e semplificare il calcolo per la determinazione del valore del terreno su cui insiste un fabbricato per quei soggetti che civilisticamente non sono obbligati a effettuare tale operazione.
Ammortamento di beni immateriali.
La disciplina dello ammortamento del costo dei marchi viene equiparata a quella dell’ avviamento (un diciottesimo del costo). Inoltre, una ulteriore norma, aumenta il limite di deducibilità delle quote di ammortamento del costo dei diritti di utilizzazione delle opere di ingegno, dei nuovi brevetti industriali, dei processi e know how per incentivare investimenti in nuove tecnologie.
Antitrust.
Si è rafforzato il ruolo e il raggio d’azione dell’Antitrust. Nei casi di urgenza, dovuta al rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, l’Antitrust può adottare misure applicabili per un determinato periodo ed eventualmente rinnovabili. In caso di inadempimento da parte dell’impresa, l’Au-torità può infliggere sanzioni amministrative e pecuniarie fino al 3% del fatturato
Autovetture di lusso.
Disposizioni per evitare che le auto di lusso a uso personale possano essere immatricolate come autocarri da lavoro e quindi godere dei relativi sconti fiscali.
Cessione di fabbricati.
Al fine di evitare frodi e attività speculative indebite, tutti i trasferimenti immobiliari saranno sotto-posti a imposta di registro e quindi esentati dal regime Iva, salvo i fabbricati ceduti dai costruttori e ultimati da meno di 5 anni. L’unico atto sottoposto a Iva sarà la prima vendita dell’immobile ad opera del costruttore, salvo che non siano trascorsi cinque anni dall’ultima-zione del fabbricato. L’Iva assolta a monte dalle società immobiliari non è più detraibile.
Liberalizzazione professioni.
Il provvedimento sulla riforma degli ordini professionali riguarderebbe tutti i tipi di ordine con l'eccezione di quello dei medici e di quello dei giornalisti.
Farmaci al supermarket.
I medicinali non saranno più un'esclusiva delle farmacie, ma potranno essere venduti anche al supermercato. Di questa novità si parla ormai da tempo.
Abolizione limiti tariffe avvocati.
Il Cdm sta discutendo una norma inserita nel Ddl competitività che abolisce la tariffa massima e minima per gli avvocati.
Contribuenti non congrui da studi di settore.
Gli accer-tamenti sulla base degli studi di settore possono essere effettuati nei confronti dei contribuenti in contabilità ordinaria anche per opzione, nonché di quelli esercenti arti e professioni secondo le stesse dispo-sizioni che regolano gli accertamenti nei confronti dei contribuenti in contabilità semplificata. L’obiettivo è quello di potenziare l’efficacia dell’applicazione degli studi nei confronti della generalità dei contribuenti.
Passaggio proprietà auto in comune.
La firma per il passaggio di proprietà per l'auto si potrà fare in Comune, non sarà più necessario il notaio.
Pubblicità per studi professionali.
Gli studi professionali potranno farsi pubblicità.
Stop dell’esclusiva ad assicuratori-compagnie.
Gli assicura-tori non avranno più l'esclusiva con le singole compagnie assicurative ma potranno proporre ai propri clienti la possibilità di scegliere fra più offerte.
Conto tracciabile per i professionisti.
Il governo vuole rendere "tracciabili" tutte le transazioni inerenti i proventi delle attività commerciali, separandole dagli altri redditi. In pratica il decreto stabilisce l'obbligo per gli esercenti e professionisti di aprire uno o più conti correnti da destinare solamente alle operazioni riguardanti l'esercizio dell'attività.di commercio e attività assimilate. Obbligo per tutti i sog-getti che operano nel settore del commercio e attività assimilate di comunicare all’Agenzia delle entrate, con cadenza settimanale o mensile, l’ammontare dei corrispettivi giornalieri conseguiti. La procedura è già applicata per la grande distribuzione e può essere estesa con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate alle imprese che operano in esercizi commerciali di oltre 250 metri quadrati. La decorrenza è dal 1° gennaio 2007.
Compravendite immobiliari.
L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile, ma viene introdotto l’obbligo di di-chiarare negli atti il valore reale della transazione e indicare le modalità di pagamento. Se il valore reale della transazione è difforme dalla verità, l’imposta viene ricalcolata sull’intero ammontare del prezzo.
Concorrenza e commercio.
Vengono eliminati i requisiti professionali eventualmente previsti da leggi regionali per l’apertura di esercizi commerciali non alimentari. E’ soppresso il parametro della distanza minima tra un esercizio e l’altro per la concessione dell’autorizzazione all’apertura di una attività commerciale. Scom-pare anche la limitazione alla libera scelta di determinare l’assortimento merceologico del proprio esercizio commerciale. Eliminati i meccanismi di programmazione degli insediamenti commerciali fondati sul rispetto di predeterminati limiti antitrust operanti a livello infraregionale.
Conti correnti.
Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali dei conti correnti deve essere comunicata per iscritto al cliente con modalità comprensibili e preavviso di 30 giorni. Entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta il cliente ha diritto a recedere senza penalità e senza spese di chiusura e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, le condizioni precedentemente applicate. Le variazioni contrattuali che non rispettano le nuove regole sono inefficaci, se recano pregiudizio al consumatore.
Corresponsabilità committente ed appaltatore.
Responsa-bilità solidale a carico dell’appaltatore per le ritenute ed i contributi dovuti dal subappaltatore. Sanzione amministrativa se il committente paga il subappaltatore senza aver verificato che ritenute e contributi dovuti per le prestazioni di lavoro dipendente relativi all’opera, alla fornitura o al servizio siano stati effettivamente versati.
Ici.
Viene soppresso l’obbligo della dichiarazione Ici. I con-tribuenti liquidano l’imposta in Unico o 730. E’ introdotto l’obbligo per l’Agenzia del territorio di trasmettere in tempo reale i dati delle variazioni oggettive e soggettive ai Comuni. Iva, aliquota ordinaria. Riportati ad aliquota ordinaria alcuni beni non più agevolati con aliquota al 10%, tra cui alcuni prodotti dolciari, servizi telefonici resi attraverso servizi pubblici, francobolli da collezione e le collezioni di francobolli. Rimane l’aliquota agevolata al 10% per i beni relativi al settore dell’edilizia e i servizi di fornitura di calore-energia per uso domestico derivante dall’utilizzo di fonti rinnovabili.
Iva, apertura delle partite.
Prima di concedere l’apertura di una nuova partita Iva gli uffici finanziari dovranno concludere in tempi stretti uno screening sul contribuente che l’ha richiesta.
Libere professioni.
Arrivano le parcelle negoziabili fra le parti e legate al risultato della prestazione.
No tax area per i non residenti.
Attualmente la no-tax area si applica anche ai redditi di contribuenti non residenti ma assoggettati a tassazione in Italia. Ciò non appare coerente con la finalità della “no-tax area”, volta ad escludere da tassazione un importo minimo vitale.
Omesso versamento Iva.
Introdotta una nuova fattispecie delittuosa per il mancato versamento dell’Iva dovuta a seguito di dichiarazione che si realizza al superamento della soglia dei 50mila € di imposta evasa al posti degli attuali 150 milioni di lire. Sottoposta a sanzione penale anche la compensazione di Iva falsa.
Professionisti.
Oltre all’obbligo sopra citato di tenere conti correnti dedicati per la gestione dell’attività professionale su cui far confluire i pagamenti dei clienti e prelevare le somme per le spese professionali, viene introdotto l’obbligo di incassare mediante bonifico, Pos, carte di credito, bollettino postale tracciabile le parcelle di importo superiore a 100 euro. Eliminata la marca da bollo per le operazioni esenti dall’Iva.
Riforma dei servizi pubblici locali.
Una legge delega fisserà i criteri della riforma dei servizi pubblici locali. Il principio generale per l’affidamento sarà quello della gara pubblica. Aumenta la tutela degli utenti.
Ristrutturazioni edilizie.
Nel regime agevolativi per le ristrutturazioni edilizia (detrazione del 41%) l’applicazione della norma è subordinata alla condizione che, per le spese sostenute a decorrere dall’entrata in vigore del decreto, nella fattura emessa dal soggetto che esegue l’intervento venga esposto separatamente il costo della manodopera.
Somme liquidate dalle assicurazioni.
Imprese, intermediari e tutti i settori che operano nelle assicurazioni che erogano somme di denaro nei confronti dei propri assicurati collegate a contratti di assicurazione, devono comunicare in via telematica all’Agenzia delle entrate l’ammontare delle somme liquidate, la causale di versamento, il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario e dei soggetti le cui prestazioni rese in favore della compagnia di assicurazione o dell’assicurato sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata.
Spese relative a studi e ricerche: Ires.
Le spese relative a studi e ricerche vengono inserite tra quelle per le quali è consentita l’attivazione del meccanismo delle deduzioni extracontabili, che consente di agevolare spese che appaiono meritevoli di un trattamento più favorevole dell’attuale in quanto finalizzate ad assicurare una maggiore competitività delle imprese.
Stock option.
Le stock option sono sottoposte a tassazione ordinaria, quale reddito di lavoro dipendente, per la differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’ammontare corrisposto dal dipendente.
Trattamento di fine rapporto.
Previsto un termine più lungo (dagli attuali tre a quattro anni) per l’iscrizione a ruolo delle somme dovute a seguito della liquidazione del trattamento di fine rapporto e delle indennità equipollenti. La norma tiene conto della complessità nella determinazione dell’imposta dovuta, per la quale l’Amministrazione finanziaria deve avere notizie precise dalle aziende sostitute di imposta. Inoltre si prevede che non vengano considerati crediti o addebiti inferiori a 100 €.
Ha riassunto il decreto Bersani il Presidente nazionale MCE
Giovanni Fiorentini |
18/07/06 LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE ON. LIVIA TURCO |
Ancona 19/Luglio/2006
Stim.ssimo Sig: Ministro della Salute On. Livia TURCO,
Le invio i documenti che seguono affinché possa prendere atto che il fenomeno di cui parlo é in vertiginosa ascesa, si tratta di Neoplasie in generale, di Astrocitomi e Gliomi in particola, ma anche di nuove più aggressive e micidiali patologie tumorali, più difficile da curare perché non c'é e non ci può essere la conoscenza scientifica.
Come potrà notare dai documenti che seguono, MCE (Movimento Cittadini Europei), di cui sono onorato presiedere, ed io personalmente da anni ci battiamo determinati perché nei piani sanitari siano previsti gli sceening anche per altre patologie tumorali, perché si studino protocolli applicativi per la prevenzione primarie e secondaria finalizzata alla diagnosi precoce, perché si definiscano piani in cui sia prevista la diagnosi precoce anche per altre patologie tumorali di cui sia già stata riscontrata la fattibilità e l'efficacia.
Al fine di scuotere le coscenze, contro l'indifferenza verso una tragedia umana determinata dal micidiale killer tumorale -di cui nessuno si può ritenere immone- ho messo anche a rischio la mia stessa incolumità. Per l'intera durata della legislatura del precedente Governo però,, né Berlusconi, né i componenti del Governo di centro-destra hanno provato a pensare che come tutti i mortali, anche lui, i componenti dell'esecutivo e rispettive famiglie, nel corso della loro vita potrebbero incontrare il micidiale killer. Mia figlia Daniela l'ha incontrato ed é stata sottratta alla vita in meno di 40 giorni a soli 29 anni, lasciando l'indelebile dolore al cuoricino del suo piccolo Gabriele, il profondo dispiacere al giovanissimo marito ed aprendo un vuoto incolmabile e distruttivo nei cuori di noi genitori.
Vede Sig. Ministro, seppur malconcio dall'immenso e distruttivo dolore, credendo, però, fermamente nelle giuste battaglie sociali, nonostante la mia tragedia familiare, nonostante i miei 68 anni, nonostante la mia salute già molto precaria, nonostante il mio intenso e notevole impegno sociale, ho voluto egualmente contribuire seppur per quel poco che mi é stato possibile, sostenendo l'Ulivo e quindi l'Unione, creando nella mia Regione Marche la Comunità dei Volontari per l'Ulivo Marche prima, il Comitato Prodi Marche poi, semplicemente perché sono convinto che il Governo di Centro-Sinistra non può che essere più sensibile e più attento alle tematiche come nella fattispecie quelle citate, il mio é un notevole impegno e grande fiducia nella Solidarietà Sociale, ma anche verso il nuovo Governo Prodi che nell'insieme costituiscono la mia sola ed unica ragione di vita.
Vede ill.ssimo Sig. Ministro On. Liva Turco, ho riposto molta fiducia sulla di Lei indiscutibile capacità politica, sulla di Lei dimostrata sensibilità verso quel consistente esercito di sfortunati cittadini destinati a soffrire perché colpiti da malattie più o meno gravi, i pazienti in generale, i malati di tumore in particolare, é davvero quella parte di sociatà civile alla quale la sofferenza e l'angoscia non gli può mancare.
Certo che con Lei Ministro della Salute, in futuro i nostri pazienti verranno curati molto meglio, soprattutto verranno trattati come persone da rispettare e non come materiale usa e getta, che nel S.S.N. é accaduto ed accade troppo frequentemente anche ora.
Nell'augurarLe un buon lavoro ed un buon risultato, La saluto molto cordiamente.
Presidente Nazionale MCE
Rag. Giovanni Fiorentini |
18/07/06 INTERROGAZIONE DEL SENATORE TOFANI |
SENATO DELLA REPUBBLICA
_____________ XIV LEGISLATURA_____________
420° SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO
3 MARTEDI’ 24 GIUGNO 2003
(Antimeridiana)
Sullo sciopero della fame iniziato dal signor
Giovanni Fiorentini
TOFANI (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI (AN). Signor Presidente, desidero far presente un fatto di cui credo tutti i colleghi abbiano avuto notizia. Da ieri Giovanni Fiorentini, presidente del Movimento Cittadini Europei nella regione Marche, ha iniziato uno sciopero della fame.
Leggo dal suo documento (e credo che non vi sia bisogno di commento in riferimento al tema): "Al fine di abbattere la demagogia, l'indifferenza ed il cinismo in relazione alla tragedia umana e sociale determinata dal crescente fenomeno delle neoplasie, a partire da domani, 23 giugno 2003," (ovviamente l’invio fa riferimento al giorno 22) "con la speranza di scuotere le coscienze e di sensibilizzare chi gestisce il potere politico-istituzionale nazionale e regionale, inizierò lo sciopero della fame totale che se necessario si protrarrà sino alle estreme conseguenze, in ogni caso sino a quando non emergeranno riscontri positivi al mio appello credibili ed affidabili".
Ieri il Consiglio regionale delle Marche ha approvato un documento in cui "chiede al Parlamento nazionale: di prevedere nei provvedimenti legislativi di prossima emanazione un finanziamento adeguato per sostenere la prevenzione e la ricerca dei nuovi farmaci e nuove tecniche chirurgiche al fine di stabilire le cause che determinano il vertiginoso aumento delle neoplasie cerebrali che colpiscono sempre più fasce fra i sette e i cinquantacinque anni, con una massima concentrazione nei giovani adulti dai venti ai quaranta anni (…)".
Ecco, questo dato, che sicuramente è confermato dalle statistiche tragiche del fenomeno, credo debba avere una particolare attenzione da parte del Parlamento, affinché il Governo - in modo più specifico il ministro della salute Sirchia - possa dare garanzie di un maggiore impegno, soprattutto ai fini di un’attività preventiva tesa a capire e a conoscere quanto più possibile con la ricerca questo fenomeno che è in straordinaria crescita, soprattutto nelle fasce giovanili.
Questo tenevo a dire, per esprimere la solidarietà a questa iniziativa che tutti quanti insieme, come forze politiche, possiamo dare su un tema così importante, delicato e purtroppo tragico.
PRESIDENTE. Senatore Tofani, appena giungerà il documento che lei ha citato nel suo intervento esso verrà assegnato alla Commissione competente, ovviamente la Commissione sanità, per le determinazioni che la Presidenza della Commissione stessa vorrà assumere.
__________________________________
Falconara M.ma (AN) 24-aprile2005.
Commento in relazione alle conseguenti azioni del Governo Berlusconi.
Nonostante le diverse interrogazioni parlamentari, i diversi documenti formali votati all’unanimità da alcuni Consigli e Giunte regionali, provinciali e comunali delle Marche, Emilia-Romagna Toscana, Umbria, Campania ed Abruzzo, derivanti dalla drammatica protesta del sottoscritto, il Ministro alla Salute ed il Governo Berlusconi al completo, hanno continuato il tentativo di dimostrare che il fenomeno delle Neoplasie in Italia non esiste affatto, quindi la Ricerca Medico-Scientifica sul cancro l’hanno giudicata un opzional sanitario superfluo per la salute degli italiani non meritevole da finanziare. Infatti, il budget per la ricerca nei 5 anni di Governo Berlusconi, dal 1,60 % é stato ridotto al 08,00% del PIL.
Giovanni Fiorentini
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18/07/06 INTERROGAZIONE DELL'ON. ERMETE REALACCI AL MINISTRO DELLA SALUTE |
INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA SALUTE
Per sapere, premesso che:
è giunta in questi giorni presso la casella di posta elettronica di molti deputati e senatori una lettera del Sig. Giovanni Fiorentini, presidente Nazionale del Movimento Cittadini Europei, che annuncia l’inizio del suo digiuno per sensibilizzare la autorità competenti nei confronti della mortalità per tumori che segnala un notevole incremento nei confronti dei giovani;
la lettera, che prende spunto da un doloroso fatto personale del Sig. Fiorentini, che ha visto la sua figliola Daniela soccombere a questo male, e che per tale motivo vede talvolta utilizzate terminologie e modalità irrituali ma naturalmente comprensibili, ripropone con forza la necessità della ricerca per la cura di questo male;
si allegano alcuni brani della lettera particolarmente significativi:
“...Chi Vi rivolge questo appello é un padre distrutto dal dolore per la perdita prematura della propria amatissima figlia Daniela. Non è solo per questo tragico evento però -seppur ciò abbia rappresentato una terribile tragedia personale e familiare- che vi rivolgo questo appello, ma è invece per la conoscenza che, mio malgrado, ho acquisito sui tumori in generale, in particolare sulle neoplasie cerebrali e all’astrocitomi nello specifico, durante la brevissima fase della malattia di mia figlia, dai primi sintomi della patologia all’epilogo, fase durata appena due mesi.
In questo periodo ho invano cercato in tutto il mondo una struttura ed un Neurochirurgo in grado di salvare mia figlia o che, quantomeno, avesse avuto esperienze specifiche, confidando negli enormi progressi della ricerca e scienza medica: purtroppo, e nonostante le innumerevoli ricerche, ho appreso che patologie come quella di Daniela non sono curabili, né chirurgicamente, né con terapie così dette alternative -radioterapia chemioterapia- né con i farmaci esistenti. Mi è anche stato riferito da molti famosi Neurochirurghi e Neurologi (.......) che questa patologia è in vertiginoso aumento e prevalentemente colpisce i giovani ed i giovanissimi. Le affermazioni dei Neurochirurghi e dei Neurologi sono state confermate dalle molte centinaia di messaggi e-mail giunti ai miei indirizzi: tanti, nel condividere il mio dolore e nel cercare di lenirlo - consapevoli del tragico epilogo che avrebbe segnato la mia esistenza, per averlo già vissuto sulla propria pelle - mi hanno riferito di un loro congiunto, amico od anche solo conoscente colpito da questa patologia.
Al di là della tragedia che ha sconvolto la mia esistenza, l'apprendere che per tanti altri giovani e giovanissimi (......), non ci sarà alcuna speranza, mi fa sorgere dal cuore un grido di dolore e disperazione che non può non esser ascoltato. Grido che mi induce ad esigere dai nostri Parlamentari che gran parte degli sforzi o delle vostre energie sia mirato ed abbia come scopo quello di sensibilizzare il Governo ed il Ministero della Salute ad intensificare la ricerca su queste micidiali patologie. Nel nostro Paese diversamente che in altri i grandi cervelli della scienza medica non mancano, sono invece insufficienti le risorse economiche e sono carenti le azioni politiche. E' necessario avere cansapevolezza che i nostri giovani e giovanissimi figli -pur non sapendolo- sono a rischio da questo micidiale killer...”
quali siano i dati del Ministero relativi all’andamento delle malattie tumorali in generale e della forma segnalata nella lettera in particolare, se tali dati vengano reputati preoccupanti e, se del caso, se verranno stanziati particolari finanziamenti per la ricerca.
ON. ERMETE REALACCI
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18/07/06 IMPOVERIRE LA RICERCA = AUMENTARE LA MORTALITA' DA NEUPLASIE |
M.C.E. (Movimento Tutela Diritti dei Cittadini Utenti e Consumatori Europei) ha vinto un’altra battaglia sul Diritto alla salute, per il diritto alla vita dei nostri giovani figli e dei Cittadini in generale
Come è stata gestita la lotta per vincere l’indifferenza, la demagogia,
il cinismo e le resistenze nonché per sensibilizzare il potere politico.
M.C.E. ha come responsabile Nazionale dell’area Socio-Sanitaria il Dott. Franco Pesaresi componente del Direttivo, grande esperto della Sanità internazionale, nonché autore di importanti e diffuse opere letterarie sul tema specifico della Sanità-. Consci della tragedia umana e sociale per le decine e decine di migliaia di vittime della Patologie Neoplastiche –basti pensare che fra solo 1-2 anni la Neoplasia diverrà la prima causa di morte per patologia, nel 2002 sono state 175.000 le vittime per cancro, in questo anno 2003 saranno più di 200.000 e fra 7 anni saranno circa 350.000 le vite umane che soccomberanno al micidiale Killer tumorale-.
Noi di MCE abbiamo sentito il dovere morale di intervenire al fine di contenere un tragico fenomeno in vertiginoso aumento in particolare sui giovani e giovanissimi. Il Direttivo e lo stesso Dott. Franco Pesaresi, hanno proposto una campagna di sensibilizzazione verso il potere politico Nazionale e Regionale preposto al Governo della Sanità, ma che purtroppo se si fosse trattato di altro paese europeo come l’Inghilterrra, la Germania, l’Olanda, un intervento siffatto avrebbe sicuramente raggiungere l’obbiettivo, ma in questo nostro paese non ha nessuna possibilità di successo.
In qualità di Presidente MCE condividendo in pieno la necessita di una iniziativa mirata, come già decisa dal Direttivo -anche perché ero stato colpito in prima persona con la morte prematura della mia adorata figlia Daniela- ma consapevole che così come deliberata dal Direttivo non sarebbe stata sufficiente a raggiungere il successo sperato. Ho fatto appello alla mia esperienza acquisita in quasi 30 anni di attività nel Volontariato sociale, ho compreso l’assoluta necessita di scuotere le coscienze del potere politico nazionale e regionale, ho deciso di associare all’iniziativa un’azione che seppur eclatante e drammatica come lo è di certo lo sciopero della fame totale, l’ho vista però come unico percorso possibile, perché il potere politico fosse stato spinto ad intervenire per contenere una vera tragedia umana e sociale come lo è la patologia neoplastica. I risultati sono parzialmente arrivati come si può notare dalle due interrogazioni parlamentari allegate.
Il Presidente MCE
Movimento Cittadini Europei
Rag. Giovanni Fiorentini
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02/07/06 SALVARE UNA VITA UMANA DA GRANDE GIOIA |
NON ESISTE GIOIA PIù GRANDE DI QUELLA CHE
DERIVA DALL’AVER SALVATO UNA VITA UMANA
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Ancona 02/Luglio/2006
Bageseera Francis di Kisubi “Uganda”:
MCE ed AIFAVIN lo hanno portato in Italia, lo hanno fatto curare e gli hanno salvato la vita, “spese affrontate solo da MCE ed AIFAVIN”
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E’ stato un intervento di alto profilo umanitario e morale, gestito dal Coordinatore nazionale Dott. Maurizio Memé che di seguito racconta:
il caso del giovane Bagesera Francis, cittadino Ugandese di 28 anni, mi è stato proposto durante la missione di settembre 05 presso l’Ospedale di Kisubi, composta da me e dal dott. Smerieri di Modena, chirurgo: si trattava di un giovane che a seguito di un trauma non curato subito all’età di 7 anni era affetto da anchilosi temporo-mandibolare che, permettendo l’apertura della bocca solo di pochi millimetri, gli impediva di alimentarsi normalmente, di parlare e aveva determinato un grave stato di infezione cronica nel cavo orale che già in precedenza aveva richiesto una tracheostomia provvisoria e che in tempi non lunghi sicuramente avrebbe determinato complicazioni settiche mortali .
Il caso, che richiedeva un intervento di altissima chirurgia, è stato proposto alla Chirurgia Oro Maxillo Faciale dell’Ospedale di Mantova diretto dal prof Collini che ha accettato di operare il paziente.
MCE Movimento Cittadini Europei, ha portato in Italia il Paziente al termine della Missione di febbraio 06 2006 presso l’Ospedale di Kisubi composta da me e dal Prof. Maniscalco della Clinica Chirurgica dell’Università di Ancona.
Il Paziente è stato poi ricoverato presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Civitanova diretto dal dott. Fasanella per eseguire i necessari accertamenti preoperatori e quindi trasferito presso l’Ospedale di Mantova, dove è stato operato con successo nell’aprile ultimo scorso .
Bageseera Francis é tornato a casa alla fine di maggio 2006, è salvo e sta bene, tornerà in Italia per i controlli e il completamento delle cure il prossimo mese di ottobre. Le cure per la parte odontoiatrica verranno effettuate presso il (reparto di Odontostomatologia dell’Ospedale di Ancona diretto dal dott. Zavaglia;
Presidente Nazionale MCE Rag.
Giovanni Fiorentini
Presidente Nazionale AIFAVIN
Dott. Samuele Carosi
Il Coordinatore Nazionale M.C.E. & AIFAVIN
Dott. Maurizio Memé
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Sede Legale Nazionale: V. Galilei, 4 - 60015 Falconara M. (AN) Tel+Fax: 071-91 60233 - 071-91 73 842 –339-1168776 Sede Sociale nazionale: V. Stazione S. Pietro, 57 -00165 Roma e-mail: MCE_gestioneprogetti@libero.it; Giovanni.Fiorentini@fastwebnet.it
Aifavin_nazionale@libero.it ageie@libero.it http://www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - ww.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.covalori.net
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07/06/06 PREMIO LETTERARIO CIFA COOPERAZIONE |
Falconara M.ma, lì 24.05.2006
A tutti gli Interessati, Loro Sedi
Il Cifa Onlus Ong, Ente morale con sede legale a Torino, sedi distaccate nelle Marche ed in Veneto, che da 25 anni tratta adozioni internazionali, sostegno a distanza (la c.d. adozione a distanza) e progetti di cooperazione internazionale a sostegno dei bambini nel mondo, organizza, per settembre 2006, il
“PREMIO LETTERARIO CIFA ONG FOR CHILDREN”
Aiutare i bambini CI FA bene.
Si tratta di un concorso letterario a carattere nazionale, in collaborazione con la Casa Editrice romana Edizioni Progetto Cultura, avente per tema l’infanzia disagiata nel mondo e, più in generale, l’attività di cooperazione internazionale, conformemente alla denominazione del Premio e alla mission istituzionale del CIFA.
Sono previste 4 sezioni di partecipanti:
A) Sezione Generale, aperta alla partecipazione di tutti
B) Sezione Nonni, riservata a coloro che hanno compiuto 65 anni di età
C) Sezione Ragazzi, riservata agli studenti delle Scuole medie inferiori e superiori
D) Sezione Bambini, riservata agli alunni delle Scuole elementari.
Si può concorrere con una varia tipologia di elaborati (poesia, racconti e favole, filastrocche, storie illustrate…) che, dopo la premiazione finale (prevista a Roma, in concomitanza di un evento importante da decidere), verranno raccolti in un’Antologia del Premio Letterario, che verrà “venduta” in serate di beneficenza in Ancona, a Firenze, a Torino, Venezia (sedi Cifa) e a Roma (sede Casa Editrice). In seguito avverrà la proposta dell’Antologia nelle piazze sulla scia delle “arance della salute”.
La partecipazione comporta il versamento di una quota che, tenuto conto delle finalità sociali del Premio, è di € 25,00. Alle Sezioni Bambini e Ragazzi, gli alunni e gli studenti possono partecipare non solo a titolo individuale ma anche come classe (in tal caso la quota resta fissata in € 25,00).
Lo scopo è di carattere sociale ed il ricavato andrà per la realizzazione di un centro d’accoglienza per bambini di strada del villaggio di Paraňaque-Malacanang (Manila-Filippine). Tale progetto è stato autorizzato dalla CAI (Commissione per le Adozioni Internazionali), organo ministeriale di controllo degli Enti Autorizzati all’Adozione e Cooperazione Internazionale.
Si è richiesto il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona, della Garante Regionale Infanzia e Adolescenza, nonché dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
A settembre uscirà il bando per l’iscrizione al concorso.
Intanto si invitano le SS.LL. a significare un eventuale interessamento all’iniziativa (Tel. 071/5903000 ore 9-14; Fax 071/9166399; E-mail: an.cooperazione@cifaong.it) Sito web: www.cifaong.it
Cordiali saluti.
Settore Cooperazione Internazionale Cifa Marche Onlus Ong
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07/06/06 TELECOM FATTURE CON VOCI DI CONSUMI NON EFFETTUATI |
“MCE & AIFAVIN”________________________________________
Ancona 5 Giugno 2006
COMUNICATO INFORMATIVO
Ci è stato segnalato che molti utenti stanno ricevendo dalla Telecom Italia fatture con la dicitura: addebito di “telefonate non fatturate in precedenza”, ossia di prestazioni telefoniche o servizi già effettuati ma che non trovano alcun riscontro nei tabulati consegnati agli utenti.
MCE consiglia gli utenti di contestare fatture siffatte in quanto i fruitori del servizio, devono essere edotti dei consumi prima che venga richiesto loro il pagamento di tali “telefonate”. E’ una delle ultime trovate della Telecom Italia che non trova alcuna giustificazione.
Come si dovrebbe comportare l’utente: come prima cosa deve leggere attentamente le fatture e qualora riscontri tale voce, come altre numerazioni telefoniche e connessioni ad altro operatore non autorizzate, deve contestare la fattura con lettera R/R motivando la contestazione, sospendere il pagamento in attesa di risposta; se effettuato tramite Banca e pagare fare comunicazione della contestazione, nel caso si volesse pagare sia a mezzo banca che con bollettino postale, si può pagare soltanto l’importo dovuto escludendo la parte contestata e nella causale specificare il motivo, infine allegare in alcuni casi anche una copia della denuncia querela da effettuarsi c/o le Autorità preposte. Richiedere il tabulato delle chiamate: è fondamentale che l’utente sia a conoscenza del traffico telefonico avvenuto nel periodo di riferimento indicato nella fattura e pertanto proprio partendo da questo assunto, è già stato richiesto alla Telecom Italia di documentare ogni sua richiesta di pagamento.
Proponiamo ai nostri associati ed ai nostri gentili lettori di sospendere il pagamento delle fatture nel caso fossero riportate voci di prestazioni e servizi cui non si ha conoscenza, o che non sono stati richiesti dall’utente. MCE –Movimento Cittadini Europei- mette a disposizione la propria competenza e responsabilità nel garantire una adeguata tutela e difesa dei diritti degli utenti e consumatori.
MCE NAZIONALE
Dal 02/06/2006 gli indirizzi e-mail di MCE ed AIFAVIN precedenti sono stati disattivati, i nuovi indirizzi sono i seguenti: servizio_conciliazione@tin.it
MCE.redazionegiornalino@fastwebnet.it - AIFAVIN_nazionale@libero.it
MCE_cittadinieuropei@libero.it - MCE_sanitaericerca@fastwebnet.it
MCE_pratichelegali@libero.it - MCE_uff.tuteladiritti@fastwebnet.it MCE_gestioneprogetti@libero.it - giovanni.fiorentini@fastwebnet.it,
________________________________________
sede Legale regionale : V. G. Galilei, 4 - 60015 Falconara M.ma (AN)
Tel + Fax: 071-91 60 233 - 071-91 73 842 – 339-11 68 776
sede Sociale nazionale : V. Stazione San Pietro, 57 00165 Roma
e-mail: ageie@libero.it http:// www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
www.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.covalori.net
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07/06/06 ASPETTATIVE E SPERANZA ALLA SALUTE |
“MCE & AIFAVIN”
LA SANITA' PUBBLICA E’ UTILE ALLA SALUTE
Di Giovanni Fiorentini
La speranza e le aspettative di vita.
Trent’anni di processi di privatizzazione hanno spesso accompagnato l’aumento delle disuguaglianze degli indicatori di salute. Le aspettative di vita nei paesi più ricchi è ora maggiore che nei decenni scorsi , mentre nei paesi più poveri e spesso più coinvolti nei processi di privatizzazione, le aspettative e l’attesa di vita o è cresciuta poco o non è cresciuta affatto. Un fenomeno simile è anche visibile per singoli gruppi di importanti patologie e per classi sociali all’interno dei paesi.
In un mondo globalizzato le osservazioni sulle differenze tra paesi ricchi e poveri ripetono quelle riscontrabili tra classi sociali all’interno dei paesi: In un mondo che tende alla globalizzazione del mercato la promozione della salute tende ad essere appannaggio dei paesi più ricchi e delle minoranze degli stessi paesi più ricchi.
Da studi approfonditi si osserva come in Europa dagli anni settanta al 2000 la speranza di vita alla è andata aumentando in molti paesi – in particolare in quelli più ricchi come la Svizzera e in quelli con sistemi sanitari a vocazione pubblica come la Svezia -, mentre in altri (i paesi dell’est) essa si è modificata di poco oppure addirittura ha mostrato segni di riduzione determinando così l’aumento delle differenze.
Le aspettative e la speranza di vita in Europa e negli USA
Le aspettative e la speranza di vita alla nascita è un indicatore associato alla ricchezza e ai livelli di istruzione delle popolazioni; è legato anche agli stili di vita, alla dieta, alla disponibilità di abitazioni protette e riscaldate e in generale all’accessibilità a beni e servizi, all’organizzazione del lavoro e più in generale della società, ma ha anche a che fare con le modalità dell’organizzazione sanitaria.
L’introduzione di sistemi privatistici in sanità non accompagna esiti che indichino promozione della salute per tutti, anzi spesso ne aumento solo le disuguaglianze. D’altra parte, che questi fossero i risultati di una modifica verso sistemi privatistici, lo si doveva attendere analizzando gli esiti sanitari negli Stati Uniti. In quella nazione la sanità è prevalentemente privata; è pubblica per i cittadini sopra i 65 anni e per i poveri. Negli Stati Uniti le classi sociali sono in parte descritte dalle differenze etniche. Le aspettative e la speranza di vita è più alta nei bianchi, che occupano prevalentemente le fasce garantite della società americana che nei neri, che sono invece prevalentemente poveri ed anche in condizioni di marginalità sociale.
A confronto con l’Europa i bianchi americani degli Stati a più alta aspettativa di vita (la popolazione bianca negli Utah o nel Connecticut) mostrano una speranza di vita alta ma inferiore a quella dei paesi del nord Europa dotati di sistemi sanitari pubblici, alla Svizzera (un paese con una forte componente privatistica, ma anche uno dei paesi al mondo con più alto investimento pubblico pro-capite), e anche a paesi dell’area latina come Italia e Francia. Le donne di colore tendono a presentare livelli di speranza di vita inferiori anche ai livelli dell’Estonia, in assoluto uno dei paesi europei a più bassa aspettativa di vita.
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12/05/06 DENUNCIA DI ILLEGALITA' SUGLI ESPIANTI DI ORGANI |
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
www.antipredazione.org
nata nel 1985
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXII – n. 4
11 Maggio 2006
14 MAGGIO
GIORNATA DELLA “DONAZIONE” ALL'INSEGNA DELLA TRUFFA
Aiuto e compassione per i malati, non sacrifici umani
Nuova truffa a danno dei cittadini sostenuta dal Centro Nazionale Trapianti (CNT), nell'ambito della campagna governativa di promozione degli espianti/trapianti, in combutta con associazioni private interessate agli organi Aido, Acti, Aitf, Aned, Forum, Assirt, Liver Pool, Ass. Marta Russo, tramite il sito www.daivaloreallavita.it.
La truffa sta nell'aver creato la “tessera del donatore on-line“. Un sì telematico che permette a chiunque di donare chiunque a sua insaputa. Basta nome e cognome, data di nascita, luogo di nascita e una e-mail. Niente di più facile. Automaticamente il “donato” verrà inserito in un archivio informatico gestito dall'Ufficio Marketing e Commerciale di una società di Roma, che ovviamente li passerà al CNT collegato con gli archivi informatici dei Centri interregionali, garantendogli un espianto alla prima occasione.
Se i cittadini fossero più svegli inserirebbero come donatori i politici (dati reperibili su www.camera.it e www.senato.it) che hanno varato la legge della “morte cerebrale a cuore battente” e i rianimatori e trapiantisti che la mettono in pratica per effettuare gli espianti, insegnando loro la coerenza.
Evidentemente non sono sufficienti le già note illegalità in atto: il fasullo Tesserino blu della Bindi (nel 2000), i moduli prestampati presso le ASL, gli ospedali, gli ambulatori, le latrine pubbliche e le scuole, e neppure le tessere di donazione delle associazioni dei malati in attesa di organi.
Obiettivo di questa canagliata istituzionale, è di ottenere di riffe o di raffe una dichiarazione di donazione, in modo di escludere i parenti dal diritto di opposizione all'espianto previsto dalle Disposizioni transitorie art. 23 della L 91 del 1 aprile 99, in difesa di chi non si è espresso. La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente ha già diffidato il Ministro della Salute per la mancata emanazione del Decreto attuativo previsto all'art. 5 della legge. Conseguentemente ricorrerà al TAR per cancellare le schedature truffaldine in atto.
Nanni Costa trapiantista e direttore del Centro Nazionale Trapianti ha dichiarato che “sono diminuite le opposizioni delle persone che in vita hanno deciso di non donare”. Un falso conclamato, perché i cittadini oppositori informati dalla Lega Nazionale non vanno certo a registrarsi in una schedatura illegale, ma attendono il Decreto con le 10 direttive secondo legge. Inoltre ha dichiarato “che l'Italia supera gli Usa ed ora è seconda al mondo dopo la Spagna”, dato e non concesso, sarebbe solo frutto di espianti fatti d'autorità e con inganno, pro business. Nanni Costa se l'è proprio guadagnato il suo compenso annuale pari a 240 Milioni delle vecchie lire (art. 8 c. 7) per un contratto di 5 anni, rinnovabile.
Aiuto e compassione per i malati manipolati dai trapiantisti; però non facciamoci sopraffare dalla loro arroganza e perdita di valori. Se il malato diventa una aberrazione non solo nel corpo ma anche nell'anima, al punto di pretendere gli organi altrui ad ogni costo, di distruggere le basi della convivenza e secoli di lotte per i diritti umani e civili, non deve essere assecondato. Si dà valore alla vita solo rispettando e curando i traumatizzati cranici e i malati in coma, invece di farli fuori dopo una frettolosa e falsa dichiarazione di morte cerebrale a cuore battente, per espiantarli caldi e pulsanti, sotto farmaci paralizzanti, mentre respirano.
Presidente
Nerina Negrello |
12/05/06 MINIPOLVERI ED I GRAVI RISCHI PER LA SALUTE |
Agenzia d’informazione per il personale ARPAT Newsletter su tematiche ambientali
Giovedì 11 maggio 2006 n. 087-2006
Autorizzazione Tribunale di Firenze n. 5396 14.2.05 - Direttore responsabile: Marco Talluri - Anno IV
Per segnalare notizie mettersi in contatto con la Redazione:
ARPAT Dipartimento Firenze — Comunicazione e Informazione
Via Ponte alle Mosse 211 — 50144 Firenze — tel. 055/3206285 fax. 055/3206218 e-mail comunicazione.fi@arpat.toscana.it
I documenti citati in Arpatnews sono inviabili dietro richiesta via mail a comunicazione.fi@arpat.toscana.it i numeri di Arpatnews sono disponibili su http://www.arpat.toscana.it/news
A proposito delle dichiarazioni del Dott. S. Montanari sulla questione "nanopolveri"...
A proposito dell’intervento ospitato ieri da Arpatnews, visto che le argomentazioni del dott. Stefano Montanari trovano oggi ampia eco sui media, ma assai meno sulla letteratura scientifica, tenuto anche presente che proprio in questi giorni, nel corso di una Conferenza internazionale tenutasi a Londra sul tema delle nanotecnologie industriali, il professor Anthony Seaton, dell’Università di Aberdeen, ha rilevato la carenza di conoscenze sull’impatto sulla salute delle nanoparticelle, abbiamo ritenuto di acquisire alcuni contributi da esperti, che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del problema. Nel numero di oggi ospitiamo gli interventi di Daniele Grechi, chimico responsabile della rete di monitoraggio della qualità dell’aria del Dipartimento ARPAT di Firenze, e di Paolo Laureala, medico, Direttore della Struttura tematica di Epidemiologia Ambientale di Arpa Emilia Romagna.
A Daniele Grechi abbiamo posto alcune domande per capire meglio che cosa sono le nanopolveri.
Cosa si intende per nanopolveri?
Con il termine nanopolveri si intendono le particelle aventi diametro nell’ordine di decine o centinaia di manometri (0,01 - 0,1 micrometri), costituite da aggregati di poche molecole o ioni. Al di sotto di queste dimensioni, si arriva al livello di singole molecole. Il particolato atmosferico di origine naturale, in linea di massima, è caratterizzato da dimensioni ben maggiori, generalmente superiori a 1-2 micrometri, in quanto si produce attraverso processi di erosione e disgregazione.
Il particolato di origine antropica, invece, può essere sia di dimensioni grossolane (da 1-2 micrometri fino a oltre 100 micrometri), sia ultrafine (nanometrico) e quest’ultima tipologia trae origine da fenomeni di aggregazione di ARIA – SALUTE molecole o di ioni.
La valutazione della qualità dell'aria tiene conto di queste particelle?
Uno dei parametri fondamentali in base al quale viene valutata la qualità dell’aria è la concentrazione di polveri aerodisperse. Nei tempi passati si utilizzava la misura del particolato totale (PTS) ovvero l’insieme delle polveri campionanabili su un mezzo filtrante senza alcuna selezione dimensionale (in pratica tutte quelle di diametro inferiore a 100-150 micrometri). Dai primi anni ’90, l’attenzione è stata posta sulla frazione di particolato inferiore a 10 micrometri (cosiddetto PM10) in quanto inalabile attraverso la respirazione e, di conseguenza, maggiormente correlabile ad effetti sanitari.
Un ulteriore affinamento delle conoscenze e delle tecniche di indagine ambientale, ha portato ad orientarsi verso la misura della frazione “fine”, intendendo con tale termine l’insieme delle polveri di diametro inferiore a 2,5 micrometri (PM2,5). Una proposta di Direttiva europea in fase di approvazione introdurrà l’obbligo di rilevamento del PM2,5 oltre a confermare quello del PM10 e fisserà dei livelli standard di riferimento anche per la frazione “fine”.
In futuro è certo che si renderà necessario passare alla misura della frazione ancora più fine (es. PM1 ovvero l’insieme del particolato inferiore a 1 micrometro) sia perché in grado di penetrare più profondamente nell’albero respiratorio, sia perché caratterizzata dalla presenza della maggior parte delle sostanze più dannose per la salute.
Mentre la misura di PTS, di PM10 e di PM2,5 può essere effettuata mediante tecniche gravimetriche e il risultato, di conseguenza, viene espresso in termini di massa per unità di volume (tipicamente microgrammi/m3), per eseguire misure di PM1 sufficientemente affidabili e precise appare opportuno passare al conteggio delle particelle ovvero alla determinazione del numero di particelle per volume di aria. Questo cambiamento diviene indispensabile per il particolato ultrafine (es. PM0,1). E’ evidente, infatti, che la massa delle polveri diminuisce fortemente man mano che si seleziona la frazione più fine e le tecniche gravimetriche non mantengono la sensibilità necessaria.
Fatti salvi eventuali studi e ricerche occasionali o sporadici, l’ampia diffusione di misure di specifici inquinanti richiede un periodo non breve, necessario per consentire lo sviluppo di tecniche e di strumenti affidabili e applicabili su vasta scala a costi ragionevoli. Richiede anche la fissazione di standard di riferimento basati su studi epidemiologici.
Che rapporto c’è fra la combustione e queste particelle?
La combustione è una reazione chimica fra il combustibile e l’ossigeno. I prodotti di combustione dipendono dalla composizione del combustibile e dalla tecnologia del processo.
Se il combustibile è costituito da sostanza organica contenente unicamente carbonio ( C ), idrogeno (H) e ossigeno (O), l’emissione di inquinanti può essere praticamente azzerata attraverso una adeguata tecnologia degli impianti e l’ottimizzazione delle condizioni operative. I prodotti che si formano sono solo anidride carbonica ed acqua, indipendentemente dalla tipologia merceologica del combustibile (es.: metano, etanolo, polietilene, cellulosa). Eventuali residui inquinanti nei fumi di combustione possono essere ridotti a livelli compatibili o non significativi grazie a tecniche di depurazione fumi.
Se il combustibile contiene anche elementi diversi da C, H e O, come ad esempio zolfo, cloro, metalli, allora la mitigazione delle emissioni inquinanti dipende unicamente dalle tecnologie di depurazione dei fumi. Nel caso dell’incenerimento dei rifiuti, materiale composito per eccellenza, sono oggi disponibili e collaudate tipologie di impianti in grado di garantire livelli di emissione estremamente contenuti in assoluto e sicuramente molto meno rilevanti rispetto a sorgenti quali i veicoli a motore.
Anche le temute polveri (micrometriche o nanometriche) possono essere convenientemente raccolte attraverso idonei sistemi di filtrazione e correttamente smaltite. Neppure la formazione di particolato “secondario”, attribuibile alle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo, può rappresentare un grave effetto, in quanto le linee di depurazione dei fumi minimizzano anche tali emissioni. Peraltro, il recupero energetico ottenibile mediante sfruttamento del calore prodotto, consente di ridurre l’impiego di combustibili fossili, spesso responsabili di impatti non certo trascurabili.
Quali sono le fonti principali delle nanopolveri?
In una serena disamina della questione “nanopolveri”, non possiamo non sottolineare che l’insieme delle attività antropiche è certamente la causa fondamentale della loro presenza in atmosfera ma le quote di emissione sono parcellizzate in una grande molteplicità di sorgenti. Di conseguenza, le azioni finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria debbono essere indirizzate in molte direzioni, con la consapevolezza che non vi è un unico grande “responsabile” e che è necessario valutare bene e a priori tutte le possibili alternative da praticare a breve e medio termine.
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A Paolo Lauriola abbiamo chiesto di parlarci del rapporto fra le particelle ultrafini e il rischio per la salute.
Il suo contributo tiene conto di quanto emerso dal recente seminario su Particolato atmosferico e salute: approfondimenti e prospettive svolto a Modena – organizzato da Arpa Emilia-Romagna e dai Dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl di Modena e Reggio-Emilia - che ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori di fama internazionale.
“le particelle ultra-fini sono complesse miscele di sostanze organiche e inorganiche dotate, per la maggior parte, di intrinseca, seppur debole, tossicità. Le loro piccole dimensioni le rendono degne di particolare attenzione in quanto in grado di penetrare fino nelle vie aeree profonde e di passare direttamente nel circolo sanguigno. Il loro ruolo è stato studiato in modo approfondito in relazione agli effetti cardiovascolari, nei confronti dei quali è emersa con sufficiente chiarezza la capacità di aumentare il rischio di crisi ischemiche o di aritmie. A questo proposito l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini, nel definire le linee guida sulla qualità dell'aria, in attesa di raccogliere ulteriori e più conclusive evidenze soprattutto di tipo epidemiologico. Un altro aspetto di particolare interesse è quello relativo ai meccanismi d'azione di queste particelle, il cui studio risulta assai difficoltoso a causa dell'elevatissimo numero di reazioni chimiche e meccanismi biologici che entrano in gioco nell'organismo a seguito dell'esposizione a materiale particellare ultrafine.
Il seminario che abbiamo organizzato ha posto l'accento sull'utilità di approfondite indagini sperimentali ed è stata l’occasione per proporre l'aspetto collaborativo come uno dei presupposti fondamentali per una maggiore efficacia delle iniziative di studio e di intervento.
Su questo tema è davvero importante che si sviluppi sempre più fattivamente e concretamente
la collaborazione tra le istituzioni coinvolte nella prevenzione ambientale e sanitaria e gli istituti di ricerca.”
AIFAVIN NAZIONALE |
04/05/06 I GRAVI DIFETTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE |
I Gravi Difetti del Servizio Sanitario Nazionale
La vicenda sanitaria del paziente di cui è allegata foto
Premesso che il nostro assistito e noi di MCE siamo consapevole che non si tratta di un caso molto diffuso, rimane il fatto però che il problema è vistosamente grave e lo stato generale attuale del paziente è di rischiosa precarietà.
Il problema emerse circa 14-15 anni fa con i primi sintomi di gonfiore alla mano ed all’avambraccio sinistro, nessun dolore ne altro genere di disturbi accompagnò il gonfiore per circa due anni, ma con il passare del tempo il gonfiore cresceva fino a diventare vistosamente importante, ad un certo punto il paziente si decise di interpellare il suo medico di famiglia che lo fece ricoverare per accertamenti, le indagini ospedaliere non riuscirono però a definire alcuna diagnosi.
Dopo 3-4 anni incominciarono ad emergere anche degli edemi all’arto inferiore destro; all’inizio non sembravano molto importanti ma con il tempo diventavano sempre più vistosi. Ritornando dal suo medico il paziente fu di nuovo ricoverato per indagini diagnostiche. In questa circostanza oltre a tutti gli accertamenti fu anche sottoposto all’esame di RMN. Anche in questo secondo ricovero il paziente è stato dimesso senza una diagnosi.
Con il passare del tempo il gonfiore del braccio sinistro cresceva a dismisura e gli stessi edemi dell’arto inferiore destro emersero anche al sinistro. Essendo il paziente dipendente di una struttura sanitaria, i suoi superiori furono colpiti dal vistoso fenomeno e lo sollecitarono a prendere opportuni provvedimenti. Infatti, dopo una visita specialistica fu fatto ricoverare in una clinica diversa dalla prima. Nonostante gli innumerevoli esami e controlli, neanche in questa circostanza il paziente ha potuto avere una diagnosi. Successivamente il nostro assistito è stato ricoverato altre 2 (due) volte, ma non ha ancora una diagnosi.
Noi di MCE, come il nostro assistito, consci del complesso caso patologico, non intendiamo colpevolizzare i sanitari che non sono riusciti a definire una diagnosi, pur anche in relazione ad una anomalia così vistosamente impressionante, ma siamo consapevoli che non si tratta di una malattia rara; ciò che invece intendiamo contestare al S.S.N. è la mancanza di coordinamento tra strutture e dipartimenti, spesso non esiste il coordinamento neanche all’interno degli stessi presidi ospedalieri.
Non possiamo credere che nel nostro paese non esista una struttura idonea per il caso specifico del nostro assistito, dovendo prendere atto che dopo 6 degenze ospedaliere in così tanti anni non è ancora stata definita una diagnosi, ci chiediamo come mai i sanitari del nostro assistito non hanno sentito il dovere di individuare una struttura idonea sul territorio nazionale al caso specifico? Come mai il paziente è stato abbandonato a se stesso in una situazione di così elevato livello di precarietà? Noi siamo certi che nel nostro paese ci sono strutture eccellenti per ogni diverso caso e per ogni diversa patologia, purtroppo però molti pazienti pagano anche con la vita la mancanza di coordinamento del Servizio Sanitario Nazionale.
MCE ha deciso di sostenere con impegno e determinazione il paziente, che per ovvie ragioni non vuole che siano rese pubbliche le originalità. Come prima iniziativa MCE lancia un appello alle strutture sanitarie ed alle Università "FMC" dislocate sul territorio nazionale, si appella anche a quanti potrebbero avere avuto stesso problema. Si fa presente che lo stato di precarietà del paziente é ad alto rischio.
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15/04/06 RELAZIONE ATTIVITA' MCE ED AIFAVIN 2003-2006- |
M.C.E. – A.I.FA.VI.N.
RELAZIONE ATTIVITA’ ONLUS MCE & AIFAVIN
sintesi di relazione sulle attivita’ di MCE (Movimento Cittadini Europei) ed AIFAVIN (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime della Patologia Neoplastica) svolte dal 31/Gennaio/2003 al 31/Marzo/2006
MCE “Movimento Cittadini Europei”, denominabile in breve anche M.C.E., è una ONLUS facente parte del Terzo Settore il cui fine è la Tutela dei Diritti del Cittadino Utente e Consumatore Europeo; è stata costituita con scrittura privata ed ha un suo Statuto.
MCE (Movimento Cittadini Europei) -già MDC (Movimento Difesa del Cittadino) costituito nel 2001 con sede legale in V. Buoncompagno, 1 -60121 Ancona, ha cambiato la dicitura sociale da MDC a MCE con decreto n. 24/SOS del 15/02/2005, ha trasferito la sede Legale da Ancona a Via G. Galilei, 4 - 60015 Falconara M. (AN), l’ex sede di Ancona è ora sede Regionale Marche.
La struttura organizzativa operativa Nazionale è attualmente composta da: Presidente Rag. Giovanni Fiorentini; Vice Presidente Cav. Luigi Bevilacqua, Responsabile Area Socio-Sanitaria ed Ambiente Dott. Franco Pesaresi; Coordinatore Dott. Maurizio Memè; Segretario Amministrativo Dott. Paolo Cecchetti. Nel Consiglio Direttivo Nazionale oltre ai membri effettivi della struttura organizzativa operativa sopra citati, sono componenti di diritto in quanto Presidenti regionali: la Dott.ssa Laura Cinotti di Roma; la Prof.ssa Nadia Scardeoni di Verona; l’Arch. Patrizia Mazzoni di Firenze; il Dott. Pietro Finocchiaro di Palermo, la Dott.ssa Barbara Scarcella di Lecce; l’Avv. Rosella Pepa di Ancona; il Cav. Luigi Bevilacqua di Macerata; Dott. Samuele Carosi di Falconara m.; l’Avv. Pietro Aresta di Jesi, il Dott. Marcos Vergara di Modena.
MCE è costituita in Assemblee Regionali ed Assemblea Nazionale dei Soci.
Gli organi regionali e nazionali di MCE (Movimento Cittadini Europei) sono:
a) l'Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Collegio dei Revisori dei Conti;
d) il Collegio dei Probiviri.
La struttura organizzativa sul territorio è composta dalle sedi regionali già operatnti nelle seguenti Regioni: Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Sicilia. Sono prossime all’attivazione altre sedi regionali in: Lombardia, Piemonte, Campania, Abruzzo-Molise e Friuli V.G..
E’ noto che M.C.E. da anni si occupa, attivamente, dei problemi relativi alla salute, ambiente, del settore giuridico e fiscale, in prevalenza MCE (Movimento Cittadini Europei) é impegnato:
• Per la tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione.
• Per la difesa degli Utenti e Consumatori nei rapporti con aziende pubbliche e private produttrici di beni e servizi.
• Per il miglioramento della qualità della vita e della salute per tutti i Cittadini italiani e dell’intero pianeta.
• Per migliorare la professionalità attraverso corsi di formazione mirati.
• Per incentivare la Scienza, la Ricerca Medico-Scientifica, la Cultura e l’Arte.
• Per orientare nuove fasce sociali di cittadini, e nuove organizzazioni sociali verso l’Arte più alta che è l’Opera Lirica.
• Per avvicinare nuovi appassionati All’arte in generale ed allo Spettacolo.
• Per la comunicazione libera, indipendente, comprensibile e trasparente.
• MCE é anche molto impegnata nel sostegno alle popolazioni povere del terzo mondo.
In campo Giuridico le attività di MCE sono concentrate al recupero di pagamenti effettuati in forma di caparre per prestazioni non usufruite, per l’annullamento di contratti con vizi di forma, gran parte di questi perché effettuati senza la domiciliazione prevista dalle Leggi vigenti in materia di Diritto Privato, come ad esempio i pseudo compromessi delle Agenzie di Viaggio, le Agenzie Mobiliari ed Immobiliari, sono attività spesso esercitate da personale impreparato e giuridicamente sprovveduto, le cui conseguenze sono: inevitabili controversie che in mancanza del nostro intervento finirebbero tutte nelle aule giudiziarie, i cui costi legali sono notoriamente molto elevati ed i tempi molto lunghi, MCE si occupa delle pratiche contrattuali che presentano anomalie di forma o clausole vessatorie, la soluzione di contratti privi di legittimità o di legalità commerciali, sia per vendita di prodotti contraffatti che in difformità delle regole comunitarie, o convenzioni internazionale di mercato, una particolare attenzione MCE la verte alle pratiche di risarcimento danni Sanitari da errori Medico-Chirurgici, nonché ad ogni altro genere di danni arrecati a cose e persone.
Dal 2001 a tutt’oggi, M.C.E. si è sempre occupata e si occupa del recupero di pagamenti fatturati dai gestori della telefonia fissa per consumi e servizi mai richiesti o mai usufruiti. In questi ultimi 3 anni MCE ha conciliato e risolto oltre 2.800 pratiche di altrettante controversia tra gestori ed Utenti, la maggior parte relative ai numeri dai noti codici iniziali: 144/166/709/899.
L’attività di assoluta prevalenza di MCE, che è anche molto sostenuta dai Soci volontari, dai promotori e sostenitori del Movimento, è però la difesa del diritto alla salute e alla vita per tutti.
M.C.E. preso atto dell’esponenziale aumento di nuove patologie tumorali ed del vertiginoso aumento della mortalità per neoplasie cerebrali, disponendo di un importante centro informativo con una propria Mailing List di circa 98.000 contatti diretti e 350.000 sequenziali o contatti indiretti, nonché di una rete on-line in collaborazione con altri centri, che complessivamente dispone di circa 800.000 potenziali lettori. Da circa otto anni MCE gestisce questo strumento della comunicazione On-Line attraverso internet, per le informazioni Socio-Sanitarie e Medico-Scientifiche, per i consigli sociale educativi, molto praticata dai Mass Media negli anni 70 ma che ora ha ceduto il posto all’informazione così detta commerciale ed ai consigli per l’uso, nota come “pubblicità commerciale”.
MCE diffonde informazioni di carattere Socio-Sanitario e Medico-Scientifico mirate alla sensibilizzazione di tutte le parti sociali per dare vita al confronto tra Società Civile e Potere Politico-Istituzioni. A tale finalità, il 27/28 novembre 2004, MCE ha organizzato un meeting dal titolo “Diritto alla salute per tutti”, il cui obiettivo era quello di mettere a confronto: Scienza, Cittadini, Istituzioni Sanitarie, Potere Politico, Organi Istituzionali, Mass Media, Sindacato ed Amministratori Pubblici. Lo scopo è stato quello di individuare programmi e nuovi protocolli operativi per interventi mirati alla Diagnosi Precoce ed alla Prevenzione Primaria e Secondaria per le Patologie Neoplastiche. L’obbiettivo che si è posto MCE è quello di coinvolgere tutti gli attori citati, per evitare che le tragiche previsioni già enunciate si consumino realmente, cioè che nel 2010 circa 330.000 persone in Italia, in un solo anno saranno destinate a soccombere al killer tumorale, cioè, “al Cancro”.
Il progetto “Diritto alla salute per tutti”,-la cui Madrina è il Celebre Soprano Gabriella Costa, è approdato in America Latina ed in USA. Nello scorso febbraio 2005 in occasione della riunione annuale dell’ASCO -Fondazione di Neuro-Oncologia con sede a New York, i componenti del Comitato Scientifico dell’ASCO hanno definito apprezzabili i contenuti tecnico-gestionali del Progetto, ritenendoli fattibili ed esportabili in tutto il Mondo.
Dall’inizio del 2005, le attività di tutela della salute e del diritto alla vita, si sono allargate con altre iniziative in collaborazione con Associazioni come: (AIFAVIN ed Amnesty International- Sezione Regione Marche), che hanno organizzato 5 manifestazioni Socio-Culturali ed Artistiche per la raccolta di fondi da destinare al Sud-Est Asiatico e ad un Progetto denominato “9 € per la Vita”. M.C.E. si sta inoltre occupando, grazie alla borsa-lavoro finanziata dalla Provincia di Ancona e destinata alla Dott.ssa Roberta Prete, di seguire direttamente il progetto della costruzione di nuovi reparti di Maternità e di Pediatria a Kisubi in Uganda, già in fase di realizzazione; a riguardo sono state organizzate manifestazioni teatrali per la raccolta fondi, allo stesso tempo, però, anche per sensibilizzare le persone alla solidarietà verso il terso mondo dove 35-36 milioni di persone ogni anno muoiono per fame, per malattie facilmente curabili, soprattutto muoiono per miseria. L’abbinamento Solidarietà – Cultura – Arte e Volontariato è stato progettato anche allo scopo di avvicinare il cittadino italiano medio all’arte ed alla cultura che in questi ultimi anni si é registrato un vertiginoso calo di partecipazione, ma anche perché Coltura ed Arte sono sinonimi di solidarietà ed altruismo.
Il Progetto Kisubi Hospital prevede, inoltre, missioni bimensili a Kisubi delle Equipe Mediche di MCE, che oltre agli interventi chirurgici in ospedale, promuovono e realizzano corsi di formazione Medico-Scientifica e Chirurgia applicata per Medici Chirurghi ugandesi. Nell’ultimo rapporto dell’Equipe Medica da poco rientrata dall’Uganda, si legge che sono stati eseguiti 196 interventi chirurgici su pazienti pediatrici ed adulti in soli 21 giorni, è stato un vero grande successo in quanto sono stati sottratti alla morte tutti e 196 pazienti. È stato costituito, inoltre, un fondo mirato a raggiungere la cifra di 45 mila € necessari per salvare 5.000 bambini in due anni, il fondo è finalizzato al pagamento della retta di accesso alle terapie chirurgiche ospedaliera, che a Kisubi in Uganda è di 9 € per ogni degenza. Il progetto 9 € per la vita ha la durata di quattro e rinnovabile alla scadenza.
M.C.E. ha effettuato, a distanza, una importante indagine conoscitiva sulle strutture ospedaliere e sui servizi territoriali della Sanità Pubblica Nazionale, attraverso la quale è stato realizzato il Progetto “Diritto alla Salute per Tutti”.
MCE ha elaborato un questionario già testato, finalizzato a monitorare le case di riposo del nostro Paese, per avere una conoscenza dettagliata sui servizi elargiti rispetto alle condizioni degli anziani ospitati, che in base alle denunce arrivate alle nostre sedi, sembrerebbe che ci sia molto da fare per portare questo importante Servizio Sociale sugli Anziani, alla conformità ed al pieno rispetto delle Leggi vigenti in materia.
Il giorno 25/Marzo/2006 MCE ha realizzato la prima delle iniziative del corposo programma 2006, un convegno tenutosi nel Teatro Sperimentale Fondazione delle Muse di Ancona, il titolo del convegno “Incontriamoci e Parliamone”, i temi trattati sono stati la Sanità: malata o mal gestita??? Il Diritto alla Salute: verrà considerato come assoluta priorità??? Il Volontariato Sociale: sopravviverà senza sostegno??? IL convegno è stato ripreso da una troup televisiva di Arcoiris TV, é già andata in onda in più servizi su tutto il territorio Nazionale ed Europeo.
Al fine di dare riscontro alla presente relazione relativa all’organizzazione strutturale ed operativa di MCE, se viene richiesto siamo disponibili ad inviare documenti a campione che attestino quanto dichiarato. La copia dell’Atto Costitutivo e dello Statuto di MCE con decreto n. 24 SOS del15/2/05
e registrato all’Albo del Volontariato Marche, gli originali dell’atto costitutivo e dello Statuto di MCE, decretati e registrati sono in custodia della Dott.ssa Nadia Tarzi, Dirigente dell’Albo del Volontariato Regionale Marche.
Indirizzi – E-mail e recapiti telefonici delle sedi di MCE:
sede Legale regionale : V. G. Galilei, 4 - 60015 Falconara M.ma (AN)
sede Sociale nazionale : V. Stazione San Pietro, 57 00165 Roma
Tel + Fax: 071-91 60 233 - 071-91 73 842 – 339-11 68 776
E-mail: servizio_concoliazione@tin.it – mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it
mce.redazionegiornalino@virgilio.it – aifavin_nazionale@virgilio.it - http://
www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
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Presidente Nazionale MCE Presidente Nazionale AIFAVIN
Rag. Giovanni Fiorenti Dott. Samuele Carosi
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09/04/06 UNA POESIA PER L'INFANZIA |
XVIII CONCORSO
NAZIONALE DI POESIA
“Una Poesia per l’Infanzia”
SCHEDA di ADESIONE
All’Assessore alla cultura del Comune di Sant’Angelo in Pontano:
Il / La Sottoscritto / a ......................................................................
Nato / a .....................................................................
In data .................................................................
Residente in via / p.zza .......................................... n° civico ........
Comune di .............................. Provincia di ........
Telefono ...........................................................
e-mail ..............................................................
chiede
di poter partecipare al “Concorso Nazionale di Poesia città di Sant’Angelo in Pontano”. A tal fine allega alla presente n° 1 copia dattiloscritta delle seguenti poesie:
1) TITOLO ..........................................................
2) TITOLO .........................................................
data ......................................... FIRMA ..........................................
FIRMA del GENITORE
(se minorenne) ................................................
Si autorizza il trattamento dei dati personali ai sensi della legge 675/96 e successive modificazioni ed integrazioni.
data ......................................... FIRMA ........................................
FIRMA del GENITORE
(se minorenne) ...................................................
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BANDO DI CONCORSO
Art. 01:
Il Concorso di articola in 2 sezioni:
Sez. A: nati entro il 31-12-1990
Sez. B: nati dopo il 31-12-1990
Art. 02:
I partecipanti dovranno presentare un massimo di n. 2 testi in poesia a tema libero in lingua italiana (ai fini della classifica solo l'elaborato che tra i due avrà la migliore votazione potrà essere incluso nei 15 finalisti). Gli elaborati dovranno pervenire in un'unica copia dattiloscritta, non firmata, a questa sede: "Assessorato alla Cultura del Comune di Sant'Angelo in Pontano - Via Roma, 49 - 62020 Sant'Angelo in Pontano (MC)".
Art. 03:
Dovrà essere redatta in un foglio separato ed allegata alla documentazione la domanda di partecipazione riprodotta in base al seguente schema:
SCHEDA DI ADESIONE
All'Assessore alla Cultura del Comune di Sant'Angelo in Pontano:
Il/la sottoscritto/a nato/a a
il residente in via/piazza
n° civico Comune di
Provincia di Telefono
CHIEDE
di poter partecipare al "Concorso Nazionale di Poesia Città di Sant'Angelo in Pontano". A tal fine allega alla presente n. 1 copia dattiloscritta delle seguenti poesie:
1° titolo 2° titolo
data firma firma del genitore (se minorenne)
Si autorizza il trattamento dei dati personali ai sensi della legge 675/96 e successive modificazioni ed integrazioni,
data firma firma del genitore (se minorenne)
Art. 04:
Il termine di presentazione degli elaborati è stabilito per il 31 maggio 2006 (farà fede il timbro postale).
Art. 05:
Quota di partecipazione:
sezione A € 16,00
sezione B € 11,00
La quota di partecipazione dovrà essere corrisposta tramite c/c postale n. 14506620 intestato a: Comune di Sant'Angelo in Pontano; causale: "Tassa Iscrizione Concorso Nazionale di Poesia" (allegare ricevuta di versamento).
Art. 06:
La mancata osservanza degli art. 3-4-5 comporterà l'esclusione insindacabile dal concorso.
Art. 07:
Il ricavato verrà devoluto in beneficenza ad una associazione operante nel campo dell'infanzia.
Art. 08:
I componenti della giuria saranno procederanno alla formulazione di due graduatorie di merito: una relativa alla sezione A ed una alla sezione B. Ai primi classificati di ogni sezione verranno assegnati i seguenti premi:
1° premio targa ricordo e assegno di € 500,00
2° premio targa ricordo e assegno di € 300,00
3° premio targa ricordo e assegno di € 200,00
La giuria segnalerà eventuali componimenti meritevoli.
Art. 09:
Nel corso della serata conclusiva una Giuria popolare assegnerà, per ogni categoria, un premio speciale alla poesia che riterrà più meritevole tra le prime quindici classificate.
Art. 10:
Gli iscritti pervenuti non saranno restituiti; l'Assessorato alla Cultura si riserva tutti i diritti per una eventuale pubblicazione.
Art. 11:
La cerimonia di premiazione avrà luogo il giorno 29 luglio 2006.
Sant'Angelo in Pontano, 20.2.2006
L'Assessore alla Cultura
Eraldo Mosconi
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CONCORSO NAZIONALE DI POESIA
“Una poesia per l’Infanzia”
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
Nel Comune di Sant’Angelo in Pontano è stato organizzato in passato un Concorso Nazionale di Poesia giunto fino alla undicesima edizione e poi sospeso per problematiche di vario genere, in primo luogo per la carenza nell’organico del personale dipendente di figure professionali adeguate per l’organizzazione e lo svolgimento di attività culturali di tale genere ed, inoltre, per le difficoltà incontrate nella ricerca di persone o associazioni culturali disponibili ad una collaborazione per le attività di promozione, organizzazione ed assistenza di tale iniziativa.
L’Amministrazione Comunale, riconosciuta la valenza culturale e sociale della manifestazione che si è ripetuta con ciclicità per molti anni, ha ridato vita nell’anno 2000 a tale iniziativa.
La Rassegna si propone quale prima finalità quella dell’animazione culturale anche oltre l’ambito locale, rivestendo carattere nazionale, attraverso la ricerca di “poeti in erba” di diverse fasce d’età, nonché attraverso la promozione e la diffusione del messaggio poetico quale più vivo, autentico ed efficace strumento di comunicazione nel mondo.
Il concorso, infatti, così come evidenziato nel bando, si rivolge sia agli studenti che a soggetti esterni all’ambito scolastico.
Va evidenziato, a tal proposito, che nelle scorse edizioni vi è stata una massiccia partecipazione di scolaresche di varie parti della penisola che hanno poi approfittato dell’occasione per visitare il territorio marchigiano. La manifestazione ha registrato un vasto successo anche al di fuori dell’ambito scolastico così come testimoniato dall’elevato numero di domande di partecipazione pervenute da ogni parte della nazione.
L’organizzazione di questo concorso persegue, inoltre, la finalità della promozione turistica e valorizzazione culturale del territorio. Infatti la manifestazione, nella sua fase conclusiva, è strutturata in tre giornate: la prima dedicata ad accogliere i partecipanti alla manifestazione provenienti da tutta Italia, alla loro sistemazione nelle strutture alberghiere e all’animazione della serata attraverso l’organizzazione di uno spettacolo di intrattenimento, la seconda caratterizzata da attrattive musicali e di recitazione poetica con la partecipazione di artisti di rilievo nazionale (“musica e poesia sotto le stelle”), la terza dedicata nella prima parte alla conoscenza del territorio provinciale, oltre che comunale, attraverso l’organizzazione di visite guidate ai monumenti storici e ai luoghi caratteristici di questo Comune (Chiesa del SS. Salvatore, Chiesa di San Nicola, ruderi della casa natale di San Nicola, Torre civica, Castello, centro storico del capoluogo, punti panoramici, ecc.) e di quelli compresi nell’ambito della Provincia, nella seconda parte alla proclamazione e premiazione dei vincitori nell’ambito di una cerimonia ambientata in una cornice scenica particolarmente suggestiva e ripresa anche da emittenti televisive locali.
La manifestazione è giunta nel corrente anno alla XVIII Edizione e la sua realizzazione è così articolata:
- Predisposizione programma della Manifestazione;
- Predisposizione e approvazione del bando e del regolamento;
- Stampa dei manifesti e diffusione del bando in ambito nazionale sia tramite invio ai Provveditorati agli Studi, alle Province e alle scuole, sia tramite Internet, e pubblicizzazione dell’iniziativa attraverso l’inserimento in quotidiani e programmi televisivi e attraverso conferenza stampa;
- Coinvolgimento nell’organizzazione della manifestazione di Enti patrocinanti e sostenitori quali la “Presidenza del Consiglio dei Ministri”, il “Consiglio regionale delle Marche”, la “Provincia di Macerata”, la “Comunità montana dei MONTI AZZURRI” e la “Fondazione Cassa di risparmio della Provincia di Macerata”.
- Organizzazione attività di ricezione e catalogazione degli elaborati;
- Nomina commissione composta da n. 7 membri scelti tra insegnanti e cultori della materia;
- Valutazione degli elaborati e comunicazione dei risultati ai partecipanti;
- Organizzazione serate conclusive e cerimonia di premiazione dei vincitori.
Nel corso della serata conclusiva una Giuria Popolare assegnerà inoltre, per ogni categoria, un premio speciale alla poesia che riterrà più meritevole tra le prime quindici classificate.
Sicuramente non di secondo piano è lo scopo sociale e benefico dell’iniziativa.
Il ricavato negli anni è stato devoluto interamente in beneficenza agli Enti Morali e Fondazioni quali “Bambini in emergenza”, “Telefono azzurro”, “Lega del Filo d’oro”, “UNICEF” e “Associazione Italiana per la lotta al Neuro Blastoma ONLUS”, a sostegno della meritoria opera che hanno svolto, svolgono e che svolgeranno in futuro in favore dell’Infanzia in difficoltà.
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09/04/06 CONVEGNO INTERNAZIONALE AD ANCONA |
V Convegno Internazionale
L'Africa in piedi con volto di donna
Ancona, 21-23 aprile 2006
Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche
Scarica i documenti a fondo pagina
Programma
21 aprile 2006
Ore 15.00
Apertura della segreteria del Convegno
Ore 19.00
Canto del griot
Pape Kanoutè e la sua kora
Presentazione del Convegno Eugenio Melandri
Saluti
Benvenuto del griot
Prolusione
Donne d’Africa
Josephine Ouedraogo* Unione Africana
Conduce Giuliana Nessi
Commiato del griot
22 aprile 2006
Ore 09.00
I sessione: Dire donna in Africa...
Conduce Lisa Clark
...nell’organizzazione sociale Terezinha da Silva Mozambico
...nell’educazione e nell’organizzazione Jane Muguku Kenia
...nella promozione della vita e della pace Matilde Muhindo Mwamini R. D. del Congo
...nell’arte e nella comunicazione Odile Sankara Burkina Faso
Ore 11.30
II Sessione: Il fuso e la tela
Conduce Giuliana Nessi
Storie e testimonianze da
Suzanne Zongo Costa d’Avorio, Elisa Kidanè Eritrea, Fatima Mahofud Popolo Saharawi, Nompi Vilakazi Sudafrica e relatrici provenienti da vari paesi africani
Ore 13.30
pausa pranzo
Ore 15.00
Sessione di confronto
Dibattito tra partecipanti e relatrici
Ore 18.30
Dire Dio al femminile in Africa
Riflessione di Hélène Yinda Camerun
Ore 21.00
Serata artistica
Teatro - Isola Quassud
UN GIORNO IN NIGERIA: 10 NOVEMBRE1995 di Ken Saro Wiwa
Concerto - Pape Kanoutè
23 aprile 2006
Ore 09.00
Tavola rotonda: a confronto
Incontro tra donne europee ed africane
Conduce Giuliana Nessi
Josephine Ouedraogo* Burikina Faso
Terezinha da Silva Mozambico
Odile Sankara Burkina Faso
Matilde Muhindo Mwamini R. D. del Congo
Jane Muguku Kenia
Fatima Mahfoud del Popolo Saharawi
Hélène Yinda Camerun
Nompi Vilakazi Sudafrica
Anne Cecile Robert Francia
Lisa Clark Raffaella Chiodo Giovanna Melandri Italia
Interventi dei partecipanti e conclusioni
Il convegno si concluderà entro le 12.30
* Le relatrici contrassegnate con l’asterisco sono in attesa di conferma
ORGANIZZATO DA Provincia di Ancona, Agesci, Beati i costruttori di pace, Chiama l’Africa, Cipsi, Centro Volontari Marchigiani, Conferenza Istituti Missionari in Italia, Emmaus Italia, Misna, Centro Missionario Diocesano di Ancona, Missionari Scalabriniani, Pax Christi, Rivista Solidarietà Internazionale
CON LA COLLABORAZIONE DI Università di Ancona e Centro Comunità africane della Regione Marche
CON IL PATROCINIO DI Comune di Ancona e Regione Marche
Sede: Aula Magna della facoltà di ingegneria - Università di Ancona – Località Montedago Dalla stazione: autobus n. 4 scendere a Tavernelle, poi 5 minuti a piedi Dall’autostrada: uscita Ancona Sud, direzione Università
Segreteria organizzativa: viale Baldelli, 41 - 00146 Roma
Tel. 065415730 fax 0659600533
convegno@chiamafrica.it
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09/04/06 TROPPI DECESSI A CAUSA DI TERAPIE SBAGLIATE |
Falconara M.ma (Ancona) 09/Aprile/2006
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MCE (Movimento Cittadini Europei) non vuole criminalizzare il Servizio Sanitario Pubblico e Privato nel modo più assoluto, anzi, la presente denuncia mira a salvaguardare l'elevato livello di professionalità della stragrande maggioranza dei medici italiani, che hanno dimostrato di essere all’avanguardia della Medicina e Chirurgia internazionale, si intende altresì tutelare gli innumerevoli Dipartimenti Ospedalieri e Cliniche italiane di indiscussa notevole eccellenza, che fanno persino invidia al resto d’Europa. In considerazione, però, che l’attività prevalente di MCE è la Tutela dei Diritti dei Cittadini ed Utenti, non può far finta di nulla di fronte ai troppi danni letali, mutilanti ed invalidanti causati a troppi malcapitati pazienti, dagli errori di una minima parte della classe medica .
Le Istituzioni nazionali e regionali preposte al controllo del servizio sanitario, il Ministero della Salute, gli Assessori regionali alla Sanità dovrebbero occuparsi con ben altro impegno per i cittadini che ogni anno muoiono per imperizia e per scarsa professionalità delle strutture sanitarie. Infatti, ogni anno, in Italia, migliaia di persone perdono la vita, subiscono dei danni o restano gravemente menomate a causa di esiti infausti delle terapie mediche. Si tratta di vittime, spesso inconsapevoli, che per mancanza di conoscenza dei propri diritti o per ammirazione e gratitudine verso il medico e la medicina, restano prive di qualsiasi risarcimento.
È necessario, pertanto, diffondere una più vasta conoscenza dei diritti del paziente affinchè la maggior parte dei cittadini, nei casi di fallimento, totale o parziale, delle cure mediche possano ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Nell'ultimo decennio, la giurisprudenza, confortata anche da quella mentalità corrente che nei paesi dell'area occidentale non è più disposta a subire con rassegnazione qualsiasi danno conseguente ad errori medici o disservizi della struttura sanitaria è passata dall'affermazione della natura extracontrattuale della responsabilità medico-sanitaria a quella schiettamente contrattuale con modificazione delle regole sul nesso di causalità e sull'onere della prova.
Ha riconosciuto la responsabilità del medico e/o della struttura sanitaria-ospedaliera in tutti quei casi in cui la terapia sia stata inadeguata o, magari, scelta per un fine diverso dalla guarigione, come sperimentare un farmaco o un nuovo metodo curativo o quando il medico abbia omesso le cure appropriate o commesso un errore terapeutico. Insomma, la responsabilità è stata ravvisata ogni volta che è mancata lealtà, diligenza e perizia professionale, e/o è mancata l’informazione prima e durante il trattamento sanitario.
MCE rende noto che da alcuni anni ha attivato un servizio gratuito in tutela e difesa, di chiunque ne faccia formale richiesta, per le pratiche di risarcimento danni indiretti o per postumi invalidanti e mutilativi da cure Medico-Chirurgiche.
Il Presidente Nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
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N.B. Il contributo per il Progetto -9 € per la vita-, può essere versato sul C.C.B. n. 000010195338 C/o della banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma BCC Ag. di Castelferretti, Cod.: A.B.I. 08086, C.A.B. 37351, Intestato a (Movimento Cittadini Europei pro Kisubi Uganda). Vedi allegato n. 2006 / 0095
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Sede Legale Via G.Galilei n. 4 – 60015 Falconara M. (AN) Tel+ Fax 9160233 Cel.re 339-1168776 Sede Sociale Nazionale V. Stazione S.Pietro 57- 00165 ROMA tel.06-6380336 E-mail: MCE.redazionegiornalino@virgilio.it - aifavin_nazionale@virgilio.it - ageie@libero.it
http:// www.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.volontariatomarche.it/mtdc.htm -
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31/03/06 SCIOPERO ADM OLTRANZA |
31 Marzo 2006 - Il Blog del Comitato per Wanda Montanelli - Oggi è il secondo giorno di digiuno della terza staffetta, di turno é Antonella Interlenghi. Al 27° giorno Wanda Montanelli ha sospeso lo sciopero della fame mentre il comitato ha iniziato una staffetta tra tante persone che si sono offerte di proseguire il digiuno ad oltranza.
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Allegati: n.1 -2006/0095 -//-n. 2 -2006/0050 -//- n 3 - 2006 /0097.
=1) Appello alla sensibilità: senza il nostro sostegno i bambini Ugandesi muoiono perché i loro genitori non hanno 9 € per l'accesso ospedaliero. Per noi occidentali 9 € sono poco più di un pacchetto di sigarette, a Kisubi é invece il valore della vita di un bambino malato. I bambini di Kisubi sono creature umane come i bambini del ricco occidente, vi supplichiamo di aiutarci a salvarne quanti più possibile. Le indicazioni sono riportare nel documento allegato. =2) Nuovi servizi di MCE gratuiti per i Cittadini. =3) destinatozione del 5 x 1.000 per le Associazioni ONLUS.
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La parità nei luoghi di potere deve diventare una realtà.
E’ un’esigenza espressa dalla società in maniera evidente, ed in più occasioni. I sondaggi di opinione danno risultati palesi su come i cittadini siano convinti della necessità di dare i giusti spazi alle donne in politica e nelle istituzioni e di come sia ormai conosciuto anche a livello internazionale il nostro gap di democrazia. L’ Italia, infatti, una volta definita la “culla di civiltà d’Europa” è oggi descritta dal il ‘’Gender Gap Index’’ elaborato dal World Economic Forum (WEF), “uno dei campioni mondiali della disparità”, che si trova al 45° posto del pianeta per la rappresentatività femminile. Ben lontano da paesi come Canada (7°), Inghilterra (8°) o Germania (9°), e dietro a Lettonia, Zimbabwe, Bangladesh o Malesia, Siria, Burkina Faso, Jamaica, Lesotho. Inoltre si ricava dai dati un panorama sconfortante: la presenza delle donne si riduce ulteriormente quando cresce l’importanza e il peso politico del ruolo di potere o di governo e la rappresentatività dell’ente o del organizzazione da dirigere. Se solo una donna è presidente di Gruppo al Parlamento europeo e nessuna in quello italiano, negli organismi e nelle istituzioni nazionali, come Corte costituzionale, CNEL, Consiglio superiore della Magistratura, CGIE (Consiglio gen. Italiani all’estero), Cons. magistratura militare ecc. e nelle organizzazioni sindacali, la presenza delle donne non supera il 10 – 13%.
Il Comitato per Wanda Montanelli, ha deciso di porsi in osservazione attenta degli esiti di questa prossima tornata elettorale, dove i risultati risentiranno dell’assenza del voto di preferenza, spogliando gli spazi della democrazia, escludendo la possibilità di scelta, affidando al potere delle segreteria dei partiti la decisione di chi dovrà trovarsi in Parlamento e nel prossimo governo. E dove la componente femminile della società risulterà ancora una volta fortemente penalizzata.
Questo non è ammissibile in un paese in cui le donne che votano sono numericamente superiori agli uomini (oltre 22milioni di donne aventi diritto al voto contro circa 20milioni di uomini) e in cui, secondo il rapporto Eurispes 2006, il 57 % delle donne italiane, e quasi il 51% degli uomini, ritengono che in Italia vi sia una “effettiva discriminazione tra sessi” e due persone su tre si dicono d’accordo al dover imporre per legge la risoluzione del problema.
E’ perciò necessario muoversi affinché si torni a respirare, praticare la democrazia, anche attraverso il punto di vista delle donne.
La presidente Aura Nobolo
Roma, 31 marzo 2006
comitatoperwanda@hotmail.it
www.comitatoperwandamontanelli.com
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31/03/06 WANDA MONTANELLI SCIOPERO AD OLTRANZA |
M.C.E. & A.I.FA.VI.N.
Appello alla Generosità
È un’immoralità umana e sociale lasciar morire i bambini ugandesi perché i loro genitori non hanno 9 € per pagare la retta di accesso alle cure ospedaliere, mentre nel ricco occidente si spreca persino il cibo.
Da gennaio 05 M.C.E. ed A.I. FA.VI.N. hanno attivato un progetto di cooperazione per lo sviluppo dell’Ospedale “Our Lady of Consolata” Kisubi Uganda. E’ un country hospital, e pratica prezzi per l’assistenza accessibili per la popolazione afferente, in genere poverissima, (in Uganda non esiste assistenza pubblica né assicurazioni). Il costo medio di un ricovero è di circa 9 euro, ma risulta spesso troppo oneroso per una popolazione il cui reddito è per l’80% inferiore a 25 euro mensili per cui è stata effettuata una sottoscrizione per il ricovero gratuito di pazienti al di sotto dei 12 anni, chiamato “9 euro per una vita”.
Il progetto prevede una durata: di 4 anni, con invio di personale medico (un chirurgo e un anestesista) per 2-3 settimane ogni 3-4 mesi; l’obiettivo è favorire lo sviluppo e la formazione del personale medico e paramedico del blocco operatorio e del reparto eseguendo nel contempo in prima persona assieme al personale locale gli interventi chirurgici programmati e d’urgenza, fornire assistenza tecnica e materiale di consumo per aggiornare attrezzature e metodiche; portare miglioramenti alle strutture esistenti sia ristrutturando il blocco operatorio che costruendo un nuovo reparto di maternità ed uno di Pediatria (attualmente postoperatorio, maternità e malattie infettive sono nello stesso stabile e utilizzano lo stesso corridoio) .
Sono state già effettuate quattro missioni dal 20 gennaio 05 al 12 marzo 06 della durata di 18 - 21 - 15 - 21 giorni, la prima organizzata autonomamente dai medici dell’Ospedale di Civitanova Marche, le altre da M.C.E. (Movimento Cittadini Europei ONLUS) ed A.I. FA.VI.N. (Associazione Nazionale Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica);l’ultima missione ha visto l’importante collaborazione dell’Università di Medicina e Chirurgia di Ancona;è stato portato in Italia a spese di MCE ed AIFAVIN un giovane di 28 anni, affetto da una gravissima patologia invalidante e pericolosa per la vita: il giovane é attualmente in attesa di intervento chirurgico presso il reparto di chirurgia oro maxillo faciale dell’Ospedale di Mantova, diretto dal Prof. Collini.
Durante le nostre missioni sono stati operati complessivamente 395 pazienti, adulti e bambini, anche in regime d’urgenza per interventi di chirurgia ostetrica-ginecologica, urologica e chirurgia generale. Sono stati portati e messi in opera materiali di consumo e attrezzature donate da ditte e privati per un valore di circa 15.000 € grazie a donazioni in denaro da parte di soggetti pubblici e privati sono stati effettuati gli interventi più urgenti di ristrutturazione del blocco operatorio per ulteriori circa 20.000 €.
Il progetto prevede un impegno di spesa di circa 45.000 € x 2 anni per l’organizzazione delle missioni, per il progetto “9 euro per una vita“, per il miglioramento delle strutture, quest’ultimo aspetto è particolarmente importante e chiediamo urgente sostegno economico a tutti i cittadini. Infatti, durante l’ultima missione un bambino di un anno é deceduto in 4° giornata post-operatoria per insufficienza renale provocata da una occlusione intestinale per la quale, come è frequente in Africa.
Il coordinatore Nazionale M.C.E. ed AIFAVIN, medico anestesista rianimatore, ha partecipato a tutte e quattro le missioni. Il progetto ha fino ad ora avuto l’aiuto della Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica, della Provincia di Macerata e si numerosissimi donatori privati.
Le missione mediche che si sono recate in Uganda, sono state composte dai dottori: Giancarlo Piccinini, Primario Chirurgo all’Ospedale di Civitanova Marche, Maurizio Memè, anestesista presso l’ospedale di Civitanova Marche e Andrea Smerieri, chirurgo del Policlinico di Modena, hanno eseguito moltissimi interventi su pazienti adulti e pediatrici, la maggior parte sono stati di media chirurgia addominale, urologica e ginecologica. Tutti gli interventi hanno avuto successo senza complicazioni di rilievo.
Sono stati consegnati all’Amministratrice dell’Ospedale per pagare le rette di accesso ai bambini, in totale 12.500 €: 2.500 € da donatori anonimi, 2.500 € confluiti sul conto intestato a “Cittadini Europei pro Kisubi” C/o BCC di Castelferretti An, di cui 1.500 donati dalla Provincia di Macerata, 1000 da privati cittadini, ulteriori 1.000 sono stati consegnati al dott. Smerieri dai suoi concittadini di Mirandola (MO): altri 6.500 € è la sommatoria di contributi che vanno da 9 a 500 €, in questi ultime 15 gg. sono stati versati complessivamente altri 3.250 €. Utilizzati complessivamente 35.000 €.
Queste persone sono bravissima gente, solo più sfortunate, hanno il diritto di essere aiutati in quanto parte del genere umano: perchè vivono lontani dai nostri occhi non può essere un motivo sufficiente per lavarsene le mani. Grazie di cuore a quanti ci hanno sostenuto, anche da parte di chi non ha voce.
Si rende noto che il preventivo di spesa del Progetto per la costruzione ed attrezzatura di nuovi reparti di maternità, pediatria ed un nuovo blocco operatorio, ammonta a 250.000 € (il progetto dei reparti è sui nostri siti). Il secondo Progetto, già in avanzata fase di realizzazione:-“9 € per una vita”-. (Infatti, 9 € è la cifra della retta d’accesso alla degenza dei bambini che si rivolgono all’Ospedale di Kisubi), prevede la creazione di un fondo biennale di 45.000 € necessari per salvare 5.000 bambini.
Il contributo può essere versato sul C.C.B. n. 000010195338 C/o della banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma BCC Ag. di Castelferretti, Cod.: A.B.I. 08086, C.A.B. 37351, Intestato a (Movimento Cittadini Europei pro Uganda). N.B.: per ovviare ai 2.50 € del costo bonifico, ai pubblici ed ai privati dipendenti si consiglia di raggruppare i più o meno di 9 € nominali in unico bonifico allegando l’elenco dei benefattori. Per il corretto utilizzo di ogni €, garantisce M.C.E. ed A.I. FA.VI.N.. A richiesta verrà rilasciata certificazione del contributo. Per ulteriori dettagli: Tel. 071-9160233- C.re 339 -1168776 - MCE.Gestioneprogetti@virgilio.it http://
www.volontariatomarche.it/mtdc.htm – www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
Presidente Nazionale MCE Presidente Nazionale AIFAVIN
Rag. Giovanni Fiorentini
Dott. Samuele. Carosi
Il Coordinatore Nazionale MCE ed AIFAVIN
Dott. Maurizio Memé
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09/03/06 CONVEGNO SULLA SICUREZZA |
UN PROGRAMMA SULLA SICUREZZA: CONVEGNO
“Per un Paese più sicuro"
GIOVEDI 2 MARZO ORE 10,30 SALA CAPRANICHETTA - ROMA
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Con il patrocinio di MCE
ROMA 02/03/2006 ore 10-30 Convegno:
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Un programma sulla sicurezza
Confronto e analisi con gli operatori del settore
L'incontro è promosso da Italia dei Valori.
Per concordare interventi e ulteriori informazioni contattare il responsabile organizzativo dell'evento Dr. Giorgio Aterno (Presidente onorario di sezione della Corte dei Conti) cell. 335/53.24.136 gioaterno@tele2.it
Roma 02/03/2006
Prima dei ringraziamenti, dovuti per il piacere e l’onore ricevuti, devo dire che sono qui – innanzitutto – in veste di nuncius dell’amico Fiorentini, di cui darò lettura di una breve relazione.
Egli è presidente di alcune importanti associazioni di rilevanza sia locale che nazionale, ma soprattutto uno dei leaders di quei movimenti di opinione, a volte striscianti altre volte eclatanti ma mai banali, che costituiscono – pure ove non se ne condividessero le azioni o le motivazioni - la vivacità culturale di un Paese e, spesso, l’ancora di salvezza per molte persone.
Anche se qui non in veste ufficiale, desidero ricordare che rappresento un “INSIEME CULTURALE” che raggruppa varie associazioni (scientifiche, sindacali, professionali, consumeristiche) e che fa del Pluralismo culturale il proprio criterio ispiratore, della trasversalità il proprio strumento operativo, dell’interscambio scientifico il proprio obiettivo e non solo verso l’interno ma nei confronti dell’intera Società civile.
Il suo nome è Comitato Valorizzazione Professionalità.
Nato da passate esperienze – tra cui l’Accademia Europea, l'Istituto Post-universitario di Studi Europei “De Gasperi” e dell'Istituto di Studi Legislativi “ISTUD”, insieme ai cui nomi ricordo quello del Prof. Riccardo Monaco – si è cercato di costruire questa entità non solo come una scatola per fornire servizi agli associati, ma come un albero che ramificasse e fruttificasse.
In sostanza il Comitato costituisce un "think tank" capace di formare ed informare Cittadini, non solo dell’Italia ma del Mondo. Ma in questo modo, ha anche fornito - e continua volutamente a farlo - un servizio all'intera Comunità civile, dove crescere culturalmente è un diritto ma anche un dovere, perché la Tecnologia è tra le prime forme e fonti di Ricchezza di un Paese e contribuire ad accrescerla costituisce – appunto – un dovere di ogni Cittadino.
Come avrete compreso, quindi, io non sono un Politico, ma un Tecnico.
Né dirò – per parte mia – cose a favore dell’uno o dell’altro Polo.
Però - considerato che la materia qui trattata rappresenta argomento non solo delicatissimo ma anche variamente toccato da istituti del Diritto e dell’Economia – io, oltre ad espletare il ricordato ruolo di nuncius, svolto proprio in quanto “indipendente”, vorrei poter dare un piccolissimo contributo alla discussione dell’argomento, esprimendo come Giureconomista due idee che detto ruolo vanno a sottolineare e non ad inficiare:
l’esigenza che nella discussione ci sia un richiamo a criteri sia economici che sociali, oltre che meramente giuridici, ed anche matematici per tentare di fornire soluzioni oggettive ai problemi prospettati nei vari momenti del “vissuto civile”;
l’opportunità che nelle trattazioni dei problemi si unisca l’aspetto della efficacia/efficienza, a quello della equità/equilibrio;
la necessità di “alzare il livello della discussione civile”, per evitare di accapigliarci su ogni parola dell’altro, adottando il metodo del confronto per argomenti e lo strumento della mediazione interculturale. C.C. Carli
Presidente Regionale MCE Per il Lazio
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Ora presento la relazione del Presidente Nazionale MCE Giovanni Fiorentini che per impegni istituzionali improrogabili sopraggiunti mi ha delegato a rappresentarlo.
MCE ringrazia i Promotori e gli Organizzatori del Convegno sulla sicurezza, in modo particolare ringrazia il Dott. Francesco Palese ed il suo Giornale dei Carabinieri per l’invito di partecipare al dibattito.
Il nostro Movimento per la tutela e la difesa dei Diritti e dell’incolumità dei cittadini, é da alcuni decenni che si trova in prima linea sul campo della sicurezza, noi siamo davvero preoccupati per il futuro dei nostri cittadini, non è di certo che con i continui e sistematici tagli alla spesa pubblica che si rendono più efficienti e più efficaci gli interventi degli operatori in divisa preposti alla tutela e per il rispetto delle regole di civile convivenza. Non vi è alcun dubbio che sul piano della capacità organizzativa e dell’efficacia della spesa, occorre correggere ad una situazione nella quale le risorse umane e finanziarie vengono utilizzate in modo irrazionale e poco efficace, con inamovibili duplicazioni e sovrapposizioni. Il cattivo uso delle risorse porta a situazioni inaccettabili sia per i cittadini, sia per gli stessi operatori della sicurezza. Infatti, manca il personale dove ve ne sarebbe più bisogno, i materiali più essenziali sono insufficienti, gli strumenti tecnologici sono inadeguati. In questo modo si ostacola l’efficace attuazione delle politiche della sicurezza.
Di fronte alla crescente domanda di sicurezza da parte della collettività, a fronte di vecchi e nuovi rischi e pericoli, invece di riorganizzare il sistema con più personale addetto, con nuove tecnologie, invece di una modernizzazione che rafforzi il rispetto della legalità, il contrasto della criminalità, la prevenzione delle minacce terroristiche, con adeguata formazione professionale al nuovo genere di criminalità locale ed internazionale, cui si deve invece registrare che in questi ultimi 5 anni il nostro Governo ha provveduto soltanto a continui tagli dei fondi già stanziati per investire su questo delicatissimo settore sociale.
E’ alla portata anche dei più profani, la necessità di sviluppare misure di controllo del territorio che consentano di ricostruire i flussi e i percorsi delle attività criminali e ricreino condizioni di vivibilità e sana imprenditorialità: per raggiungere questo obiettivo è indispensabile la collaborazione delle istituzioni rappresentative del territorio ma anche e soprattutto di chi rappresenta la società civile; occorre definire la netta distinzione fra legalità e ordine pubblico; le misure che garantiscono il rispetto della legalità dovranno avere una dimensione sociale e collettiva che richiederà anche un grado ampio di cooperazione interistituzionale; siamo tutti consapevoli che le organizzazioni criminali (come la mafia, la ndrangheta, la sacra corona unita, la camorra e le nuove mafie di importazione) soffocano la vita civile, impediscono lo sviluppo, limitano ed ostacolano l’esercizio dei diritti e delle libertà, tendono a condizionare lo stesso funzionamento della democrazia, infiltrandosi nelle istituzioni e nelle amministrazioni locali, indirettamente anche quelle centrali, imponendo un modello di relazioni sociali feroce e violando le regole che la società si è data. Per garantire il rispetto delle regole e combattere la sopraffazione, la violenza e il condizionamento sui cittadini e sulle imprese, occorre una netta e determinata coesione tra Istituzioni centrali, locali e la società civile, altrimenti si vedrà aumentare l’allarme sociale ed una crescente insicurezza degli individui e delle comunità a fronte di nuovi rischi e pericoli.
Le proteste sollevate dalle forze dell'ordine, per le condizioni di inadeguatezza nelle quali versano i contingenti, trova MCE e tutte le Associazioni e Movimenti di Tutela e Difesa dei Cittadini Utenti e Consumatori, del tutto solidali, soprattutto perché sono consapevoli che la crisi di questa categoria di lavoratori pubblici si riflette di conseguenza sul servizio offerto ai cittadini. In tutto ciò il governo è latitante, bisognerà invece muovere dai presupposti principali; migliorare le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine; realizzare un opportuno ed adeguato coordinamento per consentire a questi vasti apparati di elevare lo standard delle proprie prestazioni; occorrono maggiori risorse umane e finanziarie ma che devono essere meglio impiegate ed investite. Tutto ciò può essere fatto, ma occorrono una visione chiara ed una proposta seria, che tengano conto dei limiti di carattere finanziario in cui versa il paese, restituendo però a questi lavoratori la piena percezione dell’importanza che ricoprono e dell’impegno che il governo investirà nel potenziare il settore in cui operano, quello delle funzioni operative deve in ogni caso essere diviso da quello dell’ordinamento del personale.
Ci siamo letti il programma dell’Unione sulla sicurezza, abbiamo constatato che le buone intenzioni di andare verso la direzione sopra descritta ci sembra ci siano, nel caso in cui nel prossimo aprile sarà l’Unione a dover Governare questo Paese, dovrà anch’essa stare molto attenta alle crescenti insidie della nuova e vecchia criminalità, della criminalità internazionale e non per ultimo del terrorismo. L’Unione deve prendere atto che le battaglie contro la criminalità organizzate e contro ogni altro genere di criminalità, si vincono soltanto con la sensibilità, il contrasto ed il coraggio della società civile, senza questi supporti collaborativi, né la volontà e la grande professionalità degli operatori delle forze dell’ordine, né le Istituzioni Centrali e Territoriali preposte all’ordine pubblico ed al rispetto delle regole di civile convivenza, potranno mai vincere battaglie di grande dimensione ed efferatezza.
Il mondo del Volontariato, i Movimenti che rappresentano la Società Civile sono pronti e decisi a fare la loro parte, ma se il Volontariato ONLUS viene lasciato solo a se stesso, senza alcun sostegno economico ed operativo, in futuro sarà molto difficile trovare volontari disposti a dedicare il proprio tempo gratuitamente con anche il proprio impegno economico per le spese di gestione delle Associazioni e dei Movimenti di appartenenza.
Il Presidente Nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
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03/03/06 INCONTRIAMOCI E PARLIAMONE |
Forum Nazionale per la Democrazia Partecipativa
Per un valore alto della politica
Per nuovi spazi di libertà e partecipazione
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Comunicato Stampa
“Incontriamoci e parliamone”
Il 25/03/06 vieni anche tu ad Ancona, potrai parlare
con noi del Diritto alla Salute e del Volontariato.
Dove? al Teatro Sperimentale via Redipuglia n. 59 Ancona,
a 200 metri dal super parcheggio Pertini di p.zza Stamira
Per la nostra Regione e per l’intero paese il 25/03/2006 dovrà essere la giornata del Diritto alla Salute & del Volontariato, gli operatori del Volontariato, i cittadini della Società Civile, potranno parlare liberamente dei loro problemi, se necessario potranno anche "gridarli", per l’appunto abbiamo previsto più tempo per il dibattito che per le relazioni. Il 25/Marzo/2006 dobbiamo avere tutta la determinazione necessaria affinché chiunque governerà l’Italia dopo il 10/Aprile, dovrà considerare prioritarie le problematiche legate al Diritto alla Salute & ed al Volontariato, sappiamo sin da ora che il Prof. Prodi Presidente e tutta l’Unione di Centro-Sinistra ci ascolteranno con molta attenzione. Ci sarà anche la telivisione a riprendere l'intera giornata dei lavori, sarà poi messo in onda in più ripetizioni sul tutto il territorio nazionale ed Europeo, le riprese verranno inoltre diffuso con internet in rete On-Lin.
Ancona 03/03/2006 Responsabile del Comitato Organizzativo
Giovanni Fiorentini
Per informazioni: Tel. 071-91 60 233 Fax. 071-91 73 842 Cell.re. 339-11 68 776 E-Mail: Fiorentini_Giovanni@virgilio.it
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15/01/06 FERMIAMO IL COMMERCIO DEI BAMBINI |
MCE ed AIFAVIN fanno appello ai Governi dell'Occidente
affinché si impegnino seriamente per sconfiggere il
>.
Nella stazione ferroviaria di Zhao Tong, nella provincia del¬lo Yunnan (Cina meridionale), una giovane donna incolla sul muro la fotografia di un bambino appiccicata su un foglio bianco. Sul foglio la giovane, di nome Wu Yue, ha scritto: «Aiutatemi a ritrovare mio figlio!».
Wu Yue non è l'unica madre disperata costretta a fare ricorso a questo espediente per ritrovare un figlio finito nelle mani dei trafficanti di esseri umani, secondo quanto scrive il giornale Nanfang Zhoumo (Settimanale del Sud). Il giornale afferma che nella sola Kunming l'anno scorso sono scomparsi 350 bambini, che vengono venduti alle coppie che non hanno figli maschi perché sterili o a causa della politica di contenimento della nascite, che impone di avere un solo figlio a tutti i residenti delle città. Un funzionario dell'Unicef in Cina ha confermato la gravità del problema, affermando che nel 2004 in tutta la Cina «almeno 250mila donne e bambini» sono stati vittime dei trafficanti. Sempre l'anno scorso, secondo il ministero della Pubblica sicurezza di Pechino, oltre 42mila persone prigioniere dei trafficanti sono state salvate dalla polizia, mentre più di 22mila persone sono state arrestate per reati connessi a questo traffico. Zhao Jianguo, un funzionario della polizia dello Yunnan che da tre anni segue le indagini sul traffico di bambini, afferma che le bande criminali operano di solito secondo uno schema in tre fasi. Nella prima setacciano i villaggi di una particolare zona alla ricerca dei piccoli che possano essere rapiti o comprati. Il prezzo va dai 300 ai 500 yuan (un euro vale circa 10 yuan). Poi i piccoli vengono trasportati in case «sicure», di solito in città di medie dimensioni come, nella provincia dello Yunnan, Zhaotong, Wenxian e Quqing. Da qui vengono poi smistati secondo le richieste del «mercato». In quest'ultima fase il prezzo di un bambino ha raggiunto i 18-20mila yuan (1.800-2.000 euro). I bambini vengono spostati a piccoli gruppi e sempre da giovani donne che potrebbero essere le loro madri. Secondo Zhao, questo modo di agire rende «estremamente difficile» individuare i trafficanti e colpirli. In un caso clamoroso, nella primavera del 2003, 28 neonate furono trovate su un autobus, nascoste in normali borse da viaggio. Alla base dell'esplosione del traffico di bambini ci sono le disparità dello sviluppo economico - prepotente nelle città, ma che ha creato vaste sacche di povertà nelle campagne - e le rigide leggi varate per limitare la crescita della popolazione, che ha già raggiunto il miliardo e 200 milioni di abitanti. Secondo l'ultimo censimento nazionale, che è stato condotto nel 2000, lo squilibrio tra i sessi si è aggravato negli ultimi anni, facendo registrare la nascita di 100 femmine per 117 maschi. Alcuni ricercatori affermano che queste cifre potrebbero essere falsate dalle mancate dichiarazioni della nascite di femmine, che vengono vendute dalle famiglie ai trafficanti.
Massimo Bonella (dagli articoli della Caramella Buona)
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28/12/05 COMUNICATO STAMPA |
COMUNICATO STAMPA
Riteniamo doveroso rendere pubblico la generosa donazione di una incubatrice da parte di quattro cittadini di Recanati, che hanno voluto mantenere l’incognito, l’incubatrice è destinata all’Ospedale di Kisubi (Uganda), noi sentiamo il dovere di ringraziare i 4 cittadini recanatesi per il prezioso e nobile gesto.
Finalmente anche l’Hospedale di Kisubi “Uganda” ha una incubatrice. Si tratta di un fatto straordinario in quanto è stata accolta quella sensibilità e quella solidarietà che MCE ed AIFAVIN diffondono da sempre, è un gesto davvero molto grande perché serve a far sperare anche i più poveri del mondo.
La notizia è stata data da Gabriele Magagnini, giornalista e editore
Recanatese, durante una cena dallo stesso organizzata il 17 ultimo scorso;
L’incarico di acquisire e recapitare l’apparecchiatura è stato affidato al
Coordinatore Nazionale Movimento Cittadini Europei ed AIFAVIN dott. Maurizio Memé da tempo impegnato con il Movimento MCE e l’Associazione AIFAVIN ONLUS in una campagna di aiuti a quell’ospedale e che durante il 2005 ha effettuato presso lo stesso tre missioni.
L’acquisto è stato perfezionato in data 23 12 acquisendo una incubatrice
COBAMS mod. Manual Cristina . La Ditta CICO S.R.L. ha praticato uno sconto
di Euro 500 rispetto all’offerta originale da destinarsi in beneficenza
all’Ospedale di Kisubi.
Ne da pubblica notizia il Presidente Nazionale di MCE
Rag. Giovanni Fiorentini
Sede Legale Via G.Galilei n.2 - 4 – 60015 Falconara M. (AN) Tel+ Fax 071-9173842
071-9160233 Cel.re 339-1168776 - mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it aifavin_nazionale@virgilio.it – MCE.redazionegiornalino@virgilio.it - ageie@libero.it - http:// www.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.covalori.net Sede Sociale
Nazionale C/o AGEIE V. Stazione S.Pietro 57- 00165 ROMA tel.06-6380336
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28/12/05 I COSTI DELL'INQUINAMENTO |
Comunicato del Presidente Regionale Toscana
MCE ed AIFAVIN Architetto Patrizia Mazzoni
Tratto da ARPAT News su tematiche Ambientali
Lunedì 14 novembre 2005 n. 195-2005
Efficacia della conversione a gas di auto a benzina catalizzate in uso: misura ecologica o leggenda metropolitana?
Autorizzazione Tribunale di Firenze n. 5396 14.2.05 - Direttore responsabile: Marco Talluri Per segnalare notizie mettersi in contatto con la Redazione: ARPAT Dipartimento Firenze — Comunicazione e Informazione Via Ponte alle Mosse 211 — 50144 Firenze — tel. 055/3206285 fax. 055/3206218 e-mail comunicazione.fi@arpat.toscana.it Perapprofondimenti: d.grechi@arpat.toscana.it I documenti citati in Arpatnews sono inviabili dietro richiesta via mail a comunicazione.fi@arpat.toscana.it Alcuni numeri di Arpatnews sono disponibili su http://www.arpat.toscana.it/news
Da vari anni il Ministero dell'Ambiente, le Regioni e gli enti locali promuovono e finanziano la trasformazione post vendita delle auto a benzina in veicoli bi-fuel ovvero in grado di essere alimentati, oltre che a benzina, anche con combustibile gassoso (GPL o GN alias Metano. L'Italia ha una grande tradizione in tal senso e senza dubbio può essere considerata leader nella tecnica e nella componentistica per questo tipo di interventi.
Negli anni '30 per motivi di autarchia, negli anni '50 per motivi economici e, più recentemente, anche per motivi ecologici, il mercato delle trasformazioni di veicoli in uso ha avuto sempre una sua consistenza, pur fra inevitabili alti e bassi.
Se ci limitiamo a considerare l'aspetto ambientale in senso ristretto, ovvero l'impatto derivante dalle emissioni allo scarico dei veicoli, parrebbe opportuno fare una sorta di valutazione dei benefici dell'operazione, soprattutto quando questa viene finanziata, almeno in parte, con denaro pubblico.
Poiché attualmente l'incentivazione statale è riservata ai soli veicoli catalizzati (EURO I ed EURO II), ci limitiamo a valutare gli effetti su questo target di veicoli.
Alcuni dati
Nel 1996 a Firenze, per iniziativa dell'Amministrazione comunale e dell'ACI Firenze furono effettuate delle campagne di misura sui gas di scarico di varie tipologie di veicoli a motore.
In particolare furono provate n. 21 auto catalizzate con doppia alimentazione (GPL-benzina). Come in occasione della revisione annuale o del rilascio del "bollino", vennero misurate le concentrazioni di ossido di carbonio (CO) e di idrocarburi totali (HC) al regime di minimo e a 2500 giri (rpm). In più, venne misurata anche la concentrazione di ossidi di azoto (NOx). Le auto bi-fuel vennero provate con ambedue i carburanti.
Si osservi che i valori medi relativi alla alimentazione con GPL sono generalmente più elevati rispetto all'alimentazione a benzina. Inoltre, nei veicoli bi-fuel le emissioni con alimentazione a benzina risultano molto più elevate rispetto a quelle dei veicoli solo benzina. L'incremento di emissione per i veicoli trasformati bi-fuel è stato confermato anche da una indagine successiva.
Più recentemente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato l'omologazione per dispositivi necessari alla conversione bi-fuel di autoveicoli a benzina catalizzati (EURO III). Il rilascio è stato effettuato in base all'esito di prove su n. 5 veicoli. Le prove hanno riguardato la verifica dei livelli di emissione secondo le procedure previste per l'omologazione dei veicoli (ciclo EUDC).
Si osservi che il GPL peggiora sempre le emissioni rispetto alla benzina (54% in più su CO, 24% su HC e 21% su NOx). Il GN (metano) peggiora le emissioni rispetto alla benzina per CO (24%) e per HC (24%), le migliora per NOx (-27%). Fra GPL e GN, meglio GN salvo un piccolo svantaggio su HC (-7%). Fra i dati riportati e derivanti da prove in campo, non sono compresi valori relativi al particolato (PM). Si ricorda, infatti, che per i veicoli alimentati a benzina o a gas non vi sono limiti riguardanti l'emissione di polveri allo scarico in quanto molto inferiori a quelle derivanti da veicoli diesel.
Tuttavia vale la pena di sottolineare che i fattori di emissione usualmente adottati per le auto catalizzate non diesel sono 0,018 g/Km e 0,017 g/Km, rispettivamente per benzina e per gas. Si osservi che si tratta di valori praticamente analoghi.
Qualche considerazione
I dati presentati mostrano che la conversione a gas di auto a benzina catalizzate produce effetti negativi nel senso che le emissioni di inquinanti CO, HC e NOx aumentano rispetto a quelle dello stesso veicolo in assetto originario ovvero con la sola alimentazione a benzina. Particolarmente degno di nota è che ciò avviene sia durante l'uso del gas sia durante l'uso di benzina.
Il peggioramento è più marcato e generalizzato per GPL rispetto alla benzina. Ferma restando la univocità di esito dei confronti mostrati, l'entità del peggioramento delle emissioni appare quantitativamente molto diversa.
Gli incrementi di cui alla figura 1 -Vedi sito http://www.arpat.toscana.it/news- possono essere considerati quelli minimi in quanto si riferiscono a veicoli nuovi o quasi, selezionati e portati alla prova in perfetta efficienza. Inoltre, la conversione è stata effettuata utilizzando dispositivi e soluzioni tecnologiche ben testate e ottimizzate.
Gli incrementi di cui alle tabelle 1 e 2 –Sito http://www.arpat.toscana.it/news-
si riferiscono a veicoli "in uso", portati al test così come circolanti. Per questo motivo, può essere ritenuto un campione più rappresentativo della situazione reale. Se il quadro tratteggiato può apparire un po' sorprendente, è sufficiente una banale ricerca su internet per rendersi conto che anche altri soggetti manifestano una certa prudenza nell'avallare tout court le conversioni, quantomeno limitatamente all'aspetto "emissioni inquinanti".
Si veda, ad esempio "LPG – An alternative fuel" in
www.leeric.lsu.edu/bgbb/7/acep/auto/1/1.htm e "Frequently asked
questions about LPG emission" in www.nett.ca/faq_lpg.html .
Si sottolinea che i dati e le considerazioni qui riportate si riferiscono unicamente alle auto a benzina in quanto solo queste sono "convertibili" bi-fuel con relativa facilità.
Ben diversa può essere la valutazione se il confronto viene spostato rispetto ai veicoli con motore diesel, notoriamente grandi emettitori di particolato e di NOx.
Così pure diversa può essere la valutazione di auto nate a gas, in quanto prodotte e testate dal costruttore e sottoposte ad omologazione. Ciò potrebbe meglio garantire l'effettiva minore emissione di inquinanti rispetto alle auto trasformate artigianalmente, considerata la sofisticazione spinta dei veicoli prodotti negli ultimi anni.
Appare decisamente poco credibile che interventi post vendita possano davvero migliore un prodotto frutto di studi e di ricerche di elevato livello.
Di fatto, non risultano disponibili (o non sono lo sono pubblicamente) dati ed informazioni tecniche che consentano di attribuire significativi benefici "ambientali" all'operazione di conversione a gas di veicoli a benzina in uso.
Daniele Grechi
(Sull’argomento vedi anche Arpatnews n. 98/2003)
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17/11/05 RELAZIONE ATTIVITA' MCE ED AIFAVIN 2002-2005- |
Ancona 14/11/2005 SINTESI DI RELAZIONE SULLE ATTIVITA’ DI MCE MOVIMENTO CITTADINI EUROPEI dal 2002 Al 2005
MCE “Movimento Cittadini Europei”, denominabile in breve anche M.C.E., è un ONLUS (no profit), facente parte del Terzo Settore il cui fine è la Tutela dei Diritti del Cittadino Utente e Consumatore Europeo; è stata costituita con scrittura privata ed ha un suo Statuto.
MCE (Movimento Cittadini Europei) -già MDC (Movimento Difesa del Cittadino) costituito nel 2001 con sede legale in V. Buoncompagno, 1 -60121 Ancona, ha cambiato la dicitura sociale da MDC e MCE con decreto n. 24/SOS del 15/02/2005, contestualmente ha trasferito la sede Legale da Ancona a Via G. Galilei, 4 - 60015 Falconara Marittima (AN).
La struttura organizzativa operativa è attualmente composta da: Presidente Rag. Giovanni Fiorentini; Responsabile dell’Area Socio-Sanitaria e Ambiente Dott. Franco Pesaresi; Coordinatore Dott. Maurizio Memè; Segretario Amministrativo Dott. Paolo Cecchetti; dal Consiglio Direttivo i cui membri effettivi oltre ai nominativi della struttura organizzativa operativa sopra citati sono: la Dott.ssa Laura Cinotti; la Prof.ssa Nadia Scardeoni; l’Arch. Patrizia Mazzoni; la Dott.ssa Barbara Scarcella; l’Avv. Rosella Pepa; Avv. Emanuele Baldoni; Cav. Luigi Bevilacqua; Dott. Samuele Carosi; Avv. Pietro Aresta, il Rag. Franco Prete.
MCE è costituita in Assemblea Regionale ed Assemblea Nazionale dei Soci.
Gli organi di MCE (Movimento Cittadini Europei) sono :
a) l'Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Collegio dei Revisori dei Conti;
d) il Collegio dei Probiviri.
La struttura organizzativa sul territorio è composta dalle sedi regionali già operative nelle seguenti Regioni: Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Veneto. Sono prossime alla attivazione altre sedi regionali in: Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia.
MCE ha inoltre una sua sede a Cordoba in Argentina, la Città di Cordoba dista 100 Km. circa da Buenos Aires, dicitura e Logo sono: “M.C.E. America Latina”.
La nostra sede dell’Argentina è stata costituita per partecipare alla costruzione dell’Unione dei Popoli dell’America Latina; ha un proprio sito http://mcelatina.splinder.com/.
Da anni, M.C.E. si occupa, attivamente, dei problemi relativi alla salute, ambiente, settore giuridico e fiscale.
In prevalenza, MCE (Movimento Cittadini Europei) é impegnata per:
• La Tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione.
• La difesa degli Utenti e consumatori nei rapporti con aziende pubbliche e private produttrici di beni e servizi
• Per il miglioramento della qualità della vita e della salute per tutti i Cittadini italiani e del resto del pianeta
• Per la tutela e la difesa: della professionalità con corsi di formazione mirati, della scienza, della ricerca, della cultura, dell’Opera Lirica per avvicinare nuove fasce sociali di ascolto e nuovi appassionati, dell’arte e dello Spettacolo.
In campo Giuridico le attività di MCE sono maggiormente concentrate al recupero di pagamenti effettuati in forma di caparre per prestazioni non usufruite; all’annullamento di contratti effettuati senza la domiciliazione prevista dalle Leggi vigenti in materia di Diritto Privato, come ad esempio i pseudo compromessi delle Agenzie di Viaggi, Mobiliari ed Immobiliari, attività che spesso sono esercitate da personale scarsamente preparato professionalmente e giuridicamente sprovveduto, le cui conseguenze sono le inevitabili controversie che in mancanza del nostro intervento finirebbero nelle aule giudiziarie, i cui costi legali sono notoriamente molto elevati, soprattutto a causa degli interminabili tempi della Giustizia, molte delle pratiche in oggetto presentano anomalie di trasparenza o regole vessatorie, abbiamo anche risolto contratti privi di legittimità o di legalità commerciali, sia per vendita di prodotti contraffatti o perché non conformi alle regole comunitarie o alle convenzioni internazionale di mercato, una particolare attenzione MCE la verte alle pratiche di risarcimento danni Sanitari Post-Operatori, ma anche ad altro genere di danni arrecati a cose e persone.
Dal 2002 a tutt’oggi, M.C.E. si sta occupando del recupero di pagamenti fatturati da gestori della telefonia per consumi e servizi, mai effettuati, mai richiesti dai tantissimi Utenti malcapitati, nonché per il riconoscimento dei danni subiti ed il conseguente risarcimento al consumatore finale, in questi ultimi 3 anni MCE ha conciliato e sanato oltre 2.000 pratiche di Utenti in relazione ai numeri illegali noti con i codici iniziali: 144 - 166 - 709 – 899.
L’attività di assoluta prevalenza di MCE, molto sostenuta anche dai volontari Soci collaboratori, promotori, e sostenitori del Movimento, è la difesa del diritto alla salute e alla vita per tutti. M.C.E., preso atto dell’esponenziale aumento di nuove patologie tumorali ed del vertiginoso aumento della mortalità per neoplasie, disponendo di un importante centro informativo con una propria Mailing List di circa 70.000 contatti diretti e 200.000 sequenziali, nonché di una rete on-line di circa 850.000 potenziali lettori, che da oltre sei anni utilizza per Comunicazioni Sociali, ossia per una informazione e consigli sociale educativi, la comunicazione educativa molto diffusa da Mass Media negli anni 60 e 70 ma che ora ha ceduto gli spazi all’informazione così detta commerciale ed ai consigli per l’uso, nota come “pubblicità commerciale”. Infatti, MCE diffonde informazioni di carattere Socio-Sanitario e Medico-Scientifico mirate alla sensibilizzazione di Istituzioni e Cittadini volti e al confronto tra le varie parti sociali. A tale finalità, il 27/28 novembre 2004, l’Associazione ha organizzato un meeting denominato “Diritto alla salute per tutti”, il cui obiettivo è stato quello di mettere a confronto: Scienza, Cittadini, Istituzioni Sanitarie, Potere Politico, Organi0 Istituzionali, Media, Sindacato ed Amministratori Pubblici. Lo scopo è stato quello di individuare programmi e nuovi protocolli operativi per interventi mirati alla Diagnosi Precoce ed alla Prevenzione Primaria e Secondaria per le Patologie Neoplastiche. L’obbiettivo che si è posto MCE è quello di coinvolgere tutti gli attori citati per evitare che nel 2010 circa 350.000 persone in un solo anno siano destinate a soccombere al Cancro.
Il progetto “Diritto alla salute per tutti”,-la cui Madrina è il Celebre Soprano Gabriella Costa, è approdato anche a New York in questo febbraio 2005 in occasione della riunione annuale dell’ASCO -Fondazione mondiale di Neuro-Oncologia con sede a New York; i componenti del Comitato Scientifico dell’ASCO, hanno apprezzato i contenuti del Progetto ritenendoli fattibili ed esportabili in tutto il Mondo.
Dall’inizio del 2005, le attività in tutela della salute e del diritto alla vita, si sono allargate con altre iniziative in collaborazione con Associazioni come: (AIFAVIN ed Amnesty International- sez. Regione Marche) ed hanno organizzato 5 manifestazioni Socio-Culturali ed Artistiche per la raccolta di fondi da destinare al Sud-Est Asiatico e ad un Progetto denominato “9 € per la Vita”. M.C.E., inoltre, si sta occupando, grazie alla borsa-lavoro finanziata dalla Provincia di Ancona e destinata alla Dott.ssa Roberta Prete, di seguire il progetto della costruzione di un nuovo reparto di Maternità ed uno di Pediatria a Kisubi in Uganda, già in fase di realizzazione; a riguardo sono state organizzate manifestazioni teatrali per la raccolta fondi ma allo stesso tempo per sensibilizzare le persone alla solidarietà verso il terso mondo dove 35-36 milioni di persone ogni anno muoiono per fame, per malattie facilmente curabili, per miseria. l’abbinamento Solidarietà – Cultura – Arte e Volontariato è stato progettato anche allo scopo di avvicinare il cittadino italiano medio all’arte ed alla cultura che in questi ultimi anni si è dovuto registrare un vertiginoso calo di partecipazione.
Il Progetto Kisubi Hospital prevede, inoltre, missioni mensili a Kisubi delle Equipe Mediche di MCE, che oltre agli interventi chirurgici in ospedale, promuovono e realizzano corsi di formazione Medico-Scientifica e Chirurgia applicata per Medici Chirurghi ugandesi. Nell’ultimo rapporto dell’Equipe Medica da poco rientrata dall’Uganda, si legge che sono stati eseguiti 56 interventi chirurgici su pazienti pediatrici ed adulti in soli 18 giorni, un vero grande successo in quanto ha sottratto alla morte tutti e 56 malcapitati. È stato costituito, inoltre, un fondo mirato a raggiungere la cifra di 40 mila € necessari per salvare 5.000 bambini in due anni, il fondo è finalizzato al pagamento della retta di accesso alle terapie chirurgiche ospedaliera, che in Uganda è fissato a 9 € per ogni degenza.
M.C.E. ha effettuato, a distanza, una importante indagine conoscitiva sulle strutture ospedaliere e territoriali della Sanità Pubblica Nazionale, attraverso la quale è stato realizzato il Progetto “Diritto alla Salute per Tutti”. MCE ha inoltre elaborato un questionario già testato, finalizzato a monitorare le case di riposo delle Marche per avere una conoscenza dettagliata sui servizi elargiti in relazione alle condizioni degli anziani ospitati.
A far fede alla sintesi della presente relazione concernente l’organizzazione strutturale ed operativa di MCE, si allegano una trentina di documenti scelti a campione che attestano quanto dichiarato, si allega altresì una copia dell’Atto Costitutivo e lo Statuto di MCE aggiornato con Decreto n. 24 SOS del 15/02/2005 e registrato al Pubblico Registro del Volontariato Marche, per quanto concerne l’originale dell’atto costitutivo del Movimento, è giacente presso l’Albo regionale medesimo in custodia della Dott.ssa Nadia Tarzi.
Indirizzi – E-mail e recapiti telefonici delle sedi di MCE:
sede sociale regionale : V. Buoncompagno, 1 - 60121 Ancona
sede Legale regionale : V. G. Galilei, 4 - 60015 Falconara M.ma (AN)
sede Legale nazionale : V. G. Galilei, 4 - 60015 Falconara M.ma (AN)
sede Sociale nazionale : V. Stazione San Pietro, 57 00165 Roma
Tel + Fax: 071-91 60 233 - 071-91 73 842 – 071-52 788 –
06 – 63 80 336 Cel. re 339-11 68 776
E-mail: servizio_concoliazione@tin.it – mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it
mce.redazionegiornalino@virgilio.it - http:// www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
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Il Presidente MCE
Rag. Giovanni Fiorenti
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13/11/05 LE BOMBE AL FOSFORO BIANCO IN IRAQ |
interrogazione
Al Ministro degli Esteri ed al ministro della Difesa
Per sapere, premesso che:
La mattina dell'8 novembre 2005, su Rainews24 è andato in onda un video che testimonia che l'esercito americano, nel novembre 2004, durante la massiccia offensiva con la quale riprese il controllo della città irachena ribelle di Falluja, fece uso di armi chimiche proibite dalle convenzioni internazionali, in particolare di Nk-77, nuova versione del nefasto napalm, ampiamente usato in Vietnam e di fosforo bianco, che in gergo militare viene chiamato Willy Pete, un agente che brucia la pelle in modo irreversibile e penetra nel corpo, carbonizzandolo;
Nel filmato, che contiene anche le testimonianze di ex militari americani, vengono mostrate riprese del bombardamento al fosforo e sequenze drammatiche che mostrano gli effetti dell'agente chimico, oltre che sui guerriglieri iracheni anche sui civili, comprese donne e bambini di Falluja;
Il sospetto dunque è che le truppe americane avrebbero utilizzato sostanze chimiche proibite dalle convenzioni internazionali non per illuminare postazioni nemiche ma al solo scopo di colpire indiscriminatamente la popolazione locale;
Sarebbe gravissimo che un paese che ha scatenato un conflitto per abbattere un dittatore accusandolo di avere armi di distruzione di massa, usi contro la popolazione civile le stesse armi che diceva di combattere;
La giornalista del quotidiano "il manifesto", Giuliana Sgrena, fu rapita, lo scorso febbraio 2005, proprio mentre cercava testimonianze sugli effetti delle bombe che hanno distrutto Falluja, quando ebbe la consapevolezza di quello che tutti ormai in Iraq sapevano, e cioè che in Iraq veniva utilizzato questo genere di armi chimiche;
Non esiste un bilancio ufficiale di quanti morti abbia comportato la strage di Falluja, cittadina di soli 200 mila abitanti: secondo stime ufficiali diramate dal Pentagono le vittime sarebbe state tra 1000 e 1500, secondo il personale medico tra 4000 e 6000, mentre quello che realmente si sa è che solo 700 sono state le vittime riconosciute prima di essere sepolte;
che l'uso di queste sostanze incendiarie sui civili è vietato dalle convenzioni dell'Onu del 1980 e che l'uso di armi chimiche è vietato da una convenzione che gli Stati Uniti hanno firmato nel 1997.
Pertanto l'inchiesta giornalistica di Rainews24 vuole essere la denuncia di un crimine, della violazione di una convenzione firmata dagli Stati Uniti nel 1997 e non rispettata;
Il Pentagono respinge le accuse di aver usato armi chimiche a Falluja.
Il portavoce del ministero della Difesa americano, il maggiore Todd Vician, ha dichiarato all'Ansa che "Chi vuol screditare gli Stati Uniti trova utile inventare la falsa accusa che gli Usa stiano usando armi di questo genere", pur precisando di non aver visto il documentario di Rainews24 e commentando quindi sulla base delle contestazioni di questo genere fatte nel corso del tempo alle forze americane;
L'Osservatorio Militare teme che, dopo l'uso indiscriminato in Bosnia e Kosovo dell'uranio impoverito, dall'Iraq si possano ereditare gli effetti del fosforo bianco che anche se meno devastanti dal punto di vista fisico sono altrettanto fatali per chi, ignaro, si trova contaminato;
La responsabilità della strage di Falluja ricade anche sui quei paesi, come il nostro, che hanno supportato l'aggressione americana all'Iraq;
La comunità internazionale, incluso il nostro paese, dovrebbe intervenire;
inchiesta di Rainews 24 rappresenta un positivo segnale in controtendenza per l'informazione del servizio pubblico radiotelevisivo e per la Rai una buona occasione per contribuire a restituire serietà di contenuti all'informazione;
In tale contesto il rientro immediato del nostro contingente è una scelta obbligata. È ora che il nostro paese cessi di essere complice di questa carneficina, ritiri dai territori teatro di guerra le proprie truppe di occupazione e si attivi per l'invio di una forza multinazionale di pace;
Se il governo italiano sapeva o meno, e se intende o meno esprimere la più ferma condanna in merito a quanto emerso dai documenti filmati e fotografici trasmessi da Rainews24.
On. Katia Bellillo
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10/11/05 TERZO RAPPORTO DELL'EQUIPE MEDICA DALL'UGANDA |
Mce & aifavin
RAPPORTO SULLA TERZA MISSIONE MEDICA PRESSO
L’OSPEDALE -OUR LADY OF CONSOLATA DI KISUBI- “UGANDA”.
Il giorno 2-10-2005 è rientrata la terza missione medica dall’ospedale “Our Lady of Consolata” di Kisubi, Uganda.
La missione, composta dai dottori Maurizio Memè, anestesista presso l’ospedale di Civitanova Marche e Andrea Smerieri, chirurgo attualmente in pensione con una trentennale esperienza presso il Policlinico di Modena, dall’11 al 30 settembre ha eseguito 56 interventi su pazienti adulti e pediatrici, alcuni di piccola ma la maggior parte di media chirurgia addominale, urologica e ginecologica. Tutti gli interventi hanno avuto successo senza complicazioni di rilievo.
I miglioramenti apportati alla sala operatoria grazie alle donazioni erogate durante le precedenti missioni hanno consentito di effettuare anche interventi di maggior impegno .
Un intervento di splenectomia si è reso necessario su un bambino di 10 anni affetto da splenomegalia malarica, per il quale si temeva l’eventualità di una rottura di milza per traumi anche minimi , date le dimensioni ( l’organo infatti pesava più di 2 kg.) .
E’ stato necessario anche un po¹ di coraggio , in quanto le strutture dell’ospedale , soprattutto del reparto di degenza, non sono tali da poter seguire adeguatamente un periodo postoperatorio complicato, che comunque non è stato , ma le condizioni economiche della famiglia non erano tali da consentire un accesso a ospedali di livello superiore, più costosi: in Uganda infatti non esiste un sistema assicurativo e i più poveri non hanno accesso alle cure.
E’ stata operata di mastectomia una donna di 65 anni , la quale appunto a causa delle condizioni economiche che non le consentivano cure adeguate aveva un carcinoma mammario ulcerato ed infetto con dolori intollerabili ; dopo 2 giorni dall’intervento non aveva più dolori ed era in grado di alimentarsi nuovamente.
Si allegano al rapporto le foto relative ai due casi descritti.
Sono stati consegnati all’Amministratrice dell’Ospedale 3500 euro : 2500 sono confluiti sul conto intestato a “Cittadini Europei pro Kisubi Hospital” aperto presso la BCC di Castelferretti An, di cui 1500 donati dalla Provincia di Macerata e 1000 da privati cittadini, e ulteriori 1000 sono stati consegnati al dott. Smerieri dai suoi concittadini di Mirandola (MO): di tali somme è stata data ricevuta rispettivamente al dott. Memè e al dott. Smerieri dall’Amministratrice dell’Ospedale.
Sono stati inoltre portati materiali donati da ditte per il valore di alcune migliaia di euro. E’ stato identificato come prioritario l’adeguamento dell’impianto elettrico della sala operatoria : infatti un elettrobisturi portato durante la precedente missione di maggio a causa dell’impianto è subito andato fuori uso ; tale priorità dovrà essere preceduta da uno studio di fattibilità che verrà effettuato da un ingegnere austriaco in forza alla Cooperazione Internazionale da noi contattato durante una visita di lavoro l’ospedale Lacor di Gulu; in subordine tale somma verrà utilizzata per aggiornare strumentario e dotazioni della sala operatoria.
E’ stata controllata l’avvenuta esecuzione dei lavori concordati durante la precedente missione , finalizzati ad un miglior isolamento della sala operatoria: fatture e ricevute per un ammontare di poco superiore ai 1800 € donati in quella circostanza sono in possesso del dott. Memè ed esibibili a richiesta.
Sono stati continuati e approfonditi i contatti già iniziati durante le precedenti missioni con la Chiesa Cattolica nella persona del Cardinale Primate dell’Uganda Mons. Gabriel Wamala , con l’Ambasciata d’Italia, con le Organizzazioni della Cooperazione internazionale presenti sul territorio Ugandese, con le Autorità sanitarie locali.
Ora come di consueto nei miei rapporti consentitemi di concludere con una nota personale: sono brava gente , solo più sfortunata, ed hanno il diritto di essere aiutati in quanto appartenenti al genere umano: il fatto che vivono lontani dai nostri occhi non può essere un motivo sufficiente per lavarsene le mani.
Grazie di cuore a quanti di voi ci hanno aiutato e sostenuto fino ad ora, anche da parte di chi non ha voce .
Il Presidente MCE e Segretario Generale di AIFAVIN Nazionale
Giovanni Fiorentini
Primo Chirurgo dell’Equipe Medica in missione in Uganda
Dott. Giancarlo Piccinini
Il Chirurgo dell’Equipe in missione in Uganda
Dott. Andrea Smeriei
L’Anestesista dell’Equipe e Coordinatore nazionale MCE ed AIFAVIN
Dott. Maurizio Memè
Il contributo può essere versato sul C.C.B. n. 010196021 C/o la banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma Ag. di Castelferretti BCC, – Cod.: A.B.I. 08086, C.A.B. 37351, Intestato a (Movimento Cittadini Europei pro Kisubi Hospital Uganda). Per risparmiare sulle spese di bonifico ci si può mettere insieme tra amici e parenti, il contributo può essere scaricato ai fini fiscali.
Sede Legale Naz.le V. Galilei, 4 -60015 Falconara M. (AN) Tel+Fax: 071-91 60 233 - 9173842 - Cel.ri 339-1168776 - 349-1372851 – 338-8650219 e-mail mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it – servizio_conciliazione@tin.it aifavin_nazionale@virgilio.it Sede Sociale C/o AGEIE V. Stazione S. Pietro n. 57 -00165 ROMA Tel. 06-6380336 ageie@libero.it - www.covalori.net
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08/11/05 DENUNCIA-QUERELA CONTRO LA TELECOM ITALIA |
Falconara M.ma 07/1102005
Alla C.A. di tutti i componenti nazionali dei
Direttivi MCE ed AIFAVIN
Alla C.A. del Presidente Nazionale AGEIE
Avv. Carlo C. Carli
Con la presente vi rendo noto che dall'Aprile scorso “2005”, la Telecom Italia continua ad inviare fatture al nostro indirizzo della Sede nazionale con riferimento all’utenza telefonica Tel: 071-9173842 corrispondente a MCE (Movimento Cittadini Europei), ma intestate a: Movimento di Difesa del Cittadino Via Buoncompagno n. 1 – 60121 Ancona, -ragione sociale coi MCE non ha più nulla a che fare, esiste MDC (Movimento Di Difesa Del Cittadino) ma con sede a Roma- l’importo medio delle fatture sono di circa 120 € per bimestre, il riferimento è all'installazione ADSL che non abbiamo mai chiesto e mai ne abbiamo usufruito.
Nonostante le nostre 5 contestazione formali e le richieste di regolarizzazione dell’errore, trasmesse con Note: -(n. 69 del 10/05/2005, n. 78 del 31/05/2005, n. 108 del 16/07/2005, n. 176 del 09/09/2005, n. 199 del 10/10/2005)- e la miriade telefonate al Call Center ed all'Ufficio Conciliazione di Bologna di nostra competenza, nonostante le rassicurazioni dell'Ufficio stesso che la pratica era stata chiusa ed era già pronto l’Assegno di rimborso del non dovuto, anche per il quinto bimestre 2005 ci é arrivata la fattura N. 8M01103471 con scadenza 14/11/2005.
Il fatto molto grave é che nonostante MCE, AIFAVIN ed AGEIE abbiano sempre pagato le fatture non dovute per non avere la linea telefonica interrotta, la Telecom l’ha egualmente congelata e che dir si voglia “bloccata” e Gli Uffici di MCE, AIFAVI ed AGEIE sono rimasti inoperosi in quanto non possono stipulare con altri Gestori, senza l'indispensabile servizio di Internet e di conseguenza senza la Posta elettronica, sin dall'Aprile 2005 i danni economici e per l’immagine delle nostre Associazioni sono incalcolabili.
Con la presente vi comunico che entro 10 giorni da oggi faremo depositare Denuncia-Querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona elencando fatti e documenti, che a mio avviso presentano gravissime responsabilità da parte della Telecom Italia, oltre che civili per il serio rischio di far cessare le attività alle nostre Associazioni di Volontariato, a mio avviso sussistono anche le responsabilità penali in conseguenza della continuità di richiesta del pagamento di un servizio mai chiesto e mai avuto.
Vi rendo noto che il caso verrà comunicato anche alla Stampa
Il Presidente Nazionale MCE Rag. Giovanni Fiorentini
Su Telecom Italia l'ombra dell'antitrust europea
Martedì 29 Marzo 2005
di Giacomo Dotta (g.dotta@html.it)
Telecom Italia potrebbe essere indagata dall'UE in merito alla disparità di trattamento degli utenti x DSL: la denuncia è stata formalizzata
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Una denuncia presentata presso la Direzione Generale della Concorrenza e del Mercato della Commissione Europea costringerà la massima autorità antitrust dell’Unione ad occuparsi del caso Telecom Italia. La denuncia è controfirmata dall’Associazione Anti Digital Divide ed intende avanzare una richiesta di 200 milioni di euro a riparazione del danno causato dall’azienda all’utenza italiana. Prima di analizzare nei dettagli la questione (della quale l'Associazione Anti Digital Divide ci ha fornito ogni specifica), va sottolineato l’excursus che la denuncia dovrà attraversare prima di ottenere un qualsivoglia esito: entro 60 giorni la Commissione dovrà comunicare se la denuncia è stata accettata o se è necessario richiedere un’integrazione delle informazioni presentate; in caso di semaforo verde l’indagine verrà ufficialmente aperta.
I dettagli dell’accusa sono chiaramente esplicati nel documento di denuncia presentato. Dopo una presentazione della situazione italiana - a seguito della caduta formale del monopolio statale nel settore della telefonia - si pone l’accento sulle due seguenti problematiche:
«L’unico operatore italiano, attualmente, in grado di investire in infrastrutture e che esercita il controllo pressoché totale della rete e delle connessioni Adsl in Italia, TELECOM ITALIA S.P.A. opera da tempo all’interno dell’Unione Europea in modo gravemente discriminatorio, violando, ripetutamente gli artt. 54 Accordo SEE e 81 del trattato CE, comma 2 lettere b e c, anche per i motivi sopra rappresentati, "limitando la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico a danno dei consumatori" (assenza di copertura in numerose zone d’Italia) e "applicando nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza"»;
«A fronte di tale drammatica situazione, che porta l’Italia ad essere il primo tra i paesi membri per arretratezza dello sviluppo delle tlc, TELECOM ITALIA S.P.A. fornisce in altre nazioni dell’unione i "medesimi" servizi di connettività a banda larga, con una qualità nettamente superiore, a prezzi drasticamente inferiori. In particolare, TELECOM ITALIA S.P.A. vende in FRANCIA, tramite la propria filiale francese, il medesimo prodotto, con identico segno distintivo ALICE, ad Euro 15,95, garantendo una banda massima di ben 8 Mb/s, taglio sconosciuto per l’utente Telecom italiano».
In conclusione: «In tali condizioni, violando ogni norma relativa alla libera concorrenza, Telecom Italia è libera di imporre al consumatore italiano prezzi enormemente superiori a quelli praticati in altri paesi dell’Unione e servizi qualitativamente inferiori, garantendo una banda pari ad 1/8 di quella francese. Inoltre, in mancanza di reali competitori, riteniamo che Telecom limiti drasticamente gli investimenti in infrastrutture, limitando drasticamente la penetrazione della banda larga sul territorio italiano». La denuncia riporta tutta la documentazione utile a dimostrare la veridicità della testimonianza apportata ed ha in corredo un’ampia descrizione circa le metodologie tramite cui Telecom Italia sarebbe in grado di sfruttare la propria posizione dominante imponendo costi d’ingresso alti e tali da limitare pesantemente le possibilità della concorrenza. La matrice costruttiva dell’iniziativa dell’Associazione trova piena dimostrazione delle richieste avanzate alla Commissione:
«L’Associazione Anti Digital Divide chiede alla Commissione Europea di assumere ogni opportuna ed utile decisione atta a fare cessare l’abuso e la condizione di disomogeneità dei prezzi praticati agli utenti italiani, che soffrono già di una copertura della banda larga minore di quella degli utenti di altri stati membri.
Tale intervento potrebbe essere rappresentato da una diffida formale nei confronti di Telecom Italia S.p.A. volta a garantire (imporre) l’uniformità dei prezzi e della qualità dei servizi di Alice […]. In alternativa, si fa istanza affinché l’On.le Commissione Europea voglia comminare a Telecom Italia S.p.A. una sanzione esemplare non inferiore a Euro 200.000.000 (Duecento milioni), commisurata alla gravità della infrazione, vincolando gli importi di detta sanzione ad un progetto di investimenti e di infrastrutture all’interno del mercato danneggiato dal comportamento dedotto, secondo le modalità che la Commissione stessa vorrà determinare, al fine di riparare, emendare, i danni rappresentati».
La richiesta è dunque meramente volta a rimediare ad una grave situazione di digital divide per la quale l’Italia paga pegno rispetto agli altri paesi dell’Unione sia in termini economici che in termini di sviluppo, istruzione, opportunità. In particolare il punto 5 del testo affida alla Commissione Europea la responsabilità di «rimuovere tutti quegli ostacoli allo sviluppo dell’Unione e dei singoli stati membri». Inoltre viene palesata l’impossibilità d’azione da parte dello stato italiano a causa di un duplice fattore limitante: innanzitutto la denuncia contempla rapporti con altri paesi europei, il che solleva la giurisprudenza italiana da specifiche responsabilità; inoltre si rileva un mancato recepimento integrale della regolamento CE n.1/2003 (concernente l'applicazione delle regole di concorrenza) da parte della legislazione nazionale.
Difficile ipotizzare il comportamento della Commissione di fronte alla nuova segnalazione portata avanti contro Telecom Italia. All’Associazione Anti Digital Divide (nata nel 2004 e fondata ufficialmente nel Gennaio 2005) va però riconosciuto il merito del tentativo di portare la causa all’attenzione dei massimi vertici antitrust, e la denuncia fa semplicemente parte di un corollario di iniziative portate avanti dall’Associazione stessa: il presidente Maurizio Gotta ha infatti già illustrato il problema Telecom ai microfoni RAI (TG3 Neapolis) ed all’interno dello spazio serale di Striscia la Notizia; una raccolta firme è stata avviata per raccogliere adesioni in tutta Italia sul problema dell’equo accesso alla banda larga; il prossimo 28 Maggio 2005 ha avuto luogo a Torino il primo Forum nazionale sulla banda larga.
La vicenda si esaurisce al momento in una semplice notifica di denuncia ed ora non resta che attendere la risposta dell'UE di fronte all'ennesima segnalazione di una situazione che in Italia inizia a pesare non poco sull'utenza. Se la Commissione intendesse procedere con l'indagine si assisterebbe ad un singolare (quanto importante) "Davide contro Golia" combattuto su campo europeo. Ma dal sapore (amaro) tutto italiano.
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del Cittadino Consumatore Utente e Territorio)
Presidente Nazionale
Rag. Giovanni Fiorentini
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Dott. Samuele Carosi
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Falconara M.ma 07/1102005
Alla C.A. di tutti i componenti nazionali dei
Direttivi MCE ed AIFAVIN
Alla C.A. del Presidente Nazionale AGEIE
Avv. Carlo C. Carli
Con la presente vi rendo noto che dall'Aprile scorso “2005”, la Telecom Italia continua ad inviare fatture al nostro indirizzo della Sede nazionale con riferimento all’utenza telefonica Tel: 071-9173842 corrispondente a MCE (Movimento Cittadini Europei), ma intestate a: Movimento di Difesa del Cittadino Via Buoncompagno n. 1 – 60121 Ancona, -ragione sociale coi MCE non ha più nulla a che fare, esiste MDC (Movimento Di Difesa Del Cittadino) ma con sede a Roma- l’importo medio delle fatture sono di circa 120 € per bimestre, il riferimento è all'installazione ADSL che non abbiamo mai chiesto e mai ne abbiamo usufruito.
Nonostante le nostre 5 contestazione formali e le richieste di regolarizzazione dell’errore, trasmesse con Note: -(n. 69 del 10/05/2005, n. 78 del 31/05/2005, n. 108 del 16/07/2005, n. 176 del 09/09/2005, n. 199 del 10/10/2005)- e la miriade telefonate al Call Center ed all'Ufficio Conciliazione di Bologna di nostra competenza, nonostante le rassicurazioni dell'Ufficio stesso che la pratica era stata chiusa ed era già pronto l’Assegno di rimborso del non dovuto, anche per il quinto bimestre 2005 ci é arrivata la fattura N. 8M01103471 con scadenza 14/11/2005.
Il fatto molto grave é che nonostante MCE, AIFAVIN ed AGEIE abbiano sempre pagato le fatture non dovute per non avere la linea telefonica interrotta, la Telecom l’ha egualmente congelata e che dir si voglia “bloccata” e Gli Uffici di MCE, AIFAVI ed AGEIE sono rimasti inoperosi in quanto non possono stipulare con altri Gestori, senza l'indispensabile servizio di Internet e di conseguenza senza la Posta elettronica, sin dall'Aprile 2005 i danni economici e per l’immagine delle nostre Associazioni sono incalcolabili.
Con la presente vi comunico che entro 10 giorni da oggi faremo depositare Denuncia-Querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Ancona elencando fatti e documenti, che a mio avviso presentano gravissime responsabilità da parte della Telecom Italia, oltre che civili per il serio rischio di far cessare le attività alle nostre Associazioni di Volontariato, a mio avviso sussistono anche le responsabilità penali in conseguenza della continuità di richiesta del pagamento di un servizio mai chiesto e mai avuto.
Vi rendo noto che il caso verrà comunicato anche alla Stampa
Il Presidente Nazionale MCE Rag. Giovanni Fiorentini
Su Telecom Italia l'ombra dell'antitrust europea
Martedì 29 Marzo 2005
di Giacomo Dotta (g.dotta@html.it)
Telecom Italia potrebbe essere indagata dall'UE in merito alla disparità di trattamento degli utenti x DSL: la denuncia è stata formalizzata
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Una denuncia presentata presso la Direzione Generale della Concorrenza e del Mercato della Commissione Europea costringerà la massima autorità antitrust dell’Unione ad occuparsi del caso Telecom Italia. La denuncia è controfirmata dall’Associazione Anti Digital Divide ed intende avanzare una richiesta di 200 milioni di euro a riparazione del danno causato dall’azienda all’utenza italiana. Prima di analizzare nei dettagli la questione (della quale l'Associazione Anti Digital Divide ci ha fornito ogni specifica), va sottolineato l’excursus che la denuncia dovrà attraversare prima di ottenere un qualsivoglia esito: entro 60 giorni la Commissione dovrà comunicare se la denuncia è stata accettata o se è necessario richiedere un’integrazione delle informazioni presentate; in caso di semaforo verde l’indagine verrà ufficialmente aperta.
I dettagli dell’accusa sono chiaramente esplicati nel documento di denuncia presentato. Dopo una presentazione della situazione italiana - a seguito della caduta formale del monopolio statale nel settore della telefonia - si pone l’accento sulle due seguenti problematiche:
«L’unico operatore italiano, attualmente, in grado di investire in infrastrutture e che esercita il controllo pressoché totale della rete e delle connessioni Adsl in Italia, TELECOM ITALIA S.P.A. opera da tempo all’interno dell’Unione Europea in modo gravemente discriminatorio, violando, ripetutamente gli artt. 54 Accordo SEE e 81 del trattato CE, comma 2 lettere b e c, anche per i motivi sopra rappresentati, "limitando la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico a danno dei consumatori" (assenza di copertura in numerose zone d’Italia) e "applicando nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza"»;
«A fronte di tale drammatica situazione, che porta l’Italia ad essere il primo tra i paesi membri per arretratezza dello sviluppo delle tlc, TELECOM ITALIA S.P.A. fornisce in altre nazioni dell’unione i "medesimi" servizi di connettività a banda larga, con una qualità nettamente superiore, a prezzi drasticamente inferiori. In particolare, TELECOM ITALIA S.P.A. vende in FRANCIA, tramite la propria filiale francese, il medesimo prodotto, con identico segno distintivo ALICE, ad Euro 15,95, garantendo una banda massima di ben 8 Mb/s, taglio sconosciuto per l’utente Telecom italiano».
In conclusione: «In tali condizioni, violando ogni norma relativa alla libera concorrenza, Telecom Italia è libera di imporre al consumatore italiano prezzi enormemente superiori a quelli praticati in altri paesi dell’Unione e servizi qualitativamente inferiori, garantendo una banda pari ad 1/8 di quella francese. Inoltre, in mancanza di reali competitori, riteniamo che Telecom limiti drasticamente gli investimenti in infrastrutture, limitando drasticamente la penetrazione della banda larga sul territorio italiano». La denuncia riporta tutta la documentazione utile a dimostrare la veridicità della testimonianza apportata ed ha in corredo un’ampia descrizione circa le metodologie tramite cui Telecom Italia sarebbe in grado di sfruttare la propria posizione dominante imponendo costi d’ingresso alti e tali da limitare pesantemente le possibilità della concorrenza. La matrice costruttiva dell’iniziativa dell’Associazione trova piena dimostrazione delle richieste avanzate alla Commissione:
«L’Associazione Anti Digital Divide chiede alla Commissione Europea di assumere ogni opportuna ed utile decisione atta a fare cessare l’abuso e la condizione di disomogeneità dei prezzi praticati agli utenti italiani, che soffrono già di una copertura della banda larga minore di quella degli utenti di altri stati membri.
Tale intervento potrebbe essere rappresentato da una diffida formale nei confronti di Telecom Italia S.p.A. volta a garantire (imporre) l’uniformità dei prezzi e della qualità dei servizi di Alice […]. In alternativa, si fa istanza affinché l’On.le Commissione Europea voglia comminare a Telecom Italia S.p.A. una sanzione esemplare non inferiore a Euro 200.000.000 (Duecento milioni), commisurata alla gravità della infrazione, vincolando gli importi di detta sanzione ad un progetto di investimenti e di infrastrutture all’interno del mercato danneggiato dal comportamento dedotto, secondo le modalità che la Commissione stessa vorrà determinare, al fine di riparare, emendare, i danni rappresentati».
La richiesta è dunque meramente volta a rimediare ad una grave situazione di digital divide per la quale l’Italia paga pegno rispetto agli altri paesi dell’Unione sia in termini economici che in termini di sviluppo, istruzione, opportunità. In particolare il punto 5 del testo affida alla Commissione Europea la responsabilità di «rimuovere tutti quegli ostacoli allo sviluppo dell’Unione e dei singoli stati membri». Inoltre viene palesata l’impossibilità d’azione da parte dello stato italiano a causa di un duplice fattore limitante: innanzitutto la denuncia contempla rapporti con altri paesi europei, il che solleva la giurisprudenza italiana da specifiche responsabilità; inoltre si rileva un mancato recepimento integrale della regolamento CE n.1/2003 (concernente l'applicazione delle regole di concorrenza) da parte della legislazione nazionale.
Difficile ipotizzare il comportamento della Commissione di fronte alla nuova segnalazione portata avanti contro Telecom Italia. All’Associazione Anti Digital Divide (nata nel 2004 e fondata ufficialmente nel Gennaio 2005) va però riconosciuto il merito del tentativo di portare la causa all’attenzione dei massimi vertici antitrust, e la denuncia fa semplicemente parte di un corollario di iniziative portate avanti dall’Associazione stessa: il presidente Maurizio Gotta ha infatti già illustrato il problema Telecom ai microfoni RAI (TG3 Neapolis) ed all’interno dello spazio serale di Striscia la Notizia; una raccolta firme è stata avviata per raccogliere adesioni in tutta Italia sul problema dell’equo accesso alla banda larga; il prossimo 28 Maggio 2005 ha avuto luogo a Torino il primo Forum nazionale sulla banda larga.
La vicenda si esaurisce al momento in una semplice notifica di denuncia ed ora non resta che attendere la risposta dell'UE di fronte all'ennesima segnalazione di una situazione che in Italia inizia a pesare non poco sull'utenza. Se la Commissione intendesse procedere con l'indagine si assisterebbe ad un singolare (quanto importante) "Davide contro Golia" combattuto su campo europeo. Ma dal sapore (amaro) tutto italiano.
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08/11/05 L'INFANZIA SOSPESA |
COMUNICATO STAMPA
Tra soldi, intrecci politici e business di varie organizzazioni
Bambini sospesi
I retroscena del blocco delle adozioni internazionali dalla Bielorussia raccontati dalle famiglie e le gravi responsabilità delle Istituzioni italiane (Ministero Pari Opportunità, Commissione Adozioni Internazionali, Ministero degli Affari Esteri, Commissione Bicamerale per l’Infanzia)
ROMA - Rissa istituzionale vergognosa e dalle gravissime conseguenze per i bambini orfani e soli, tra il Ministro per le Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, da una parte, e le On. Maria Burani Procaccini e Marida Bolognesi, della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, dall’altra, giocatasi tutta sulla pelle dei nostri bambini.
I fatti: 150 pratiche adottive di altrettanti bambini bielorussi percorrono da oltre 45 mesi il penoso e tortuoso iter adottivo. Ma da ben 13 mesi sono bloccate deliberatamente a Minsk. Causa di questo blocco un discorso del Presidente Lukascenko che anticipava l’intenzione di modificare la legge bielorussa sulle adozioni internazionali in senso restrittivo e retroattivo.
Noi famiglie direttamente interessate dal blocco (appunto tra le 150 pratiche bloccate da 13 mesi a Minsk), ed a conoscenza che altre 600 coppie adottive sono in attesa da oltre 24 mesi per una strada che non appare avere futuro, vogliamo, con questo COMUNICATO alla STAMPA, denunciare pubblicamente quanto segue:
Bambini senza sogni
Tatiana e Valerji (3 anni e mezzo), Denis (4 anni) e centinaia di altri bimbi hanno fatto appena in tempo ad identificare noi e tanti altri come loro genitori, a chiamarci “mamma e papà”. Qualcuno, anche se per poco, si era finalmente dedicato a loro, in via esclusiva. Ora, Tatiana, Valerji, Denis e tutti gli altri hanno poche speranze di sentirsi ancora al centro di un mondo d’amore. Il loro destino sarà forse ancora chiuso tra le mura di un orfanotrofio bielorusso, in camerate da 20 lettini e vetri appannati su un mondo di nebbia e gelo.
Le responsabilità dirette degli enti autorizzati all’adozione in Bielorussia e il business delle accoglienze
Vanno analizzate e verificate le reali responsabilità soggettive ed oggettive degli Enti autorizzati rispetto ai ritardi ed alle tante omissioni, manifeste e reiterate, e la totale insussistenza dei controlli sul loro operato da parte della Commissione adozioni internazionali (CAI), organismo preposto alla loro vigilanza.
Gli interessi economici in gioco sono elevati e coinvolgono diverse aree e settori economici, sia bielorussi che italiani. La Bielorussia resta infatti l’ultima nazione dell’ex blocco sovietico a voler intrattenere rapporti per le adozioni internazionali con l’Italia, dopo la chiusura della Federazione Russa, dell’Ucraina, della Romania e della Bulgaria, come recentemente dichiarato dalle stesse autorità di governo.
Troppi protagonisti italiani
Come sempre in Italia, la rete gerarchica per gestire una singola area ha più teste, più titolari, regolarmente in dissenso o antagonismo. Per le adozioni internazionali e, nello specifico, per i rapporti con la Bielorussia possiamo contare sulle decisioni del Ministero per le Pari Opportunità (Ministro On. Stefania Prestigiacomo), della CAI (Commissione adozioni internazionali, organo tecnico del Ministero per le Pari Opportunità, che dovrebbe svolgere il ruolo di mediazione internazionale e controllo nazionale, con a capo la Dott.ssa Roberta Capponi, magistrato, Presidente), del Ministero degli Affari Esteri (Ministro plenipotenziario Dott. Giuseppe Panocchia), della Commissione Bicamerale per l’Infanzia (Presidente On. Maria Burani Procaccini, Vicepresidente On. Marida Bolognesi, On. Piero Ruzzante), degli Enti autorizzati a titolo oneroso per le adozioni internazionali in tale paese ed anche su un Comitato di coordinamento delle famiglie di aspiranti all’adozione (circa 300 famiglie).
Le due delegazioni che non lavano i panni sporchi in casa
Non ci facciamo mancare niente noi Italiani. E così, per dirimere una questione tanto delicata (il blocco da oltre 13 mesi di 150 bambini), decidiamo di inviare non una, ma due delegazioni a mercanteggiare direttamente a Minsk. Entrambe sono state però espressamente richieste dalle autorità bielorusse ai fini della riapertura di un dialogo. La prima è una delegazione tecnico-ministeriale (la compongono la Dott.ssa Capponi e il Dott. Panocchia), la seconda è politico-parlamentare (Bicamerale per l’Infanzia, nelle persone degli On. Burani-Procaccini, Bolognesi e Ruzzante). La prima delegazione parte ad oltre un anno di distanza dalla proclamazione del blocco, il 13 e 14 ottobre u.s., ma torna con poco o nulla. La seconda parte dopo dieci giorni, il 24-25-26 ottobre u.s., per completare l’operato della prima e per sbloccare definitivamente le 150 pratiche giacenti dal 2004. Questa seconda missione doveva però essere affiancata dai due componenti tecnici della prima (Dott.ssa Capponi e Dott. Panocchia), unici delegati alla firma di un accordo di governo. Ma i due tecnici non si presentano alla partenza. Cosa sia accaduto, non è ancora dato saperlo, soprattutto per dei semplici cittadini in agonia da oltre un anno per una firma. La delegazione torna con un mezzo accordo, che però alla prima delegazione non va bene, nonostante i continui contatti tra i parlamentari a Minsk e i più importanti rappresentanti delle Istituzioni governative italiane (tra cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta). Così, quando la prima delegazione torna per firmare, ma solo dopo mille pressioni da parte delle famiglie italiane indignate, si rifiuta di farlo perché se firmano lo fanno solo con il loro testo. La totale mancanza di concertazione mette ora a rischio il futuro dei “bambini sospesi”. Morale: tra mal parole da pescivendole e scarsa professionalità riusciamo a farci deridere persino dai Bielorussi.
Nel “superiore interesse dei minori”, il Ministro Prestigiacomo ha vietato alla Dott.ssa Capponi di apporre la firma su un Protocollo d’intesa finalmente concordato dalla Bicamerale Infanzia e dalle autorità bielorusse. Perché? Ce lo chiediamo ancora, ma a questa domanda non è stata ancora data una risposta convincente.
La perenne mancanza di informazioni e di trasparenza
Va allora evidenziato come l’intera vicenda sia da almeno quattro anni priva di informazioni e di trasparenza da parte del Ministero per le Pari Opportunità, che ha taciuto la reale situazione della Bielorussia come paese “a rischio”, isolato dall’UE da anni, ma con il quale intercorrono in campo commerciale scambi bilaterali, che vanno ben oltre i 30.000 bambini accolti per i soggiorni terapeutici (dai quali derivano comunque lauti guadagni). Pur a conoscenza di tale problematica situazione, appare sconcertante aver indotto un migliaio di coppie adottive italiane, da 4 anni a questa parte, a versare migliaia di euro nei contratti di mandato adottivi, ed illudere così altrettanti bambini per poi impantanarsi in lotte tra istituzioni.
L’immobilismo delle Istituzioni italiane
Tutte le nostre Istituzioni sono rimaste immobili ed inerti fino alla mobilitazione delle famiglie nel giugno scorso, data della nascita di un primo Comitato di coordinamento a Roma, il 14 giugno. Mentre la Bielorussia bloccava le adozioni già vagliate e pronte per la sentenza definitiva, la CAI si ostinava a parlare di semplice “rallentamento” e invitava beffardamente le famiglie ad “avere pazienza”.
La richiesta delle famiglie
L’urgente ed immediata ripresa delle trattative e i nostri bambini a casa!
Parte delle famiglie in attesa, disponibili a rilasciare interviste e a raccontare gli aspetti sconosciuti di questa drammatica vicenda
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08/11/05 IN IRAQ GLI STATI UNITI HA USATO IL FOSFORO BIANCO |
L'esercito degli Stati Uniti ha usato il fosforo bianco durante l'attacco a Fallujah del novembre del 2004. L'agente chimico, contrariamente a quanto affermato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non e' stato usato, secondo gli usi consentiti, per illuminare le postazioni nemiche, ma e' stato usato indiscriminatamente sui quartieri della citta'. E' quanto emerge da un'inchiesta di Rainews 24, realizzata da Sigfrido Ranucci, in onda domani alle 7,35, nella quale, con testimonianze di ex militari americani, vengono mostrati anche documenti filmati del bombardamento al fosforo, e quelli altamente drammatici che ne riprendono gli effetti, oltre che sugli insorgenti iracheni , anche su civili, donne e bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno. Ascoltiamo un brano dell'intervista a un ex militare americano.
"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie fino alle ossa". E' questa la tremenda testimonianza che un veterano della guerra in Iraq, ha rilasciato a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24. "Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini - ha aggiunto l'ex militare statunitense - il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato". L'inchiesta di Rai News 24, "Fallujah. La strage nascosta", presenta oltre le testimonianze di militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq, quelle di abitanti di Fallujah. “Una pioggia di fuoco e’ scesa sulla citta’, la gente colpita da queste sostanze di diverso colore ha cominciato a bruciare, abbiamo trovato gente morta con strane ferite, i corpi bruciati e i vestiti intatti” ha detto Mohamad Tareq al Deraji, biologo di Fallujah.
"Avevo raccolto testimonianze sull'uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Fallujah che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita" - ha raccontato la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 - "avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l'hanno permesso!".
L'inchiesta mostra documenti filmati e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i bombardamenti del novembre 2004, dai quali risulta che l’esercito americano contrariamente a quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non ha usato l’agente chimico per illuminare le postazioni nemiche, come sarebbe lecito, ma ha gettato Fosforo Bianco in maniera indiscriminata e massiccia sui quartieri della citta’. Nell’inchiesta, curata da Maurizio Torrealta, vengono trasmessi anche documenti altamente drammatici che riprendono gli effetti dei bombardamenti sugli insorgenti iracheni, ma anche su civili, donne e bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno. Il filmato mostra anche un documento dove si prova l'uso in Iraq di una versione del Napalm, chiamata con il nome MK77. L'uso di queste sostanze incendiarie su civili è vietato dalle convenzioni dell'Onu del 1980. Mentre l'uso di armi chimiche è vietato da una convenzione che gli Stati Uniti hanno firmato nel 1997.
Si toglie così il velo a una battaglia che nessuno ha potuto vedere.
"Fallujah. La Strage Nascosta" verrà trasmessa da Rai News 24 martedì 8 novembre alle ore 07.35 (sul satellite Hot Bird, sul canale 506 di Sky e su Rai Tre), in replica sul satellite Hot Bird e sul canale 506 di Sky alle 05.05 pomeridiane e nei due giorni successivi.
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12/10/05 SOSTEGNO AI GENITORI DI ILARIA ALPI |
-Una firma per Ilaria, una firma per Giorgio e Luciana Alpi-
A sostegno di Giorgio e Luciana Alpi contro la querela di Taormina
Ci appelliamo alla sensibilità e alla passione di quanti ancora credono che si possa giungere alla verità sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, gionalisti del Tg3 uccisi a Mogadiscio – Somalia il 20 marzo 1994.
È di ieri la notizia, diffusa dalle agenzie stampa e da “Reporter Associati International”, della lettera scritta dall’on. Carlo Taormina al presidente della Camera on. Pierferdinando Casini, contenente la minaccia di una querela per diffamazione contro i genitori di Ilaria Alpi, Giorgio e Luciana, colpevoli - a giudizio dell’on. Taormina - di aver “osato” criticare il metodo e le procedure che il presidente Taormina applica ai lavori della Commissione. Critiche che facciamo fin d’ora nostre assumendocene la piena responsabilità.
La minaccia di querela contro i genitori di Ilaria Alpi, e del loro difensore Domenico D’Amati, segna l’ultimo atto di una politica spregiudicata portata avanti dall’on. Carlo Taormina all’interno della Commissione parlamentare da lui presieduta, una politica che ha portato ad oggi quale unico risultato dopo due anni di lavori quello di indicare nei giornalisti allontanati dal compito di consulenti della Commissione dei“depistatori”, altri giornalisti che erano, a ragione, considerati memorie storiche del “caso Alpi” additati come “occultatori”, altri ancora, i colleghi del Tg3 di Ilaria Alpi ridotti a “inquinatori”.
E da ieri perfino i genitori di Ilaria bollati come “diffamatori”.
Una politica spregiudicata che non ha trovato alcun contrasto all’interno della Commissione parlamentare non solo da parte dei deputati della maggioranza di governo ma neppure tra i deputati che avrebbero dovuto rappresentare l’opposizione parlamentare, perennemente in bilico tra il ritirare la loro presenza dall’Ufficio di Presidenza e il rimanere in Commissione senza mai contraddire le scelte del presidente.
Una politica spregiudicata che ha posto nei fatti la Commissione parlamentare sulla strada di un conflitto tra poteri dello stato con il rifiuto di ottemperare ad alcuni disposizioni della magistratura in occasione alcuni delicati passaggi operativi e procedurali. E per questo motivo la Procura della Repubblica di Roma, con una iniziativa definita “grottesca” dal presidente della Commissione Carlo Taormina nella lettera inviata all’On. Pierferdinando Casini, ha aperto un’indagine intorno al ritrovamento a Mogadiscio (a undici anni di distanza dal duplice omicidio...) dell’auto indicata come quella dove persero la vita i due giornalisti italiani. Un ritrovamento che, come altri passaggi dei lavori della Commissione, lascia non pochi dubbi e perplessità...
Ci appelliamo all’opinione pubblica, ai movimenti, alle associazioni, a tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e il rispetto delle procedure necessarie a raggiungerla. Ci appelliamo perchè tutti ci possano stringere solidarmente intorno alle figure di Giorgio e Luciana Alpi che hanno dedicato questi undici anni alla ricera della verità sull’esecuzione alla quale vennero sottoposti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Ci appelliamo a quanti ancora credono sia posibile arrivare a identificare i mandanti del duplice omicidio e l’ambiente dal quale venne ordinato di assassinare i due giornalisti.
Ci appelliamo ai parlamentari del centrosinistra perchè adoperino ogni mezzo e ogni strumento perchè firmino questo appello e lo facciano arrivare fin dentro la Camera dei Deputati e al presidente on. Casini.
Ci appelliamo a tutti i giornalisti, agli operatori dell’informazione perchè non abbassino la guardia sulla drammatica vicenda della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, perchè non si accontentino di verità tanto “semplici” come inusitatamente e pubblicamente enunciate dall’on. Carlo Taormina, prima ancora delle conclusioni ufficiali dei lavori della Commissione parlamentare, e che vedono indicare come causa della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin qualcosa di molto simile a un incidente: “un tentativo di rapina, o rapimento, finito male...”.
La minaccia di querela per diffamazione contro Giorgio e Luciana Alpi ci indigna profondamente persino nella forma che è stata consapevolmente usata per diffonderla, ci indigna come cittadini che crediamo ancora nel valore della politica e degli strumenti democratici della politica per raggiungere la verità, ci indigna perchè segna il tentativo di delegittimare il lavoro e l’impegno di tutti coloro che per undici anni si sono impegnati e si sono battuti, senza alcun interesse personale, per cercare di arrivare a smascherare i mandanti dell’esecuzione di Ilaria e Miran. Ovunque si trovino, dentro e fuori la Somalia.
Noi firmatari di questo appello non ci accontenteremo fin quando non sarà raggiunta la verità, fino a quando non saranno chiarite tutte le dinamiche che hanno portato al duplice omicidio. Fino a quando non leggeremo nero su bianco i nomi dei mandanti.
Sentiamo di doverlo a Ilaria e Miran Sappiamo di doverlo a Giorgio e Luciana Noi siamo al loro fianco
Sottoscrivi l'appello oggi: 10-ottobre-2005
http://unafirmaperilaria.blogspot.com
http://www.articolo21.info/appelli_form.php?id=51
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13/09/05 ATTENTI AI CASTORI E AL N. 892 - OTTONOVEDUE |
Attenti ai "castori" dell'892 892
perché Costano molto salati
Ci sono in giro due castori, magri ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, che fanno la pubblicità a un numero magico: 892 892. Si tratta di un servizio che replica il vecchio numero 12 della Telecom Italia (rappresentato da un pensionato in panchina), serve per le informazioni sugli elenchi telefonici.
E’ una pubblicità che fa ricordare i codici civetta, che i malcapitati cliccavano su innocui messaggi, si entrava in un circuito automatizzato ed invisibile, si formava un’icona altrettanto invisibile ma che rimaneva memorizzata ed inamovibile sul disco rigido, i codici che hanno lasciato un indelebile ricordo a centinaia di migliaia di persone erano: 144 - 166 - 709 - 899 etc., ora sono arrivati i magri ed ambigui "castori" con il n. 892 892. Componendo l'892892 si mette in moto un disco registrato e che dice: il servizio è gratuito, chiama 800 980 980 e sarai servito, si va poi avanti di numero in numero.
La verità è che il servizio non è affatto gratuito come asserisce quella dolce voce registrata sul disco, è un servizio che si paga, e come si paga. Sono stati fatti accurati e scrupolosi conteggi ed i risultati sono i seguenti: con il telefono fisso di casa si paga 0,12 € di scatto alla risposta, per la ricerca del numero si paga 0,03 € al secondo, per ottenere una risposta occorre minimo 5 (cinque) minuti al costo di 0,12 € + (€ 0,03 x 300 secondi), il totale costo di 5 (cinque) minuti sale a ben 9,12 €. Per un'ora di conversazione il costo esatto è di 108,00 €!!!, mentre viene pubblicizzato come servizio gratuito. Attenzione: il numero 892892 NON E' TELECOM ma di un gruppo americano (infoxx) che opera anche in altri Paesi.
Le informazioni pervenute NON hanno mai parlato di Telecom, ma NON HANNO neanche specificato di NON ESSERE Telecom. Il servizio di Telecom è 892412.
Distinti e cordiali saluti
Il Presidente Nazionale di MCE
Giovanni Fiorentini
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08/09/05 LETTERA AL PRESIDENTE SPACCA |
Falconara M.ma 08/09/2005
Alla C.A. del Sig. Presidente
Della Giunta Regionale Marche
Dott. Gian Mario SPACCA
Prot. 175/09/GF del 08/09/2005
Oggetto: in attesa che “dalle parole si passi ai fatti”, si può solo sperare
In questa particolare fase politica, il 13/9/P.V. si chiude la campagna per la raccolta delle firme in sostegno del Candidato a Presidente Prof. Romano Prodi, il 15/09/P.V. è l’ultimo giorno utile per compilare il questionario “Dite la Vostra Sul Programma”, volendo preparare una nota sullo status del Volontariato Sociale, in vista dell’incontro con il nostro Presidente fissato per Domenica11/P.V. a Bologna, ho dovuto rileggermi molti documenti tra i quali uno a Sua firma che risale al 31/Marzo/2005, dal titolo: -L’Unione per le Marche per il Volontariato-.
Le assicuro Sig. Presidente Spacca che allora apprezzai molto il contenuto del quel Suo documento, sentivo che le Sue affermazioni ed intenzione erano sincere e che il Suo impegno preelettorale era credibile. Infatti, l’ho diffuso alle diverse centinaia di migliaia dei nostri lettori. Le Sue affermazioni mettevano in risalto la reale situazione del Volontariato, che è senza alcun dubbio l’unica componente Sociale italiana socialmente molto utile a costo zero, ma è anche la più ostacolata e la più bersagliata, sono i fatti che parlano e non le parole come invece accade troppo spesso.
Con nota 170 del 27/08/05, ho inviato la richiesta di un modesto sostegno economico per una iniziativa umanitaria, come sa era finalizzata alla beneficenza a favore delle popolazioni di una parte di questo mondo che muoiono per fame e per malattie derivanti dalla miseria, competenze ed obblighi questi che spetterebbero al potere Politico-Istituzionale, ma che di fatto è perennemente assente, un potere Politico-Istituzionale che é invece sempre presente a creare difficoltà ed ostacoli a chi sopperisce le loro palpabili carenze, come nella fattispecie una Amm.ne comunale che impunemente ci ha creato una situazione di grave e sfavorevole condizione, la conseguenza è stata che abbiamo subito un consistente passivo da una iniziativa umanitaria. Ancora una volta chi dedica il suo tempo ed il suo impegno per cercare di sottrarre alla morte per fame e miserie quanti più sfortunati possibile, é costretto ad impegnare il proprio denaro cui spesso non dispone, ciò non è affatto incentivante ed in futuro ci saranno sempre meno persone a dedicarsi al Volontariato.
Stimatissimo Sig. Presidente Spacca, in verità mi aspettavo una risposta più consona al contenuto del Suo documento, -L’Unione per le Marche per il Volontariato-, non una netta chiusura seppur esposta con stile ed eleganza dalla Dott.ssa Paladini.
Nella speranza di tempi migliori, La saluto Molto Cordialmente.
Il Presidente Nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
In allegato 5 documenti, verranno inviati anche a ½ Fax
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02/09/05 L'INFERNO DI DANTE VENERDI E SABATO 2 E 3 /09/05 |
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Comunicato stampa
01 settembre 2005
L’INFERNO
Venerdì 2 e sabato 3 settembre, ore 21
Ancona, Forte Altavilla
Venerdì 2 e sabato 3 settembre ad Ancona uno spettacolo teatrale di assoluta originalità condurrà gli spettatori in un oscuro viaggio negli inferi: Forte Altavilla sarà infatti teatro di “L’Inferno”, messo in scena dall’associazione AlfaOmega per la regia di Cinzia Mascherin, con la partecipazione del Soprano Gabriella Costa Madrina del Progetto "Diritto alla Salute per Tutti" (inizio ore 21 per entrambe le serate). L’iniziativa è organizzata dalle associazioni M.C.E. -Presidente Nazionale Giovanni Fiorentini-, A.I.F.A.V.I.N -Presidente Nazionale Samuele Carosi-, ha ricevuto il patrocinio di: Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Ancona e Comune di Falconara. L’incasso verrà devoluto in beneficenza.
L’Inferno è un’opera originalissima che mette lo spettatore al centro di un’avventura inquietante, dove non esistono palco e platea, ma dove attori (ben 45) e visitatori condividono la stessa realtà. In un Forte Altavilla trasformato nell’Inferno dantesco tra sentieri, ombre e fuochi, l’ospite-spettatore lascerà il mondo dei vivi insieme a Dante e Virgilio, seguirà i due poeti sino al Limbo e con Caronte raggiungerà Omero, Ariosto ed altri sapienti. Qui entrerà negli Inferi, ma sarà lui a scegliere il suo personale percorso tra le anime dannate: Paolo e Francesca e i lussuriosi, Farinata degli Uberti e gli eretici, Pier delle Vigne e i suicidi, Ulisse e i consiglieri fraudolenti, il conte Ugolino e i traditori, e le schiere di adulatori, seduttori, ruffiani e seminatori di discordie delle malebolge. Un finale catartico condurrà gli spettatori a “riveder le stelle” guidati dalla soprano Gabriella Costa, che come una nuova Beatrice sottrarrà gli intrusi agli inferi con la dolcezza del canto.
Con la forza di un ambiente naturale altamente suggestivo, di un microcosmo irreale, confuso e disperante dove l’individuo vive e sente più che assistere, L’inferno non è uno spettacolo, ma un’esperienza, unica ed avvincente.
Il ricavato delle due rappresentazioni verrà devoluto ad Amnesty International, in particolare a sostegno della sua attività di difesa dei diritti umani verso le popolazioni asiatiche colpite dallo tzunami. Parte del ricavato verrà destinata al progetto “Kisubi Hospital” – Uganda per la costruzione dei reparti di Pediatria e Maternità, già in fase di realizzazione.
Il buono di 10 euro che consente l’ingresso alle rappresentazioni può essere acquistato in prevendita presso l’Informagiovani di Ancona o direttamente a Forte Altavilla la sera dello spettacolo. In caso di maltempo la rappresentazione verrà rinviata ed i buoni resteranno comunque validi.
L’inferno
regia di Cinzia Mascherin
testi tratti da Dante, Omero, Ovidio, Shakespeare
2-3 settembre, ore 21
Ancona, Forte Altavilla (Pietralacroce)
Ingresso: € 10 (dieci)
Prevendita: Informagiovani di Ancona, via Palestro 6/a, tel. 071.54954
Informazioni: 071.9160233/ 339.1168776
Con soli 10 € vedrete un bellissimo Spettacolo
ed aiuterete chi ha veramente tanto bisogno
Isabella Tombolini
Ufficio Stampa Amnesty International – Circoscrizione Marche
Tel. 328.4712817
Email: i.tombolini@amnesty.it
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15/08/05 MANIFESTAZIONI UMANITARIE CON CONCERTI E SPETTACOLO |
Scienza - Arte - Cultura - Volontariato
Uniti Insieme AD ANCONA Per La Solidarieta’
MCE, AIFAVIN, AGEIE e AlfaOmega verso quel mondo che soffre perché
i poveri del Pianeta Implorano la Solidarietà dei Ricchi della Terra
Il Presidente Naz.le MCE Giovanni Fiorentini per MCE, AIFAVIN ed AGEIE, il Dott. Ziad El Asmar Responsabile Marche di Amnesty International Sezione Italiana hanno raggiunto un accordo di reciproca collaborazione a seguito del quale MCE, AIFAVIN ed AGEIE hanno inserito nel programma 2005 una serie di iniziative Umanitarie per la raccolta di fondi da destinare alla beneficenza.
Al 30/07/2005 C/o la Corte del Castello di Falconara M., si è svolta la prima iniziativa umanitaria con lo spettacolo "Polvere di Stelle" ispirata a Euripide di "Teatro AlfaOmega", è stato un vero grande successo da potersi definire “Trionfo"sia organizzativo che artistico-professionale.
Le iniziative di seguito indicate sono finalizzate alla raccolta di fondi per Sud-Est asiatico in sostegno delle popolazioni colpite dal terribile TSUNAMI; le somme raccolte tolte le spese, verranno affidate ad Amnesty International, una parte verrà destinata al progetto Kisubi Hospital “Uganda” per la costruzione dei reparti di Pediatria e Maternità in fase di realizzazione.
Il 2 e 3 Settembre 2005 al “Forte Altavilla” Pietralacroce -Ancona- l’Associazione “Teatro AlfaOmega” presenterà lo spettacolo “L’Inferno” di Dante con inizio alle ore 21.00 il buono di beneficenza è di € 15, la prevendita inizierà il10 Agosto 2005 presso gli Uffici di Informagiovani Via Palestro n. 6/A, dietro il palazzo della Provincia di Ancona.
Il 7 e L’8 Ottobre 2005 al Teatro Sperimentale di Ancona, Il Soprano Gabriella Costa, Madrina del Progetto “Diritto alla Salute per Tutti” ed il Tenore Masahiro Shimba si esibiranno in 2 (due) Concerti di Opera Lirica, con inizio ore 21.00, il costo del buono di beneficenza è di € 25 per una sola serata, di € 35 per le 2 serate. I buoni sono disponibili presso la biglietteria Teatro Delle Mose in Via Della Loggia Ancona, la prevendita inizierà il 12/09/2005, per le informazioni su buoni e prenotazioni Tel. 071-52525 Fax 071-52622 boxoffice@teatrodellemuse.org , per le altre informazioni al 339-1168776.
Sempre in Ottobre 2005 “la data è ancora da stabilire” l’Associazione “Teatro AlfaOmega” presenterà lo spettacolo “Polvere e Templi”, ispirato a “Le Troiane” di Euripide con inizio ore 21.00, il costo del buono di beneficenza è di € 15, i buoni sono disponibili presso la biglietteria Teatro Delle Mose in Via Della Loggia Ancona, la prevendita inizierà il 12/09/2005, Tel. 071-52525 Fax 071-52622 boxoffice@teatrodellemuse.org, per tutte le altre informazioni Mob. le 339-11 68 776.
Il presidente Nazionale MCE Giovanni Fiorentini
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15/08/05 APPELLO AL PRESIDENTE CIAMPI |
L’indifferenza ed il cinismo di questo strano mondo,
colpiscono sempre i Bambini più fragili ed indifesi.
Chi come me che da oltre 32 anni è impegnato nel Volontariato Sociale, forse sente più forte e più vicina la tragedia dell’infanzia nel mondo. Infatti MCE ed AIFAVIN cui ho l’onore di presiedere, stanno realizzando un progetto a Kisubi in Uganda che prevede la costruzione di un Reparto di Maternità ed uno di Pediatria, oltre ad aver già costituito un fondo per pagare le rette di accesso alle terapie chirurgiche dei bambini, il cui costo è di 9 € ma che la quasi totalità dei Cittadini Ugandesi non li hanno. Senza quel fondo 2.250 bambini Ugandesi ogni anno sono destinati a soccombere alla morte, il nostro progetto che è in fase di realizzazione già ogni giorno sottrae alla morte 6 bambini.
Soddisfatti ed orgogliosi della bellissima esperienze Ugandese, noi di MCE ed AIFAVIN facciamo molta fatica ad accettare fatti come quello riportato nel documento che segue. Noi siamo davvero convinti che se i Governi dei due paesi in questione, cioè, l’Italia e la Bielorussia avessero avuto solo un pizzico di rispetto per l’infanzia, non avrebbero mai consentito che un bambino già solo al mondo perché abbandonato da tutti, incontrasse mille difficoltà per essere adottato da chi si vorrebbe occupare di lui con grande amore materno, se fossero soltanto un po’ più sensibili di fronte alle tragedie dell’Infanzia, avrebbero sicuramente evitato di creare tanti artifizi che ostacolano l’iter dell’adozione, nel contempo il bambino sta precipitando in un tunnel dal quale difficilmente ne uscirà.
Chi sta combattendo con tutte le forze per dare una mamma a questo sfortunato bambino, é la Dott.ssa Maria Cristina Cecchini che ha anche chiesto il sostegno di MCE ed AIFAVIN cui è anche un Dirigente nazionale, coincidenza vuole che è pure componente del Comitato Prodi della Regione Marche per le Primarie.
Ho ritenuto opportuno inviare questo messaggio per mettere in evidenza un serio problema quale è quello dell’Infanzia nel mondo, in quanto sono convinto che con il nostro stimatissimo Prof. Prodi al Governo di questo paese, non rimarrà eternamente congelato come in questi ultimi anni, mentre circa 40 milioni di bambini in questo pianeta continuano ogni anno a morire di fame e di malattie derivanti dalla profonda miseria.
Un caro saluto dal Volontario di Perlulivo .it
Giovanni Fiorentini
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Al Presidente della Repubblica
Dott. Carlo Azeglio Ciampi
Palazzo del Quirinale
00187 ROMA
Oggetto: richiesta di aiuto per affidamento in Italia del piccolo Uladzilau Makeichyk.
Stimatissimo e Gentilissimo Sig. Presidente Della Repubblica,
mi chiamo Maria Cristina Cecchini sono nata a Pesaro il 06/04/1957 e svolgo l’attività di giurista di impresa. Mi rivolgo a Lei per il piccolo Uladzilau Makeichyk nato in Bielorussia il 30/06/1996 che pur avendo soltanto 9 anni é già venuto cinque volte in Italia.
Sono single, nel settembre 2004 ho chiesto al Tribunale per i minorenni di Ancona di dichiararmi idonea alla adozione internazionale. Alcuni giorni fa la Corte Costituzionale ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale dell’art 44 e norme collegate della legge 183/83 nella parte in cui vieterebbe l’applicabilità dell’istituto dell’adozione in casi particolari di minori stranieri.
Alla luce di questo provvedimento anche la sottoscritta potrà essere dichiarata idonea dal Tribunale per i minorenni di Ancona. Tale provvedimento era da me atteso da molto tempo in quanto pur essendo stata dichiarata idonea dai servizi sociali non era possibile concludere l’iter della adozione, così il piccolo Uladzilau Makeichyk (Wlady) è costretto a vivere in una situazione drammatica nell’istituto (Kobrin), con l’unica figura di riferimento ci vive soltanto nei periodi di vacanza.
Il bimbo in questione non ha nessuno che si occupi di lui in Bielorussia. E’ stato abbandonato dalla madre sin dalla nascita, non ha fratelli, né nonni, né zii. Ha perso il treno di tutte le adozioni perché dimenticato anche dentro l’istituto, è stato dichiarato adottabile solo quando la sottoscritta ha chiesto i documenti per cominciare l’iter adottivo.
Il piccolo deve affrontare urgenti problemi di salute. I sanitari italiani constatato che non vede quasi nulla dall’occhio destro gli hanno diagnosticato una “forte ambliopia dell’occhio destro”, in conseguenza della denutrizione è inoltre affetto da “nanismo ipofisario da deficit conclamato di GH (ormone della crescita)”, pertanto necessita di terapia con ormone somatotropo per ottenere un normale sviluppo. Il bambino presenta anche “evidenti note di instabilità e aggressività e necessita di assistenza continuativa”: ha rifiutato la scuola dell’orfanotrofio in attesa di venire in Italia, quest’anno manifesta anche un attaccamento disorganizzato ed incoerente a tutti gli estranei più accentuato che nei soggiorni precedenti.
In questo momento il bimbo è in soggiorno turistico a casa mia sino al 29 agosto, se non accadrà nulla entro questa data dovrà tornare nell’orfanotrofio di Kobrin con la speranza di poter venire (se autorizzato) per Natale o per l’estate prossima. Vi sono anche notevoli difficoltà a raggiungere il bambino telefonicamente nell’istituto in modo costante.
Uladzilau Makeichyk (Wlady), nell’orfanotrofio si trova in una condizione ai limiti della sopravvivenza con carenze multiple di tipo fisico-nutrizionale (l’alimentazione è inadeguata ed insufficiente rispetto al fabbisogno nutrizionale in età evolutiva con carenze proteico-calorica ed anche vitaminiche), con inevitabili conseguenti problemi psicologici che compromettono seriamente il suo sviluppo affettivo, le sue capacità cognitive e le sue funzioni fisiche.
Nella migliore delle ipotesi, cioè prevedendo per settembre lo sblocco delle relazioni diplomatiche e quindi delle adozioni, per realizzare l’adozione del piccolo Wlady, secondo il nuovo iter del diritto di famiglia ci vuole ben più di un anno.
E’ possibile fare qualche cosa per questo bambino, stante il fatto che siamo arrivati solo oggi perché il provvedimento della Corte Costituzionale è uscito con ritardo, cioé soltanto il 29 luglio scorso? Essendo il bambino dentro un istituto assolutamente inidoneo, per trattenerlo in Italia in modo di poterlo curare e nutrire, purtroppo non è sufficiente accordarsi con il responsabile dell’internato ma è solo l’Autorità Statale Bielorussa che può promuovere l’affidamento.
Sig. Presidente Ciampi, é possibile che qualcuno della Sua Segreteria raggiunga telefonicamente il Presidente bielorusso Alexander Lukashenko? O che un Ministro della Repubblica Italiana (Esteri, Pari Opportunità, Interni) parli con analoga Autorità della Bielorussia affinché il bimbo venga affidato ai rappresentanti della Bielorussa in Italia (Ambasciatore /Console), in modo di poter dare al bambino una vita normale, (affinché a nove anni possa almeno frequentare la prima elementare !!!) e cominciare le cure mediche?. L’Autorità Bielorussa sarebbe garantita dal fatto che il piccolo resta cittadino Bielorusso e sarà controllato dalla rappresentanza in Italia del Governo Bielorusso. Questa o qualsiasi altra soluzione possono andare bene pur di non far perdere a questo bambino l’opportunità di crescere in modo adeguato.
Stimatissimo ed Amatissimo Sig. Presidente Ciampi La prego di considerare il fatto che un Suo autorevole intervento potrebbe cambiare la vita di questo bambino.
La ringrazio di cuore.
Dr.ssa Maria Cristina Cecchini
Allegati:
i certificati medici la dichiarazione del tribunale per i minorenni di Ancona
il passaporto del piccolo Wlady.
I miei recapiti
Cristina Cecchini
Via Perosi 5 61100 Pesaro
Cellulare 3356100818
Telefono casa 0721 413368 Studio 0721453709, fax 0721451431
studiodiconsulenzagiurid@tin.it
eurolex.pesaro@virgilio.it
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15/08/05 DICHIARAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL |
Amnesty International: “I riflettori si sono spenti”
"I riflettori si sono rapidamente spenti, ma tutti ricordiamo bene quanto accaduto il 26 dicembre, e la forte, sentita partecipazione di tante e tanti che hanno voluto donare per sostenere le attività di soccorso e ricostruzione.
In quel momento, subito dopo il maremoto, Amnesty ha chiesto ai suoi sostenitori di effettuare donazioni ad alcune organizzazioni impegnate nelle operazioni di primo soccorso umanitario nelle zone colpite e ha monitorato le operazioni umanitarie, per evitare discriminazioni su base etnica, religiosa o politica...
Ora, superata la fase dell'emergenza, Amnesty sta svolgendo un ruolo importante a tutela dei diritti umani, intraprendendo ricerche e azioni finalizzate a prevenire e ad eliminare gravi abusi dei diritti umani, che la distruzione sociale causata dai disastri naturali può favorire, compresa la violenza contro le donne.
E' facile che una tale situazione venga sfruttata in un conflitto da una parte per annientare l'altra, o da un gruppo etnico per prevalere su un altro. Si hanno notizie su ostacoli e atteggiamenti discriminatori nella distribuzione degli aiuti. Ci sono forti rischi di adozioni internazionali irregolari di bambini, e addirittura di arruolamento di orfani nelle milizie. Amnesty è particolarmente preoccupata inoltre per le violazioni dei diritti umani messe in atto dalla polizia di alcuni Stati della zona nei confronti di appartenenti ad alcuni gruppi etnici.
L’ampiezza della solidarietà mostrata dalla gente comune di ogni parte del mondo, che ha spinto i governi a raddoppiare la loro assistenza, è particolarmente rincuorante. In quanto organizzazione globale per i diritti umani, Amnesty International sta facendo quanto è nelle sue possibilità per assicurare che questo impegno venga mantenuto nel lungo termine. Diamo più forza alla sua azione!.
“Dott. Ziad El Asmar di Amnesty International Sezione Italiana Responsabile della Regione Marche.
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17/07/05 CONCLUSASI LA SECONDA MISSIONE IN UGANDA |
II°Aggiornamento Progetto Nove 9€ Per Salvare una Vita
I Bambini Ugandesi muoiono perché non hanno 9 € per la
retta di accesso alle cure ospedaliere, vi chiediamo di sostenere
il progetto finalizzato a salvare 4.500 bambini in soli 2 anni
Ci Appelliamo alle VS Sensibilità e Generosità per Salvare i Bambini
Ugandesi Malati e Bisognosi di Cure Chirurgiche per non Morire
L'Infanzia é patrimonio dell'Umanità e come tale va Tutelata e Protetta.
Sentiamo forte il dovere di ringraziare i tanti amici che con grande sensibilità hanno sestenuto i progetti finalizzati a curare i bambini malati o feriti dell'Uganda, senza questa esperienza non avremmo mai scoperto che nel nostro Paese risiede così tanta generosità. Assicuriamo i tanti amici sostemitori con i 9 € ed anche molti di più che invieremo formale rimgraziamento, dato il notevole numero di generosi sostenitori vi chiediamo di pazientare, risponedere a tutti occorre del tempo. Data la straordinaria risposta al nostro appello, MCE ed AIFAVIN vorrebbero rendere pubblico l'elenco di tutti i sostenitori dei progetti Kisubi Hospital, sia a mezzo del nostro centro On-Line, sia attraverso i Mass Media, per correttezza e rispetto della privacy la pubblicazione verrà effettuata soltanto con il consenso dell'interessato, pertanto con la lettera invieremo anche lo stampato per l'autorizzazione.
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Si autorizza la diffusione del presente documento.
Segue la nota del Coordinatore MCE ed AIFAVIN, Dott. Maurizio Memé .
Carissimi Amici,
appena rientrato dall'Uganda il mio primo pensiero é stato inviarvi una relazione sull'attività svolta e sui risultati ottenuti, poiché siete Voi, con il vostro aiuto e la Vostra generosità, che avete resa possibile questa seconda Missione, con il vostro importante sostegno, state rendendo possibile anche la realizzazione del progetto Kisubi Hospital.
La seconda missione, composta dai dottori Massimo Mobili, chirurgo, e Maurizio Memé, anestesista, entrambi in servizio presso l'ospedale di Civitanova Marche, ha effettuato 20 interventi di chirurgia addominale e ginecologica, di cui 6 in regime di urgenza: tutti gli interventi hanno avuto successo.
Inoltre è stato verificato che con gli ulteriori 5000 € consegnati all'Ospedale sono stati utilizzati come concordato per acquistare un condizionatore per la sala operatoria, una barella, un aspiratore, un concentratore di ossigeno e un elettrocardiografo. sono stati consegnati altri 2300 € raccolti grazie alla vostra generosità sui conto delle BCC di Castelferretti e di Civitanova Marche per ulteriori interventi urgenti atti a migliorare le condizioni della sala operatoria e del reparto di degenza. Sono stati consegnati e messi in uso un elettrobisturi e un aspiratore portatile, oltre a fili di sutura e medicinali, donati dalla generosità di ditte e privati cittadini. E' stato preso contatto con l'Ambasciata Italiana di Kampala e con il Cardinale Primate dell'Uganda Mons Wamala allo scopo di concordare un programma di lunga durata.
Ci si è recati presso l'Ospedale Lacor di Gulu, il secondo in ordine d'importanza in Uganda, sostenuto dalla Collaborazione Italiana, allo scopo di prendere visione di alcuni standars di riferimento idonei per quel paese; sono inoltre state adottate alcune soluzioni organizzative per permettere alla prossima Missione, che orientativamente verrà inviata il prossimo settembre, di operare un numero maggiore di pazienti. La gratitudine della popolazione ugandese é stata palese e commovente.
Sopra in alto a campione abbiamo inserito le foto di un bambino di 5 anni, quella indicata con il N.1, é stata scattata nel gennaio scorso subito dopo operato già in gravissime condizioni strappandolo a morte certa, la foto indicata con il N.2 é stata scattata a marzo, cioé 2 mesi dopo l'intervento e già in ottima salute. Vi preghiamo di aiutateci a farlo per tanti altri bambini ancora.
Il Coordinatore Nazionale M.C.E.ed A.I. FA.VI.N.. Dott. Maurizio Memé
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Come è già stato più volte comunicato, MCE ed AIFAVIN si sono "imposti" l’obiettivo di costruire un reparto di Maternità ed uno di Pediatria, per la realizzazione del progetto occorrono 200.000 € ed é certamente una notevole cifra, ma lo status dell'esistente struttura pseudo-ospedaliera ci impone di fare tutto il possibile per raggiungere al più presto l'obiettivo.
Il progetto: "Nove -9- € Per Salvare Una Vita" che prevede di sottrarre 4.500 bambini alla morte in soli 2 (due) anni, rappresenta il nostro più importante obiettivo. Noi tutti siamo chiamati alla consapevolezza che L’Infanzia è Patrimonio dell’Umanità, se non siamo in grado di prenderne coscienza, se non siamo in grado di tutelarla non ci sarà futuro. L’Infanzia non può e non deve assolutamente essere classificata a seconda del censo di appartenenza: ricca a nord della Terra è povera a sud del pianeta, l'infanzia in quanto tale va moralmente ed umanamente tutelata e protetta. Nella sola Provincia di Kisubi ogni giorno muoiono 6 bambini, nessuno di loro ha mai chiesto di essere messi al mondo, né in Uganda, né altrove.
Sappiamo che con i reparti maternità e pediatria in funzione e con i 40.000 € per le rette, ogni giorno 6 bambini possono essere sottratti alla morte, é su questo aspetto che dobbiamo concentrare il nostro pensiero e la nostra sensibilità umana.
Ora tutti sappiamo che in Uganda bastano 9 € per salvare un bambino.
Ringraziando di nuovo tutti, vi inviamo un sincero e cordiale saluto.
Presidente Nazionale MCE Presidente Nazionale AIFAVIN
Rag. Giovanni Fiorentini Dott. Samuele Carosi
Il contributo può essere vers
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ato sul C.C.B. n. 000010196021 C/o la banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma Ag. di Castelferretti BCC, – Cod.: A.B.I. 08086, C.A.B. 37351, Intestato a (Movimento Cittadini Europei pro Kisubi Hospital Uganda).
M.C.E. ed A.I. FA.VI.N. garantiscono il corretto utilizzo di ogni euro. A richiesta verrà rilasciata certificazione della donazione effettuata. Referente dott. Maurizio Memé, v. Friuli 7- 60100 Ancona Tel. 071200976 - 3388650219 maurizio.meme@tiscali.it
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17/07/05 PROGRAMMA DEFINITIVO DELLE INIZIATIVE PER BENEFICENZA |
Scienza - Arte - Cultura - Volontariato
Uniti Insieme Per La Solidarieta’
MCE, AIFAVIN e AlfaOmega verso quel mondo che soffre, perché i
poveri ed i sofferenti di questo pianeta implorano la nostra solidarietà.
MCE, AIFAVIN ed AGEIE rappresentate dal Presidente MCE Giovanni Fiorentini ed Amnesty International Sezione Italiana rappresentata dal Dott. Ziad Ei Asmar, Responsabile Regionale Marche, hanno raggiunto un accordo di collaborazione a seguito del quale MCE, AIFAVIN ed AGEIE hanno inserito nel programma 2005, iniziative di beneficenza da svolgersi a luglio, settembre ed ottobre prossimi.
Il 30-Luglio 2005 presso la Corte del Castello di Falconara M. l’Associazione teatrale “Teatro AlfaOmega” presenterà lo spettacolo “Polvere e Templi”, inizio ore 21.00 l’entrata sarà ad offerta libera.
Il 2 Settembre al “Forte Altavilla” Pietralacroce Città di Ancona, l’Associazione teatrale “Teatro AlfaOmega” presenterà l’opera teatrale “L’Inferno di Dante”, verrà poi replicata il 3 Settembre, per la parte lirica dell’Opera si esibirà, il Soprano Gabrielle Costa, lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.00 il costo del biglietto è di € 15, la prevendita dei biglietti inizierà il 10 Agosto 2005 presso gli Uffici di Informagiovani v. Palestro n. 8 palazzo della Provincia di Ancona.
Il giorno 7-Ottobre-2005 presso il Teatro Sperimentale Fondazione Delle Muse di Ancona, il Soprano Gabriella Costa ed il Tenore Masahiro Shimba si esibiranno in concerto n. 1, l’Associazione Teatrale Italiana “Teatro AlfaOmega” presenterà lo spettacolo “Polvere e Templi”. L’8-Ottobre-05 presso stesso Teatro, il Soprano G. Costa ed il Tenore M. Shimba si esibiranno in Concerto n. 2 , -sono allegati i programmi dei 2 (due) concerti-. L’Associazione Teatrale “Teatro AlfaOmega” riproporrà lo spettacolo “Polvere e Templi” ispirato a “Le Troiane” di Euripide. Inizio spettacolo ore 21.00, il costo del Biglietto è di € 25 per un sola serata, e di € 35 per le 2 serate. I biglietti sono disponibili presso la biglietteria Teatro Delle Mose in Via Della Loggia n. 6 Ancona, la prevendita inizia il 12/09/2005, i biglietti si possono prenotare attraverso i seguenti recapiti: Tel. 071-52 525 Fax 071- 52 622 E-Mail: boxoffice@teatrodellemuse.org .
“Le iniziative cui sopra hanno solo carattere umanitario, sono finalizzate alla raccolta di fondi a favore del Sud-Est asiatico per le popolazioni colpite dal terribile TSUNAMI; verranno affidate ad Amnesty International Sezione Italiana per sostenere ed intensificare il suo impegno contro le violazioni dei diritti umani in quell’area, in serio pericolo dopo una tragedia del genere, una minore parte verrà destinata alla costruzione dei reparti di Pediatria e Maternità in Uganda, il progetto Kisubi è già in fase di realizzazione.
Il presidente MCE
Rag. Giovanni Fiorentini
Amnesty International: “I riflettori si sono spenti”
"I riflettori si sono rapidamente spenti, ma tutti ricordiamo bene quanto accaduto il 26 dicembre, e la forte, sentita partecipazione di tante e tanti che hanno voluto donare per sostenere le attività di soccorso e ricostruzione.
In quel momento, subito dopo il maremoto, Amnesty ha chiesto ai suoi sostenitori di effettuare donazioni ad alcune organizzazioni impegnate nelle operazioni di primo soccorso umanitario nelle zone colpite e ha monitorato le operazioni umanitarie, per evitare discriminazioni su base etnica, religiosa o politica...
Ora, superata la fase dell'emergenza, Amnesty sta svolgendo un ruolo importante a tutela dei diritti umani, intraprendendo ricerche e azioni finalizzate a prevenire e ad eliminare gravi abusi dei diritti umani, che la distruzione sociale causata dai disastri naturali può favorire, compresa la violenza contro le donne.
E' facile che una tale situazione venga sfruttata in un conflitto da una parte per annientare l'altra, o da un gruppo etnico per prevalere su un altro. Si hanno notizie su ostacoli e atteggiamenti discriminatori nella distribuzione degli aiuti. Ci sono forti rischi di adozioni internazionali irregolari di bambini, e addirittura di arruolamento di orfani nelle milizie. Amnesty è particolarmente preoccupata inoltre per le violazioni dei diritti umani messe in atto dalla polizia di alcuni Stati della zona nei confronti di appartenenti ad alcuni gruppi etnici.
L’ampiezza della solidarietà mostrata dalla gente comune di ogni parte del mondo, che ha spinto i governi a raddoppiare la loro assistenza, è particolarmente rincuorante. In quanto organizzazione globale per i diritti umani, Amnesty International sta facendo quanto è nelle sue possibilità per assicurare che questo impegno venga mantenuto nel lungo termine. Diamo più forza alla sua azione!.
“Dott. Ziad El Asmar di Amnesty International Sezione Italiana Responsabile
della Regione Marche. .
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02/07/05 COMUNE DI ANCONA ED IL SUO PIANO COMUNITARIO |
COMUNE DI ANCONA
Piano comunitario per la salute: sicurezza stradale
Alcol e guida
Introduzione
Una guida sicura implica non solo il rispetto delle norme del codice della strada (come l’uso delle cinture, il rispetto dei limiti di velocità e delle distanze di sicurezza) ma soprattutto l’ottimo stato psicofisico del conducente. L’assunzione di bevande alcoliche incide negativamente sull’efficienza delle prestazioni al volante poiché altera le condizione psicofisiche di chi guida. Il Report di questo mese si propone di analizzare le problematiche connesse alla guida in stato di ebbrezza con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul pericolo di incorrere in incidenti stradali e di informarli sulla normativa vigente.
Buona lettura.
Alcol e guida
E’ accertato che il consumo di alcol è un importante fattore di rischio associato agli incidenti stradali. E’ stato infatti dimostrato che la probabilità di essere coinvolti in un incidente stradale cresce all’aumentare del tasso alcolico nel sangue.
L’abitudine a guidare dopo aver bevuto è particolarmente frequente nei maschi, nei giovani al di sotto dei 30 anni, nei soggetti che fanno un lavoro manuale, nei soggetti con bassa scolarità. Per quanto concerne il fattore età è stato calcolato che il rischio di essere coinvolti in un incidente stradale alcol-correlato è rispettivamente negli adolescenti cinque volte, e nei soggetti di età compresa tra i 20 e i 29 anni tre volte, superiore a quello degli ultratrentenni. I giovani sono particolarmente esposti al rischio di incidente stradale alcol-correlato sia a causa dell’inesperienza alla guida sia per il modello di assunzione di alcolici. Diversi studi hanno infatti messo in evidenza che i giovani sono soprattutto forti bevitori occasionali (i più esposti al rischio di incidente stradale tra tutte le tipologie di bevitori) e che la maggior parte di essi considera questo tipo di assunzione nella norma. Tra i giovani sono soprattutto gli adolescenti maschi a rimanere vittima di incidenti stradali alcol-correlati probabilmente perché più disposti rispetto alle ragazze ad assumere comportamenti a rischio.
Tanto più elevata è la quantità di alcol consumato tanto più pesanti sono gli effetti sull’organismo umano. La quantità di alcol presente nell’organismo è misurata dall’alcolemia che è la quantità di alcol che si rileva nel sangue dopo l’ingestione di bevande alcoliche. Una concentrazione di 0,2 grammi di alcol per litro si raggiunge in un maschio o in una femmina di circa 60 chili di peso con l’ingestione, a stomaco pieno, di circa 12 grammi di alcol puro, corrispondenti al consumo di
• 1 bicchiere da 125 millilitri di vino (gradaz. 11,5%) oppure,
• 1 lattina da 330 cc di birra (gradaz. 4,5%) oppure,
• 1 bicchierino da 40 millilitri di superalcolico (gradaz. 40%).
In virtù delle differenze metaboliche e fisiologiche tra sesso maschile e femminile le donne sono più vulnerabili all’alcol e raggiungono livelli di alcolemia più elevati con quantità inferiori di alcol consumato e con una maggiore rapidità. Due bicchieri (24 grammi di alcol) sono in questo caso sufficienti per una donna per raggiungere il limite legale da non superare alla guida: per un uomo il limite si raggiunge con 3 bicchieri (36 grammi di alcol). Le rispettive quantità indicate sono peraltro quelle che
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica come quantità da non superare per non incrementare il rischio alcol-correlato che esiste comunque anche per consumi inferiori. Gli effetti sull’organismo di quantità crescenti di alcol consumato sono indicati nella tab. 1.
Tabella 1: Effetti sull’organismo di quantità crescenti di alcol consumato.
ALCOLEMIA* EFFETTI DELL’ALCOL
0,2 Si manifesta una iniziale tendenza a guidare in modo più rischioso, i riflessi sono disturbati leggermente ma aumenta la tendenza ad agire in modo imprudente in virtù di una riduzione della percezione del rischio.
0,4 Rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione mentale; le percezioni ed i movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione.
0,5
LIMITE
LEGALE
GUIDA Il campo visivo si riduce prevalentemente causa della riduzione della visione laterale (più difficile perciò controllare lo specchietto retrovisore o controllare le manovre di sorpasso); contemporaneamente si verifica la riduzione del 30-40% della capacità di percezione degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di reazione.
0,6 I movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è fortemente compromessa.
0,7 I tempi di reazione sono fortemente compromessi; l’esecuzione dei normali movimenti attuati alla guida è priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a gravi conseguenze.
0,9 L’adattamento all’oscurità è compromesso accompagnandosi alla compromissione della capacità di valutazione delle distanze, degli ingombri, delle traiettorie dei veicoli e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due autoveicoli se ne percepisce solo uno).
1 Ebbrezza franca e manifesta, caratterizzata da euforia e disturbi motori che rendono precario l’equilibrio. È manifesta e visibile l’alterazione della capacità di attenzione, con livelli di capacità visiva minima e tempi di reazione assolutamente inadeguati e pericolosi per se stessi e per eventuali terzi. È estremamente difficile in tale condizioni saper affrontare gli imprevisti in modo adeguato e maggior tendenza alla distrazione. I riflessi sono inadeguati e sopiti. Lo stato di euforia rende il conducente in stato di ebbrezza estremamente pericoloso ed imprevedibile; il comportamento alla guida si caratterizza attraverso sbandate volontarie dell’autoveicolo o della moto, guida al centro della strada o in senso contrario, incapacità di valutazione della posizione del veicolo rispetto alla carreggiata.
> 1 da 1 a 1,5 grammi: lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sopore e sonnolenza molto intensa.
* grammi di alcol per litro di sangue. Fonte: Osservatorio Nazionale Alcol OssFAD.
Quadro europeo
In Europa nel 2000 sono stati attribuiti all’alcol il 45% di tutti gli incidenti stradali. La ragione di cifre così elevate risiede probabilmente nel fatto che l’abitudine a guidare dopo aver bevuto è piuttosto diffusa in diversi contesti culturali. Secondo un rapporto della Commissione Europea dal 5% al 20% dei conducenti guida dopo aver bevuto alcolici, e dall’1 al 4% dopo aver assunto una quantità di alcol superiore ai limiti stabiliti dalle diverse normative nazionali.
Una delle più importanti azioni per tutelare la salute pubblica che gli Stati membri prevedono di realizzare è quella di ridurre l’ampiezza e la profondità dei danni alcol-correlati nei casi come gli incidenti stradali mortali e con feriti.
La Carta Europea sull’Alcol suggeriva per gli anni 2000-2005 dieci strategie per un’azione efficace in tema di alcol, per ciascuna delle quali il Piano d’Azione indicava ciò che si sarebbe dovuto ottenere nel periodo di tempo considerato per ridurre sostanzialmente il numero degli incidenti, dei morti e dei feriti provocati dalla guida in stato d’ebbrezza.
Le azioni svolte in questo periodo di tempo hanno permesso di rafforzare la vecchia legislatura in tema di alcol e guida, sostenendo un forte utilizzo dei test alcolemici e rivedendo i limiti dell’alcolemia consentiti per la guida, abbassando a 0,50 mg il contenuto di alcol in un ml di sangue (Cfr. Tab. 2) ,con conseguente decurtazione dei punti dalla patente.
Tabella 2: Limite del tasso alcolemico nei Paesi dell’Unione Europea
Stati membri dell’Unione Europea Livello di alcolemia attualmente in vigore Stati membri dell’Unione Europea Livello di alcolemia attualmente in vigore
Irlanda 0,80 Malta 0,50
Regno Unito 0,80 Paesi Bassi 0,50
Austria 0.50 Portogallo 0,50
Belgio 0,50 Slovenia 0,50
Cipro 0,50 Spagna 0,50
Danimarca 0,50 Polonia 0,20
Finlandia 0,50 Svezia 0,20
Francia 0,50 Estonia 0,00
Germania 0,50 Lituania 0,00
Italia 0,50 Repubblica Ceca 0,00
Lettonia 0,50 Slovacchia 0,00
Lussemburgo 0,50 Ungheria 0,00
Fonte: Non bere più del tuo motore, Sicurstrada, edizione 2005
Attualmente L'Unione Europea si è prefissata il traguardo di dimezzare l’attuale numero di morti sulle strade nei quindici Paesi membri (40.000), nel periodo compreso fra il 2000 al 2010, attraverso l'armonizzazione delle sanzioni e la promozione di nuove tecnologie per migliorare la sicurezza delle strade. Per raggiungere questo obiettivo l’Europa rivolge a tutti gli stati membri alcune raccomandazioni:
• L’introduzione in tutti i Paesi membri del limite massimo di concentrazione di alcol nel sangue pari a 0,50 mg, mentre il limite inferiore di 0,20 mg dovrebbe essere introdotto per i principianti ed i guidatori di mezzi pubblici e pesanti. Entro l’anno 2010 il tasso massimo di alcol nel sangue dovrebbe essere ridotto a 0,20 mg per tutti i guidatori.
• L’introduzione di maggiori controlli attraverso l’utilizzo di test aventi standard specifici (come l’etilometro).
• L’introduzione di sanzioni che siano comuni a tutti i Paesi europei per i guidatori trovati con un tasso alcolemico superiore al limite consentito.
• La realizzazione o il rinforzo dei trattamenti per la riabilitazione di quei guidatori trasgressori che siano stati giudicati dipendenti dall’alcol.
• L’ideazione di nuove campagne di sensibilizzazione più efficaci e di maggiore impatto.
• L’insistenza sui provvedimenti repressivi che hanno già dimostrato di ridurre la mortalità dovuta agli incidenti stradali (la politica fiscale sulle bevande alcoliche, gli orari di apertura e chiusura dei locali pubblici, le leggi mirate ad impedire il consumo di alcolici ai minorenni).
• Le politiche su esposte, in particolare l’abbassamento dell’alcolemia alla guida, la realizzazione di controlli a tappeto e l’impiego di sanzioni uguali in tutta Europa, dovrebbero essere promosse da importanti campagne di informazione. Dovrebbe essere creato altresì un sistema di monitoraggio, con misure e metodi uguali in tutta Europa che arrivi a produrre un rapporto annuale su alcol e guida in Europa.
Quadro nazionale
Il gruppo di lavoro dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’OssFAD ha rilevato, dal 1998 al 2001, un incremento del 6,2%, del numero di consumatori di bevande alcoliche in Italia (5,2% per gli uomini, 7,7% per le donne).
I maggiori incrementi riguardano i giovani d’età compresa tra i 14 ed i 16 anni di entrambi i sessi, gli anziani ultra75enni e le donne d’età compresa tra i 45 e i 64 anni (Tabella 3)..
Tabella 3: prevalenza (%) dei consumatori di bevande alcoliche in Italia, frequenza per sesso, classi di età e variazione (%) osservata nel periodo 1998-2001
Sesso Classi d’età Anno Var. (%) 98-01
MASCHI
14-17 adolescenti 1998 1999 2000 2001
18,9
46,1 50,6 56,8 54,8
18-24 giovani 79,8 78,7 84,9 87,2 9,3
24-44 giovani adulti 87,5 86,6 90,9 90,7 3,7
45-64 adulti 87,9 87,7 91,0 90,9 3,4
65-74 giovani anziani 84,0 83,6 86,2 88,4 5,2
75+ anziani 77,6 73,9 78,2 81,6 6,5
FEMMINE 14-17 adolescenti 34,4 37,2 43,1 44,3 28,8
18-24 giovani 57,3 59,6 64,1 62,5 9,1
24-44 giovani adulti 64,7 64,3 69,3 67,9 4,9
45-64 adulti 62,2 63,5 67,6 67,9 9,2
65-74 giovani anziani 53,2 54,9 58,5 55,9 5,1
75+ anziani 47,3 44,5 49,3 52,4 10,8
Elaborazioni Osservatorio Nazionale Alcol OssFAD su dati ISTAT Multiscopo
Per quanto concerne la ripartizione geografica per macroaree, notiamo che l’incremento del numero di consumatori appare più evidente per le aree settentrionali in cui si registrano, peraltro, le prevalenze più elevate. Per il sesso maschile si osserva un trend nord-sud nelle prevalenze, mentre risalta per il sesso femminile un marcato incremento nell’area insulare (Tabella 4).
Tabella 4: prevalenza (%) dei consumatori di bevande alcoliche in Italia, frequenze per ripartizione geografica e variazione (%) osservata nel periodo 1998-2001
Maschi Macroaree 1998 1999 2000 2001 Var. (%) 98-01
Italia Nord Occidentale 83,8% 83,7% 88,4% 88,8% 6,0
Italia Nord-oridentale 86,5% 85,2% 88,8% 89,8% 3,8
Italia Centrale 83,5% 84,2% 87,3% 87,3% 4,6
Italia Meridionale 82,5% 82,0% 86,4% 87,1% 5,6
Italia insulare 78,8% 78,8% 82,8% 83,4% 5,8
Femmine Italia Nord Occidentale 58,7% 60,7% 65,6% 64,0% 9,0
Italia Nord-oridentale 65,2% 64,6% 68,9% 68,5% 5,1
Italia Centrale 61,0% 61,3% 65,9% 65,2% 6,9
Italia Meridionale 56,3% 54,4% 58,1% 60,5% 7,5
Italia Insulare 48,4% 51,9% 57,6% 54,1% 11,8
Elaborazioni Osservatorio Nazionale Alcol OssFAD su dati ISTAT Multiscopo
Secondo la relazione del Ministro della Salute al Parlamento per il 2003, ogni anno, in Italia, più di 20 mila persone muoiono per abuso di alcol e per problemi alcol-correlati. L’alcol è la causa di quasi la metà dei circa sette mila decessi conseguenti agli incidenti stradali che si registrano nel nostro paese e che rappresenta la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei 40 anni. Si stimano infatti 3450 morti all'anno. Inoltre l’alcol costituisce la causa di circa il 33% degli incidenti stradali in Italia. Gli incidenti spesso si verificano tra le 20 e le 24, solitamente nei week-end, addirittura avvengono sovente nel raggio di pochi chilometri da casa. In genere i responsabili sono automobilisti che hanno bevuto troppo, ma spesso i colpevoli sono i pedoni ubriachi che rappresentano un pericolo non da poco.
Nella graduatoria del numero di morti per incidente stradale relativa ai 15 stati dell’Unione Europea, il nostro Paese occupa il nono posto. La situazione, quindi, non è tra le peggiori, ciononostante l’Italia presenta un tasso di riduzione della mortalità per incidente stradale pari al 15%, percentuale nettamente inferiore alla media europea del 26,8%. Le cause di questo ritardo sono molteplici e intrinseche alle caratteristiche specifiche del nostro Paese.
L’incidentalità stradale presenta caratteri evidenti di sistematicità e ordinarietà, connessi all’attuale modello di mobilità.
Il fenomeno delle “stragi del sabato sera”, causate spesso dal consumo di alcol, interessa la nostra regione tutto l’anno ed ha assunto la caratteristica di un pendolarismo interregionale.
Alcol e Codice della Strada
La guida in stato di ebbrezza è una delle poche fattispecie di reato previste dal codice della strada, in considerazione dei gravi pericoli per la sicurezza stradale. L’art. 186 del nuovo codice
della strada (d.lgs n. 285/92), dispone che “è vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche” e rimanda al D.P.R. n. 495/92 per la disciplina delle modalità di accertamento da parte degli organi di polizia Stradale.
L’art.186 del CdS prevede per chiunque guidi in stato di ebbrezza non solo la decurtazione di 10 punti sulla patente, ma anche l'arresto fino ad un mese e un’ ammenda che può andare da duecentocinquantotto a milletrentadue Euro. All'accertamento del reato, inoltre, ne consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi, o da un mese a sei mesi quando lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un anno. Quando la violazione è commessa dal conducente di un mezzo pubblico o di un veicolo pesante è disposta la revoca della patente di guida.
In caso di incidente o quando si abbia motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psico-fisica derivante dall’assunzione di alcol, gli organi di polizia stradale hanno la facoltà di effettuare accertamenti preliminari. L’esito positivo di tali accertamenti rende legittimo e doveroso un accertamento tecnico più accurato mediante etilometro. Quando gli accertamenti qualitativi e quelli mediante test con apparecchi portatili hanno dato esito positivo, gli organi di Polizia stradale hanno la facoltà di condurre il guidatore presso il più vicino ufficio o comando per effettuare accertamenti con strumenti e procedure determinati dal regolamento. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcolemico viene effettuato da parte delle strutture sanitarie di base che rilasciano agli organi di Polizia Stradale la relativa certificazione.
Con l’ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente il prefetto ordina che il conducente si sottoponga entro 60 giorni a visita medica; nel caso in cui questo non avvenga il prefetto può disporre la sospensione della patente sino all’esito della visita medica.
Nel corso dell’anno 2003, la Polizia Municipale ed i Carabinieri hanno accertato nel Comune di Ancona un totale di 141 infrazioni all’art. 186 del Codice della Strada (CdS) (guida sotto effetto di alcool), mentre le infrazioni rilevate dalla Polizia Stradale su tutto il territorio provinciale sono state 213.
La Polizia Stradale nel corso dell’anno 2004 ha impiegato 827 pattuglie su tutto il territorio regionale, effettuando 742 posti di controllo rilevando un totale di 1878 infrazioni accertate, di cui 480 relative all’art. 186 del CdS .
Nelle Marche la Polizia Stradale, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia Municipale si sono dotati di diversi tipi di strumenti per accertamento della guida in stato di ebbrezza. L’obbiettivo è quello di effettuare una capillare opera di prevenzione, ampliando al massimo la base dei controlli su strada dei conducenti di veicoli.
In quest’ottica si inserisce la campagna di sicurezza “Guido con Prudenza-0 alcool tutta la vita” realizzata per l’anno 2004 dalla Polizia Stradale in collaborazione con la Fondazione ANIA e del sindacato dei locali da ballo SILB-FIPE, volta a contrastare incidenti notturni nei week-end estivi, mentre nel Comune di Ancona si è dato il via al “Progetto Notte: nelle tue mani".
“Progetto Notte: Nelle tue mani”
Il 3 maggio 2005 è stato avviato dall’Unità di Strada Informabus del Comune di Ancona il “Progetto Notte: nelle tue mani”, in collaborazione con i gestori dei locali notturni. L’obiettivo principale è quello di prevenire l’abuso di alcol e sostanze nei luoghi del divertimento giovanile. Il progetto prevede la presenza di operatori all’uscita di discoteche, pub, etc. per fornire informazioni
ai giovani e offrire loro un servizio di chill-out: uno spazio di decompressione per chi esce dal locale e si prepara a tornare a casa. Qui si possono trovare musica rilassante e tisane, in attesa di essere pronti a rimettersi alla guida o rientrare comunque a casa in condizioni non rischiose per sé e per gli altri.
Affinché la prevenzione risulti efficace e per incentivare la modifica di certi comportamenti a rischio, l’equipe dell’Informabus, composta da educatori professionali e animatori, instaura con i giovani un rapporto diretto di accoglienza, ascolto attivo, orientamento e supporto.
Viene inoltre utilizzato sul camper un etilometro, strumento indispensabile per conoscere il proprio tasso alcolico e verificare gli effetti dell’assunzione dell’alcol su di sé. L’obiettivo non è solo quello di consigliare ai ragazzi che hanno assunto alcol di non mettersi alla guida, ma anche quello di far riflettere sul concetto di limite personale partendo da quello che è il valore oggettivo ottenuto al test.
Questo strumento si è già rilevato un buon catalizzatore di interesse e curiosità anche per i più giovani, consentendo così a molti di loro di riflettere e prendere consapevolezza, in maniera spontanea ed informale, sull’assunzione di alcolici e sostanze.
Le tre uscite fino ad ora effettuate hanno registrato un aumento progressivo del numero di ragazzi che si sono interessati e avvicinati al servizio: se nel corso della prima uscita il numero totale dei ragazzi che si sono sottoposti al test ammontava a 40, nelle due uscite successive (il 14 ed il 21 maggio 2005) esso è salito a 72 ognuna . È possibile notare come in tutte e tre le serate il sesso maschile si sia rivelato più interessato e incuriosito a sottoporsi al test etilometrico rispetto a quello femminile.
Dall’elaborazione di questi primi dati relativi ai test fra i giovani emerge un quadro preoccupante. Infatti per circa il 63% dei giovani che si sono sottoposti al test (età media 26 anni) l’etilometro ha registrato un tasso alcolico superiore al limite legale (0,5%). La percentuale registrata è sostanzialmente la stessa (61,5%) per coloro che guidano.
Tabella 5: Elaborazione dati Alcol-test dopo il primo mese di “Progetto notte-Nelle tue mani”
uscite test effettuati femmine testate maschi testati totale persone testate età media persone con tasso alcolico superiore al limite legale (0,5) in % % guidatori sopra il limite legale
3/5/2005 44 0 40 40 19 56,8 dato non disponibile
14/5/2005 81 10 62 72 25 66,7 72,4
21/5/2005 89 14 58 72 30 62,9 51,3
Totale 214 24 160 184 26 63,0 61,5
Fonte: Elaborazione dati dell’Unità di Strada informabus maggio 2005
Consigli utili e conclusioni
Per affrontare la problematica relativa agli incidenti stradali alcol-correlati è necessario lo sviluppo di un programma articolato che si sviluppi sul fronte:
1. protezionistico e del controllo;
2. preventivo;
3. promozionale (educativo).
E’ già stato verificato in molti paesi che, in questo settore, la sola azione educativa non modifica il trend del problema e i comportamenti a volte molto consolidati.
E’ necessaria una azione protezionistica e di controllo molto forte (alcoltest attivati dalla forze dell’ordine) sempre però supportata da importanti campagne informative ed educative che ne valorizzino il significato sociale: i due livelli di intervento devono essere attuati simultaneamente. E’ perciò importante che ogni ente o soggetto pubblico o privato collabori e si adoperi in questa direzione, come peraltro sta facendo il comune di Ancona con la pubblicazione di questo report e con il “Progetto notte: nelle tue mani”.
Il rischio di incorrere in incidenti stradali anche gravi, come è stato ampiamente dimostrato, cresce in maniera esponenziale all’aumento del tasso alcolemico. Chi guida deve evitare gli alcolici anche in modesta quantità. Gli effetti dell’alcol si fanno sentire anche dopo ore ed è bene quindi che chi ha bevuto aspetti prudentemente alcune ore prima di mettersi al volante. Si consiglia di attendere almeno un’ora per ogni bicchiere bevuto.
Evitare assolutamente la miscela di droghe o farmaci e alcol poiché droghe e farmaci interagiscono con l’alcol potenziando reciprocamente gli effetti negativi, con notevoli disturbi a carico dell’attenzione e della percezione.
Vanno sfatate tutte le “leggende” riguardo la possibilità di ritardare l’assorbimento dell’alcol tali per inficiare i risultati del test; in realtà la diffusione dell’alcol nei liquidi corporei e il suo assorbimento da parte del fegato obbediscono a meccanismi precisi, insensibili a metodi privi di fondamento come: mangiare patate, cipolle, liquirizia, o aggiungere zuccheri alla bevanda etc.
C’è un solo rimedio per evitare i danni dell’alcol alla guida: non bere oppure aspettare i tempi di smaltimento da parte del fegato, o far guidare altri.
Coordinamento: Comune di Ancona Servizi sociali, educativi, sanità
Assessore: Anna Pia Saccomandi Dirigente: Franco Pesaresi
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17/06/05 GOVERO E TAR DEL LAZIO CONTRO IL VOLONTARIATO |
Roma, 10 giugno 2005
1. Alle organizzazioni di volontariato promotori e aderenti alla campagna “Il Governo non cambi la legge sul volontariato per Decreto e non ne limiti autonomia e risorse”;
2. Agli aderenti della Consulta nazionale permanente del Volontariato
3. Agli aderenti della Con Vol
4. Ai soci del forum Permanente del Terzo Setto
5. Ai Centri di Servizio per il Volontariato
Oggetto: aggiornamento campagna riforma 266/91 e manifestazione nazionale del 21 giugno 2005 a sostegno delle nostre richieste ai parlamentari e al Governo.
Lo scorso 8 maggio la Consulta nazionale permanente del Volontariato presso il Forum Permanente del terzo Settore e la ConVol si sono incontrate per definire le posizioni da tenere sul percorso riguardante la riforma della legge 266/91 e l’iter parlamentare del DDL C. 5736 "Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale", che all’art. 18 (già 17) modifica l’art. 15 della legge 266/91 (legge quadro sul volontariato).
Attualmente il DDL C. 5736 è in discussione nelle Commissioni I e V della Camera dei Deputati. I componenti delle commissioni dovranno presentare emendamenti entro martedì 14 giugno e nei giorni successivi discutere del testo del DDL. Presumibilmente da martedì 21 giugno il testo approvato in Commissione sarà posto all’attenzione e alla discussione dell’aula della Camera. Poi passerà al Senato dove dovrà compiere un medesimo iter in Commissione e in aula.
E’ stato insieme deciso di chiedere ai parlamentari di stralciare l’art. 18 del DDL perché la riforma dei CSV deve essere parte dei cambiamenti complessivi della legge sul volontariato, e contemporaneamente avviare l’iter parlamentare del DDL e dei Progetti di Legge sulla riforma della 266/91 e lì discutere anche di CSV, che comunque dovranno rimanere uno strumento del volontariato, per il suo sviluppo autonomo. Tali richieste, con le adeguate motivazioni sono esplicitate in una lettera inviata ai deputati il 9 giugno che vi alleghiamo in copia.
Ma è chiaro a tutti che occorre, per le motivazioni che ci hanno visto insieme nel sostenere la campagna contro questo modo di cambiare la legge sul volontariato, sostenere al massimo questa richiesta. Sono stati individuate due modalità alle quali vi chiediamo di aderire e di diffondere.
La prima è di realizzare una grande manifestazione a sostegno delle richieste per martedì 21 giugno a Roma a partire dalle ore 12.00 davanti al Parlamento. E’ fondamentale che i parlamentari e l’opinione pubblica attraverso la stampa colga il pensiero del volontariato italiano nel merito e nel metodo di questa riforma. Pertanto invitiamo tutti a partecipare direttamente alla manifestazione, a diffondere l’iniziativa e ad organizzare una cospicua presenza di volontari. L’appuntamento è martedì 21 giugno alle ore 12.00 in piazza Montecitorio a Roma. Nei prossimi giorni forniremo poi maggiori indicazioni logistiche.
La seconda azione di sostegno è quella di rivolgersi localmente ai parlamentari e soprattutto ora ai deputati eletti nei vostri collegi per spiegare la vicenda, informarli delle conseguenze di tale riforma e soprattutto fornire loro il materiale per gli emendamenti a supporto delle nostre richieste: la cancellazione dell’art. 18 del DDL C. 5736 e l’avvio dell’iter parlamentare della riforma della legge 266/91, ricordando che il Governo ha approvato un disegno di legge il 18 marzo 2005 e che in parlamento sono depositati diversi progetti di legge su questo tema (Proposta di Legge C. 3148 firmatari Mimmo Lucà e Giuseppe Fioroni, presentata alla Camera il 16 settembre 2002 e assegnato alla commissione XII Affari sociali il 14 maggio 2003; Disegno di legge S. 3361 firmatari Marina Magistrelli e Mauro Cavallaio presentato al Senato il 23 marzo 2005). Può essere molto utile consegnare loro, magari anche in incontri pubblici il materiale che riassume le nostre richieste qui allegato. E’ importante per i deputati che questo avvenga entro il 21 giugno e per i senatori entro l’inizio del mese di luglio 2005.
A queste si aggiunge la continuazione della raccolta di adesioni alla campagna nazionale e l’invio dei fax alle istituzioni e si aggiungono tutte le iniziative locali che aiutano a diffondere la nostra posizione nell’opinione pubblica, tra le istituzioni locali (Regioni, Province, Comuni, Prefetture) e tra il volontariato e i mondi che lo sostengono. La stampa è uno strumento molto utile.
Infine si è deciso che diviene fondamentale ricostruire un rapporto con le fondazioni di origine bancaria. Infatti già nei mesi scorsi si sono effettuati alcuni incontri a livello nazionale con ACRI tendenti a ricercare un rapporto significativo. Infatti Consulta e ConVol condividono l’importanza di un reciproco riconoscimento e rapporto intenso tra Volontariato e Fondazioni: entrambi i soggetti nascono dalla capacità delle comunità e della società di raccogliere risorse umane ed economiche a sostegno della comunità e del bene comune; entrambi i soggetti stanno compiendo uno sforzo per convergere le proprie energie verso obiettivi che sostengono il bene comune delle comunità locali, divenendo soggetti e attori indispensabili della sussidiarietà, della solidarietà, della responsabilità sociale. E’ da considerare che la destinazione di parte delle risorse dei CSV ai progetti sociali sul territorio si può avviare (cosa già sperimentata) con procedure congiunte dei C.S.V. e dei Co.Ge., così come già indicato nella comunicazione del 22 dicembre 2000 dell’allora Ministra Livia Turco. Lo stralcio dell’art. 18 potrà comunque favorire lo sviluppo di un rapporto sereno fra il Volontariato e le Fondazioni Bancarie, determinando sicuri effetti positivi.
Nel frattempo, come molti di voi sapranno, l’8 giugno il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Volontariato e dai CSV, dimezzando di fatto le risorse destinate per legge dalle fondazioni di origine bancaria ai Centri di Servizio per il Volontariato. Quindi la proposta contenuta nell’art. 18, dopo questa sentenza ridurrebbe di un altro 50% i fondi ai CSV, giungendo così al 25% della dimensione attuale. Su questa vicenda la Consulta ha emesso oggi un Comunicato stampa che stigmatizza il problema venutosi ora a creare. Probabilmente ora Volontariato e CSV effettueranno ricorso al Consiglio di Stato. Infatti le motivazioni di questa sentenza sono in contraddizione con l’ordinanza del Consiglio di Stato che nel settembre 2001 aveva confermato la sospensiva del TAR affermando che “emergono elementi che inducono ad una ragionevole previsione di accoglimento del ricorso di primo grado, in particolare per quanto attiene alla violazione dell’art. 3 comma 3 del DLgs n. 153/99 e dell’art. 15 legge 266/91”.
Ringraziandovi per l’attenzione e la collaborazione, vi chiediamo di impegnarvi il più possibile nei prossimi giorni in merito alle due azioni proposte e di diffonderle in modo che la partecipazione all’iniziativa del 21 giugno e la consapevolezza dei parlamentari su questi temi sia massima.
F.to F.to
Piergiorgio Licheri Luigi Bulleri
Presidente ConVol Coordinatore Consulta nazionale permanete Volontariato
la segreteria della Consulta nazionale Volontariato
Primo di Blasio, Mauro Gianelli, Marco Granelli, Guido Memo
Allegati:
• lettera inviata ai parlamentari con le nostre richieste;
• testo attuale dell’art. 18 DDL C. 5736;
• comunicato stampa Consulta su ricorso TAR;
• elenco parlamentari delle Commissioni I e V della Camera dei Deputati;
• elenco delle adesioni fino ad ora a noi pervenute alla campagna;
Per comunicazioni:
Via di Pietra 84 - 00186 Roma tel.: 06 69799645 fax 06 69923600
E-mail: forum@forumterzosettore.it
Luigi Bulleri, referente Consulta nazionale volontariato tel. 3394354128
Piergiorgio Licheri, Presidente ConVol tel. 0647481244 - 0583954269
Marco Granelli, responsabile segreteria della Consulta nazionale
volontariato tel. 3939261200
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17/06/05 ANCORA UN PO ED IL GOVERNO TASSERA' IL VOLONTARIATO |
CONSULTA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO
IL TAR DEL LAZIO HA RESPINTO I RICORSI
IMPROVVISAMENTE TUTTI CE L’HANNO CON IL VOLONTARIATO?
Questo si chiede Luigi Bulleri, coordinatore della Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore dopo aver letto le motivazioni con cui il TAR del Lazio ha respinto i ricorsi - presentati dalle organizzazioni di volontariato nazionale e dai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) - contro un atto di indirizzo del Ministero dell’Economia del 2001 che, modificando il calcolo dell’accantonamento dei fondi delle fondazioni di origine bancaria previsto dalla legge 266/91, dimezzava le risorse destinate annualmente ai CSV per attività a favore del volontariato.
“Ci pare – afferma Bulleri - che le motivazioni di questa sentenza siano un po’ in contraddizione con l’ordinanza del Consiglio di Stato che aveva confermato la sospensiva affermando che “emergono elementi che inducono ad una ragionevole previsione di accoglimento del ricorso di primo grado, in particolare per quanto attiene alla violazione dell’art. 3 comma 3 del DLgs n. 153/99 e dell’art. 15 legge 266/91”
“A questo punto ritengo che si dovrà ricorrere al Consiglio di Stato per impedire quest’emorragia di risorse nei confronti di un volontariato che deve sempre più essere all’altezza della qualità dei servizi e del ruolo di advocacy che gli compete”
"Ma ciò che oggi appare ancora più ingiusto e assurdo è la pretesa del Ministro Giovanardi e dell’On Sestini di imporre con l’art 18 del disegno di legge C. 5736 “Competitività” un altro taglio del 50% ai CSV".
"Se così fosse ai CSV non resterebbe che il 25% delle attuali risorse e sarebbero in pratica costretti a chiudere lasciando il volontariato privo dei servizi che in questi anni sono stati resi con continuità".
"Un’ipotesi gravissima – conclude Bulleri - di fronte alla quale la nostra richiesta di stralcio dell’art. 18 del ddl C. 5736 appare più che mai necessaria, aprendo finalmente un iter parlamentare condiviso sulle modifiche complessive alla legge 266/91”.
Roma 9 giugno 2005
Paola Scarsi Comunicato stampa Forum Permanente del Terzo Settore
tel diretto 0669787278 fax 0669190473
stampa@forumterzosettore.it
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02/06/05 2 GIUGNO LETTERA AI LIBRAI D'ITALIA |
Comunicato Stampa
2 GIUGNO 2005: LA COSTITUZIONE IN…VETRINA
Cari librai d’Italia,
si sta avvicinando il 2 giugno 2005. Quest’anno la festa della Repubblica sarà più sentita e più partecipata del solito. Il 25 aprile scorso gli italiani hanno festeggiato il 60° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Purtroppo anche quest’anno, nonostante lo straordinario impegno del Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel promuovere e sostenere i valori della nostra Carta costituzionale e l’unità del popolo italiano, non sono mancate polemiche e divisioni nei giorni delle celebrazioni del 25 aprile. D’altronde la riforma costituzionale elaborata da “saggi” quanto autorevoli membri dell’attuale maggioranza, portata avanti con protervia ed arroganza nonostante la contrarietà dell’attuale opposizione parlamentare, rischia di compromettere irrimediabilmente l’equilibrio dello stato di diritto. Noi ci battiamo civilmente e pacificamente da mesi contro questo inaccettabile stravolgimento della Costituzione e ci prepariamo a sostenere il NO al referendum confermativo.
Vorremmo perciò proporvi di contribuire in modo semplice ed economico alla festa del 2 giugno, riempiendo per un giorno intero le vetrine delle vostre librerie di copie della Costituzione italiana, mostrando così, non solo simbolicamente, il sostegno del mondo della cultura e dell’editoria ad una battaglia civile per la difesa della democrazia e della Repubblica italiane.
L’ALTRAINFORMAZIONE COMITATI PER LA COSTITUZIONE DOSSETTI
(Riccardo Lenzi) (Giancarla Codrignani)
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E’ possibile aderire all’iniziativa al seguente indirizzo web:
http://az.splinder.com
adesioni online:
http://www.petitionspot.com/petitions/librai
Questa lettera aperta è stata pubblicata sui siti:
http://www.laltrainformazione.it e www.libertaegiustizia.it
Si ringraziano tutti i cittadini che hanno aderito e che aderiranno a questa iniziativa.
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da
M.C.E. VENETO
http://mceveneto.splinder.com
a
Giovanni Fiorentini
M.C.E. NAZIONALE
www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
e p.c.
a
Riccardo Lenzi
L’ALTRAINFORMAZIONE
Verona 28 maggio 2005
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28/05/05 CON 5000 € ABBIAMO SALVATO 556 BAMBINI UGANDESI |
=Appello alla Generosita' per salvare la vita=
I Bambini Ugandesi muoiono perché non hanno -9- € per la retta
necessari per accedere alle cure, vi chiediamo di sostenere il progetto
che é stato elaborato per salvare 4.500 bambini in soli 2 anni:
“-9- € PER SALVARE UNA VITA”
L'Infanzia é patrimonio dell'Umanità e come tale va Tutelata e Protetta.
Senza saperlo i generosi e gentili contribuenti con i loro primi 5.000 € hanno salvato 556 bambini, altrimenti destinati a morire perché i loro genitori non hanno 9 € per la retta di accesso ospedaliero. Per chi é sensibile alle sorti di un’infanzia così tanto sfortunata questa è la cosa più bella. MCE ed AIFAVIN sono spinti da un profondo dovere di ringraziare i lettori che accogliendo l’appello hanno già sottoscritto il loro contributo. Questi meravigliosi gesti di solitarietà che fanno molto onore all'Italia ed agli italiani, anche e soprattutto perché per noi che viviamo in un paese ricco dove 9 € sono poco più di nulla in Uganda 9 € sono l’equivalente della vita di un bambino malato e bisognoso di cure chirurgiche.
Il giorno 16/Maggio/2005 è stata inviata un’altra Equipe Medica per il Kisubi Hospital che resterà sino al 04/06/2005. I nostri Medici sono partiti portando con se strumenti chirurgici, medicinali ed attrezzature indispensabili per poter operare i piccoli malati, ma soprattutto hanno portato con se tanta volontà di salvare quanti più bambini possibile. Come è noto MCE ed AIFAVIN si sono posti l’obbiettivo di costruire un reparto di Maternità ed uno di Pediatria. Per la realizzazione del progetto occorrono 200.000 €; e si tratta di una notevole cifra ma non possiamo non tener conto che l’attuale struttura pseudo-ospedaliera oltre ad essere fatiscente è anche scarsamente igienica. Ora le puerpere ed i bambini in attesa di terapia chirurgica vengono ricoverati accanto ai malati di AIDS con conseguenze che sono facilmente immaginabili. Il progetto Hospital Kisubi è condizionato dalla necessità di sottrarre dalla morte i bambini malati che é l’assoluta priorità, se però venisse a mancare la generosità e la sensibilità necessarie, non solo sarà difficile realizzare l’Ospedale, ma non riusciremo neanche a salvare i 4.500 bambini che rappresenta il nostro vero e più importante obbiettivo.
L’Infanzia è Patrimonio dell’Umanità, non possiamo e non vogliamo neanche pensare che sia stata fatta oggetto di classificazioni, cioè, l’Infanzia del ricco nord della Terra è da proteggere e tutelare, l’Infanzia del poverissimo Sud del Pianeta è da abbandonare a se stessa. Nella sola Provincia di Kisubi ogni giorno muoiono 6 bambini, ma questi poveri sfortunati non hanno mai chiesto di essere messi al mondo in Uganda. Sappiamo che con il reparto maternità in funzione e con i 40.000 € per le rette, ogni giorno 6 bambini possono essere sottratti alla morte, per salvarne 4.500 occorrono 5.000 sottoscrizioni da 9 €, ma siamo che con l’aiuto di tutti voi, magari soltanto diffondendo l’appello, si potrà centrare
l’importante obbiettivo.
Ora tutti sappiamo che in Uganda bastano 9 € per salvare un bambino.
Ringraziando di nuovo tutti, un forte abbraccio ed un saluto fraterno.
Presidente Nazionale MCE Presidente Nazionale AIFAVIN
Rag. Giovanni Fiorentini Dott. Samuele Carosi
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LE CONDIZIONI IGIENICHE DEI REPARTI DI DEGENZA E
DELLA SALA OPERATORIA SONO MOLTO PRECARIE
QUESTO BAMBINO, OPERATO PER VOLVOLO, PERO’, CE L’HA FATTA
Si puo’ dormire solo se non si e’ visto o non si sa: ora lo sai! Perché la solidarieta’ non sia solo una parola, offri il tuo aiuto per salvare i bambini ugandesi, colpevoli soltanto di essere i poveri di questo pianeta. I progetti da attivare sono:-creazione di un fondo “9 € per una vita” per pagare la retta di degenza ai bambini che si rivolgono all’Ospedale di Kisubi: costo stimato 40.000 €, somma necessaria per salvare 4.500 bambini in due anni. Il Coordinatore Nazionale M.C.E. ed A.I. FA.VI.N. Costruzione e attrezzatura per nuovi reparti di maternità ed infanzia e un nuovo blocco operatorio: costo stimato 200.000 € Dott Maurizio Meme’. (il progetto del reparto è sui siti:
http://www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
http://www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
Il contributo può essere versato sul C.C.B. n. 000010196021 C/o la banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma Ag. di Castelferretti BCC, – Cod.: A.B.I. 08086, C.A.B. 37351, Intestato a (Movimento Cittadini Europei pro Kisubi Hospital Uganda), oppure sul C.C.B. n. 000010154488 C/o la Banca di credito cooperativo di Civitanova BCC, Cod.: A.B.I. 08491 C.A.B. 68870, (intestato a Pro Kisubi Hospital Uganda).
M.C.E. ed A.I. FA.VI.N. garantiscono il corretto utilizzo di ogni euro. A richiesta verrà rilasciata certificazione della donazione effettuata. Referente dott. Maurizio Memé, v. Friuli 7- 60100 Ancona Tel. 071200976 - 3388650219: maurmem@tin.it
L’aiuto diretto verso realtà ben identificate è il più efficace.
I risultati della sottoscrizione e il loro utilizzo verranno pubblicati sui siti
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Le Banche di Credito Cooperativo di Falconara
M.ma e di Civitanova M., sostengono il progetto
“-9- (nove) Euro per salvare una Vita”
Gli uffici di M.C.E., A.I.FA.VI.N. ed A.G.E.I.E., sono aperti dal lunedì al venerdì dalle
16.30 alle 19.00 -Tel+Fax. 071-9173482 – 9160233 per le urgenze: 339-11 68 776
349-13 72 851 - 338-86 50 219 oppure inviare E-mail: mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it - aifavin_nazionale@virgilio.it
Visitate i nostri siti, potete verificare il progetto Hospital Kisubi
http://www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
All'aperura su -HOME PAGE- troverete:
Appello alla Speranza per la Vita - Progetto Hospital Kisubi - "Diritto alla Salute"
Scheda di adesione 2005, su NEWS e su FORUM, tutte le informazioni utili.
Nel Progetto: "Diritto alla Salute per Tutti" troverete la sintesi del S. S. P. Ospedaliero
e Territoriale con i dati del monitoraggio effettuato da M.C.E. ed A.I.FA.VI.N. sul territorio nazionale nel 2004.
MCE -Movimento Cittadini Europei- (Movimento di Tutela dei Diritti
del Cittadino Consumatore Utente e Territorio)
Presidente Nazionale Rag. Giovanni Fiorentini
A.I. FA.VI.N. (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica)
Presidente Nazionale Dott. Samuele Carosi
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Sedi regionali attive:
Sede Regionale del Lazio MCE ed AIFAVIN
Presidente Regionale Dott.ssa Laura Cinotti
Via Stazione San Pietro, 57 Tel 06-63 80 336 - 333-41 03 895
e-mail: ageie@libero.it - http: www.covalori.net
Sede regionale della Toscana MCE ed AIFAVIN
Presidente regionale Arch. Patrizia Mazzoni V. Delle Belle Donne, 11 50123 Firenze
tel. +39 055 282652 mobile +39 347 3358215 e-mail patmazzoni@tiscali.it
MCE.sede.toscana@gmail.com - MCE.bio.architettura@gmail.com
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Sede regionale del Veneto M.C.E. A.I. FA.VI.N.
Presidente Regionale Prof.ssa Nadia Scardeoni via dei mille 6/A - 37126-Verona
045-8347701 - 3472542819 email: info@nadiascardeoni.com
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Sede regionale della Puglia MCE ed AIFAVIN
Presidente Dott.ssa Barbara Scarcella
via Gabriele Pepe, 13 73030 Depressa (Lecce)
fisso: 0833/771117; Mobile: 349/3028250
e-mail: barbarascarcella@libero.it
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Sede regionale delle Marche MCE ed Aifavin
Presidente Cav. Luigi Bevilacqua
V. Buoncompagno n. 1 -60 121 Ancona Tel. 071-52 788 - 071-91 60 233 -
C/o Ospedale Civile Civitanova Marche MC Tel: 0733-82 33 36 - 333-60 13 714
e-mail: movimentodircittadin@tiscali.it - mtdc@volontariatomarche.it
Sedi prossima apertura:
Umbria, Emilia-Romagna, Campania, Sicilia, Piemonte.
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15/05/05 Proposte per palinsesti RAI |
Ancona 09-05-2005
Caro Vincenzo Varagona, Preg.simi Sig.ri Relatori dell’USIGRAI, FNSI, SGM,
seri problemi di salute mi impediscono di essere presente fisicamente al VS opportuno ed importante incontro, soprattutto sono dispiaciuto perché gli argomenti in programma sono seri ed attuali, sia per quanto concerne la privatizzazione della RAI, che per la VS apprezzabile attenzione verso il Volontariato che seppur gode della consapevolezza di insostituibilità sociale da parte delle Istituzioni, dei potere politico e dell’opinione pubblica, resta pur sempre prigioniero della crescente difficoltà ad avere spazio, voce e rappresentatività che gli spetterebbe di diritto nella società.
Personalmente sono convinto che i Dirigenti della RAI -ancora potente strumento di comunicazione di massa- con i servizi in onda da lungo tempo non danno risposte adeguate alle aspettative degli abbonati telespettatori, è del tutto evidente che non sono più al passo con i tempi. E’ davvero strano che in un paese come l’Italia dove regnano del tutto indisturbate le organizzazioni specializzate nella truffa e nel raggiro a danno degli anziani e di ignari ingenui cittadini, non si sia mai pensato di inserire nei palinsesti servizi informativi mirati da trasmettere nelle fasce orarie idonee all’ascolto del pubblico maggiormente esposto al fenomeno.
Una tematica che mi sta particolarmente a cuore, è il problema delle patologie ad alto rischio. A chi come me svolge attività di volontariato nella delicata sfera Socio-Sanitaria, vede forse meglio di altri le difformità e le storture nella comunicazione e nell’informazione relative alle patologie importanti. E’ davvero incomprensibile che per le tematiche di grande rilevanza Medico-Scientifica, la RAI affidi l’informazione alle Case Farmaceutiche o a chi con queste é legato/a da forti interressi economici, è anche noto che in questi ultimi decenni i tale direzione non hanno dato la necessaria garanzia neanche alcuni Ministri alla Sanità, già molto impegnati negli affari di interesse individuale -cui si è molto occupata la cronaca-.
In riferimento a quanto sopra esposto, chiedo a Voi del Sindacato RAI che nel caso Vi sia possibile vi assumiate l’impegno di far inserire nei palinsesti servizi mirati alle impellenze Socio-Sanitarie, chiedo altresì che vengano dati giusti spazi e giusta voce a chi dedica con grande dedizione, tempo e professionalità allo scopo di dare più sicurezza e garanzia Socio-Sanitaria a questo paese. Infatti, non sfugge proprio più a nessuno il vistoso regresso relativo ad importanti settori Socio-Sanitari.
Certo del VS ottimo lavoro, saluto tutti molto cordialmente.
Il Presidente Nazionale MCE (Movimento Cittadini Europei)
Giovanni Fiorentini
Sede Nazionale Via Galilei, 4 –60015 Falconara M. (AN) Tel+Fax. 071-9173842 - 9160233
Cel.re 339-1168776 Sede Reg. Marche V. Buoncompagno 1 Ancona - mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it aifavin_nazionale@virgilio.it - redazioneilgiornalino@virgilio.it - ageie@libero.it - http://
www.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.covalori.net
Sede Sociale Nazionale C/o AGEIE Via Stazione San Pietro 57- 00165 ROMA tel.06-6380336
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30/04/05 AGGIORNAMENTO SUL RICORSO MODIFICA LEGGE 266 |
Aggiornamento sulla campagna nazionale -Ancona 30/04/2005
Riportiamo il testo dell’ultimo aggiornamento inviato venerdì dalla Consulta del Volontariato presso il Forum, con alcuni aggiornamenti ad oggi. Di seguito riportiamo anche il comunicato stampa del Forum. Moltissime sono le organizzazioni di volontariato ed altri soggetti che giornalmente stanno inviandoci adesioni alla campagna e fax alle istituzioni. Questa significativa partecipazione e la campagna di stampa realizzata in questi giorni ha portato l’argomento all’attenzione di molti. Ma serve ancora far sentire la voce del volontariato italiano, quello delle organizzazioni nazionali e quello delle piccole organizzazioni sparse nei territori che costituiscono la rete di sostegno alle comunità locali e ad una cittadinanza reale e partecipata. I prossimi giorni dal 26 aprile al 4 maggio saranno probabilmente quelli decisivi per ottenere la rinuncia da parte del Governo a legiferare per decreto sul volontariato e limitarne la sua autonomia e le risorse per il suo sviluppo. Un’ampia delegazione dei soggetti promotori della campagna ha incontrato in questi giorni gli esponenti del Governo il Ministro on. Giovanardi e il sottosegretario al welfare sen. Grazia Sestini, alcuni gruppi parlamentari UDC, Margherita, DS ed alcuni parlamentari ed in particolare senatori della commissione bilancio. A tutti sono stati esposti i documenti della campagna. I promotori della campagna hanno anche incontrato CGIL-CISL-UIL che hanno espresso condivisione e sostegno alla campagna. I temi della campagna sono stati presentati in un’affollata conferenza stampa tenutasi a Roma il 12 aprile con gli interventi di numerosi esponenti del volontariato, dei sindacati e di alcuni parlamentari. Gli esponenti del Governo hanno ribadito la loro scelta di portare il tema della riforma dell’art. 15 della legge sul volontariato nel Decreto sullo sviluppo economico approvato dal Governo lo scorso 11 marzo, da martedì 26/4 all’esame in aula al Senato, per passare poi alla camera per la definitiva conversione in legge che deve avvenire entro il 15 maggio 2005. Infatti sostengono che la riforma complessiva della legge 266/91 non riuscirà ad essere trattata in questa legislatura, in quanto il Governo ha approvato il disegno di legge soltanto il 18 marzo 2005 nonostante gli impegni assunti dal sottosegretario sen. Sestini nel novembre 2003, di portare subito la riforma in Parlamento. Il Ministro Giovanardi aveva proposto una mediazione consistente nel mantenere tutte le risorse dell’art. 15 ai CSV, vincolandoli però ad utilizzarne un 50% per sostenere progetti delle odv e progetti di servizio civile per il volontariato. Tale ipotesi manterrebbe l’autonomia e l’indirizzo del volontariato e quindi potrebbe vedere il nostro assenso; su questa ipotesi finora la sen. Sestini si espressa negativamente, riaffermando la sua scelta di destinare questa quota del fondo dell’1/15° ai Comitati di Gestione, riducendo la titolarità del volontariato. Il nuovo Governo Berlusconi molto probabilmente cercherà di convertire in legge il decreto sulla competitività, arricchito dagli emendamenti risultanti dal confronto in Commissione e in aula al Senato. Il governo, dopo la fiducia che otterrà mercoledì alle Camera e giovedì al Senato, approverà in un Consiglio dei ministri (probabilmente venerdì ) il maxi-emendamento, che sarà posto in votazione, probabilmente con voto di fiducia, martedì 3 maggio, per poi passare alla Camera che dovrà approvare il decreto senza cambiare nulla in quanto non è tecnicamente possibile un ritorno al Senato entro la scadenza del 15 maggio. Si allega un'informativa che è stata inviata oggi a tutti i Senatori. Invitiamo tutti i CSV a farla avere ai Senatori con cui si sia in rapporti; eventulmente anche ai deputati particolarmente interessati. Riteniamo quindi che la campagna debba continuare per comunicare a Governo e Parlamento la ferma contrarietà del Volontariato italiano a queste scelte nel metodo e nel contenuto. Questa pressione potrebbe portare al ritiro degli emendamenti che inseriscono nel Decreto sullo sviluppo economico la riforma dell’art. 15 della legge 266/91, oppure al loro sostanziale cambiamento rimettendo interamente la titolarità dell’intero fondo dell’1/15° al volontariato attraverso i CSV, espressioni di esso. Solo così il volontariato potrà continuare ad essere soggetto e non oggetto dell’intervento e attore del suo sviluppo. Ricordiamo che tale proposta potrebbe da subito sostenere e diffondere le sperimentazioni in atto in diverse regioni dove già i CSV in accordo con i Comitati di Gestione intervengono anche nel sostegno ai progetti del volontariato. Il contributo di ciascuno e di tutti alla campagna, soprattutto delle centinaia di piccole organizzazioni che continuano ad aderire testimonia che questa campagna e questi contenuti non sono solo delle grandi associazioni o del Forum del Terzo settore, ma di tutti. Invitiamo quindi ciascuno di voi di continuare a farsi parte attiva in ogni modo e soprattutto inviando a noi adesioni e alle istituzioni i fax di protesta, soprattutto nei primissimi giorni di settimana prossima. Ma soprattutto vi chiediamo di partecipare e diffondere l’invito a partecipare all’appuntamento del volontariato italiano che si svolgerà a Padova sabato 7 maggio dalle 14.30 alle 18.00 presso Civitas 2005 ( Padova Fiere - Sala 5B a sostegno alla campagna, di cui alleghiamo il programma. Ricordiamoci che oggi è molto significativo ed efficace dare l’immagine di un volontariato fermo, unito e propositivo, anche attraverso la presenza simbolica e di contenuto a manifestazioni unitarie. Vi chiediamo quindi di partecipare numerosi agli appuntamenti e di favorire la partecipazione di molti. Ringraziandovi ancora una volta per il già significativo impegno svolto e quanto farete nei prossimi giorni vi saluto cordialmente a nome dei promotori della campagna. FORUM PERMANENTE DEL TERZO SETTORE CONSULTA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO MODIFICHE ALLA 266/91 NEL DECRETO LEGGE SULLA COMPETITIVITA’:PROSEGUA IL CONFRONTO CON IL MONDO DEL VOLONTARIATO Domani 26 aprile al Senato inizia la discussione del decreto legge sullo sviluppo economico (competitività) durante la quale il Governo intende presentare un maxi emendamento con sostanziali modifiche alla legge 266/91 (volontariato), in particolare sull’uso delle risorse destinate al volontariato attraverso i centri di servizio. Modifiche avversate dall’intero mondo del volontariato che, tramite la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum permanente del Terzo settore insieme a Associazione ONG Italiane, CONVOL, Evan, Fivol, MoVI, Società di S. Vincenzo de’ Paoli, UniTS, CSV.net (coordinamento nazionale Centri di Servizio per il volontariato) ha promosso la campagna “Il Governo non cambi la legge sul volontariato per decreto e non ne limiti autonomia e risorse”. Una campagna che ha visto il Forum Nazionale del Terzo Settore impegnato attivamente con i suoi portavoce e con tutto il suo sistema di rappresentanza. In pochi giorni sono giunte oltre 3.000 adesioni, soprattutto dalle piccole organizzazioni di volontariato presenti nelle comunità locali di quasi tutte province italiane. Anche altri soggetti hanno appoggiato i contenuti della campagna o comunque espresso preoccupazione per la mancanza di un percorso partecipato e condiviso: tra di essi Cgil, Cisl e Uil, presidenti e assessori regionali alle politiche sociali, province, comuni, rappresentanti del volontariato nei Comitati di Gestione, il presidente del Comitato di Gestione del Veneto, Caritas Italiana.E’ stata chiesta una convocazione urgente della conferenza Stato-Regioni (viste le competenze legislative delle regioni in materia) ed anche una dell’Osservatorio nazionale del Volontariato. Tutti segnali chiari di quanto il tema sia importante e partecipato e di quanto siano forti le preoccupazioni. Noi riteniamo imprescindibili:• la necessità di un percorso parlamentare partecipato per la riforma della legge sul volontariato evitando di approvarne una parte con un decreto legge non condiviso e discusso; stralciando questo articolo dal decreto e individuando un percorso certo per la riforma della 266; • la necessità di tutelare e promuovere l’autonomia del volontariato, non solo come oggetto di risorse, ma soprattutto soggetto che sceglie, decide e governa le risorse e quindi gli strumenti per il suo sviluppo; • non dimezzare le risorse date al volontariato attraverso i centri di servizio per il volontariato, ma piuttosto meglio distribuire le risorse in modo equo in tutto il territorio italiano. Noi crediamo che si debbano valorizzare le esperienze presenti in molte regioni dove i CSV, con il controllo dei Comitati di Gestione e attraverso meccanismi trasparenti ed esterni, sostengono attività e progetti delle organizzazioni di volontariato unendo servizi e risorse. Così sono stati spesi 11 milioni di euro nel 2003 pari al 25% di quanto erogato ai CSV. E’ importante sottolineare che le risorse oggi bloccate non sono quelle presso i CSV, che hanno speso più del 92% dei fondi a loro erogati, ma quelle bloccate presso le fondazioni pari al 65% di quanto l’art. 15 prevedeva che fossero trasferite ai CSV. Le organizzazioni di volontariato di qualsiasi dimensione intendono continuare ad utilizzare e governare i CSV come strumento per sostenere il loro sviluppo, per continuare a ricevere formazione (30.000 ore per quasi 50.000 volontari), promozione (2.000 iniziative), orientamento e consulenza per essere e fare meglio volontariato (50.000 prestazioni di orientamento, consulenza accompagnamento), aiuto per intercettare nuove risorse e nuovi volontari e così continuare a svolgere il proprio servizio alla comunità e tutelare i diritti delle persone più deboli. La proposta del Governo va in direzione diversa: la titolarità del 50% dei fondi destinati ai CSV per il volontariato dall’art. 15 della legge 266/91 verrebbe spostata ai Comitati di Gestione dove il volontariato è in minoranza (4 consiglieri su 15) e che sono in pratica governati dalle fondazioni di origine bancaria (8 consiglieri su 15) Ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo ed attendiamo segnali da Governo e Parlamento sulle forme concrete di attuazione anche sulla base di quanto da noi proposto negli incontri dei giorni passati. Alla Consulta Nazionale del Volontariato aderiscono : ActionAid International, ANPAS, ANTEAS, ARCI, AUSER, AVIS, Cesiav, Comitato nazionale per il telefono azzurro, Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia, CNV – Centro nazionale volontariato, Feder-Italia, FOCSIV, Legambiente, Seniores Italia)
Gli uffici di M.C.E., A.I.FA.VI.N. ed A.G.E.I.E., sono aperti dal lunedì al venerdì dalle
16.30 alle 19.00 -Tel. + Fax. 071-91 73 482, 91 60 233 - per le urgenze: 339-11 68 776,
o inviare E-mail: mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it - redazioneilgiornalino@virgilio.it
Visitate i nostri siti, potete verificare anche il progetto Hospital Kisubi
http://www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
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All'aperura su -HOME PAGE- troverete:
Appello alla Speranza per la Vita - Progetto Hospital Kisubi - "Diritto alla Salute"
Scheda di adesione 2005, su NEWS e su FORUM, tutte le informazioni utili. Nel Progetto:
"Diritto alla Salute per Tutti" troverete la sintesi del S. S. P. Ospedaliero e Territoriale con i
dati del monitoraggio effettuato da M.C.E. ed A.I.FA.VI.N. sul territorio nazionale nel 2004.
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29/04/05 LETTERA AL PRESIDENTE NAZIONALE ANCI |
Ancona Li 22-04-2005
Alla C.A. del Sig. Presidente Nazionale ANCI
Dott. Leonardo DOMINICI
e.p.c. Alla C.A. dei Presidenti Regionali ANCI
Prot. 46/GF/04 del 22-04-2005-04-20
Oggetto: annotazione d’inosservanza della Legge 241/90 dagli Enti Locali.
Preg.ssimo Sig. Presidente Nazionale ANCI Dott. Leonardo Dominici,
le Associazioni di Volontariato nello svolgere l’attività non profit, incontrano nuove e più pesanti difficoltà economiche, aggravate dalle restrizioni inerenti alla Legge 266/91. Per lo svolgimento della propria attività Dirigenti e soci sono costretti ad autofinanziarsi; alla difficile situazione si aggiungono inoltre le difficoltà di carattere burocratico, come ad es. l’inosservanza della Legge 241/90 da parte degli Enti Locali.
Il Volontariato sociale, ha vitale bisogno di snellimento delle pratiche che per competenza vengono istruite dagli Enti Locali: accade invece che per le richieste, come per le istanze e le pratiche amministrative necessarie per svolgere l’attività, nonostante i tanti solleciti il riscontro si ha dopo molti mesi, a volte non si ha affatto.
Quando le Istituzioni e gli Enti Locali non rispondono in tempo debito diventa difficile operare per tutte le Associazioni. Nel caso in cui a non ottenere le risposte sono le Associazioni il cui impegno prioritario è quello delle iniziative di beneficenza, come nella fattispecie per MCE ed AIFAVIN, oltre a renderne difficile l’attività si arrecano notevoli danni diretti ed indiretti, demotivando anche quanti sono disposti a lavorare gratuitamente al servizio dei cittadini bisognosi. Se è inopinabile (come viene affermato da tutti e pubblicamente) che l’attività del Volontariato è insostituibile, invece di favorirne l’attività con incentivi, come sarebbe opportuno fare, gli si stanno creando ulteriori difficoltà. Tutto ciò non è davvero incoraggiante per il Volontariato.
Con la presente chiedo alla S.V. Illustrissima di intervenire sui Sindaci, affinché gli uffici competenti in materia si attengano alle disposizioni della Legge 241/1990, onde evitare dispendiosi ricorsi al TAR.
Nel ringraziarLa, La saluto molto cordialmente.
Il Presidente Nazionale MCE
Rag. Giovanni Fiorentini
Sede Legale Nazionale V. Galilei, 4 – 60015 Falconara M. (AN) Tel+Fax. 071-9173842 - 9160233
Cel.re 339-1168776 Sede Reg. Marche V. Buoncompagno 1 Ancona - mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it aifavin_nazionale@virgilio.it - servizio_conciliazione@tin.it - ageie@libero.it - http://
www.volontariatomarche.it/aifavin.htm - www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.covalori.net
Sede Sociale Nazionale C/o AGEIE V. Stazione S.Pietro 57- 00165 ROMA tel.06-6380336
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24/04/05 ISTANZA AL PRESIDENTE NAZIONALE ANCI |
Ancona 22-04-2005
………………………………..Li…………………..
Alla C.A. del Sig. Presidente Nazionale ANCI
Dott. Leonardo DOMINICI
e.p.c. Alla C.A. dei Presidenti Regionali ANCI
Prot. 46/GF/04 del 22-04-2005-04-20
Oggetto: annotazione d’inosservanza della Legge 241/90 dagli Enti Locali.
Preg.ssimo Sig. Presidente Nazionale ANCI Dott. Leonardo Dominici,
le Associazioni di Volontariato nello svolgere l’attività non profit, incontrano nuove e più pesanti difficoltà economiche, aggravate dalle restrizioni inerenti alla Legge 266/91. Per lo svolgimento della propria attività Dirigenti e soci sono costretti ad autofinanziarsi; alla difficile situazione si aggiungono inoltre le difficoltà di carattere burocratico, come ad es. l’inosservanza della Legge 241/90 da parte degli Enti Locali.
Il Volontariato sociale, ha vitale bisogno di snellimento delle pratiche che per competenza vengono istruite dagli Enti Locali: accade invece che per le richieste, come per le istanze e le pratiche amministrative necessarie per svolgere l’attività, nonostante i tanti solleciti il riscontro si ha dopo molti mesi, a volte non si ha affatto.
Quando le Istituzioni e gli Enti Locali non rispondono in tempo debito diventa difficile operare per tutte le Associazioni. Nel caso in cui a non ottenere le risposte sono le Associazioni il cui impegno prioritario è quello delle iniziative di beneficenza, come nella fattispecie MCE ed AIFAVIN, oltre a renderne difficile l’attività si arrecano danni diretti ed indiretti, demotivando così quanti sono disposti a lavorare gratuitamente al servizio dei cittadini bisognosi. Se è inopinabile che l’attività del Volontariato è insostituibile, invece di favorirne l’attività con incentivi, come sarebbe opportuno fare, gli si stanno creando ulteriori difficoltà. Tutto ciò non è davvero incoraggiante per il Volontariato.
Con la presente chiedo alla S.V. Illustrissima di intervenire sui Sindaci, affinché gli uffici competenti in materia si attengano alle disposizioni della Legge 241/1990, onde evitare i ricorsi ai TAR.
Nel ringraziarLa, La saluto molto cordialmente.
Il Presidente Nazionale MCE
Rag. Giovanni Fiorentini
Sede Legale Nazionale V. Galilei, 4 – 60015 Falconara M. (AN) Tel+Fax. 071-9173842 - 9160233
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11/04/05 IL VOLONTARIATO RISCHIA DI CHIUDERE |
Ancona Li. 10/APRILE/2005
Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della
Repubblica Italiana (fax 06.46993125)
On. Pier Ferdinando Casini, Presidente
Camera dei Deputati (fax 06.6789139 – 06.67603522 )
aOn. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri (fax 06.66791131–67793067–6794569 )
Questa organizzazione esprime la propria ferma contrarietà all’intenzione del Governo di cambiare la legge sul volontariato con due percorsi separati ed utilizzando il Decreto Legge sullo sviluppo dell’economia e sulla competitività, prevedendo anche l’utilizzo del voto di fiducia, violando gli accordi per un dibattito parlamentare assunti dal Governo con l’Osservatorio nazionale del volontariato, che derivavano dall’autoconvocazione del 20 aprile 2002 e dalla IV Conferenza nazionale del Volontariato dell’ottobre 2002. Denuncia come inaccettabile metodo e contesto di questa riforma della legge sul volontariato, attività a valenza non commerciale e gratuita per principio e definizione.
Chiede un percorso parlamentare, partecipato e unitario per la riforma della legge. Un percorso che possa coinvolgere il volontariato e tutti suoi interlocutori come il terzo settore, le istituzioni, le fondazioni di origine bancaria, il mondo del profit, le forze politiche.
Chiede che l’art. 17 del disegno di legge “Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale” che riguarda solo una parte della legge 266/91 (Centri di Servizio) sia stralciato e reinserito nel disegno di legge di riforma complessivo sul volontariato, approvato dal Governo il 18.3.05.
Intende il volontariato come soggetto che interpreta l’autonoma iniziativa dei cittadini per l’interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà, riconosciuta dalla Costituzione nell’art. 118 ed espressione dell’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà indicato nell’art. 2 della Costituzione. L’autonomia nella corresponsabilità deve guidare la riforma della legge 266/91 e quindi chiede che:
· nell’art. 1 della Legge 266/91 si cancelli il vincolo sulle finalità che le riconduce a quelle individuate dalle istituzioni, semmai sostituito da quello dell’interesse generale e dai doveri di solidarietà;
· le risorse destinate dall’art. 15 al volontariato attraverso i Centri di Servizio per il volontariato e provenienti per legge dalle fondazioni di origine bancaria continuino a costituire un presupposto per lo sviluppo autonomo del volontariato e quindi chiede:
· di precisare il meccanismo di calcolo dell’1/15° che eviti il dimezzamento introdotto con l’Atto di Indirizzo del Ministero del Tesoro nell’aprile 2001;
· di non assegnare una parte rilevante dei fondi ai Comitati di Gestione, dove il volontariato è in minoranza, e ai quali è affidato un ruolo di istituzione e controllo dei CSV e non di indirizzo o di gestione diretta delle azioni di sostegno al volontariato, creando una sovrapposizione tra il ruolo di controllo e quello di azione;
· di riconoscere e valorizzare la sperimentazione in atto in diverse regioni dove una parte dei fondi è utilizzata per abbinare ai servizi il sostegno ai progetti delle organizzazioni di volontariato, individuati da percorsi inseriti nell’attività e nella titolarità dei CSV, con accordi di collaborazione con Fondazioni di origine bancaria, Istituzioni e Comitati di Gestione, e attraverso strumenti di garanzia condivisi;
Afferma che il servizio civile è uno strumento di cittadinanza attiva al quale deve avere accesso il più alto numero di giovani possibile e deve essere finanziato senza sottrarre risorse già gestite per legge dal mondo del volontariato.
Si sottolinea che l’attuazione della proposta del Governo e dell’Atto di indirizzo del Ministero dell’Economia del 2001 taglierebbe del 75% le risorse per i CSV portandoli alla chiusura dei Centri di Servizio. Vogliamo invece che tali realtà continuino a operare per mantenere il loro concreto contributo alla crescita e allo sviluppo del volontariato italiano e della realtà sociale in cui opera.
Infine chiede al Governo, ai Presidenti delle Camere e delle Commissioni Parlamentari di merito, a tutti i gruppi parlamentari di accogliere la richiesta di colloquio delle rappresentanze nazionali del volontariato.
Distinti saluti.
Il presidente nazionale
Giovanni Fiorentini
-E’ UN MESSAGGIO RICEVUTO CHE RIDIFFONDIAMO-:
invita i tuoi contatti a non accettare tasilia@hotmail.com!!!: e' un virus per formattare il computer, se uno dei tuoi contatti lo prende, sarai toccato anche tu!
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25/03/05 COMUNICATO STAMPA PER PROGETTO |
COMUNICATO STAMPA
Il 21/03/2005 é sbarcata in Italia, l'Amministratrice dell'Ospedalel Our Lady Of Consolata "Kisubi Uganda la Reverenda Madre Suor Kristine Kizza", allo scopo di sollecitare quegli aiuti di cui: M.C.E. (Movimento Cittadini Europei), A.I.FA.VI.N. (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patplogia Neoplastica) ed A.G.E.I.E. (Associazione Giuristi Economisti d'Impresa Europei - Consultant & Paralegal/Consulti et Peritus) , si sono già fatti interpreti diffondendo un comunicato "appello alla speranza per la vita", il "progetto" di un nuovo reparto di maternità, inserendolo tra i propri progetti di beneficenza già programmati per l'anno in corso, nonché una campagna di sottoscrizione a favore del Kisubi Hospital.
La Reverenda Madre Kizza si tratterrà in Italia fino al 16 aprile, incontrerà i Presidenti ed i Dirigenti nazionali di MCE, AIFAVIN ed AGEIE per programmare la gestione del progetto Kisubi Hospital, sia per la raccolta di risorse economiche dall'Italia e dall'Europa -l'amministrazione della quale é già stata affidata all Dott.ssa Roberta Prete-, sia per la realizzazione del reparto pediatrico di Kisubi in Uganda.
Il 23/03/U.S. la Reverenda Madre Kizza, accompagnata dal Coordinatore Nazionale di M.C.E. dott. Maurizio Memé ha incontrato il vescovo di Ancona, il Vice -Presidente della Regione Marche e la Stampa; ha illustrato la gravissima situazione sanitaria del Suo paese Uganda, dove migliaia di bambini muoiono perché non hanno mezzi economici per accedere alle cure ospedaliere, in quanto gli ospedali destinati ai poveri che praticano rette accessibili versano nel più assoluto degrado. Il Vescovo di Ancona si é impegnato a prendere in considerazione la richiesta, compatibilmente con impegni già presi per realtà analoghe del 3°mondo; anche il vice -Presidente della Regione ha preso in considerazione la questione ed ha reso possibile un primo contatto con il Ministero degli Affari Esteri, manifestando la propria disponibilità a continuare a fornire il suo aiuto anche sotto questo aspetto.
Molto cordialmente, il Presidente ed il Coordinatore Nazionale MCE
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Se ricevete un messaggio "hai ricevuto una cartolina -clicca quì"-, eliminatelo, può costare dai 4 ai 6
Euro, per cliccata si memorizza e rimane invisibile, ad ogni apertura del computer scatta la truffa.
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a Invitiamo i gentili lettori ad iscriversi a MCE ed AIFAVIN, più saremo
e più conteremo e più facile sarà ottenere il rispetto dei nostri diritti.
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Nei nostri siti troverete la stesura del Progetto-: "Diritto alla Salute per Tutti" con la sintesi dei dati relativi al Servizio Sanitario Pubblico Ospedaliero e Territoriale, rilevati attraverso un'indagine conoscitiva effettuata da M.C.E. ed A.I.FA.VI.N. lo scorso 2004 sul territorio nazionale.
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22/03/05 CONSIDERAZIONI SULL'INCONTRO FRA VOLONTARIATO E CANDIDATI |
CONSIDERAZIONI OGGETTIVE SULL'INCONTRO
Preg.ssimi Sig.ri Candidati al Governo della Regione Marche,
Noi di M.C..E, A.I.FA.VI.N. ed A.G.E.I.E., sentiamo il dovere di ringraziare quanti hanno partecipato all'incontro di ieri 19 C.M., ringraziamo anche i candidati che per ragioni del tutto comprensibili, non hanno potuto essere presenti fisicamente all'incontro, ma che per posta elettronica ed a mezzo fax hanno voluto partecipare egualmente inviando interessanti e lusinghieri messaggi e lunghe lettere.
Ovviamente nessuno di noi si aspettava che in prossimità della scadenza elettorale fossero fisicamente presenti tutti i candidati, dobbiamo dire invece che siamo stati finanche sorpresi di incontrare numerosi candidati e la maggior parte dei candidati a Presidenti, alcuni magari passati a portare soltanto il proprio saluto, pertanto assicuriamo quanti non hanno potuto partecipare all'incontro che sono pienamente giustificati, soprattutto perché i calendari della campagna elettorale già formulati, erano ormai impossibili da modificare, per altri la propria posizione geografica con la sede dell'incontro, li separava una distanza chilometrica difficilmente colmabile.
Ci preme informarVi che nella mattinata del 19/03/05 si é anche svolta la riunione della Consulta regionale per il volontariato delle Marche. Dopo un lungo dibattito é stato approvato un documento che verrà sottoposto, sia al nuovo Governo che al nuovo Consiglio regionale delle Marche non appena insediati. Vi comunichiamo inoltre che anche le tre Associazioni promotrici dell'incontro con i Candidati, formulerà un proprio documento sulla base di quanto é emerso dall'incontro del 19 e dalle numerose note di sostegno e di partecipazione pervenuteci, che in sostanza non sarà molto diverso da quello della Consulta, che ha avuto anche la nostra piena approvazione.
Noi di M.C..E, A.I. FA.VI.N. ed A.G.E.I.E., ci auspichiamo che con il nuovo Governo ed il nuovo Consiglio regionale delle Marche, si instauri un rapporto di dialogo e confronto più costruttivi che nel passato, cioé, che venga concessa più partecipazione al Volontariato nelle decisione concernenti le politiche sociali, speriamo, cioé, che coloro i quali governeranno la nostra Regione per i prossimi 5 anni, sappiano cogliere l'oggettiva utilità e l'insostituibilità sociale del Terzo Settore in generale e del Volontariato Sociale in particolare, che ciò avvenga nella più ampia chiarezza dei diversi ruoli ed impedendo ogni genere di interferenza e di prevaricazioni da qualunque parte tentino di presentarsi.
Un sincero e cordiale saluto.
Il Presidente Nazionale MCE
Giovanni Fiorentini
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22/03/05 INCONTRO TRA VOLONTARIATO E POLITICI |
Relazione di Giovanni Fiorentini
Non più antagonisti ma protagonisti
In più di 30 anni di Volontariato si acquisiscono esperienze e di vario genere; si imparano a conoscere le persone anche le più problematiche, si comprendono le priorità sociali, i bisogni, le esigenze della gente, ma soprattutto si impara a capire quali possano essere le soluzioni per evitare quei tanti drammi quotidiani, piccoli e grandi.
E’ per questo che i nostri organi rappresentativi hanno deciso di incontrare voi candidati al Governo della Regione Marche, e ciò non solo nell’interesse di coloro che tentiamo di aiutare con il Volontariato di utilità sociale, ma anche nell’interesse generale e collettivo del buon funzionamento delle amministrazioni territoriali cui l’obiettivo che vi prefiggete di raggiungere.
Né Governo centrale, né Governi territoriali, possono pensare di fare a meno del supporto del terzo settore, poichè noi del Volontariato da sempre rappresentiamo la “bombola di ossigeno”per le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione, che sempre più frequentemente si trovano a non avere sufficiente mezzi e capacità per affrontare le mille difficoltà di una società in continua evoluzione.
Noi di MCE, AIFAVIN ed AGEIE come altre Associazioni e Movimenti, impegnati seriamente e del tutto disinteressatamente a svolgere attività di Tutela dei Diritti dei Cittadini Utenti e Consumatori, come è sempre stato nel passato, continueremo ad essere animati dall’indispensabile spirito di altruismo e di solidarietà.
Ma esigiamo che siano tolti dal nostro già difficile percorso
operativo, gli inutili tecnicismi e le aberrazioni della burocrazia.
Non si vuole con ciò interferire né tanto meno sostituirsi agli Organi istituzionali ed agli Amministratori pubblici,ma ci si auspica, nell’interesse della cittadinanza, di instaurare un dialogo sereno e collaborativo con chi ha l’onore e l’”onere” di decidere sulle scelte di carattere sociale e di interesse collettivo e generale.
Chiediamo a chi otterrà il mandato per governare questa Regione, ma anche a chi avrà il compito di controllare dall’opposizione, di vagliare attentamente l’utilità sociale del Volontariato,senza inutili e demagogiche parole, ma con fatti. Chiediamo al futuro Governo, che al Terzo Settore venga ufficialmente riconosciuto il vero ruolo cui riveste, ossia, quello della Tutele e della salvaguardia dei Diritti del Cittadino.
E perché ciò possa avvenire è indispensabile che il nuovo esecutivo della Regione Marche dischiuda le porte del palazzo, al fine di concederci la possibilità di indicare le priorità, i bisogni e le esigenze dei marchigiani contribuenti - nella circostanza anche elettori.
Il mondo del Volontariato deve per il futuro contare
di più sulle scelte di Politica Sociale.
Una delle possibili soluzioni, onde consentire ai governi territoriali di avere un unico contraddittore in campo di volontariato,è quella di dar corpo al progetto delle Comunità del Volontariato: riunire cioè in un unico organismo le Associazioni e Movimenti omogenei presenti sul territorio regionale.
Non sarà più la singola Associazione ad interloquire con le Istituzioni e gli Enti, ma un organo, terzo e rappresentativo delle varie associazioni, che oltre a sollevare di fronte alle competenti istituzioni le problematiche sociali, avrà anche il primario e fondamentale compito, con la forza delle idee e del disinteresse, di trovare le soluzioni che verranno prospettate direttamente agli organi dello stato.
Non più antagonisti, ma protagonisti!
In conclusione, non è più accettabile che le Regione, le Province, i Comuni ed i loro Presidenti e Sindaci non rispondano mai alle istanze dei cittadini e di chi li rappresenta, come risultano incomprensibili i rifiuti alle richieste di utilizzo di strutture pubbliche per realizzare iniziative per beneficenza.
Rammentiamo le leggi 59 e 127 del 1997 -dette Leggi Bassanini- nate per la esemplificazione amministrativa degli Enti Locali e della Pubblica Amministrazione in generale, troppo spesso disattese o addirittura misconosciute. Chi ha scelto di dedicare il proprio tempo libero alla solidarietà ed al sostegno di chi ne ha veramente bisogno, troppo spesso per l’inadeguatezza e l’assenza delle strutture dello stato, non può e non deve esser considerato un nemico, quanto meno si aspetta di essere configurato in conformità alle Leggi vigenti 266/del 11/08/1991– 281 del 30/07/1998 e 383 del 18/12/2001, cioé, in relazione ai diritti ed ai doveri attribuiti al Volontariato, nonché quegli spazi e quei valore sociale sulla base dei quali sono state formulate le Leggi in oggetto.
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18/03/05 Il Progetto ''DIRITTO ALLA SALUTE PER TUTTI'' é APPRDATO ANCHE IN AMERICA LATINA |
Il Progetto "Diritto alla Salute per Tutti"
di MCE ed AIFAVIN é approdato anche in America Latina.
La tesi MCE ed AIFAVIN su Prevenzione e Diagnosi Precoce, è stata presentata
IN PATAGONIA: PREVENZIONE PRIMA, ORA!!! STRATEGIE PER LA PREVENZIONE-
-dal premio ASCO Prof. Aldige, testo pubblicato in Argentina il 10/02/2005-
-Il testo viene diffuso tradotto in italiano a ½ YAHOO ITALIA-
Original Message -----
From: Dra. Aiello / Dr. Cimerilli
To: mtdc.sanita.marche@virgilio.it
Sent: Monday, February 14, 2005 2:43 AM
Subject: Fw: PREVENZIONE PRIMA, ORA!!! (PREVENTION FIRST, NOW !!!)
Caro dott. ALDIGE... Carolyn...congratulazioni per il
Recente premio ASCO sulla prevenzione del cancro
Commentatore: James Turner, J.D. Session: Su3; 13 giugno 1999, DOTT.ALDIGE di tradotta di lettera di della di destinatari CARO...Congratulazioni della Carolyn... per il premio recente di ASCO sulla prevenzione del cancer (aveva luogo circa tempo! ) vedete, M.C.E. ed A.I. FA.VI.N. sono organizzazioni recentemente generate in Italia, indirizzate specialmente alla prevenzione del cancro, PIUTTOSTO CHE ODIERNO "CANCRO TREATMENT-WAR CONTRO CANCRO", ecc. Sono un gruppo di quella gente e sembrato a me molto gradevole re-mail a loro il vostro 'articolo 99 qui... I creatori di mce ED Aifavin sono entrambi dalle istituzioni non-mediche (il sig. Fiorentini Giovanni, ha perso una figlia, la moglie di Carosi, per cancro. Ha lasciato loro un bambino di soli 2 anni) e parecchi colleghi (Samuele Carosi, M.D. ed altri). Il sig. Fiorentini ha scritto una lettera personale piuttosto dura al Parlamento italiano, facente pressione per più fondi monetari per ricerca sulla PREVENZIONE E sull'INDIVIDUAZIONE TEMPESTIVA, piuttosto che per la malattia avanzata treatments/evaluation/follow in su... Inoltre, JAMA ha pubblicato recentemente che "il cancro passa la malattia di cuore come assassino di numero uno..." I mezzi (i tempi de New York, ecc.), inoltre hanno dato la diffusione ampia a questa... Quale, mentre riunisco, può essere la stessa edizione in molti paesi dei paesi occidental 'sviluppati '. Per quanto riguarda a me, sono un oncologo conosciuto in Argentina Patagonia; funzionando qui dal 1980, quando ho ritornato dall'istituto del W.W. Cross Cancer a Edmonton, Alta, Canada. La mia moglie è inoltre un medico - Endocrinologist- bene, ms Carolyn, il Dott. Aldigé, vorrei molto restare in contatto con il vostro fondamento; dopo 25 anni sull'oncologia medica, mi rendo conto facilmente che nella cosiddetta "guerra contro il cancer" ci è inoltre "un commercio del cancer..." Credo dato che molti anni fa che cosa immagino per chiamare "la DIPLOMAZIA CONTRO CANCRO" - la PREVENZIONE primaria & secondaria è 'le armi 'reali - e più poco costoso e... stealth -, contro queste malattie denominate... CANCRO. RIGUARDI GENTILI, Ana-Tulio Cimerilli, General Roca, Negro De Rio, Patagonia, ARGENTINA.
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Messaggio Originale Da: Dra. Aiello/Dott. Cimerilli To: aifavin trasmesso: Lunedì, 24 Gennaio 2005 Oggetto Di 8:45 Pm: PREVENZIONE PRIMA, ORA!!! STRATEGIE PER LA PREVENZIONE | Più Home Page Di |Conference Delle Trascrizioni | Essere vivente Del Presentatore | Home Page di CMBM | Presentatori: Carolyn Aldige, Bezold Clemente, Ph.D., Rifugi Davis, Ph.D. Commentator Di Devra: James Turner, J.D. Session: Su3; 13 giugno 1999
I. Estratto
Questa sessione ha esplorato il concetto della prevenzione del cancro dare la priorità come obiettivo primario della politica di sanità. Il primo altoparlante, Carolyn Aldige, spoke circa il fondamento di ricerca sul cancro di desiderio dell'America assicurare controllo di qualità in obiettivi e pubblicazioni di ricerca sul cancro. I rifugi Davis, Ph.D. di Devra, allora hanno discusso l'importanza di indagine continuata sui fattori di rischio ambientali per cancro. Blezold clemente, Ph.D., ha continuato ad esplorare le possibilità per la prevenzione del cancro da una prospettiva futurist. Lo ha suggerito gli avanzamenti previsti positivi numerosi per il prossimo futuro ed ha citato l'uguaglianza di distribuzione e di accesso come una di future edizioni più importanti. Per concludere, James Turner ha concluso la sessione con una discussione dell'importanza della riforma di politica pubblica negli avanzamenti regolanti di salute.
II. Commentatore: James Turner, J.D. Session: Su3; 13 giugno 1999 con la ricchezza straordinaria delle informazioni disponibile interessando la ricerca sul cancro e dei risultati di ricerca, è abbastanza difficile da decifrare i buoni risultati dal Male. Nell'interesse di chiarezza e della traduzione, il fondamento di ricerca sul cancro si sforza delucidare gli studi utili, finanzia a quegli studi utili ed infine assicura che la traduzione dei risultati scientifici è efficace ed accessibile.
La ms Aldige ha entrato in una lista dettagliata degli studi che attualmente stanno costituendi un fondo per dal fondamento. Poichè il cancro è così malattia distruttiva, una quantità tremenda di ricerca entra in un certo numero di categorie. Questi tipi di ricerche includono: indagini sulle possibilità preventive dietetiche, sui interventions che mio terapeutici, sui interventions ormonali, sulle anomalie del gene, sull'accelerazione possibile di immunità umana naturale e sull'individuazione tempestiva aumentata degli indicatori di malattia. Il fondamento del cancer attualmente sta sostenendo un certo numero di studi in ciascuna di queste zone messe a fuoco sulla prevenzione, che sono elencate più dettagliatamente a www.preventcancer.org.
Questi campi di ricerca sono simili nel loro tentativo di delineare i metodi complessi della prevenzione. Il fondamento del cancer mette non soltanto la considerazione attenta in cui si proietta sostenere, ma inoltre assicura che tutti i progetti forniscono la prova notevole per convalidare i loro reclami.
Carolyn Aldige, fondamento di ricerca sul cancro dell'America Carolyn Aldige ha ricapitolato gli obiettivi dei presentatori: Carolyn Aldige, Bezold Clemente, Ph.D., Rifugi Davis, Ph.D Di Devra. Lee Davis, Ph.D. Facendo così, un progetto può ottenere la spinta che deve guadagnare il supporto dalle fonti con i più grandi importi per dare. Ancora, il fondamento tenta di migliorare le fonti del finanziatore specifico con i progetti a cui possono specificamente essere interessate. Per esempio, il fondamento può collegare un finanziatore con una storia di famiglia forte del cancro polmonare relativo non fumante con un progetto che studia quel tipo di malattia specifico, di modo che il sostenitore riterrà collegato personalmente. Per concludere, la ms Aldige ha discusso il desiderio del fondamento istruire con successo il pubblico mentre impediva il miscommunication delle informazioni importanti. In primo luogo, è vitale, tuttavia molto difficile, per la comunicazione fra il mondo scientifico ed il pubblico riesca controllato e. Spesso, "una cura di miracolo" diventerà pubblica senza supporto scientifico, che può generare facilmente le speranze false. Il fondamento si sforza impedire la diffusione delle informazioni senza supporto scientifico valido.
Secondariamente, il fondamento sostiene i vari programmi di formazione, compreso i progetti della scuola elementare, per insegnare i bambini prendere le decisioni sane di lifestyle ad un'età giovane. Il fondamento inoltre si sforza divulg e fornire ugualmente sia la formazione che i trattamenti a tutte le popolazioni. Una volta che lo ha identificato i progetti utili, in termini di sia costituire un fondo per che risultati, è giusto come importante che le informazioni sono sparse con successo a tutta la gente.
III. Rifugi Davis, Ph.D., Istituto Di Devra Delle Risorse Del Mondo.
Devra Davis, Ph.D., dell'istituto delle risorse del mondo ha discusso i vari fattori di rischio ambientali di cancro, specificamente quando la prova conclusiva non è disponibile. Ha precisato la contraddizione proposta dallo studio sui fattori di rischio contro i trattamenti della droga. Nel caso dei trattamenti della droga, uno studio animale può fornire la prova sufficiente per uso umano; ma nei fattori di rischio di studio, uno studio animale è insufficiente. Questa contraddizione non ha il significato, tenendo conto della severità dei riskfactors possibili che non sono eliminati da un ambiente. I fattori di rischio attualmente accettati per il cancro di seno (fattori con un'incidenza elevata fra la popolazione con una malattia che non sono necessariamente cause ma sono in qualche modo collegati) includono: radiazione, storia di famiglia, menses in anticipo, povera dieta, povera esercitazione, menopause ritardato, sesso ed età. In più, ci sono due tipi di fattori ambientali: fattori di vulnerabilità, che alterano la sincronizzazione ed il tasso di esposizione ai fattori di rischio; e fattori di rischio contribuenti, che alterano la dose dei fattori di rischio. Ancora, ci sono un certo numero di fattori positivi proposti, compresi l'esercitazione, soia, pesci e l'olio di oliva ed alta fibra. Tuttavia, mentre molti fattori di rischio sono stati suggeriti, non molti sufficientemente 'si sono rivelati 'meritare l'eliminazione.
Il meccanismo proposto del cancro di seno è collegato con il rapporto 'del good'estrogen ad estrogeno 'difettoso '. Questi due tipi di ormoni conducono agli effetti opposti, con buon estrogeno realmente che contribuisce gli effetti positivi. Ancora, i xenohormones difettosi, quali DDE, DDT, atropina e gli antiparassitari aumentano il Male al buon rapporto dell'estrogeno, mentre i buoni xenohormones, quali gli acidi grassi omega-3, aumentano il buon al rapporto difettoso dell'estrogeno.
Questi meccanismi suggerirebbero che le misure rigorose devono essere approntate per eliminare tutti i xenohormones difettosi dall'ambiente, ma questa ha ancora essere realizzata. Per esempio, il Dott. Davis ha descritto la possibilità di calo nell'incidenza del cancro di seno.
Ciò potrebbe essere dovuto la quantità diminuita di DDT ambientale, ma è difficile da studiare conclusivamente questo effetto perché mentre il DDT contribuisce gli effetti nocivi, non rimane nella circolazione sanguigna. Di conseguenza, non ci può essere conclusione che il DDT è responsabile. Di conseguenza, il DDT non sarà eliminato. In questo modo, i fattori di rischio evitano l'eliminazione e continuano a contribuire il pericolo notevole.
Riguardo ai fattori di rischio potenziali, il Dott. Davis suggerisce che è "migliore essere approssimativamente di destra che precisamente errato." Sembra irragionevole che continuiamo a esporsi ai fattori di rischio potenziali, soltanto perché difettiamo "della prova" necessaria per eliminarli dall'ambiente. Piuttosto, il Dott. Davis ha suggerito le politiche proactive quale la promozione di sicurezza del posto di lavoro, la prevenzione di inquinamento, sovvenzione dell'agricoltura sana ed ha integrato l'amministrazione del parassita. Con le misure come questi non possiamo assicurare l'eliminazione di cancro, ma possiamo promuovere un ambiente più sicuro. Qui, possiamo prendere le misure positive verso consigliare ad un lifestyle sano e finalmente l'eliminazione del rischio di cancro.
IV. Blezold clemente, Ph.D., istituto per il Dott. alternativo Blezold a termine ha parlato per quanto riguarda il futuro futuro per ricerca sul cancro ed il trattamento del cancro in questo paese. Il tasso corrente della scoperta e della ricerca suggerisce che gli avanzamenti stupefacenti nel campo della terapia del cancro stanno andando presto essere disponibili. Il Dott. Blezold ha suggerito che le pillole chimiche presto magiche saranno disponibili e gli indicatori molecolari per le fasi iniziali saranno capiti ed accessibili. Fra poco, gli indicatori genomic per cancro saranno riconosciuti e trattati. Ancora, anticipa che l'integrazione delle terapie occidentali ed orientali sarà vitale durante gli anni venturi. Le terapie differenti hanno cominciato a guadagnare l'accreditamento in tutte le arene e suggerisce che un trattamento integrato specificato ad un genome sarà i mezzi da cui troviamo il meccanismo per curare il cancro.
V. James Turner, J.D., Swankin e Turner James Turner ha concluso la sessione facendo allo spiedo un conflitto governativo importante portato sopra dal dibattito di prevenzione, cioè, la previdenza sociale. Mentre la gente diventa più interessata nella responsabilità personale e nella capacità di prolungare la vita con le misure preventive, il governo affronta l'emissione della previdenza sociale. Con una popolazione di invecchiamento, non abbiamo i mezzi finanziari per fornire la previdenza sociale per tanta gente. Ancora, altri motivi monetari, quale la poca indagine sulle vitamine dovuto la poca ricompensa monetaria riflettono la natura finanziariamente guidata della società. Non possiamo lasciare queste preoccupazioni finanziarie distract dall'ultimo obiettivo di vita.
Il sig. Turner ha continuato a suggerire che siamo in mezzo a un giro per cui la gente può più controllare il loro proprio futuro che mai prima. Le misure preventive insieme con le scelte sane di lifestyle e l'integrazione delle opzioni di sanità assegnano alla gente un il grande grado della scelta personale per quanto riguarda il futuro. La politica pubblica deve sfruttare quell'energia nel realizzare l'obiettivo di vita più lunga e più sana, anche di fronte al vincolo finanziario. Come individui e come società, possiamo utilizzare la nostra alimentazione fare gli avanzamenti nella salute, sia nella politica che nel lifestyle e raccogliamo le ricompense positive di tali avanzamenti.
VI. Domande dei pubblici come possiamo proteggere la gente dalle tossine in prodotti importati? La FDA attualmente sta tentando di stabilire i campioni, ma la linea inferiore è che dovete fare attenzione e provare a riconoscere le marche. I protocolli stanno sviluppandi, ma non sono stati completati ancora.
Che cosa sono i pericoli degli alimenti geneticamente alterati?
I problemi esatti sono sconosciuti e la ricerca completa ha ancora essere rifinita dalle organizzazioni governative. WRI sta sostenendo per identificare di tutti gli alimenti geneticamente modificati, di modo che la consapevolezza può essere effettuata, anche se gli effetti esatti hanno ancora delinearsi. Mentre stiamo ottenendo avanzati più tecnologicamente, come possiamo cambiare i comportamenti? Per esempio, nella crisi del AIDS, i trattamenti stanno essendo avanzati, ma l'incidenza non è diminuire, dovuto una mancanza di conformità nei cambiamenti di lifestyle. Ciò è una domanda molto difficile da rispondere a, noi può aumentare il nostro studio: come motivare la gente per cambiare comportamento, i metodi migliori per adeguare ai messaggi gli individui ed i metodi per i programmi riusciti di formazione alle età più giovani.
Come possiamo più divulgare con successo questo genere di informazioni?
Questi componenti del gruppo tutti sono interessati alla oncentrazione con successo sul ottenere le informazioni fuori al pubblico, anche se è difficile da ottenere un consenso. Poichè più gente si concentra su questo obiettivo, troveremo sensi più riusciti e più dominanti distribuire le informazioni.
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26/02/05 STESURA INTEGRALE DEL PROGETTO DIRITTO ALLA SALUTE PER TUTTI |
M.C.E. A.I.FA.VI.N.
. Movimento Cittadini Europei ||| Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica .
- la Prima Edizione del Meeting Nazionale -
“Diritto alla Salute per Tutti”
ha avuto luogo ad -Ancona il 27-28/novembre/2004-
C/o Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche “Giorgio Fuà”
temi: Diagnosi Precoce - Prevenzione Primaria e Secondaria - Accesso alle Cure
I lavori del meting “Diritto alla salute per tutti” hanno visto l’intervento di molti autorevoli rappresentanti della Politica, del mondo Sanitario, delle Istituzioni centrali e territoriali, dei Media e delle Organizzazioni Sindacali:
Senza nulla togliere agli altri numerosi autorevoli relatori, focalizziamo la nostra attenzione su quanto affermato dal dott; Di Stanislao, responsabile dell’Agenzia Sanitaria Regionale, dal dott. Paoloni, responsabile dell’ARPAM, dal dott; Ciccioli, Consigliere Regionale Marche, dal Prof. Scerrati della Clinica Neurochirurgica Umberto I° di Torrette, dal dott. Marabini, Direzione Sanitaria Torrette – da l’Arch. Patrizia Mazzoni esperta in Bioarchitettura, del Dott. Virgilio Petrucci Responsabile Sindacato Medici della C.G.I.L.–del Prof. Fulvio Aurora Segretario Nazionale di Medicina Democratica. L’esposizione, necessariamente sintetica, cercherà di interpretare, speriamo correttamente, quanto espresso dai citati relatori:
Il dott. Di Stanislao
ha illustrato l’analisi sull’efficacia degli interventi in campo di prevenzione primaria e secondaria effettuata negli U.S.A., dalla quale si evince che i risultati migliori in termini di riduzione della morbilità si ottengono con interventi mirati alla modifica di comportamenti a rischio; ha altresì evidenziato come il peso della sanità per la tutela della salute e il prolungamento della vita media sia marginale rispetto allo sviluppo socio-economico della società; ha affermato come a tutt’oggi nel nostro paese l’accesso alla prevenzione secondaria è diseguale, sia per aree geografiche che per classe sociale di appartenenza, anche per interventi di sicura efficacia ad es. nel campo delle patologie tumorali della donna.
Il dott. Paoloni
Ha illustrato i compiti del sistema delle Agenzie nel campo della prevenzione primaria ed ha altresì stressato l’importanza di una corretta informazione dell’opinione pubblica riguardo ai rischi ambientali e degli alimenti, allo scopo di non disperdere risorse o creare allarmismi per problematiche il cui impatto sulla salute è a tutt’oggi dubbio, citando tra l’altro i campi magnetici e i conservanti.
Il dott. Ciccioli
intervenuto più nella sua veste di Psichiatra che in quella di Consigliere regionale, ha illustrato una sua esperienza negli U.S.A. secondo la quale l’accesso alle cure per alcune patologie psichiatriche era subordinato alla adozione di precisi protocolli di accesso che garantissero almeno un 70% di risultato positivo, allo scopo di migliorare il rapporto costo-efficacia.
Il Prof. Scerrati
Ha illustrato i nuovi filoni di ricerca nel campo della neuro-oncologia e le nuove possibilità terapeutiche, argomento molto specialistico ma dal quale si evince quale livello di complessità e quali costi abbia raggiunto lo sviluppo della scienza medica.
Il dott. Marabini
ha illustrato i modelli organizzativi di un moderno sistema sanitario: data l’importanza e chiarezza della sua esposizione preferiamo allegare qualche tabella, più esaurienti e complete della nostra sintesi, di seguito verrà pubblicato l’intero intervento.
FATTORI EVOLUTIVI ED ELEMENTI DI CAMBIAMENTO:
1.Le nuove tecnologie
2.L’evoluzione demografica
3.Le patologie emergenti
4.Le dinamiche economiche
5.I cambiamenti politici
6.L’evoluzione del concetto di salute
7.Lo sviluppo di nuove professioni
Ultimi dieci anni
Più anziani; più pensionati
Più extracomunitari
(più gravidanze, più aborti, più TBC …)
Urbanizzazione e spostamento sulla costa.
Prossimi dieci anni
La salute è determinata in larga parte da politiche e da strategie che non riguardano il sistema sanitario: il reddito procapite; l’occupazione; la religione; la cultura; la casa; i trasporti; l’ambiente; i comportamenti voluttuari.
Trattamento della fase acuta delle malattie. Screening, diagnosi precoce e follow-up. Stabilizzazione, post-acuzie e riabilitazione Integrazione socio-sanitaria per patologie sociali, Regionalizzazione del SSN, Esternalizzazione dei servizi Gestione privatistica di servizi e settori di assistenza.
Patrizia Mazzoni Architetto di Firenze esperta in Bioarchitettura
Ha definito importante la Bioarchitettura per la salute dell’uomo, in quanto attraverso le nuove tecniche ed i nuovi materiali edilizi lo protegge dai campi energetici alterati. L’autorevole relatrice ricorda che negli ultimi 50’anni sono proliferati edifici abitativi costruiti con materiali edili incompatibili con l’ambiente e con la vita biologica degli esseri viventi, da qui lo sviluppo della medicina dell’habitat, costruire con materiali biocompatibili.
Il Prof. Fulvio Aurora
Ha sottolineato l’importanza del S.S.N. per la sua universalità, economicità, prevenzione e partecipazione; ciò è in controtendenza rispetto alle raccomandazioni del F.M.I. che in questi ultimi anni ha suggerito di sostituire i sistemi sanitari nazionali con sistemi di tipo privatistico, lasciando alla struttura pubblica solo funzioni di indirizzo e controllo. L’autore difende l’attuale struttura universalistica e sollecita un adeguamento dei fondi in ragione dei progressi avvenuti in campo sanitario e dell’invecchiamento della popolazione.
Virgilio Petrucci
Riprende gli stessi temi in materia di difesa del sistema sanitario pubblico e sposta l’attenzione da un sistema sanitario che ha visto il suo centro nell’ospedale ad un sistema sanitario che veda il suo centro sul territorio, cui vadano affidati compiti di prevenzione, stabilizzazione e continuità delle cure dopo l’acuzie.
Si rende noto che in un secondo tempo verranno
diffuse tutte le altre importanti relazioni.
LE NOSTRE CONCLUSIONI
-Il sistema sanitario deve adottare una lista di priorità finanziabili in modo corretto - l’informazione fornita dai Mass Media non deve creare allarmismi ingiustificati che possono tradursi in un cattivo impiego del pubblico denaro -Non sono tollerabili differenze di accesso alle cure derivanti dall’area geografica o dalla situazione socio-economica dei soggetti - L’affermazione di poter dare tutto a tutti è pura demagogica e comporta nella realtà una distribuzione delle risorse iniqua: il S.S.N. deve farsi carico di identificare le priorità e di impiegare le risorse disponibili dopo una valutazione corretta del rapporto costo-efficacia. Pur nella attribuzione alle Regioni di maggiori compiti in campo sanitario, è comunque irrinunciabile un coordinamento unico allo scopo di evitare di avere più di 20 sistemi sanitari diversi.
-Stesura del Progetto
“Diritto alla Salute per Tutti”
I motivi determinanti del Progetto
Le conoscenze, le esperienze acquisite in tanti anni di attività nel volontariato per la Tutela dei Diritti del cittadino, le segnalazioni ed informazioni che in questi ultimi anni sono pervenute a MCE ed AIFAVIN con crescente frequenza e gravità, hanno determinato una presa di coscienza e conseguente decisione di prendere posizione su alcune problematiche del più importante servizio sociale, cioè, il Servizio Sanitario Pubblico Nazionale.
Dopo la decisione di MCE ed AIFAVIN di effettuare un’approfondita indagine conoscitiva sull’intero comparto sanità, si è deciso di monitorare separatamente il Servizio Sanitario Pubblico nelle sue componenti, territorio e ospedale: tra loro emergono vistosi scoordinamenti a volte causa di disservizi o errori.
L’indagine si è svolta rivolgendo oggettive e mirate domande a tutti gli attori: operatori sanitari, personale infermieristico, personale amministrativo, dirigenti, pazienti e familiari dei pazienti. Le risposte ottenute sono state selezionate in attendibili, meno attendibili non attendibili, divise per settori, elaborate con apposito modulo di Data Base al fine di ottenere dati attendibili. Dopo aver effettuato l’indagine conoscitiva a distanza si è proceduto ad elencare le carenze ma anche a dare risalto a ciò che funziona bene; si è poi proceduto alle analisi di eventuali azioni possibili.
-Le attività sanitarie bisognose di correzioni-
Disservizi e carenze del Servizio Sanitario Pubblico sul territorio
1. Nel Servizio Sanitario Pubblico, le differenze emerse riguardano le varie Regioni competenti della gestione del Servizio Sanitario Pubblico, con un considerevole divario tra Centro-Nord e Sud del paese.
2. Per quanto concerne il livello dei Servizi Sanitari erogati sul territorio, seppur in questi ultimi 10 anni si é registrato una intensificazione ed un miglioramento della qualità, soprattutto per le innovazioni, nuove e più efficaci metodologie di assistenza territoriale, come la domiciliare integrata e l’assistenza sociale agli anziani, rimangono pur sempre molti settori privi di assistenza indispensabile.
3. Ciò che emerge più marcatamente sono la difformità tra stessi servizi delle strutture dislocate sul territorio ed anche nell’ambito delle stesse strutture e la mobilità del personale soprattutto paramedico; accade spesso che all’infermiere professionale vengano assegnati ruoli e mansioni amministrativi, come accade che semplici impiegati amministrativi e senza i necessari requisiti di base, vengono nominati dirigenti di strutture o di comparti. Tutto ciò determina situazioni di notevole e diffusa demotivazione e frustrazione tra gli operatori che inevitabilmente si ripercuote sull’utenza, oltre ad autorizzare il sospetto di fenomeni di imboscamento di personale tra l’altro numericamente carente come quello infermieristico.
4. Nel Servizio Sanitario territoriale sono risultate irrisolte le lunghe liste di attesa, mentre risulta aumentato il numero di utenti che ricorrono alle prestazione a pagamento. Non è ancora risolto il problema della burocrazia nonostante le disposizioni normative sull’autocertificazione.
5. Nel campo degli sprechi MCE ed AIFAVIN hanno registrato tra i primi posti un eccessivo e non sempre giustificato consumo di farmaci, il nostro sondaggio a distanza su un campionario di 1.500 intervistati, pur non avendo nessuna presunzione di statistica ufficiale, ha rilevato che 3 (tre) confezione di farmaci su 5 (cinque) della fascia A, vengono buttati perché scaduti o sostituiti da altri farmaci, ma anche perché a fronte della limitata esigenza terapeutica come da prescrizioni mediche, sul mercato esistono soltanto confezioni che contengono 4 (quattro) sinanche 6 (sei) volte la quantità del fabbisogno prescritto.
6. Altre forme di sprechi MCE ed AIFAVIN le hanno riscontrate nel servizio della specialistica a convenzione in relazione al numero di ore corrisposte rispetto al minor numero di prestazioni effettuate. Infatti, per le prestazioni specialistiche come l’ORL, la Pediatria, l’Ortopedia, la Dermatologia, l’Oculistica ed altre ancora, quasi tutte le Regioni hanno fissato un tempo di 20 minuti per ogni visita o prestazione eccetto l’odontoiatria, abbiamo invece riscontrato che la media è di circa 50 minuti per visita o prestazione, cioè, per 100 ore corrisposte in pagamento, in media vengono effettuate circa 120 prestazioni specialistiche anziché le 300 previste dal contratto e dal regolamento regionale o aziendale per le convenzioni.
Disservizi e carenze nel S. S. P. ospedaliero
1. Nel nostro paese esistono troppe piccole strutture ospedaliere per cui l’eccessiva frammentazione, causa principale di elevato costo di gestione che inevitabilmente grava sulla collettività, senza che dia garanzie sull’assistenza, né servizi adeguati e con inevitabili rischi per l’incolumità del paziente.
2. Molte strutture Sanitarie ed Ospedaliere, in particolare nel Sud d’Italia, non dispongono della strumentazione in tutte le discipline, come è invece previsto dalle norme vigenti in materia.
3. Nelle corsie ospedaliere accade e sempre più frequentemente che ad espletare le funzioni dell’assistenza ai degenti, sono delegati Medici tirocinanti e specializzandi e molto spesso senza la guida strutturata imposta per Legge.
4. Sono sempre più presenti e visibili i casi di scoordinamento tra le varie competenze, derivanti dal fatto che la struttura dipartimentale non è dunque realmente operativa e spesso esiste solo “sulla carta”.
5. Lo scoordinamento tra competenze e tra servizi è anche causa di ingiustificati lunghi periodi di degenza ospedaliera. Infatti, accade di frequente che i ricoveri vengano prolungati in attesa delle risposte di esami, e ciò è un motivo di ricovero inappropriato secondo il Protocollo di Revisione dell’Utilizzo Ospedaliero
6. Sovente lo scoordinamento tra competenze e tra servizi, è anche causa di gravi ritardi sulla effettuazione di esami importanti su pazienti urgenti e ad elevato livello di rischio erroneamente non classificati come tali. E’ stato rilevato che il servizio più carente è senza alcun dubbio il servizio di primo intervento.
Professionalità, Efficienza, Coordinamento
Efficienza e funzionalità nel Servizio Sanitario Pubblico del Territorio
1. A determinare le carenze, le discordanze ed i disservizi del Servizio Sanitario Pubblico è provato che sono le difformi dislocazioni e le frammentazioni dei servizi, in questo importante settore sono emerse però anche numerose realtà efficienti, funzionali e coerenti ai bisogni ed alle esigenze del territorio. In alcune Regioni del Centro-Nord si sono registrate vere e proprie eccellenze, sia per quanto concerne la specialistica che per i servizi di laboratorio.
Efficienza e funzionalità nel Servizio Sanitario Ospedaliero
1. In Italia grazie alle personali e coraggiose iniziative di autorevoli Operatori Sanitari, risiedono anche molte Strutture Ospedaliere di altissimo livello, alcune sono classificate come Eccellenti anche da altri paesi Europei.
2. MCE ed AIFAVIN hanno monitorato la qualità, la funzionalità, la professionalità nonché il servizio alberghiero di Cliniche Universitarie e di strutture Ospedaliere del paese, il sondaggio è stato effettuato su 3 (tre) categorie di strutture ospedaliere, piccole, medie e grandi.
3. Dalle piccole strutture ospedaliere non sono emersi fattori meritevoli di grande nota, è risaputo che le piccole strutture dispongono di pochi reparti, scarso personale ed insufficienti attrezzature. Sono, però, emerse anche differenze in positivo rispetto alle strutture medie ed ancor più rispetto alle megastrutture, ciò in relazione alla disponibilità, alla gentilezza e all’ospitalità del personale medico e paramedico verso i pazienti ed i familiari di questi.
4. Dalle medie strutture sono emerse diverse realtà di elevati livelli di qualità, di professionalità, nell’organizzazione strutturale complessiva ma anche di singole divisioni o reparti specifici.
5. In relazione alle medie strutture ospedaliere, oltre ad aver rilevato notevoli disomogeneità territoriali, esistono anche differenze tra strutture di stessa dimensione sulla disponibilità ed adeguate strumentazione. Infatti, a fronte delle strutture all’avanguardia esistono altre che non dispongono neanche di indispensabili strumenti, molti dei quali sono obsoleti, non funzionanti o non esistono operatori in pianta organica per farli funzionare.
6. Non vi è alcun dubbio però che in base ai risultati emersi dall’indagine conoscitiva, è sicuramente la categoria delle strutture ospedaliere medie ad aversi aggiudicato il primo posto in relazione alle eccellenze.
7. Le grandi strutture ospedaliere sono molto difficili da governare, per il diverso e più complesso sistema organizzativo rispetto alle medie strutture, anche perché nelle megastrutture convivono dipartimenti ospedalieri con Cliniche universitarie per la ricerca, inoltre si trovano a dover gestire, organizzare, formare a vari livelli un enorme numero di Operatori. Monitorare le megastrutture, ovviamente è stato molto più difficile e complicato del previsto, ma i dati necessari per fotografare la reale situazione e formulare una scheda secondo noi affidabile e realistica li abbiamo raccolti egualmente.
8. Anche nei megaospedali esistono Reparti, Divisioni e Cliniche che funzionano molto bene e con punti di eccellenza; vanno oggettivamente anche riconosciuti tutti quei vantaggi che offrono le megastrutture rispetto alle medie ed alle piccole, soprattutto per la presenza di tutte o quasi tutte le discipline del Servizio Sanitario Pubblico Ospedaliero e per tutte le patologie ad altissimo livello di rischio. Ciò che invece abbiamo rilevato significativamente carente sono i servizi di primo intervento. Inoltre le grandi strutture, la cui missione aziendale dovrebbe essere di fornire prestazioni di III° livello, sovente svolge anche funzioni di I° e II° livello , e ciò è difficilmente comprensibile in quanto comporta dispersione di mezzi ed energie .
La Scienza Medica Operativa e la Ricerca Medico-Scientifica
Nel lungo e complesso lavoro profuso per la nostra indagine conoscitiva, siamo riusciti comunque ad avere conferma sulle motivazioni che inducono i ricercatori ad emigrare in paesi che meglio dell’Italia sanno apprezzare l’importanza della ricerca Medico-Scientifica. Il ricercatore nel nostro paese incontra difficoltà ancor prima di esercitare la professione, incominciando dal conseguimento del Diploma Statale. Dopo gli estenuanti tentativi per ottenere uno “spazio” di ricercatore dipendente nel Pubblico Servizio Sanitario, il primo stipendio lo potrà avere tra i 35 e i 40 anni di età con un trattamento economico mensile di 1.100-1.300 Euro, cioè, 3 e più volte inferiore al trattamento economico di altri paesi Europei.
I principali attori ed interlocutori per la realizzazione del progetto
“Diritto alla Salute per Tutti”
I principali attori ed interlocutori del complesso sistema Sanitario sono: il Potere Politico, le Istituzioni Sanitarie centrali e territoriali, gli Enti Locali, Enti Pubblici, le Associazioni di categoria, le Associazioni Medico-Scientifiche, il mondo della Ricerca, gli Operatori Sanitari, gli Erogatori diretti ed indiretti dei Servizi Sanitari, il Sindacato ed i Mass Media. Preso atto che alcune importanti patologie, che non decrescono le percentuali dei decessi, ma in alcuni casi come la Patologia Neoplastica la mortalità è in continua e costante ascesa,
Prima tappa in programma del Progetto
“Diritto alla Salute per Tutti”
1. Abbiamo stabilito di mettere in campo una serie di iniziative collaterali come ad es.:la sottoscrizione dell’accordo Socio-Culturale con il Celebre Soprano Gabriella Costa, Madrina del Progetto “Diritto alla Salute per Tutti”, sottoscrivere protocolli di cooperazione con Compagnie Teatrali o con altre compagnie Artistiche e Culturali, coinvolgere nella realizzazione del Progetto altre associazioni di Volontariato Sociale, sottoscrivere accordi di collaborazione con organizzazioni mondiali di Assistenza e Beneficenza, realizzare iniziative Socio-Culturali finalizzate alla beneficenza per la raccolta di fondi da destinare alla ricerca Medico-Scientifica, nonché in sostegno delle popolazioni o di categorie di cittadini le cui precarietà siano considerate di assoluta priorità.
2. Per la circostanza della presentazione ufficiale del Progetto, sono previste 2 distinte iniziative Culturali ed Artistiche, la prima iniziativa verrà realizzata in un importante Teatro, per la seconda in relazione all’Opera Dantesca “l’INFERNO”, si è alla ricerca di una struttura idonea per lo spettacolo itinerante e per la scenografia della gigantesca organizzazione artistica della compagnia teatrale “Teatro AlfaOmega”. E’ anche previsto che il Progetto “Diritto alla Salute per Tutti” sarà riproposto con nuove edizioni di Meeting.
3. L’obiettivo di questo Progetto è di mettere a confronto a cadenze programmate il mondo delle conoscenze con le Istituzioni Sanitarie ed il Potere Politico, al fine di verificare, aggiornare e stabilire interventi ed azioni necessari da mettere in campo, tenendo sempre ben presenti le priorità.
4. Il Progetto è stato pensato ed elaborato sulla base del dettato costituzionale contenuto nell’Art. 32 della Costituzione italiana, con il preciso obbiettivo di migliorare il Servizio Sanitario Pubblico.
5. La realizzazione del Progetto “Diritto alla Salute per Tutti” dipende da come ed in che misura si riuscirà a convincere, le Istituzioni Sanitarie ed il Potere Politico a prendere atto che: la prevenzione non costituisce affatto una spesa ma è un investimento sulla salute; destinare sufficienti ed adeguate risorse alla ricerca Medico-Scientifica non rappresenta un costo aggiuntivo, ma è un dovere morale, politico ed Istituzionale di sottrarre alla morte quante più persone possibile da patologie killer, nonché per migliorare la breve vita a quanti vengono colpiti da neoplasie; le casistiche ed i centri epidemiologici hanno stabilito che gli screening programmati per la diagnosi precoce, in alcune patologia tumorale abbassa notevolmente il livello di mortalità. Infatti, gli screening di pap-test ed esami ecomammografici del tumore alla mammella ed all’utero sulle donne, hanno determinato una diminuzione dei decessi di circa il 70-80%; in fine l’accesso alle cure non può e non deve mai più essere discrezionale, in quanto é un diritto sociale fondamentale previsto dall’Art. 32 della costituzionale italiana.
Il Consiglio Direttivo ed il Presidente di MCE Rag. Giovanni Fiorentini, in collaborazione con il Consiglio Direttivo ed il Presidente di AIFAVIN Dott. Samuele Carosi, assicurano la determinazione e l’impegno necessari per ottenere maggiori garanzie sui fondamentali “Diritti alla Salute per Tutti” .
Sede Legale Nazionale Via G. Galilei n. 4 - 60015 Falconara M. Ancona Tel. 071-91 73 841 Fax:
071-9160233 Cel.ri: 339-1168776 - 349-1372851 - 338-8650219 -servizio_conciliazione@tin.it
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26/01/05 MCE ED AIFAVIN LANCIANO UN APPELLO PER SOSTENERE ARCOIRIS TV |
Con la loro influenza diretta, continua e pervasiva i mezzi di
comunicazione e, in modo particolare, la televisione, da
strumento principe per il controllo sull'esercizio del potere da
parte delle istituzioni, delle forze politiche e delle singole
persone abilitate ad esercitarlo, stanno diventando essi stessi
il principale e diretto strumento di conquista, di esercizio e di
condizionamento del potere politico. Di fronte a fenomeni di
questa portata non è permesso restare passivi. - Romano Prodi
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MCE ed AIFAVIN invitano i gentili lettori a diventare
Amici di ARCOIRIS TV.
ARCOIRIS TV é l'emittente privata che ha preso molto a cuore i problemi Socio-Sanitari dei cittadini, che è vicino ed ascolta i più umili, i più bisognosi e vulnerabili, che da voce e visibilità a chi non l'ha mai avuta costretto al margine della società, ARCOIRIS TV é l’emittente della SPERANZA. Per il bene e l’interesse di tutti noi aiutiamola a crescere.
AMICI DI ARCOIRIS TV
PERSONE GIURIDICHE
Sostenitore di Arcoiris TV Totale = 1
MCE -MOVIMENTO CITTADINI EUROPEI- (ONLUS) Presidente Nazionale Giovanni Fiorentini
PERSONE FISICHE
Simpatizzante di Arcoiris TV Totale = 6
CAMILLO GRANCHELLI
FRANCA BENSI
FRANCESCO FURCINITI
LUIGI TERRAZZINI
Amico di Arcoiris TV Totale = 11
ALAIN MODOLO
ALEJANDRO ARIEL RONCAGLIA
BENEDETTO SACCO
DARÃO CIENFUEGOS VERGARA MEERSOHN
DONATELLA FRANCHI
GIULIA GIOVANARDI
MARCOS VERGARA MEERSOHN
MASSIMILIANO GALANTI
MASSIMILIANO GALANTI
PIETRO CAMPOLI
ROLANDO RONCAGLIA
Sostenitore di Arcoiris TV Totale = 21
ALBERTO DOLCI
ANDREA GIORGI
ANNA ANGELA GIGANTE
ANNALISA STRADA
ATTILIO MUSETTI
BRUNO OSIMO
CLAUDIO FIORINI
GIANLUIGI SPINI
GIOVANNI FIORENTINI
GIUSEPPINA CASELLI
LUCA BERNARDINI
MA SONG
MARILDA CUTRONE
MARIO CAVANI
MAURIZIO GIOVANARDI
MAURO CAGNONI
MIRJAM BRUECKNER
MONICA PEVERATI
PEDRO VERGARA
PIERRE ACHIARY
Sostenitore Onorario di Arcoiris TV Totale = 1
RODRIGO VERGARA
ARCOIRIS TV
comunicazioni: comunicazioni@arcoiris.tv
webmaster: webmaster@arcoiris.tv
Ecco le statistiche di Arcoiris del 2004:
Mese Visitatori diversi Numero di visite Pagine Accessi Byte
Gen 2004 7474 10900 52009 752095 29.91 GB
Feb 2004 5624 8259 35246 563117 25.50 GB
Mar 2004 8558 12585 64153 1081073 24.14 GB
Apr 2004 7004 10359 61873 989844 26.63 GB
Mag 2004 9285 13623 72426 1281595 43.82 GB
Giu 2004 8466 12773 66274 1043516 58.34 GB
Lug 2004 12161 17862 99357 1292717 200.22 GB
Ago 2004 11183 16764 104768 1259579 247.55 GB
Set 2004 17888 27168 155985 2282327 395.77 GB
Ott 2004 29267 42549 248249 3014220 437.04 GB
Nov 2004 31471 46829 265566 3516662 416.56 GB
Dic 2004 33251 50771 301868 3883334 440.88 GB
Totale 181632 270442 1527774 20960079 2346.38 GB
Clicca qui per vedere le statistiche in modo completo
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M.C.E. -Movimento Cittadini Europei- (Movimento di Tutela dei Diritti
del Cittadino Consumatore Utente e Territorio)
Presidente Nazionale
Rag. Giovanni Fiorentini
servizio_conciliazione@tin.it -- mtdc.sanita.marche@virgilio.it -- fiorentini_giovanni@virgilio.it
mtdc@volontariatomarche.it -- mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it
http: www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
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A.I. FA.VI.N. (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica)
Presidente Nazionale
Dott. Samuele Carosi
aifavin_nazionale@virgilio.it aifavin@volontariatomarche.it
http:// www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
Sede Legale Nazionale Via G. Galilei n. 2 - 4 - 60015 Falconara M.ma ANCONA
Tel.+Fax: 071-91 60 233 – Cel.re 339-1168776 - 349-1372851 - 338-86 50 219
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26/01/05 COMUNICATO ANSA RILATIVO ALLE PREOCCUPAZIONI DEI GIORNALISTI RAI |
-MCE diffonde il comunicato su richiesta del Sindacato Giornalisti RAI-
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Gravi rischi per il servizio pubblico d'informazione.
-Su Ansa un documento del sindacato interno dei giornalisti RAI-
-In Ansa-
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ZCZC1575/SXR YAN20113 R POL S43 QBKM
RAI:SIGIM-CDR RAI, PERCORSO INQUIETANTE
PER SERVIZIO PUBBLICO
(ANSA) - ANCONA, 15 DIC - Secondo il Sigim e il Cdr di Rai Marche, la nomina dell' 'Advisor', chiamato a misurare il valore della Rai, ''ha aperto un percorso inquietante per la sorte del servizio pubblico di informazione nel nostro paese.
Lo scenario che si prepara, a partire dal primo gennaio 2006 - si legge in un documento congiunto - e' la possibilita' della dismissione, pezzo per pezzo, dell' azienda di servizio pubblico''.
''Come fara' l' 'advisor' a misurare, oltre che il valore di strutture, personale, reti, anche quel valore aggiunto, certamente non monetizzabile, ma che da senso alla sua esistenza? - si chiedono il sindacato dei giornalisti marchigiani e la rappresenmtanze sindacale interna della Rai marchigiana -. Portare energia elettrica e metano in montagna costa, ma il servizio e' un diritto e la collettivita' sa di doversene fare carico. Cosi', ad esempio, e' anche per l'informazione regionale, o con la produzione nazionale di qualita', confinata in orari improponibili perché poco compatibile con esigenze commerciali''.
''Da mesi - denunciano Sigim e Cdr - la Rai si sta 'assottigliando', bloccando turn over e ogni tipo di spesa per presentarsi 'in forma' all' appuntamento con l' advisor, per l'apertura ai privati e l'ingresso in Borsa. Il rischio e' che chi governa l'azienda abbia fatto male i conti e per esigenze di linea non abbia percepito i sintomi dell' anoressia'' Ma-ammoniscono le rappresentanze sindacali dei gioornalisti - ''il servizio pubblico e' un valore troppo importante per essere messo a rischio.
L' ingresso dei privati puo' essere esperienza interessante e utile: ma se e' l' ingresso di capitali privati orientati al profitto, che non hanno certo l'interesse a spingere produzione di qualita' a servizio di fasce marginali, il danno sarebbe evidente e irrimediabile; puo' invece essere l'ingresso di azionariato popolare, che puo' portare veramente la Rai a essere azienda di tutti''.
''Occorre, allora, su questi temi - prosegue il documento - aprire un ragionamento comune, capire cosa sta succedendo, verificare la posta in gioco e mobilitarsi. Occorre innanzitutto riproporre nel dibattito politico la centralita' del servizio pubblico e elaborare un meccanismo di valutazione che faccia pesare questo ruolo che giustifica l' esistenza della Rai, soprattutto nel territorio; occorre inoltre che questa riflessione veda uniti, insieme ai lavoratori, istituzioni e societa' civile, vero azionista di riferimento della Rai.
La posta in gioco, e' bene capirlo, e' molto alta''.
(ANSA). 15-Dicembre 2004
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M.C.E. -Movimento Cittadini Europei- (Movimento di Tutela dei Diritti
del Cittadino Consumatore Utente e Territorio)
Presidente Nazionale
Rag. Giovanni Fiorentini
servizio_conciliazione@tin.it -- mtdc.sanita.marche@virgilio.it -- fiorentini_giovanni@virgilio.it
mtdc@volontariatomarche.it -- mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it
http: www.volontariatomarche.it/mtdc.htm
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A.I. FA.VI.N. (Associazione Italiana Famiglie delle Vittime di Patologia Neoplastica)
Presidente Nazionale
Dott. Samuele Carosi
aifavin_nazionale@virgilio.it aifavin@volontariatomarche.it
http:// www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
Sede Legale Nazionale Via Buoncompagno 1 - 60121 ANCONA Tel.+Fax: 071-91 60 233
– Cel.re 339-1168776 - 349-1372851 - 338-86 50 219 Sede Sociale V. Stazione S. Pietro
n. 57 00165 ROMA Tel. 06- 63 80 336 E-mail: ageie@libero.it http://www.covalori.net
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20/12/04 Il Progetto ''DIRITTO ALLA SALUTE PER TUTTI''é decollato |
M.C.E. A.I.FA.VI.N.
(Movimento Tutela Diritti dei Cittadini (Associazione Italiana Famiglie delle
Utenti e Consumatori Europei Vittime di Patologia Neoplastica)
- dalla Prima Edizione del Meeting Nazionale -
“Diritto alla Salute per Tutti”
che ha avuto luogo ad -Ancona il 27-28/novembre/2004-
C/o Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche “Giorgio Fuà”
temi trattati: Diagnosi Precoce - Prevenzione Primaria e Secondaria - Accesso alle Cure-
-Il Progetto “Diritto alla Salute
per Tutti” é Decollato-
Sinceri ringraziamenti a tutti i sostenitori del progetto.
I Presidenti ed i Consigli Direttivi di MCE ed AIFAVIN, ringraziano di cuore il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Ing. Prof. Marco Pacetti, il Presidente della Giunta Regionale delle Marche Dott. Vito D’Ambrosio, il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Prof. Luigi Minardi, il Presidente del consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Falconara M.ma Dott. Carlo REGINA, il Presidente Europeo di AGEIE Avv. Carlo C.Carli, il Presidente della Giunta Provinciale di Ancona Prof. Enzo Giancarli, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ancona Dott. Paolo Pascucci, il Segretario Regionale F.P. C.G.I.L. Dott. Gabriele Paolucci, che con il loro sostegno di liberalità hanno reso possibile la realizzazione ed il conseguente decollo del progetto “Diritto alla Salute per Tutti”. Un ringraziamento distinto va a tutti gli illustri Relatori che con la loro planetaria ed alta professionalità, hanno determinato il decollo del progetto, un sincero e particolare ringraziamento va al Celebre Soprano Gabriella Costa.
Comunicato Stampa
MCE ed AIFAVIN sono consapevoli che occorre impegno e determinazione perché il progetto possa raggiungere l’obbiettivo che si è prefisso, sanno anche che il percorso sarà irto di difficoltà ed ostacoli. E’ assolutamente necessario, però, scuotere le coscienze affinché la demagogia, l’indifferenza ed il cinismo non continuino a prevalere sulle priorità socio-sanitarie. L’Italia è un paese che dispone di grandi cervelli della ricerca e della scienza medica, una straordinaria ricchezza culturale e scientifica che questo paese non sa riesce ad apprezzare. Infatti, i nostri ricercatori per poter esercitare sono costretti ad andarsene in altri paesi. E’ noto che in Italia la grande professionalità medico scientifica abbonda, ci sono innumerevoli strutture sanitarie, efficienti e tecnologicamente molto ben attrezzate, quindi, di assoluta eccellenza, ma queste importanti potenzialità vengono utilizzate in minima parte, gli ostacoli frenanti sono sempre più frequenti, crescono e si diffondono le carenze di coordinamento, sono sempre più evidenti e marcate le conflittualità tra competenze gestionali e politico-istituzionali.
Le contraddizioni nel campo socio-sanitario sono ormai una consuetudine da potersi configurare come una vera e propria cultura. La più grande delle contraddizioni del nostro paese è che mentre si muore molto di più che in altri paesi d’Europa per neoplasie, l’Italia per la ricerca dedica un misero 1,2% circa del PIL, rispetto ad altri paesi dell’UE che invece dedicano dal 3 finanche il 5% del loro PIL.
Dopo aver ascoltato i tanti ed autorevoli interventi che i Relatori hanno voluto proporre al meeting di Ancona, tutto ci é molto più chiaro e ci da la forza ed il coraggio necessari per andare avanti. Noi di MCE ed AIFAVIN faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità, affinché le componenti direttamente ed indirettamente interessate si parlino, si confrontino e lavorino insieme per individuare possibili interventi mirati a sottrarre alla morte quante più vite umane possibili, ovviamente noi cercheremo e con determinazione di sensibilizzare anche il potere politico ed indurlo a riconoscere che la diagnosi precoce, la prevenzione primaria e secondaria e l’accesso appropriato ed equo alle cure, non rappresenta affatto una spesa, ma è un proficuo investimento che nel tempo si rivelerà anche una importante forma di risparmio, ma soprattutto si scoprirà che sono gli unici interventi possibili per contenere l’esponenziale e vertiginoso aumento di decessi per tumore, nonché servirà a migliorare le condizioni di vita di tutti quegli sfortunati pazienti maledettamente colpiti da patologie molto importanti.
Si rende noto che M.C.E. ed A.I.FA.VI.N., sono a disposizione di chiunque volesse conoscere nei dettagli il progetto, conoscere il programma delle iniziative 2005 e per qualsiasi altra informazione. Per rispondere ai tantissimi che hanno chiesto di poter avere gli atti del meeting, vi informiamo che stiamo già lavorando per la composizione degli atti, ma poiché i Relatori presenti al meeting erano numerosi, per compattare tutte le relazioni e le diapositive registrate necessita abbastanza tempo, non appena saranno pronti sarà nostra cura comunicarlo. Possiamo invece informare gli interessati che gli atti si possono richiedere sin da subito anche attraverso un semplice messaggio E-mail. Il considerevole numero delle relazioni ci ha consigliato di separarle per settori specifici, anche e soprattutto perché possano essere inviata per posta elettronica gratuitamente.
Auguri di Buon Natale e di un Sereno e Prospero 2005.
Il Presidente Nazionale M.C.E. Il Presidente Nazionale
Rag. Giovanni Fiorentini A.I.FA.V.I.N. Dott. Samuele Carosi
A.C.S. & V.
Arte - Cultura - Solidarietà & Volontariato,
-insieme alla ricerca di pace e di un mondo migliore-
Si rende noto che il Celebre Soprano Gabriella, Costa Madrina del Progetto, sarà presente in tutte le iniziative di MCE ed AIFAVIN che avranno come fine: garanzia certe per la salute, accesso alle cure ed equità per tutti i cittadini, screening mirati per la diagnosi precoce estesa ad altre tipologie tumorale, prevenzione primaria e secondaria a partire e subito dalla scuola.
La Banca di Credito Cooperativo di Falconara MarittimaBCC sostiene il progetto “Diritto alla Salute per Tutti”
L’Associazione Giuristi Economisti d’Impresa Europei-Consultants & Paralegal/Consulti et Peritus – A.G.E.I.E. sostiene il progetto “Diritto alla Salute per Tutti”
-Di seguito l’elenco dei Relatori presenti al meeting-.
Prevenzione Primaria e diagnosi precoce: il quadro delle conoscenze
(Chairman - Prof. Massimo Scerrati, Prof. Francesco Di Stanislao )
Prof. Francesco Di Stanislao – Università Politecnica delle Marche -
(Prevenzione primaria e diagnosi precoce: tra efficacia ed efficienza)
Dott. Gisberto Paoloni – ARPAM Marche - (Ambiente e Salute)
Prof. Riccardo Cellerino - Università Politecnica delle Marche -
(Prevenzione primaria in campo oncologico)
Dott. Nereo Segnan – CPO Epidemiologia dei tumori A.O. S.Giovanni
Battista, “Le Molinette” Torino -(Diagnosi precoce in campo oncologico)
Dott.ssa Simona Giampaoli - Centro Nazionale Epidemiologia Sorveglianza
e Promozione della Salute Istituto Superiore di Sanità, ROMA -
(La valutazione del rischio cardiovascolare)
Prof. Alessandro Rappelli - Università Politecnica delle Marche-
(Diagnosi precoce in campo cardiovascolare)
Seconda Sessione
Ricerca ed innovazioni tecnlogiche:
Prof. Massimo Scerrati -Direttore Clinica Neurochirurgica Università
Politecnica delle Marche – ( Ricerca Scientifica in campo Neurochirurgico )
Prof. Carmine M. Carapella - Neurochirurgo Istituto Tumori Regina Elena
Roma- e Presidente Europeo E.A.N.O. European Association of Neuro-Oncology ( Novità nel campo della Neuro-Oncologia Europea)
Prof. Riccardo Soffietti - Neurologo e Presidente Nazionale A.I.N.O. Associazione
Italiana di Neuro Oncologia Clinica Neurologica Universitaria Ospedale San Giovanni
Battista Torino “Le Molinette” – ( Chemioterapia e neoplasie cerebrali )
Screening e controlli periodici
Dott. Antonio Aprile – Dir.re Gen.le ASUR Unità Sanitarie Unica Regionale
Diagnosi precoce primaria e secondaria – ( Screening e controlli periodici )
Dott.ssa Patrizia Carletti - ARS Marche – ( Le Diseguaglianze nella salute)
Proposte, progetti, programmi, indicazioni, il ruolo dei Media nel campo del diritto alla salute, il ruolo delle Associazioni ONLUS di tutela dei diritti:
Sen. Prof. Oreste Tofani - Le Istituzioni Parlamentari: il Senato della
Repubblica per il Diritto alla Salute (V. Presidente Gruppo A.N. per il Senato)
ON. Luigi Giacco - Componente 12/a Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati (Le Istituzioni Parlamentari: il Parlamento della Repubblica per il Diritto alla Salute)
Dott. Augusto Melappioni - Assessore alla Sanità Regione Marche –
( Diritto alla Salute nella Regione Marche )
Dott. Carlo Ciccioli - Medico Chirurgo s.p. in Psichiatra e capogruppo di A.N. per il Consiglio Regionale delle Marche - (La prevenzione come investimento sulla salute )
Dott. Paolo Pascucci -Commissione Nazionale Politiche Sociali e Sanitarie ANCI,
Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie del Comune di Ancona (Ruolo degli Enti Locali)
Dott. Alberto Clivati - Vice Presidente Nazionale Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri CIMO - ASMD ( Prevenzione secondaria, coordinamento tra strutture Sanitarie ed Ospedaliere )
Dott. Patrizio Patrizi - Giornalista del “IL MESSAGGERO “ e componente del Direttivo Regionale Marche dell’Ordine dei Giornalisti ( Ruolo dei Mass Media in campo sanitario per il diritto alla salute )
Dott. Fausto Spegni - Direttore RAI 3 sede regionale Marche –
( Ruolo dei Mass Media in campo sanitario per il diritto alla salute )
Dott. Fulvio Aurora -Presidente Nazionale Medicina Democratica Organizzare il S.S.P.-
(potenziando il territorio nazionale con servizi efficenti, corsi di formazioni professionali
mirati, strumenti idonei ad alta tecnologia )
Dott.ssa Rosella Sbarbati - Dirigente Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ASUR Zona
Territoriale n. 7 Ancona ( prenzione primaria: ruolo dell’educazione alimentare e nutrizionale )
Dott.ssa Patrizia Mazzoni -Architetto di Firenze esperta in Bioarchitettura -
( Biologia del costruire )
Domenica 28/11/04 Tavola Rotonda
Ruoli e competenze: delle Associazioni ONLUS per la tutela del diritto alla salute del cittadino, del sindacato Medici, del Servizio Sanitario Pubblico Nazionale, dei Mass Media e del potere Politico centrale e territoriale.
On. Renato Galeazzi - Parlamentare DS -
On. Giulio Conti - Componente 12/a Commissione Affari Sociali Camera Deputati -
Avv. Nicola Tedeschini Legale Fiduciario del Tribunale per i Diritti del Malato
Dott. Mauro Marabini -Direttore Sanitario Ospedali Riuniti Umberto I° Ancona -
Dott. Alberto Oliveti - Segretario Regionale FIMMG -Federazione Italiana Medici
di Medicina Generale -
Dott. Bice Previtera -CUMI–AISS Federazione Medici –Direzione Dipartimento Prevenzione Dirigente Medico S.I.A.N. - A.S.U.R. Zona Territoriale n. 7 Ancona -
Dott. Virgilio Petrucci - Responsabile Regionale CGIL Medici -in Sindacato e S.S.P. -
Dott.ssa Giovanna Tatò - Inviata di RAI 3 -Radio Radiotelevisione Italiana-
Stesura del documento conclusivo a cura di :
Avv. Nicola Tedeschini -Legale Fiduciario del Tribunale per i diritti del Malato-, Avv. Carlo Carli - Presidente Ageie Associazioni Giuristi d’Impresa Europei, Dott. Giancarlo Piccinini - Primario U. O. di Chirurgia Ospedale di Civitanova Marche ASUR Zona Territoriale n. 8, Dott. Maurizio Memé - Medico Anestesista e Coordinatore Nazionale M.C.E., Sarà poi cura di MCE e di AIFAVIN sottoporre il documento all’attenzione, del Governo Centrale e dei Governi Regionali.
Promotori del Progetto “Diritto alla Salute per Tutti” :
Dott. Samuele Carosi Presidente Nazionale AIFAVIN
Rag. Giovanni Fiorentini Presidente Nazionale MCE
Ancona 20/12/2004
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11/10/04 GIORNALINO DEL DIALOGO MCE N. 04 - 2004 |
Il giornalino: un periodico per il dialogo
Convinti di poter fare tesoro dei pareri altrui, abbiamo creato questo strumento di comunicazione on-line allo scopo di poter confrontare idee e pareri, nella convinzione che dalle complesse tematiche socio-sanitarie possano emergere realtà che altrimenti rimarrebbero nascoste. Onde raggiungere le finalità descritte, M.C.E. fa appello ai gentili lettori affinché diano un contributo partecipativo per tenere aperta ed attiva questa finestra. E’ a tal fine che il Giornalino può essere utilizzato da Privati Cittadini, Enti Pubblici, Pubbliche Amministrazioni e Professionisti; su formale richiesta possono anche essere diffusi documenti scientifici, comunicati, segnalazioni, denunce, agende e quanto ritenuto di interesse generale e di utilità sociale dai Dirigenti di MCE.
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Il terrorismo si vince con il dialogo
Un Movimento di tutela dei Diritti del Cittadino non può rimanere indifferente di fronte alle stragi causate dalle aberranti e disumane azioni terroristiche; é però anche critico per le quotidiane uccisioni di bambini, donne, anziani e malati, provocate dai bombardamenti di chi è convinto che la guerra sia l’unico strumento per vincere il terrorismo. Lo scenario dell’orrore che ci viene proposto quotidianamente dai Media, dovrebbe far capire che la violenza non si vince con altra violenza, ma con il dialogo, con la solidarietà verso chi vive affamato nella miseria, con l’amore verso l’umanità intera. La violenza genera, da sempre, una spirale che produce altra violenza.
Chi come noi dedica il proprio tempo alla lotta per il rispetto dei diritti del cittadino, non riuscirà molto facilmente a comprendere come sia possibile l’esistenza di esseri umani così efferati, che pur appartenendo alla razza umana, in disprezzo ad ogni regola di convivenza civile, si sentono autorizzati a decidere come e quando sopprimere un loro simile. E’ impossibile rimanere indifferenti di fronte alle stragi di bambini indifesi, usati per dimostrare al mondo intero la determinata efferatezza di cui sono capaci queste “bestie umane”, che non si fermano di fronte a nulla; non è neanche facile capire per quali veri motivi si ritenga necessario bombardare le città, pur sapendo di uccidere bambini, malati, donne ed anziani inermi ed innocenti.
Noi ovviamente ci limitiamo a svolgere con umiltà e dedizione la nostra attività sociale di volontariato, ma non possiamo neanche far finta che non stia accadendo nulla; nel momento in cui assistiamo all’esponenziale processo degenerativo dell’umanità, non possiamo e non vogliamo essere indifferenti di fronte a quello che ormai si può definire “mattatoio umano”. Restiamo in ogni caso convinti che l’elevato livello di pericolosità determinato dal terrorismo debba essere affrontato, ma in modo diverso, ossia attraverso la collegialità tra i paesi dell’UE e tra l’UE e l’ONU, ripensare le gravi e pericolose conseguenze della guerra, visto che il caso Iraq, ha orientato una parte dell’opinione pubblica mondiale ad accomunare la guerra al terrorismo; infatti entrambe sono ritenute colpevoli di tante vittime innocenti.
Il nostro giudizio di operatori del volontariato sociale, è di piena e decisa condanna ad ogni tipo di violenza. Non vi è alcun dubbio che il terrorismo rappresenti la più efferata delle atrocità, siamo anche convinti che sia un cancro per l’intera umanità e come tale va scovato ovunque si nasconda e debellato; ciò di cui siamo molto meno convinti è che la guerra sia l’unico strumento per vincere il terrorismo.
A questo punto, crediamo sia giunto il momento di porsi delle domande: come mai sono così numerosi i giovani che si arruolano al terrorismo per uccidere alla cieca, consapevoli di dover morire a loro volta? Da che cosa sono spinti per concorrere così tanto irrazionalmente in siffatti gesti estremi? Ci sono prove che il terrorismo derivi dal fondamentalismo islamico? Non potrebbero invece esistere altri oscuri e forti interessi a tenere in essere un terrorismo così tanto crudele e violento? Essendo ben noto a tutti che i terroristi possono essere presenti ovunque e sono in grado di colpire ogni angolo del pianeta quando e come vogliono, non è forse irrazionale pensare alla guerra come unica soluzione? Si vuole forse ipotizzare la necessità di dover bombardare ogni paese in cui i terroristi consumano i loro terribili attentati? Crediamo davvero che a queste domande sia diventato urgente dare delle risposte.
Consapevoli che la guerra è nemica “mortale” della pace, soprattutto perché si uccidono innocenti ed inermi cittadini, noi del volontariato sociale siamo convinti che il terrorismo si possa meglio vincere: attraverso maggiore equità sociale tra sud e nord del mondo, esportando sviluppo, cultura e benessere nei paesi dove si soffre per miserie e si muore di fame, impedendo che le materie prime dei paesi poveri vengano sfruttate da speculatori senza scrupoli; crediamo, inoltre che per vincere il terrorismo sia indispensabile il dialogo ed il rispetto reciproco tra le diverse culture e religioni.
Di Giovanni Fiorentini MCE
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La Prevenzione come investimento sulla salute
Nel riscontrare che il Servizio Sanitario Pubblico privilegia spesso i bilanci rispetto alle oggettive e reali esigenze di assistenza sanitaria, MCE ha voluto approfondire la conoscenza in relazione ad un atteggiamento che non può condividere, monitorando lo status di accesso alle cure, le priorità negli interventi, l’attività diagnostica e l’assistenza alle patologie importanti.
Prendendo in considerazione patologie, come ad esempio la neoplastica che registrano un costante e sensibile aumento di mortalità, preso anche atto che si registrano nuove tipologie di tumori, in considerazione che alcune emergenti e importanti patologie non sono abbastanza conosciute da poterle affrontare, né con necessaria tempestività, né con terapie idonee, tenuto altresì conto che per individuare e poter intervenire sulle nuove patologie occorrono molti giorni di indagine diagnostica, notevole impegno professionale di molti Operatori e di studiosi del settore specifico; dopo un’attenta analisi ed approfondimenti, MCE ha acquisito convinzione e consapevolezza che la Prevenzione é un percorso obbligato ed ineludibile, inoltre la Prevenzione Primaria e Secondaria e la Diagnosi Precoce, oltre a salvare molte vite umane, deve essere lo scopo prevalente e l’assoluta priorità dei servizi sanitari.
Ovviamente MCE non ha gli strumenti necessari per indicare le modalità e per pianificare l’intervento preventivo sulle patologie importanti, ma crede di poter dire che è tempo di intervenire ed in fretta, incominciando a valutare quale é il reale costo dell’assistenza attualmente erogata, che evidentemente non basta e non è in grado di garantire il diritto alla salute. Visto che i decessi per tumore sono in vertiginosa ascesa, è anche tempo di fare il resoconto di quante vite umane si potrebbero salvare attraverso un coerente processo di Prevenzione e di Diagnosi Precoce, che ovviamente comporterà anche un considerevole risparmio economico.
Di Giovanni Fiorentini MCE
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Un confronto per salvare le vite umane
Per risolvere i problemi complessi ed impellenti come quelli Socio - Sanitari, non esistano alternative al confronto tra le parti direttamente o indirettamente interessate.
E’ ormai noto l’insorgere di nuove forme patologiche molto aggressive e che mettono a rischio l’incolumità di intere popolazioni, alcune forme sono cagionate da virus contagiosi, ma anche da agenti malsani ed inquinati che inevitabilmente si ingeriscono mangiando e respirando, va preso atto che l’Italia è un paese molto esposto a questo fenomeno. Infatti, l’Italia è uno tra i più inquinati dei paesi industrializzati, è anche il luogo in cui più che altrove si muore di cancro e di altre patologie importanti. L’Italia è anche il paese dove non mancano, però, né strutture sanitarie adeguate, né tecnologia, né professionalità Medico-Scientifica, sono presenti anche ad altissimi livelli, pur essendo le collocazioni sul territorio nazionale molto disomogenee. E’ precario invece il coordinamento dei servizi e delle competenze, con la conseguenza che i servizi non funzionano ed i costi della Sanità Pubblica aumentano per effetto di perenni ed indelebili sprechi e sperperi.
MCE consapevole delle conseguenze e dei rischi che possono determinare le incertezze e le carenze di chi ha il potere ed il dovere di decidere, ha pensato di riunire attorno ad un tavolo: studiosi ed operatori sanitari, componenti sociali, istituzioni sanitarie, associazioni dei medici, mass media, rappresentanti del potere politico, rappresentanti dei cittadini, per un confronto tra le varie componenti citate allo scopo di trovare un punto comune, indicazioni precise, fattibili ed efficaci per affrontare seriamente il problema del Diritto alla Salute. Consapevoli che non é un problema di colore politico, ma di doverosa presa di coscienza da parte di tutti, che non si può e non si deve morire per privilegiare i bilanci, per incoerenza, per incapacità di decidere o per colpa di altre gravi responsabilità.
Di Giovanni Fiorentini MCE
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Il Volontariato è una realtà sociale insostituibile, né le Istituzioni territoriale, né la Pubblica Amministrazione possono fare a meno del Terzo Settore. Senza il Volontariato, la parte più debole dei cittadini italiani verrebbe abbandonata a sé stessa, con il rischio che la già ampia fascia socialmente ed economicamente emargina, si allargherà sempre più. MCE -come tante altre Associazioni- con le proprie attività non profit sopperisce alle carenze e all’inerzia di chi é istituzionalmente preposto. Per contare di più ed avere più peso nelle battaglie in difesa dei diritti disattesi ai cittadini, per risolvere più agevolmente le tematiche che affliggono quotidianamente i più deboli ed i più bisognosi, é necessario, però, avere molte adesioni. Iscriversi a MCE è facile, basta cliccare su “Scheda di Adesione”, compilarla in tutte le sue parti e spedirla anche via E-Mail. N.B. l’iscrizione a MCE costa soltanto 1 (un) Euro.
Un Caro saluto dalla Presidenza e dal Consiglio Direttivo.
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Siti amici e contatti
http://www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
e-mail:servizio_conciliazione@tin.it - mtdc@volontariatomarche.it
aifavin@volontariatomarche.it - aifavin_nazionale@virgilio.it
BCC -Banca di Credito Cooperativo di Falconara M.-
ha aderito all’iniziativa Diritto alla Salute per Tutti”
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06/09/04 Il MEETING ''Diritto alla Salute per tutti'' |
Meeting Europeo
“Diritto alla Salute per Tutti”
Temi: Diagnosi Precoce - Prevenzione - Accesso alle Cure
nelle malattie tumorali e cardiovascolari
Sede meeting: Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
Prima Edizione -Ancona 27-28/11/2004-
-Programma Preliminare-
Sabato 27/11/2004 Prima Sessione
08.40 Saluti delle Autorità
09.10 Breve intervento dei promotori del meeting:
Presidente nazionale AIFAVIN Presidente nazionale MCE
Dott. Samuele Carosi Rag. Giovanni Fiorentini
Il Quadro delle Conoscenze
(Chairman – Prof. Massimo Scerrati, Prof. Francesco Di Stanislao)
Inizio prima sessione ore 09.20
09.20 Prevenzione primaria e diagnosi precoce: tra efficacia ed efficienza (Prof.
Francesco Di Stanislao – Università Politecnica delle Marche).
09,45 Ambiente e Salute (Dott. Gisberto Paoloni – ARPAM Marche).
10.10 Prevenzione primaria in campo oncologico (Prof. Riccardo Cellerino -Università
Politecnica delle Marche).
10.35 Diagnosi precoce in campo oncologico (Dott. Nereo Segnan – SCDO
Epidemiologia dei tumori – AO S.Giovanni Battista, Torino).
11.00 Intervallo
11.30 La valutazione del rischio cardiovascolare (Dott.ssa Simona Giampaoli Direttore
Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare -Istituto Superiore di Sanità).
11.55 Diagnosi precoce in campo cardiovascolare (Prof. Alessandro Rappelli –
Università Politecnica delle Marche).
12.20 Diagnosi precoce primaria e secondaria, Screening e controlli preventivi
A.S.U.R. Unità Sanitarie Unica Regionale D.re Gen.le Dott. Antonio Aprile).
12.45 Biologia delle costruzioni (Architetto Dott.ssa Patrizia Mazzoni Firenze –
esperta in Bioarchitettura).
13.10 Le diseguaglianze nella salute (Dott.ssa Patrizia Carletti, ARS Marche).
13.30 Intervallo per pranzo
14.30 Scienza Medica e ricerca in campo Oncologico e Neurochirurgico in Italia ed in
Europa oggi, (Prof. Carmine Carapella Presidente Europeo E.A.N.O.
European Association of Neurooncology).
Sabato 27/11/2004 Seconda Sessione
Quadro delle proposte, progetti, programmi, indicazioni e suggerimenti,
il ruolo dei media nel campo del diritto alla salute:
(Chairman- Prof. Avv. Carlo Carli (Presidente AGEIE
Associazione Giuristi-Economisti d’Impresa Europei)
14.50 Diritto alla Salute nella Regione Marche (Assessore alla Sanità Regione Marche
Dott. Augusto Melappioni).
15.10 La prevenzione è l’investimento sulla salute (Dott. Donato Greco Direttore
Generale Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute).
15.30 Le Istituzioni Parlamentari: il Senato della Repubblica per il Diritto alla Salute per tutti (Vice Presidente del Senato Sen. Prof. Oreste Tofani).
15.50 Le istituzioni Parlamentari: il Parlamento della Repubblica per il Diritto alla
Salute per tutti (On. Marida Bolognesi).
16.10 Ruolo degli Enti Locali: (Dott. Paolo Pascucci Commissione Nazionale Politiche
Sociali e Sanitarie ANCI, Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie del
Comune di Ancona).
16.30 Prevenzione: Igiene, educazione alimentare e nutrizione (Dott.ssa Bice
Previtera Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione ASUR).
16.50 Ruolo dei Media in campo sanitario, per il diritto alla salute nelle patologie
importanti (Fausto Spegni Direttore sede regionale Marche della RAI).
17.10 Intervallo
17.40 Ruolo dei Media in campo sanitario, per il diritto alla salute nelle patologie
importanti (Dott. Mario Bernardini Responsabile Commissione Giuridica e
componente Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti).
18.00 Ruolo dei Media in campo sanitario, per il diritto alla salute nelle
patologie importanti (Inviata di RAI Tre Dott.ssa Giovanna Tatò).
18.20 Organizzare il S.S.P. potenziando il territorio nazionale di efficenti servizi e
strumenti (Dott. Fulvio Aurora Presidente Nazionale Medicina Democratica).
18.40 Interventi del pubblico
19,00 Intervallo Culturale con un brano della Soprano Gabriella Costa.
Domenica 28/11/2004
Tavola Rotonda li 28/11/2004 ore 08,40 alle ore13,00 fine lavori.
Dibattito sulle nuove conoscenze della Scienza-Medica in Italia e nel mondo: le Associazioni ONLUS e la tutela dei diritti alla salute dei cittadini , compito del sindacato Medici, competenze istituzionali del S.S.P.N., ruolo dei media nella sanità e scienza medica, compiti e doveri delle Istituzioni e del potere Politico centrale e territoriale.
(Chairman) Prof. Francesco Di Stanislao
Relatori partecipanti alla tavola rotonda:
1) On. Giulio Conti Responsabile Sanità di Alleanza Nazionale.
2) On. Grazia Labate 12/a Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.
3) On. Luigi Giacco 12/a Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.
4) On. Tiziana Valpiana 12/a Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.
5) Dott. Paolo Menichetti (Direttore Generale Ospedali Riuniti Umberto I° Ancona)
6) Prof. Massimo Scerrati (Direttore Clinica Neurochirurgica Università Politecnica
delle Marche).
7) Alberto Oliveti Presidente Regionale FIMMG, (sindacato Medici e Servizio Sanitario Pubblico).
8) Dott. Virgilio Petrucci Responsabile Regionale CGIL Medici (in sindacato e S.S.P.)
9) Dott. Maurizio Diotallevi Presidente Regionale SNAMID (sindacato Medici e S.S.P.).
Comitato tecnico integrato con le seguenti competenze: approfondimenti, proposte, elaborazione e ratifica documento conclusivo dei lavori.
1) Dott. Maurizio Iacoangeli (Neurochirurgo Clinica Universitaria Politecnica delle
Marche Ospedali Riuniti Umberto I° Torrette di Ancona).
2) Prof. Avv. Carlo C. Carli (Presidente AGEIE Associazione Giuristi-Economisti d’Impresa
Europei).
3) Dott. Carlo Ciccioli (noto Psichiatra e Consigliere Regionale Marche).
4) Dott. Giancarlo Piccinini (Primario U. O. di Chirurgia Ospedale di Civitanova
Marche ASUR Zona Territoriale n. 8).
5) Dott. Maurizio Memé (Anestesista e Coordinatore nazionale MCE Movimento Tutela
Diritti dei Cittadini Utenti e Consumatori Europei).
Alle ore 12.20 la Soprano Gabriella Costa chiuderà i lavori del meeting proponendo un brano di grande successo personale internazionale.
Le proposte, le indicazioni tecnico-scientifiche, eventuali impegni del Potere Politico e delle Istituzioni Sanitarie, verranno trascritti in un documento conclusivo, ratificato dal Comitato Tecnico e successivamente sottoposto all’attenzione del Governo nazionale e dei Governi regionali.
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06/09/04 2004 Anno del CUORE |
Home > In primo piano > Il 2004 è "Anno del cuore"
Il 2004 è "Anno del cuore"
Alcuni dati epidemiologici sulle malattie cardiovascolari
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Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare la cardiopatia ischemica ¨ la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.
Considerando gli anni potenziali di vita perduti, ciòé¨ gli anni che ciascun deceduto avrebbe vissuto se fosse morto ad una età pari a quella della sua speranza di vita, le malattie cardiovascolari tolgono ogni anno oltre 300.000 anni di vita alle persone con meno di 65 anni, 240.000 negli uomini e 68.000 nelle donne.
Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società . In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare ¨ pari al 4,4 per mille (dati Istat). Il 23,5% della spesa farmaceutica italiana (pari all' 1,34 del prodotto interno lordo), " destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare (Relazione sullo stato sanitario del Paese, anno 2000).
I dati del Registro Nazionale degli Eventi Coronarici e Cerebrovascolari mostrano un quadro sostanzialmente omogeneo in tutta Italia, che sfata il luogo comune secondo cui di cuore ci si ammalerebbe di più¹ al Nord che al Sud Italia. I tassi di incidenza dell'infarto, per esempio, sono molto simili a Napoli e in Friuli Venezia Giulia, sia per gli uomini che per le donne.
La letalità coronarica ¨decisamente rilevante in tutte le aree e peggiore nelle donne, come atteso: tra i pazienti colpiti da infarto miocardico acuto nell'età compresa fra 35 e 74 anni, tre uomini su lO e quattro donne su lO muoiono entro 28 giorni dall' esordio dei sintomi, principalmente fuori dall' ospedale, prima di poter essere adeguatamente curati. Confrontando i tassi degli eventi coronarici e cerebrovascolari, emerge che negli uomini prevalgono gli eventi coronarici, nelle donne quelli cerebrovascolari. Per quanto riguarda gli accidenti cerebrovascolari si conferma che nelle aree del Sud la mortalità ¨superiore rispetto al Nord, dato atteso per la più¹ elevata prevalenza di ipertensione arteriosa e abitudine al fumo sia negli uomini che nelle donne.
La valenza sanitaria e sociale di questi dati sulle malattie cardiovascolari ¨ accentuata dalla considerazione che esse o per lo meno la loro maggioranza, cioé¨ le forme arteriosclerotiche, sono in larga parte prevenibili, almeno per il 50% secondo le stime disponibili. Molti dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari sono modificabili e quando sono più¹ di uno hanno un' azione non solo addizionale ma moltiplicativa o sinergica nel determinare il rischio di malattia.
Fonte: Centro Nazionale di Epidemiologia, Prevenzione e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità Roma
MCE ed AIFAVIN Aderiscono all'Alleanza per il Cuore
Iniziativa del Ministero della Salute "2004 Anno del Cuore"
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Meeting Europeo
"Diritto alla Salute per Tutti"
Temi:Diagnosi Precoce - Prevenzione - Accesso alle cure
nelle malattie tumorali e cardiovascolari
“Prima Edizione Ancona 27-28/11/ 2004 ”
Sede meeting: Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
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05/07/04 OSTEOPEROSI |
Osteoporosi
Molti credono erroneamente che l’osteoporosi sia un problema che interessa soltanto le vecchie signore. In realtà l’osteoporosi dipende da disfunzioni ormonali, che si manifestano sì in prevalenza nelle donne durante o dopo la menopausa, ma non risparmiano gli anziani di sesso maschile, né sempre più giovani uomini e donne, che vengono a confrontarsi con una diagnosi in tal senso. Le cause esatte di tale malattia sono sconosciute, ma la vita moderna ne rappresenta certamente una delle cause principali: la carenza di movimento, la ridotta permanenza all’aria aperta e soprattutto un’alimentazione sbagliata aumentano infatti il rischio di osteoporosi.
L’osteoporosi si manifesta con l’indebolimento della sostanza ossea: le ossa diventano porose, perdono compattezza e stabilità, si deformano (ad es. schiena ricurva). La conseguenza è costituita da fratture ossee e da forti dolori alla schiena; movimenti quotidiani come lo stare in piedi e lo stare seduti diventano un tormento.
Come evitare il rischio di osteoporosi?
L’osteoporosi insorge soprattutto quando al corpo è stato fornito un troppo ridotto apporto di calcio. Durante la crescita bambini e ragazzi devono immagazzinare una quantità di calcio maggiorata di 30-35 volte rispetto a quella che avevano a disposizione alla nascita. Un sufficiente apporto di calcio durante la crescita è perciò molto importante. Quanto più calcio viene immagazzinato nelle ossa durante gli anni giovanili, tanto minore sarà il rischio di osteoporosi.
Ma anche gli adulti di qualsiasi età devono assorbire molto calcio attraverso l’alimentazione per mantenere delle ossa solide.
Ecco un’alimentazione "amica" delle ossa:
Bevete ogni giorno mezzo litro di latte scremato (latticello, latte cagliato, kefir, yogurt) e mangiate 50-60 g di formaggio povero di grassi (2 fette circa). Assorbirete in questo modo 1000 mg di calcio coprendo ben il 75% della quantità di calcio quotidiana raccomandata ai malati di osteoporosi.
Preferite le verdure ricche di calcio (ad es. cavolo, finocchio, broccoli, porro).
Mangiate quotidianamente frutta fresca ricca di calcio (ad es. bacche), ricca anche di vitamina C che favorisce l’assorbimento di calcio da parte dell’intestino.
Aromatizzate abbondantemente utilizzando erbe aromatiche fresche (crescione, prezzemolo, erba cipollina, cerfoglio). Molte erbe sono ricche di calcio.
Mangiate piccole quantità di carne, salumi e formaggio fuso e bevete poche bevande alla cola. Questi alimenti contengono molti fosfati, in grado di rimuovere il calcio dalle ossa.
Mangiate pochi alimenti ricchi di acido ossalico (ad es. rabarbaro, spinaci, coste, cacao) o contenenti acido fitico (ad es. gli strati più esterni dei cereali), che inibiscono l’assorbimento del calcio. Anche un consumo eccessivo di alcol, caffè e di tè nero ha un’influenza negativa sul metabolismo del calcio.
Un’alimentazione molto varia impedisce che si assommino tali fattori negativi per l’assorbimento del calcio, fattori che invece si evidenziano nel caso di un’alimentazione particolarmente monotona.
Ai fini dell’assorbimento e della regolazione del tasso di calcio è necessaria la vitamina D, che viene assunta attraverso gli alimenti (aringhe, salmone, latte e latticini, uova) e che si forma anche nella pelle nel caso in cui la luce del sole agisca su di essa. Ecco perché è importante fare tanta attività all’aria aperta.
La carenza di moto decalcifica le ossa! Il movimento corporeo favorisce la ricostituzione della sostanza ossea ed inibisce la decomposizione delle ossa. Ecco perché ad ogni età è importante muoversi a sufficienza all’aria aperta.
Apporto quotidiano ottimale di calcio (in mg):
bambini (1-15 anni) 600/1000
ragazzi (15-19 anni) 1200
adulti 800/1000
gravidanza, allattamento 1200
Contenuto di calcio di alcuni alimenti in mg (parte commestibile):
Latte, latticini
1 vasetto yogurt, grasso 1,5%, 150 g 171
1 bicchiere latte, grasso 1,5%, 200 ml 236
3 cucchiaio parmigiano, 30 g 335
1 porzione Camembert, grasso 45%, 60g 342
2 fette Emmental, grasso 45%, 60 g 612
pane
3 fette pane integrale (Graham), 150 g 63
3 fette pane integrale di frumento, 150 g 95
verdura
1 porzione cavolo bianco, verza, 200 g 92
1 porzione fagiolini verdi, 200 g 114
1 porzione crescione inglese, 75 g 161
1 porzione porri, 200 g 174
1 porzione broccoli, 200 g 210
1 porzione finocchio, 200 g 218
1 porzione cavolo, 200 g 424
frutta
1 porzione lamponi, 150 g 60
1 porzione more, 150 g 66
1 porzione ribes nero, 150 g 69
noci, semi
2 cucchiai semi di girasole, 20 g 20
2 cucchiai semi di lino, 20 g 40
2 cucchiai mandorle, 20 g 50
2 cucchiai semi di sesamo, 20 g 157
2 cucchiai papavero, 20 g 292
Foglio informativo: UA12
Situazione al: 07/01
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27/06/04 LA COSTITUZIONE EUROPEA |
CONFERENZA Bruxelles, 18 giugno 2004
DEI RA RESENTANTI (OR. EN)
DEI GOVERNI
DEGLI STATI MEMBRI
CIG 85/04 CIG 85/04 1
PRESID 27
NOTA .
della: Presidenza .
in data: 18 giugno 2004 .
alle: delegazioni .
Oggetto: CIG 2003 .
. -Riunione dei Capi di Stato o di governo, Bruxelles, 17/18 giugno 2004
Nella riunione del 18 giugno 2004 i Capi di Stato o di governo hanno espresso il loro accordo sui testi che figurano nel documento CIG 81/04, modificati e integrati dai testi allegati al presente documento. Detti documenti contengono le modifiche apportate al testo della Costituzione figurante nel documento CIG 50/03, unitamente ai relativi addendum ed errata corrige. Sono il risultato della Conferenza intergovernativa.
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CIG 85/04 DQPG IT
SOMMARIO
PARTE I ISTITUZIONI ..................................................................................……....... 3
Allegato 1 La Commissione europea .....................................................…………..4
Allegato 2 Definizione del voto a maggioranza qualificata.......................………....7
Allegato 3 Progetto di decisione relativa all'attuazione dell'articolo I-24 ..……….. 8
Allegato 4 Leggi al Parlamento europeo ..............................................….……...10
PARTE II QUESTIONI NON ISTITUZIONALI ..........................................……... 11
Allegato 5 Disposizioni specifiche agli Stati membri la cui moneta è l'euro……. 12
Allegato 6 Coordinamento delle politiche economiche ...................................…..13
Allegato 7 Dichiarazione sul patto di stabilità e crescita .......................................14
Allegato 8 Misure relative ai disavanzi eccessivi ..............................................…15
Allegato 9 Quadro finanziario pluriennale.........................................................….16
Allegato 10 spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali ...................….17
Allegato 11 Misure concernenti gli Stati membri la cui moneta è l'euro
(allegato 22 rivenuto del oc. CIG 81/04) ..........................................…………...18
Allegato 12 Eurojust (allegato 26 rivenuto del oc. CIG 81/04)........................… 20
Allegato 13 Cooperazione rafforzata (allegato 55 rivenuto del oc. CIG 81/04) ..21
Allegato 14 Coesione economica, sociale e territoriale
(allegato 36 riveduto del doc. CIG 81/04) ................................………………… 23
Allegato 15 Trasporti (allegato 37 riveduto del oc. CIG 81/04)........................... 25
Allegato 16 Energia (allegato 39 riveduto del oc. CIG 81/04) ............................. 26
Allegato 17 Testi facenti fede e traduzioni
(allegato 52 riveduto del oc. CIG 81/04) ...……….............................. ……………28
Allegato 18 protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto
Alle politiche relative ai controlli alle frontiere, all'asilo e all'immigrazione e rispetto
alla cooperazione giudiziaria in materia civile e alla cooperazione di polizia ....... 29
Allegato 19 Dichiarazione degli Stati membri da iscrivere nell'atto finale ........... 30
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CIG 85/04 DQPG IT
PARTE I
ISTITUZIONI
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CIG 85/04 DQPPG IT
ALLEGATO 1
LA COMMISSIONE EUROPEA
Articolo I-25: La Commissione europea
1. La Commissione promuove l'interesse generale dell'Unione e adotta iniziative appropriate a tal fine. Assicura l'applicazione della Costituzione e delle misure adottate in conseguenza dalle istituzioni in virtù della Costituzione. Vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea. Cura l'esecuzione del bilancio e gestisce i programmi. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dalla Costituzione. Fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dalla Costituzione, garantisce la rappresentanza esterna dell'Unione. Avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale dell'Unione per giungere ad accordi interistituzionali.
2. Un atto legislativo dell'Unione può essere adottato solo su proposta della Commissione salvo che la Costituzione non disponga diversamente. Gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione se la Costituzione lo prevede.
3. Il mandato della Commissione è di cinque anni.
4. I membri della Commissione sono scelti in base alla loro competenza generale e al loro
impegno europeo e offrono ogni garanzia di indipendenza.
5. La prima Commissione n minata conformemente alle disposizioni della Costituzione si compone di un cittadino di ciascuno Stato membro, compreso il presidente e il ministro degli affari esteri dell'Unione, che è uno dei suoi vicepresidenti.
6. A decorrere dal termine del mandato della Commissione di cui al paragrafo 5, la Commissione si compone di un numero di membri, compreso il presidente e il ministro degli affari esteri dell'Unione, corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri, a meno che il Consiglio europeo, deliberando all'unanimità, decida di modificare tale numero.
Sono scelti tra i cittadini degli Stati membri in base ad un sistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri. Tale sistema è stabilito da una decisione europea adottata all'unanimità dal Consiglio europeo secondo i principi seguenti:
a) gli Stati membri sono trattati su un piano di assoluta parità per quanto concerne la determinazione dell'avvicendamento e del periodo di permanenza dei loro cittadini in seno alla Commissione; pertanto lo scarto tra il numero totale dei mandati detenuti da cittadini di due Stati membri non può mai essere superiore a uno;
b) fatta salva la lettera a), ciascuna delle Commissioni successive è costituita in modo da riflettere in maniera soddisfacente la molteplicità demografica e geografica degli Stati membri dell'Unione.
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CIG 85/04 DQPG IT
7. La Commissione esercita le sue responsabilità in piena indipendenza. Fatto salvo l'articolo I-27, paragrafo 2, i membri della Commissione non sollecitano né accettano istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo. Essi si astengono da ogni atto incompatibile con le loro funzioni o con l'esecuzione dei loro compiti.
8. La Commissione è responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo. Il Parlamento europeo può votare una mozione di censura della Commissione secondo le modalità di cui all'articolo III-243. e tale mozione è adottata, i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni e il ministro degli affari esteri dell'Unione si dimette dalla Commissione.
Articolo I-26: Il presidente della Commissione europea
1. Tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone, entro un mese, un nuovo candidato che è eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura.
2. Il Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto adotta l'elenco delle altre persone che intende nominare membri della Commissione. Queste sono selezionate in base alle proposte presentate dagli Stati membri, conformemente ai criteri di cui all'articolo I-25, paragrafo 4 e paragrafo 6, secondo comma.
Il presidente, il ministro degli affari esteri dell'Unione e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione da parte del parlamento europeo.
In seguito a tale approvazione la Commissione è nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.
3. Il presidente della Commissione:
a) definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti;
b) decide l'organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l'efficacia e la collegialità della sua azione;
c) nomina gli altri vicepresidenti, ad esclusione del ministro degli esteri dell'Unione, tra i membri della Commissione.
Un membro della Commissione rassegna le dimissioni se il presidente glielo chiede. Il ministro degli affari esteri dell'Unione rassegna le dimissioni conformemente alla procedura di cui all'articolo I-27, paragrafo 1, se il presidente glielo chiede.
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CIG 85/04 DQPG IT
Dichiarazi ne da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo I-25
La Conferenza considera che quando la Commissione non include più i cittadini di tutti gli Stati membri, la Commissione dovrebbe dedicare particolare attenzione alla necessità di assicurare piena trasparenza nelle relazioni con tutti gli Stati membri. Di conseguenza, la Commissione dovrebbe essere strettamente collegata con tutti gli Stati membri, indipendentemente dal fatto che essi abbiano un cittadino che è membro della Commissione e, in questo contesto, dedicare particolare attenzione alla necessità di scambiare informazioni e di consultarsi con tutti gli Stati membri.
La Conferenza considera altresì che la Commissione dovrebbe prendere tutte le misure necessarie per assicurare che le realtà politiche, sociali ed economiche di tutti gli Stati membri, inclusi quelli che non hanno cittadini che sono membri della Commissione, siano pienamente prese in considerazione. Tali misure dovrebbero assicurare anche che la posizione dei suddetti Stati membri sia disciplinata da appropriate disposizioni organizzative.
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CIG 85/04 DQPG IT
ALLEGATO 2
DEFINIZIONE DEL VOTO
A MAGGIORANZA QUALIFICATA
Articolo I-24
1. Per maggioranza qualificata si intende almeno il 55% dei membri del Consiglio, con un minimo di quindici, rappresentanti gli Stati membri che totalizzino almeno il 65% della popolazione dell'Unione.
La minoranza di blocco deve comprendere almeno quattro membri del Consiglio; in caso
contrario la maggioranza qualificata si considera raggiunta.
2. In deroga al paragrafo 1, quando il Consiglio non delibera su proposta della Commissione o del ministro degli affari esteri dell'Unione, per maggioranza qualificata si intende il 72% dei membri del Consiglio rappresentanti gli Stati membri che totalizzino almeno il 65% della popolazione dell'Unione 1 .
Casi i cui soltanto alcuni membri del Consiglio ha o diritto di voto:
Nei casi i cui soltanto alcuni membri del Consiglio hanno diritto di voto (ad es. la cooperazione rafforzata o la zona euro), le disposizioni della Costituzione che definiscono in modo specifico la maggioranza qualificata dei suddetti casi saranno adeguate. L'adeguamento consisterà nell'inserire in tali disposizioni le percentuali previste dell'articolo I-24, paragrafi 1 e 2, in modo che siano applicate soltanto ai membri del Consiglio che hanno diritto di voto e alla popolazione degli Stati membri che essi rappresentano. Per quanto riguarda l'adeguamento della cifra di cui al secondo comma del paragrafo 1, il numero dei membri del Consiglio sarà il numero minimo tale da costituire una minoranza di blocco applicano il criterio ella popolazione più uno.
* * *
1 Esempi di casi in cui il Consiglio delibera senza proposta della Commissione:
in ambito GAI, quando i l Consiglio delibera su iniziativa degli Stati membri,
nel settore E C, quando il Consiglio delibera di propria iniziativa,
nella politica economica e monetaria quando delibera su raccomandazione della
Commissione o della BCE,
nel caso di sospensione di uno Stato membro o di ritiro di uno Stato membro,
in varie nomine.
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CIG 85/04 DQPG IT
ALLEGATO 3
PROGETTO DI DECISIONE RELATIVA
ALL'ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO I-24 1
Progetto di decisione del Consiglio relativa all'attuazione dell'articolo I-24
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA
considerando quanto segue:
1. Si ritiene opportuno adottare disposizioni tali da consentire una transizione senza scosse dal sistema decisionale del Consiglio a maggioranza qualificata, quale definito nel trattato di Nizza e illustrato all'articolo 2, paragrafo 2 del protocollo sulle disposizioni transitorie relative alle istituzioni e agli organi dell'Unione allegato alla Costituzione, che continuerà ad applicarsi fin al 31 ottobre 2009, al sistema di voto previsto all'articolo I-24 della Costituzione, che si applicherà a decorrere dal 1º novembre 2009.
2. Si rammenta che è consuetudine del Consiglio compiere ogni sforzo per rafforzare la
legittimità democratica delle decisioni adottate a maggioranza qualificata.
3. Si reputa opportuno mantenere la presente decisione per il tempo necessario ad assicurare una transizione senza scosse al nuovo sistema di voto previsto dalla Costituzione,
DECIDE:
Articolo 1
Se un numero di membri del Consiglio che rappresenti
a) almeno i tre quarti del livello della popolazione,
b) almeno i tre quarti del numero degli Stati membri, necessari per costituire una minoranza di blocco risultante dall'applicazione dell'articolo I-24, primo comma, manifesta l'intenzione di opporsi all'adozione da parte del Consiglio di un atto a maggioranza qualificata, il Consiglio discute la questione.
Articolo 2
Il Consiglio, durante le discussioni, farà tutto il possibile per raggiungere, entro un tempo ragionevole e senza pregiudicare i limiti di tempo obbligatori stabiliti dal diritto dell'Unione, una soluzione soddisfacente che tenga conto delle preoccupazioni manifestate dai membri del Consiglio di cui all'articolo 1.
____________________
1
Il progetto di decisione sarà adottato il giorno dell'entrata in vigore del trattato.
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CIG 85/04 DQPG IT
Articolo 3
A tal fine, il presidente del Consiglio mette in atto, con l'assistenza della Commissione e nel rispetto del regolamento interno del Consiglio, qualsiasi iniziativa necessaria per facilitare la realizzazione di una più ampia base di accordo in seno al Consiglio. I membri del Consigli gli prestano la loro assistenza.
Articolo 4
La presente decisione ha effetto a decorrere dal 1° novembre 2009. Resta in vigore almeno fin al 2014. Successivamente il Consiglio, deliberando a maggioranza semplice, può adottare una decisione europea che la abroga.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo I-24
La Conferenza dichiara che la decisione europea relativa all'attuazione dell'articolo I-24 sarà adottata dal Consiglio il giorno dell'entrata in vigore del trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa.
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ALLEGATO 4
SEGGI AL PARLAMENTO EUROPEO
Articolo I-19, paragrafo 2
2. Il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell'Unione. Il loro numero non può essere superiore a settecentocinquanta. La rappresentanza dei cittadini è garantita in modo regressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per Stato membro. A nessun Stato membro sono assegnati più di novantasei seggi.
Con sufficiente anticipo rispetto alle elezioni del parlamento europeo del 2009, e in seguito, se necessario, per successive elezioni, il Consiglio europeo adotta all'unanimità, su iniziativa del parlamento europeo e con l'approvazione di quest'ultimo, una decisione europea che stabilisce la composizione del parlamento europeo, nel rispetto dei principi di cui al primo comma.
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PARTE II
QUESTIONI NON ISTITUZIONALI
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ALLEGATO 5
DISPOSIZIONI SPECIFICHE AGLI STATI MEMBRI
LA CUI MONETA È L'EURO
Articolo III-92, paragrafo 2
2. Previa consultazione del parlamento europeo e dopo dibattito in seno al Consiglio europeo, il Consiglio, su proposta della Commissione, adotta una decisione europea che stabilisce quali Stati membri con deroga soddisfano alle condizioni necessarie sulla base dei criteri di cui al paragrafo 1, e abolisce le deroghe degli Stati membri in questione. Il Consiglio delibera sulla base di una raccomandazione presentata dalla maggioranza dei membri che, all'interno del Consiglio, rappresentano gli Stati membri la cui moneta è l'euro e che totalizzano almeno i tre quinti della popolazione di questi ultimi;1 questi membri deliberano entro 6 mesi dal ricevimento della proposta della Commissione da parte del Consiglio.
La formulazione di questa frase sarà adeguata alla luce della formulazione definitiva dell'articolo I-24 riguardante la definizione di maggioranza qualificata.
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ALLEGATO 6
COORDINAMENTO DELLE
POLITICHE ECONOMICHE
Articolo I-11, paragrafo 3
3. Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche e dell'occupazione secondo le modalità descritte nella arte III, la definizione delle quali è di competenza dell'Unione.
Articolo I-14, paragrafo 1
Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di massima per dette politiche.
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ALLEGATO 7
DICHIARAZIONE SUL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo III-76
.
Riguardo all'articolo III-76, la Conferenza conferma che l'aumento del potenziale di crescita e la garanzia di posizioni di bilanci sane costituiscono i due pilastri della politica economica e fiscale dell'Unione e degli Stati membri. Il patto di stabilità e crescita è un strumento importante per realizzare tali obbiettivi.
La Conferenza ribadisce il suo impegno nei confronti delle disposizioni relative al patto di stabilità e crescita, considerate il quadro entro cui si realizza il coordinamento delle politiche di bilanci negli Stati membri dell'Unione europea.
La Conferenza conferma che un sistema fondato su regole è la migliore garanzia affinché gli impegni siano rispettati e tutti gli Stati membri ricevano un trattamento equo.
In tale contesto, la Conferenza ribadisce inoltre il suo impegno nei confronti degli obiettivi ella strategia di Lisbona: creazione di posti di lavoro, riforme strutturali e coesione sociale.
L'Unione mira a raggiungere una crescita economica equilibrata e la stabilità dei prezzi. Le politiche economiche e di bilancio devono pertanto stabilire le corrette priorità in materia di riforme economiche, innovazione, competitività e rafforzamento degli investimenti privati e dei consumi nelle fasi di crescita economica debole. Ciò dovrebbe riflettersi negli orientamenti delle decisioni in materia di bilanci a livello nazionale e dell'UE, in particolare mediante la ristrutturazione delle entrate e delle spese pubbliche, nel rispetto della disciplina di bilancio conformemente alla Costituzione e al patto di stabilità e crescita.
Le sfide economiche e finanziarie cui gli Stati membri sono confrontati sottolineano l'importanza di una politica di bilancio sana nell'arco dell'intero ciclo economico.
La Conferenza conviene che gli Stati membri dovrebbero utilizzare i periodi di ripresa
economica attivamente per consolidare le loro finanze pubbliche e migliorare le loro posizioni di bilanci. L'obiettivo è raggiungere gradualmente un avanzo di bilancio nei periodi favorevoli, in modo da disporre del margine di manovra necessario per far fronte alle fasi di congiuntura negativa e contribuire così alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.
Gli Stati membri attendono con interesse eventuali proposte della Commissione e ulteriori contributi degli Stati membri riguardo al rafforzamento e al chiarimento dell'attuazione del patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri adotteranno tutte le misure necessarie al fine di aumentare il potenziale di crescita delle loro economie. Un miglior coordinamento delle politiche economiche potrebbe contribuire alla realizzazione di tale obiettivo. La presente dichiarazione non pregiudica il futuro dibattito sul patto di stabilità e crescita.
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ALLEGATO 8
MISURE RELATIVE AI DISAVANZI ECCESSIVI
Articolo III-76, paragrafo 6
6. Il Consiglio‚ su proposta della Commissione e considerate le osservazioni che lo Stato membro interessato ritenga di formulare‚ decide‚ dopo una valutazione globale‚ se esiste un disavanzo eccessivo. In caso affermativo adotta, senza inutili indugi, su raccomandazione della Commissione, le raccomandazioni allo Stato membro in questione al fine di far cessare tale situazione entro un determinato periodo. Fatto salvo il paragrafo 8‚ dette raccomandazioni non sono rese pubbliche.
Nel contesto del presente paragrafo, il Consiglio delibera senza tener conto del voto del membro del Consiglio che rappresenta lo Stato membro in questione.
La maggioranza qualificata è definita come la maggioranza degli altri membri del Consiglio rappresentanti Stati membri che totalizzino almeno i tre quinti della popolazione degli Stati membri partecipanti.1
La formulazione di questa frase sarà adattata alla luce della formulazione definitiva dell'articolo I-24 riguardante la definizione di maggioranza qualificata. .
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ALLEGATO 9
QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE
Articolo I-54
1. Il quadro finanziario pluriennale mira ad assicurare l'ordinato andamento delle spese dell'Unione entro i limiti delle sue risorse proprie. Fissa per categoria di spesa gli importi dei massimali annui degli stanziamenti per impegni, conformemente all'articolo III-308.
2. Una legge europea del Consiglio fissa il quadro finanziario pluriennale. Il Consiglio delibera all'unanimità previa approvazione del parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono.
3. Il bilancio annuale dell'Unione è stabilito nel rispetto del quadro finanziario pluriennale.
4. Il Consiglio europeo può adottare all'unanimità una decisione europea che consente al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata quando adotta la legge europea del Consiglio di cui al paragrafo 2.
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ALLEGATO 10
SPIEGAZIONI RELATIVE ALLA CARTA
DEI DIRITTI FONDAMENTALI
5º capoverso del preambolo
La presente Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti dell'Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dall'Unione e dal Consiglio d'Europa, nonché dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e da quella della Corte europea dei diritti dell'uomo. In tale contesto, la Carta sarà interpretata dai giudici dell'Unione e degli Stati membri alla luce delle spiegazioni elaborate sotto l'autorità del Praesidium della Convenzione che ha redatto la Carta e aggiornate sotto la responsabilità del Praesidium della Convenzione europea.
Articolo II-52: Portata e interpretazione dei diritti e dei principi
(nuovo paragrafo 7)
7. I giudici dell'Unione e degli Stati membri tengono nel debito conto le spiegazioni elaborate al fine di fornire orientamenti per l'interpretazione della Carta dei diritti fondamentali.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
sulle spiegazioni Relative alla Carta dei diritti fondamentali
La Conferenza prende atto delle spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali, elaborate sotto l'autorità del Praesidium della Convenzione che ha redatto la Carta e aggiornate sotto la responsabilità del Praesidium della Convenzione europea, riportate qui di seguito.
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ALLEGATO 11
(Allegato 22 riveduto del doc. CIG 81/04)
MISURE CONCERNENTI GLI STATI MEMBRI
LA CUI MONETA È L'EURO
Articolo III-88
1. Per garantire il corretto funzionamento dell'unione economica e monetaria e in conformità delle pertinenti disposizioni della Costituzione, il Consiglio adotta secondo la procedura pertinente tra quelle di cui agli articoli III-71 e III-76, con l'eccezione della procedura di cui al paragrafo 13, misure concernenti gli Stati membri la cui moneta è l'euro, al fine di:
a) rafforzare il coordinamento della disciplina di bilancio e la sorveglianza della medesima;
b) elaborare, per quanto li riguarda, gli orientamenti di politica economica vigilando affinché siano compatibili con quelli adottati per l'insieme dell'Unione, e garantirne la sorveglianza.
2. [invariato]
Articolo III-91, paragrafo 2
2. Le disposizioni della Costituzione indicate in appresso non si applicano agli Stati membri con deroga:
a) - h) (invariato)
i) decisioni europee che definiscono le posizioni comuni sulle questioni di particolare importanza per l'unione economica e monetaria nell'ambito delle competenti istituzioni e conferenze finanziarie internazionali (articolo III-90, paragrafo 1);
j) misure opportune per garantire una rappresentanza unificata nell'ambito delle istituzioni e conferenze finanziarie internazionali (articolo III-90, paragrafo 2).
Pertanto, negli articoli di cui sopra, per "Stati membri" si intendono gli Stati membri la cui moneta è l'euro.
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Articolo III-91, paragrafo 4
4. I diritti di voto dei membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri con deroga sono sospesi al momento dell'adozione da parte del Consiglio delle misure di cui agli articoli elencati al paragrafo 2, come pure nei casi seguenti:
a) raccomandazioni rivolte agli Stati membri la cui moneta è l'euro nel quadro della
sorveglianza multilaterale, per quanto riguarda anche i programmi di stabilità e gli
avvertimenti (articolo III-71, paragrafo 4);
b) misure relative ai disavanzi eccessivi riguardanti gli Stati membri la cui moneta è l'euro
(articolo III-76, paragrafi 6, 7, 8 e 11).
[resto del paragrafo invariato]
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ALLEGATO 12
(allegato 26 riveduto del doc. CIG 81/04)
EUROJUST
Articolo III-174, paragrafo 2
2. In questo contesto la legge europea determina la struttura, il funzionamento, la sfera d'azione e i compiti dell'Eurojust. Tali compiti possono comprendere:
a) l'avvio di indagini penali, nonché la proposta di avvio di azioni penali esercitate dalle autorità nazionali competenti, in particolare quelle relative a reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione;
b) il coordinamento di indagini ed azioni penali di cui alla lettera a);
c) il potenziamento della cooperazione giudiziaria, anche attraverso la composizione dei conflitti di competenza e tramite una stretta cooperazione con la Rete giudiziaria europea.
La legge europea fissa inoltre le modalità per associare il parlamento europeo e i parlamenti nazionali degli Stati membri alla valutazione delle attività dell'Eurojust.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale in relazione all'articolo III-174, paragrafo 2
La Conferenza ritiene che la legge europea di cui all'articolo III-174, paragrafo 2 debba tener conto delle norme e pratiche nazionali relative all'avvio di indagini penali.
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ALLEGATO 13
(allegato 55 riveduto del doc. CIG 81/04)
COOPERAZIONE RAFFORZATA
Articolo III-324, paragrafo 1
1. Al momento dell'instaurazione le cooperazioni rafforzate sono aperte a tutti gli Stati membri, fatto salvo il rispetto delle eventuali condizioni di partecipazione stabilite dalla decisione europea di autorizzazione. La partecipazione alle cooperazioni rafforzate resta inoltre possibile in qualsiasi altro momento, fatto salvo il rispetto, oltre che delle eventuali condizioni summenzionate, degli atti già adottati in tale ambito.
La Commissione e gli Stati membri che partecipano a una cooperazione rafforzata si adoperano per promuovere la partecipazione del maggior numero possibile di Stati membri.
Articolo III-325, paragrafo 2
2. La richiesta degli Stati membri che desiderano instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel quadro della politica estera e di sicurezza comune è presentata al Consiglio. È trasmessa al ministro degli affari esteri dell'Unione, che esprime un parere sulla coerenza della cooperazione rafforzata prevista con la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione, e alla Commissione, che esprime un parere segnatamente sulla coerenza della cooperazione rafforzata prevista con le altre politiche dell'Unione. È inoltre trasmessa per conoscenza al Parlamento europeo.
L'autorizzazione a procedere a una cooperazione rafforzata è concessa con una decisione europea del Consiglio, che delibera all'unanimità.
Articolo III-326, paragrafo 2
2. Ogni Stato membro che desideri partecipare a una cooperazione rafforzata in corso nel quadro della politica estera e di sicurezza comune notifica tale intenzione al Consiglio, al ministro degli affari esteri dell'Unione e alla Commissione.
Il Consiglio conferma la partecipazione dello Stato membro in causa previa consultazione del ministro degli affari esteri dell'Unione e dopo aver constatato, se del caso, che le condizioni di partecipazione sono soddisfatte. Il Consiglio, su proposta del ministro degli affari esteri dell'Unione, può inoltre adottare le misure transitorie necessarie per l'applicazione degli atti già adottati nel quadro della cooperazione rafforzata. Tuttavia, se il Consiglio ritiene che le condizioni di partecipazione non siano soddisfatte, indica le disposizioni da adottare per soddisfarle e fissa un termine per il riesame della richiesta di partecipazione.
Ai fini del presente paragrafo, il Consiglio delibera all'unanimità e conformemente all'articolo
I-43, paragrafo 3. .
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Articolo III-328
1. Qualora una disposizione della Costituzione che può essere applicata nel quadro di una cooperazione rafforzata preveda che il Consiglio deliberi all'unanimità, il Consiglio, deliberando all'unanimità conformemente alle modalità di cui all'articolo I-43, paragrafo 3, può decidere che delibererà a maggioranza qualificata.
2. Qualora una disposizione della Costituzione che può essere applicata nel quadro di una cooperazione rafforzata preveda che il Consiglio adotti leggi europee o leggi quadro europee conformemente a una procedura legislativa speciale, il Consiglio, deliberando all'unanimità conformemente alle modalità di cui all'articolo I-43, paragrafo 3, può decidere che delibererà a norma della procedura legislativa ordinaria. Il Consiglio delibera previa consultazione del parlamento europeo.
3. I paragrafi 1 e 2 non si applicano alle decisioni che hanno implicazioni militari che rientrano nel settore della difesa.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo III-325
La Conferenza dichiara che gli Stati membri, quando formulano una richiesta per instaurare una cooperazione rafforzata, possono indicare se già in quella fase intendono far ricorso alle disposizioni di cui all'articolo III-328 che prevedono l'estensione del voto a maggioranza qualificata la procedura legislativa ordinaria.
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ALLEGATO 14
(allegato 36 riveduto del doc. CIG 81/04)
COESIONE ECONOMICA, SOCIALE E TERRITORIALE
Articolo III-116
Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione‚ questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale.
In particolare, l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni più svantaggiate.
Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e a quelle che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica, le regioni insulari, di frontiera e di montagna.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo III-116
La Conferenza ritiene che il riferimento alle regioni insulari contenuto nell'articolo III-116 possa includere gli Stati insulari nella loro interezza, a condizione che siano rispettati i criteri necessari.
Articolo III-56, paragrafo 2, lettera c)
2. Sono compatibili con il mercato interno:
a) [invariato]
b) [invariato]
c) gli aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania‚ nella misura in cui sono necessari a compensare gli svantaggi economici provocati da tale divisione. Cinque anni dopo l'entrata in vigore del trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, può adottare una decisione europea che abroga il presente punto.
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CIG 85/04 DQPG IT
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo III-56, paragrafo 2, lettera c)
La Conferenza constata che le disposizioni di cui all'articolo III-56, paragrafo 2, lettera c) sono interpretate conformemente alla giurisprudenza esistente della Corte di giustizia riguardo all'applicabilità delle disposizioni agli aiuti concessi a talune regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della passata divisione della Germania.
Articolo III-56, paragrafo 3, lettera a)
3. Possono considerarsi compatibili con il mercato interno:
a) gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni dove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, nonché quello delle regioni di cui all'articolo III-330, tenuto conto della loro situazione strutturale, economica e sociale.
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ALLEGATO 15
(allegato 37 riveduto del doc. CIG 81/04)
TRASPORTI
Articolo III-134
(nuovo paragrafo 3)
3. All’atto dell’adozione della legge quadro europea di cui al paragrafo 2, si tiene conto dei casi in cui la sua applicazione rischi di pregiudicare gravemente il tenore di vita e l'occupazione in talune regioni‚ come pure l'uso delle attrezzature relative ai trasporti.
Articolo III-141
Le disposizioni della presente sezione non ostano alle misure adottate nella Repubblica federale di Germania‚ sempre che tali misure siano necessarie a compensare gli svantaggi economici cagionati dalla divisione della Germania all'economia di talune regioni della Repubblica federale che hanno risentito di tale divisione. Cinque anni dopo l'entrata in vigore del trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, può adottare una decisione europea che abroga il presente articolo .
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo III-141
La Conferenza constata che le disposizioni di cui all'articolo III-141 si applicano conformemente all'attuale prassi. I termini "misure necessarie a compensare gli svantaggi economici cagionati dalla divisione della Germania all'economia di talune regioni della Repubblica federale che risentono di tale divisione" sono interpretati conformemente alla giurisprudenza esistente della Corte di giustizia.
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ALLEGATO 16
(allegato 39 riveduto del doc. CIG 81/04)
ENERGIA
Articolo I-13: Settori di competenza concorrente
2. La competenza concorrente si applica ai seguenti settori principali:
a) mercato interno,
b) politica sociale, per quanto riguarda gli aspetti definiti nella parte III,
c) coesione economica, sociale e territoriale,
d) agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare,
e) ambiente,
f) protezione dei consumatori,
g) trasporti,
h) reti transeuropee,
i) energia,
j) spazio di libertà, sicurezza e giustizia,
k) problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica, per quanto riguarda gli aspetti definiti nella parte III.
Articolo III-157
1. Nel quadro della realizzazione del mercato interno e tenendo conto dell'esigenza di preservare e migliorare l'ambiente, la politica dell'Unione nel settore dell'energia è intesa a:
a) garantire il funzionamento del mercato dell'energia,
b) garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'Unione
c) promuovere il risparmio energetico, l'efficienza energetica e lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili.
2. Fatte salve le altre disposizioni della Costituzione, le leggi o le leggi quadro europee stabiliscono misure per conseguire gli obbiettivi di cui al paragrafo 1. Tali leggi o leggi quadro sono adottate previa consultazione del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale.
Dette leggi o leggi quadro non incidono sul diritto di uno Stato membro di determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamento energetico, fatto salvo l'articolo III-130, paragrafo 2, lettera c).
In deroga al paragrafo 2, una legge o legge quadro europea del Consiglio stabilisce le misure ivi contemplate se sono principalmente di natura fiscale. Il Consiglio delibera all'unanimità previa consultazione del parlamento europeo.
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CIG 85/04 DQPG IT
Dichiarazione da iscrivere nell’atto finale
in relazione all’articolo III-157
La Conferenza ritiene che l’articolo III-157 non pregiudichi il diritto degli Stati membri di adottare le disposizioni necessarie per garantire il loro approvvigionamento energetico alle condizioni previste dall’articolo III-16.
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ALLEGATO 17
(allegato 52 riveduto del doc. CIG 81/04)
TESTI FACENTI FEDE E TRADUZIONI
Articolo IV-10, paragrafo 2 (nuovo)
2. Il presente trattato può essere parimenti tradotto in qualsiasi altra lingua determinata da un Stato membro che, in base all'ordinamento costituzionale dello Stato in questione, sia lingua ufficiale in tutto il suo territorio o in parte di esso. Lo Stato membro interessato fornisce copia certificata conforme di tale traduzione affinché sia depositata negli archivi del Consiglio.
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale
in relazione all'articolo IV-10, paragrafo 2
La Conferenza ritiene che la possibilità di rendere disponibili traduzioni ufficiali del trattato nelle lingue menzionate all'articolo IV-10, paragrafo 2 contribuisca a realizzare l' obbiettivo di rispettare la ricchezza della diversità culturale e linguistica dell'Unione di cui all'articolo I-3, paragrafo 3 del trattato. In questo contesto la Conferenza conferma l'importanza che l'Unione annette alla diversità culturale dell'Europa e la particolare attenzione che essa continuerà a prestare a queste e alle altre lingue.
La Conferenza raccomanda agli Stati membri che intendono valersi della possibilità offerta dall'articolo IV-10, paragrafo 2 di comunicare al Consiglio, entro sei mesi dalla data della firma del trattato, la lingua le lingue in cui sarà tradotto il trattato.
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ALLEGATO 18
POSIZIONE DEL REGNO UNITO E DELL'IRLANDA
RISPETTO ALLE POLITICHE RELATIVE AI
CONTROLLI ALLE FRONTIERE, ALL'ASILO E
ALL'IMMIGRAZIONE E RISPETTO ALLA
COOPERAZIONE GIUDIZIARIA IN MATERIA
CIVILE E ALLA COOPERAZIONE DI POLIZIA
Protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto alle politiche relative ai controlli alle frontiere, all'asilo e all'immigrazione e rispetto alla cooperazione giudiziaria in materia civile e alla cooperazione di polizia.
Articolo 1 1
Fatto salvo l'articolo 3, il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano all'adozione da parte del Consiglio delle misure proposte a norma delle sezioni 2 o 3 del capo IV del titolo III della parte III della Costituzione dell'articolo III-161, nella misura in cui tale articolo riguarda i settori contemplati da dette sezioni, dell'articolo III-164 dell'articolo III-176, paragrafo 2, lettera a). Per le decisioni del Consiglio che devono essere adottate all'unanimità, si richiede l'unanimità dei membri del Consiglio, ad eccezione dei rappresentanti dei governi del Regno Unito e dell'Irlanda.
[secondo paragrafo invariato ]
1 Saranno apportate le corrispondenti modifiche in altri articoli pertinenti del protocollo. .
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CIG 85/04 DQPG IT
ALLEGATO 19
DICHIARAZIONI DEGLI STATI MEMBRI DA
ISCRIVERE NELL'ATTO FINALE
1. Dichiarazione del Regno di Spagna e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Il trattato che istituisce la Costituzione si applica a Gibilterra come territorio europeo di cui un Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l'estero. Ciò non implica modifiche delle posizioni degli Stati membri interessati.
2. Dichiarazione del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord relativa alla definizione del termine "cittadini"
Con riguardo al trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica in qualsiasi atto derivante da questi trattati da essi mantenuto in vigore, il Regno Unito reitera la dichiarazione, fatta il 31 dicembre 1982, relativa alla definizione del termine "cittadini", ad esclusione del riferimento ai "cittadini dei territori britannici dipendenti", che deve intendersi fatto ai "cittadini dei territori britannici d' oltremare".
2. Dichiarazione del Regno dei Paesi Bassi in relazione all'articolo IV-4
Il Regno dei Paesi Bassi dichiara che un'iniziativa per una decisione europea ai sensi dell'articolo IV-4, paragrafo 7, volta a modificare l status delle Antille olandesi e/o di Aruba nei confronti dell'Unione europea, sarà presentata unicamente in virtù di una decisi ne adottata in conformità dello Statuto del Regno dei Paesi Bassi.
4. Dichiarazione del Regno dei Paesi Bassi in relazione all'articolo I-54
Il Regno dei Paesi Bassi approverà la decisione europea di cui all'articolo I-54, paragrafo 4 non appena una revisione della legge europea di cui all'articolo I-53, paragrafo 3 fornirà ai Paesi Bassi una soluzione soddisfacente per la loro posizione di contribuente netto eccessivamente negativa nei confronti del bilancio dell'Unione europea.
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09/06/04 Convegno Dibattito su ''Diritto alla Salute per Tutti'' |
Meeting sull’Art 32 della Costituzione dal tema:
"Diritto alla Salute per Tutti"
Argomenti: Diagnosi Precoce - Prevenzione - Accesso alle cure
Ancona aggiornamento al 09-06-2004
M.C.E. ed A.I.FA.VI.N. hanno inserito nel programma delle iniziative 2004 un convegno, che si svolgerà il 04-12-2004 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Ancona. Il meeting viene organizzato in collaborazione con l’A.I.N.O. (Associazione Italiana di Neuro-Oncologia) e con l’Ordine dei Medici, verterà sul dibattito dell’Art. 32 della Costituzione ed il tema è: “Diritto alla Salute per Tutti”, gli Argomenti in discussione saranno: Diagnosi Precoce –Prevenzione – Accesso alle Cure. Hanno assicurato la loro presenza in qualità di relatori personalità che hanno ricoperto e che ricoprono alte cariche istituzionali nazionali, nonché autorevoli rappresentanti nazionale ed internazionali del mondo della Scienza-Medica e della Ricerca, sono previsti due spazi colturali colmati da una famosa Soprano.
Noi di M.C.E. e di A.I. FA.VI.N., abbiamo ritenuto opportuno sottoporre il progetto del Seminario per una valutazione generale: al Rettore dell’Università degli Studi di Medicina e Chirurgia di Ancona Prof. Marco Pacetti, al Presidente della Giunta Regione Marche Dott. D’Ambrosio, all’Assessore alla Sanità della Regione Marche Dott. Melappioni, al Direttore Dell’Agenzia Sanitaria Regionale Prof. Di Stanislao, Al Direttore Generale dell’ASUR (Azienda Unica Sanitaria Regionale) Dott. Antonio Aprile, al Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Ancona Dott. Paolo Menichetti, al Presidente della Provincia di Ancona Prof. Giancarli, al Presidente ANCI Marche Dott. Sturani, ai sindaci di Senigallia, Jesi e Falconara M.ma, agli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni di Ancona e Chiaravalle, alla Funzione Pubblica del Sindacato Confederale C.G.I.L.–C.I.S.L.–U.I.L., hanno tutti ed indistintamente affermato che il tema è molto importante e di assoluta opportunità, tanto che hanno assicurato di sostenere l’iniziativa anche economicamente.
Il nostro obbiettivo é che dai lavori del meeting emergano indicazioni scientifiche, strumenti e procedure nuove d’intervento in modo particolare per le patologie tumorali, chiarificazioni per i cittadini utenti con strumenti idonei ad aiutare le scelte programmatiche del Potere Politico e delle Istituzioni sanitarie.
Il Presidente Nazionale M.C.E. Il Presidente Nazionale A.I. FA.VI.N.
Rag. Giovanni Fiorentini Dott. Samuele Carosi
Recapiti Tel.ci: Tel+Fax 071-91 60 233 Cell.ri: 339-11 68 776 -- 349-13 72 851 e-mail:
mtdc.cittadinieuropei@virgilio.it - servizio_conciliazione@tin.it - aifavin_nazionale@virgilio.it
http::// www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.volontariatomarche.it/aifavin.htm
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12/05/04 Congresso AINO 2-3-4 ottobre 2003 La ricerca sul cancro |
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12/05/04 Creazione di un gruppo di auto-aiuto |
CREAZIONE DI UN GRUPPO DI AUTO-AIUTO PER FAMILIARI
DI VITTIME DI PATOLOGIA NEOPLASTICA
Ancona, 28 feb. 2004
Conduttori del gruppo: Dr. Sandro Scarpa, Dr. Andrea Ciattaglia
Il progetto verte sulla possibilità di creare un gruppo di auto-aiuto per il sostegno di famiglie che hanno perso un proprio congiunto a causa di tumore.
L’iniziativa ha lo scopo di fornire aiuto e supporto a tali famiglie che potranno così stabilire una relazione fra pari, ed essere tutti reciprocamente e contemporaneamente fruitori e prestatori di cure.
Queste famiglie potranno accrescere la capacità di far fronte al forte disagio legato alla perdita del loro membro, attraverso il mutuo soccorso e la messa a punto di strategie efficaci.
Si è pensato di creare un gruppo di cinque famiglie, almeno in una prima fase a carattere di prova, e di stabilire gli incontri ogni tre settimane, intervallati da riunioni d’equipe in cui si discuterà sugli incontri effettuati e sul materiale raccolto.
Il primo incontro di gruppo sarà ovviamente mirato a quella che viene definita “fase sociale”, in cui avverrà la reciproca conoscenza dei partecipanti e verranno date tutte le varie informazioni sul nostro progetto.
Durante i successivi incontri si entrerà invece nella piena attività di gruppo in cui probabilmente emergeranno già da subito temi affettivamente pregnanti e comuni alle famiglie partecipanti.
A queste ultime si darà la libertà di discutere sui temi che loro vorranno e di esprimere ogni possibile disagio personale.
Dalla discussione dei vari problemi, i partecipanti stessi potranno esprimere le loro esperienze ed opinioni, magari suggerendo delle soluzioni alternative.
Con il passare del tempo, una volta ottenuto un certo grado di coesione fra i partecipanti, si provvederà ad inserire altre famiglie definendo così un gruppo a struttura aperta, chiedendo, qualora lo ritenessimo opportuno, la collaborazione di altri operatori per la conduzione di quest’ultimo.
Si prevede che nell’arco dei prossimi due mesi riusciremo a riunire le cinque famiglie del gruppo iniziale, inaugurando l’attività entro l’inizio di maggio.
Grazie per l’attenzione. Saluti dal Dr. Sandro Scarpa.
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