News

22/04/12
PROCESSO RUBY L'IMPUTATO BERLUSCONI ED I SUOI SOLDI PER L'ACQUISTO DI TESTIMONI
22/04/12
I RETTORI ITALIANI E CONSIGLIO NAZIONALE CNR HANNO FIRMATO PER SINERGIA DI GIOVA
CNR e CRUI: sinergia per gi...
22/04/12
UNA INTERA GENERAZIONE ATTENDE CON IL FIATO SOSPESO QUALE SARA IL PROPRIO FUTURO

22/04/12
TANGENTOPOLI é RISORTA CON IL NOME DI MODERNA CORRUZIONE POLITICA
Siamo sudditi e trasgressor...
22/04/12
LA GIORNALISTA MARCHIGIANA PAOLA CICCIOLI LICENZIATA IN TRONCO DA MONDADORI
04/04/2012 - Licenziata gio...
22/04/12
L'IBBA CNR E LA UNIVERSITA DI PISA HANNO SCOPERTO L'ALTO VALORE NUTRIZIONALE DEL
Pomodoro ‘cibo funzio...
22/04/12
PRESENTATO A GAETA LO YACHT MED FESTIVAL DAL 21 AL 29 APRILE CON LA FIERA DELL'E
Comunicato Stampa del 0...
22/04/12
LA NAVE OCEANOGRAFICA URANIA E I SUOI 20 ANNI DI RICERCA SUL MARE
Urania, 20 anni di ricerca...
22/04/12
BOSSI PRIMA GRIDA AL COMPLOTTO POI CHIEDE SCUSA PER I REATI COMMESSI DAI FAMILIA
Umberto Bossi: prima grida...
22/04/12
BOTTIGLIONE DISSE CHE ANCHE CON L'F35 C'ERA IL GIRO DI MAZZETTE
Non solo f35: di paola fece...
22/04/12
MARCO TRAVAGLIO RACCONTA LA SCENATA COMICA DEL GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA
Formi e Renato di Marco Tra...
22/04/12
L'ULTIMA VOLTA CHE BOSSI FECE QUALCHE COSA DI UTILE FU NEL 1994
Umberto, sei tutti loro
22/04/12
BERLUSCONI E LE SUE ELEMOSINE COME QUELLE ALLA MINETTI LAVITOLA EMILI FEDE E LEL
Lelemosina di Marco Travagl...
22/04/12
IN UN SISTEMA POLITICO IMPAZZITO NECESSITA UN MANICOMIO BEN ORGANIZZATO
Lezioni di Trota di Marco...
22/04/12
LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO VA DIFESA NEL SUO COMPLETO IMPIANTO PERCHE EUR

22/04/12
BOSSI PRIMA GRIDA AL COMPLOTTO POI CHIEDE SCUSA PER I REATI COMMESSI DAI FAMILIA
Umberto Bossi: prima grida...
22/04/12
IL PIù PENSOSO è STATO ROBERTO CASTELLI MA è STATO SUBITO ARCHIVIATO
I nasi comunicanti di Marco...
22/04/12
IL CNR DI BOLOGNA TRASMETTE I DATI DEL CLIMA DI MARZO DEL 2012
L’istituto di Scienze...
22/04/12
ROBERTO MARONI FORSE SEGRETARIO FEDERALE DELLA LEGA MA CON 5 PUBBLICI MINISTERI
Maroni, numero due della Le...
22/04/12
LA MAGISTRATURA FA DI NUOVO SENTIRE IL RFIATO AL COLLO A FORMICONI E REGIONE LOM

22/04/12
NAPOLITANO FINI E SCHIFANI SONO AL POTERE DAL 1953 AL 1996 E MAI ACCORTI CHE I P
Occhio alla truffa di Marco...
22/04/12
LE PRIMARIE DEVONO SERVIRE A COSTRUIRE ALTERNATIVE POLITICHE

22/04/12
SE VERSI IL 5 PER MILLE SULLA PI 93098590420 OGNI ANNO PUOI SALVARE 38 MILIONI D
Trentotto milioni di ba...
22/04/12
SENZA RISULTATI GLI ESPERIMENTI DI QUANTO è ACCADUTO DOPO IL BIN BAN
Senza
04/04/12
LI CERN SPIEGA LA FISICA DELLEPARTICELLE E L'UINIVERSO

04/04/12
NELLE MARCHE HA ONORATO LA FESTA DELLA DONNA CON UNA LEGGE
Con gentile preghiera di pu...
04/04/12
LA RAI é STAT5A CONDANNATA A RIMBORSARE 7 MILIONI DI €URO ALLA FIAT
Delitto di cronaca di Marco...
04/04/12
PINO SCACCIA STORICO DEL TGI HA PRESENTATO IL SEMINARIO DI URBINO
 28/03/20...
02/04/12
MILANO E CARNELL HANNO SCOPERTO CHE LA SENESCENZA NON FERMA IL TUMORE
La senescenza cellulare non...
02/04/12
ALCUNI PAESI DI OCCIDENTGE HANNO SMARRITO GLI EQUILIBRI

02/04/12
IL CERN SPIEGA AL GRANDE PUBBLICO CHE COSA RIESCE A FARE IN SOLI DUE MINUTI
Questa pagina "per il...
02/04/12
CON UN DIRIGIBILE NELLE ISOLE SVALBARD DALLA NOTTE ALLE ORIGINI UNIVERSO
Dalla notte artica le origi...
02/04/12
MARIA GIOVANNA MAGLE EX INVIATA RAI SOTTO INCHIESTA PER EVASIONE CONTRIBUTI
Anche i giornalisti Piangon...
02/04/12
CON LA ATMOSFERA SOTTO GLI OCCHI DEL CIMONE APPENNINICO
L'atmosfera sotto l'occhio...
02/04/12
IL CNR .E PROSSIMO ALLA TERAPIA DELLA DISABILITA INTELLETTIVA DI ORIGINE GENETIC
Possibile terapia contro la...
02/04/12
LA BIOGRAFIA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA NICOPLA ZINGARETTI
La Biografia
02/04/12
A BOLOGNA NELLA CINETECA NASCE UN UFFICIO STAMPA MA SENZA GIORNALISTI
08/03/2012 - Ufficio Stampa...
02/04/12
CON I DIRITTI SOCIALI PER TUTTI SI INVESTE ANCHE SULLA SALUTE

02/04/12
LA FISICA DELLE PARTICELLE FILOSOFIA E ETICA

02/04/12
DAVID FAVIA NELLE MARCHE HA ONORATO LA SESTA DELLA DONNA CON UNA LEGGE
Con gentile preghiera di pu...
24/01/12
UIN TEAM DI RICERCATORI DEL CNR DI MILANO E CANNELL UNIVERSITY
La senescenza cellulare non...
24/01/12
LA NICOTINA CONTRASTA LE DISCINESIE MOTORIE DEL MORBO DI PARCKINSON
24/01/12
DOCUMENTO NON CLASSIFICATO CONTROLLATO RICHIEDE UNA MISURA DI PREVENZIONE
Viaggio in divisa (e con l&...
24/01/12
BIOLOGI E BIOFISICI DEL CNR E DELL'ATENEO DI PALERMO SUI FARMACI
Alzheimer? È una spe...
24/01/12
GLI INVESTIMENTI NELLA SCIENZA DI BASE SERVE AGLI OBBIETTIVI SYMETRY

23/01/12
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SEVERINO HA CONVOCATO GLI ORDINI ODG
I Giornalisti e la Riforma<...
23/01/12
IL GOVERNO MONTI SI MUOVE MOLTO BENE IN TUTTE LE DIREZIONI

23/01/12
PASSATO IL DECRETO CHE ASSUME PERSONALE PER LE CARCERI
Le carceri marchigiane espl...
03/01/12
RIEMERGONO ABITUDINI NORMATIVE CON I SOLITI DOPPIONI COSTOSISSIMI

03/01/12
ENAV SONO CADUTE LE PRIME TESTE DELLA LUNGA CATENA CORRUTTIVA
03/01/12
14 ASSESSORI 3 CONSIGLIERI NEL LAZIO PENSIONATI CON 16.000 €URO
Se non ora quanto? <...
03/01/12
NOI PREFERIAMO MAGGIORANZE FORTI CHE GOVERNI CORROTTI ED INCAPACI
Il diritto alla vivacit&agr...
03/01/12
LA FNS RAVVISANDO LA NECESSITà PROMUOVE LA MOBILITà DELLA CATEGORIA
La Federazione Nazionale
14/12/11
MONTI DEVE LIBERARCI SUBITO DALLA VERGOGNA DI BERLUSCONI NEL MONDO
Lacrime e mercati di Furio C...
14/12/11
CON L'USCITA DI SCENA DI BERLUSCONI LE PAGINE DI CRONACA SONO VUOTE
L’informazione nel do...
14/12/11
OCCORRE CHE L'ITALIA SI METTA IN OPERA DOPO ANNI DILETARGO E CASTE

25/11/11
DIRITTO PER TV ESTERE A CHI SI FORMA AL GIORNALISMO DI URBINO
Premio Curzi a Gianmarco Si...
09/11/11
NICOLA ZINGARETTI FRATELLO DEL COMMISSARIO ALBANO RACCONTA DI SE
Nicola Zingaretti: dieci mo...
09/11/11
SU EUROPA MARCHE NEWS TUTTE LE OCCASIONI EUROPEE
Europa
22/04/12 PROCESSO RUBY L'IMPUTATO BERLUSCONI ED I SUOI SOLDI PER L'ACQUISTO DI TESTIMONI
Processo Ruby, l’imputato Berlusconi e i soldi per le ragazze testimoni Milano Bonifici per le gemelle De Vivo, la Minetti e i suoi avvocati di Gianni Barbacetto          Segui i soldi, dicono da sempre gli investigatori migliori. Lo sanno bene anche Ilda Boccassini e Antonio San-germano, i pm dei processi Ruby. E seguendo la pista dei soldi sono arrivati a scoprire altri versamenti di Silvio Berlusconi a tre ragazze del bunga-bunga: 257 mila euro in sei bonifici partiti nell'estate-autunno 2011 dal conto personale di Berlusconi presso il Monte dei Paschi di Siena. Quattro di questi (30 mila il 15 aprile 2011, 100 il 22 giugno, 15 il 14 ottobre e 40 mila il 30 novembre, causale “prestito infruttifero”) sono approdati sul conto Intesa San Paolo di Nicole Minetti, la consigliera regionale accusata di aver curato l'organizzazione delle serate ad Arcore e la gestione degli appartamenti di via Olgettina dove sono ospitate le ragazze più presenti alle feste.           Per questo Minetti è sotto processo per favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, insieme con Emilio Fede e Lele Mora. Gli altri due versamenti (42 mila il 1 luglio 2011 e 30 mila il 7 ottobre, causale “regalia”) planano invece sul conto di Enzo De Vivo, presso l'agenzia di Napoli della Cassa di risparmio di Parma e Piacenza. Enzo è il padre di Eleonora ed Emma De Vivo, le gemelline dell'“Isola dei famosi”, ospiti assidue delle “cene eleganti” e ora testimoni nei due processi del bunga-bunga: quello a Mi-netti-Fede-Mora e quello a Berlusconi, imputato di prostituzione minorile (per la presenza ai festini a luci rosse della minorenne Karima El Mahroug, in arte Ruby) e di concussione (per le pressioni sui funzionari della questura di Milano, affinché liberassero Ruby fermata per furto il 27 maggio 2010). “Nulla di men che lecito”, reagisce il difensore di Berlusconi Niccolò Ghedini. “Il presidente Berlusconi, con la consueta generosità, ha ritenuto di aiutare, in totale trasparenza e proprio mediante palese bonifico bancario, delle persone che, a cagione del clamore mediatico creato su inesistenti vicende processuali, stanno vivendo momenti di grande difficoltà familiare, professionale ed economica”.            Curioso però che un imputato versi denaro ad alcune testimoni del suo processo. Ancor più curioso che a farlo sia un imputato come Berlusconi, appena uscito per prescrizione da un altro processo, in cui era accusato proprio di aver corrotto un testimone, David Mills. I nuovi versamenti sono entrati nei due processi Ruby come indagini suppletive . Insieme all'ipotesi del “possibile pagamento da parte di un terzo (Silvio Berlusconi) delle spese di difesa” di Nicole Minetti: il giorno dopo aver incassato 100 mila euro da Berlusconi, infatti, ne paga 87 mila ai suoi legali (Da-ria Pesce, Piermaria Corso, Studio Gagliani Righi).             La pista dei soldi continua a essere battuta dagli investigatori. Perché le ragazze delle feste di Arcore che, a partire da lunedì 16 aprile, arriveranno a testimoniare nel processo con imputato Berlusconi hanno spesso parlato di soldi, promessi anche per tenere la bocca chiusa. “Deve sganciare. Speriamo sia più generoso”, diceva (intercettata) una delle gemelle De Vivo.  Ma la più loquace sul denaro da ottenere è Karima, la Ruby Rubacuori che ha dato il via al caso. “M'ha detto (Silvio): Ruby ti doooo... Ti do tutti i soldi che vuoi, ti rendo tutta d'oro, però tu passa per pazza, passa per sparamusse, ma non dire mai la verità”. Così Ruby racconta a Giusy il 28 ottobre 2010.             Il 26 ottobre (giorno della pubblicazione sul Fatto Quotidiano delle prime notizie sul caso), Ruby, sempre intercettata, dice a suo padre: “Sono con l'avvocato che stiamo parlando di queste cose... Silvio gli ha detto: 'Dille che la pagherò il prezzo che lei vuole, l'importante è che lei chiuda la bocca, che neghi tutto... che dica pure di essere pazza, ma l'importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni'”.        Lo stesso giorno, Karima dice: “Io ho parlato con Silvio, gli ho detto che ne voglio uscire di almeno con qualcosa... 5 milioni... Lui mi ha detto: 'Per il momento accontentati che tanto noi ti staremo sempre vicino'”. Alle 9.46 del 28 ottobre, dice a Sergio Corsaro: “Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto cerca di passare per pazza... Con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro... E lui ha accettato”. Torna sull'argomento alle 10.47, parlando con Davidia: “Lui mi sta chiamando: 'Io ti do quanti soldi vuoi, l'importante è che passi per pazza, passi per sparacazzate, ma non devi raccontare la verità... Ti do tutti i soldi che vuoi, ti copro in oro, però non dire niente'”. Che i magistrati stessero seguendo la pista del possibile inquinamento processuale lo si era cominciato a capire nell'udienza del 26 marzo, quando la testimone Katia Pasquino, grande accusatrice di Ruby (era stata lei a denunciarla per furto), aveva fatto marcia indietro, dichiarando che il racconto di Karima (“Sono dal presidente, adesso ballo, poi mi spoglio e faccio sesso”) era solo uno scherzo. Il pm Sangermano le aveva allora chiesto, con insistenza: “Ha avuto contatti o sollecitazioni, positive o negative, in relazione al processo?”. E ancora: “Ha mai parlato con qualcuno in riferimento alle dichiarazioni da rendere in questo processo?”.             Lunedì 16 aprile in aula arriveranno invece le testimoni che hanno deciso di raccontare il bunga-bunga visto da vicino. Tra queste, Maria Makdoum, Ambra Battilana e Chiara Danese, Imane Fadil, Natascia Teatino, Melania Tumini.              Sono arrivate, intanto, le motivazioni della Consulta sul conflitto d'attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera: spettava alla procura di Milano (e non al Tribunale dei ministri) d'indagare sull'allora presidente del Consiglio Berlusconi per un reato di natura “comune” e non ministeriale. Anzi, la procura era “costituzionalmente obbligata” a intervenire sulla presunta concussione esercitata nella notte del 27 maggio 2010, quando Berlusconi, per Ruby, telefonò più volte da Parigi alla questura di Milano. Richiesta diffusione da Gianni BarbacettoProcesso Ruby l’imputato Berlusconi ed i suoi soldi per l’acquisto di testimoni
22/04/12 I RETTORI ITALIANI E CONSIGLIO NAZIONALE CNR HANNO FIRMATO PER SINERGIA DI GIOVA
CNR e CRUI: sinergia per giovani e sviluppo               I presidenti del Consiglio nazionale delle ricerche e della Conferenza dei rettori delle università italiane hanno firmato un accordo quadro che punta alla cooperazione fra Atenei e rete scientifica dell’Ente. La collaborazione prevede mobilità del personale, progetti di ricerca congiunti, interventi di informazione e formazione Marco Mancini, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e Luigi Nicolais, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), hanno firmato presso la sede della Crui un accordo quadro che punta alla cooperazione fra le Università e la rete scientifica dell’Ente di ricerca.               Per mezzo dell’accordo, Cnr e Crui si impegnano a indirizzare e coordinare congiuntamente corsi di alta formazione e programmi di ricerca nazionale e internazionale, anche attraverso il coinvolgimento del mondo industriale, per la promozione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche e per la condivisione di infrastrutture. La massima valorizzazione e la trasformazione in innovazioni tecnologiche dei risultati scientifici generati dal sistema della ricerca pubblica è l’obiettivo principale dell’iniziativa, che punta a promuovere la nascita e la crescita di imprese high-tech sull'intero territorio nazionale.              In quest’ottica, i partner agevoleranno la mobilità del personale universitario verso gli Istituti del Cnr e del personale dell’Ente verso gli Atenei. La collaborazione impostata dall’accordo si caratterizzerà per le seguenti tipologie di azioni: mappatura delle collaborazioni in atto sul territorio nazionale; individuazione di priorità per la formulazione e la messa a punto di progetti di ricerca, sviluppo e dimostrazione congiunti, individuati anche attraverso un’attenta analisi della domanda espressa dalle diverse componenti della realtà industriale; partecipazione alla formulazione di proposte di tematiche di ricerca, sviluppo e dimostrazione in sede nazionale, comunitaria e internazionale; sviluppo di interventi congiunti di informazione, formazione professionale e alta formazione.                “L’avvio di una collaborazione più sistematica fra la ricerca accademica e quella svolta negli Istituti e Dipartimenti del Cnr rappresenta non solo un passo importante per il comparto”, dichiara Marco Mancini, presidente della Crui, “ma anche un contributo importante per il Paese e per i suoi giovani. Per il Paese, perché creando le giuste sinergie si ottiene il doppio risultato di ottimizzare le spese e di ottenere una maggiore efficienza ed efficacia dei risultati della ricerca, che in termini pratici si traduce in maggiori occasioni di sviluppo sociale e crescita economica. Per i nostri giovani, perché è solo attraverso la valorizzazione della ricerca che riusciremo a costruire nuove occasioni di lavoro per chi ha talento e motivazione”.                “Questo atto – dichiara Luigi Nicolais, presidente del Cnr – consentirà di realizzare un sistema di ricerca e di alta formazione integrato, dinamico, moderno, capace di rispondere con maggior successo competitivo alle sfide dell’innovazione territoriale, nazionale e internazionale. Insieme, Istituti del Cnr e Atenei, potranno rendere più fluide le relazioni con i territori e le imprese, favorire l’attrazione di nuove risorse, umane ed economiche, garantire maggiori opportunità di crescita professionale e proporre avanzamenti scientifici in tutti i settori disciplinari. Inoltre, non ultimo, questo dialogo agevolerà l’adozione di strumenti comuni di valutazione e di qualificazione delle attività, individuando al tempo stesso gli elementi per la semplificazione normativa e gestionale di cui queste realtà, da tempo, necessitano”.Per Informazione :            Capo Ufficio Stampa: Marco Ferrazzoli, tel. 06/4993.3383, cell. 333.2796719, e-mail: marco.ferrazzoli@cnr.itI rettori italiani ed il Consiglio Nazionale CNR hanno firmato per una sinergia per giovani e sviluppo
22/04/12 UNA INTERA GENERAZIONE ATTENDE CON IL FIATO SOSPESO QUALE SARA IL PROPRIO FUTURO
Non lasciate senza un futuro la nostra generazioneIlNuovoGiornaleDiMce autorizzato alle pubblicazioni per Area Democratica PD Autore: Roberto BertoniMentre proseguono le trattative sulla riforma del mercato del lavoro proposta dal governo Monti, un'intera generazione attende col fiato sospeso di conoscere non quale sarà il proprio futuro ma se potrà mai averne uno, almeno in Italia.           Il nostro dramma, infatti, non è rappresentato tanto dalla perdita del posto di lavoro (anche se pure questo è un problema non da poco) quanto soprattutto dalle crescenti difficoltà a trovarne uno degno di essere considerato tale. Ci tengo particolarmente a questa precisazione poiché avere un lavoro e avere un lavoro dignitoso e retribuito come si deve non è affatto la stessa cosa; e lo sanno tutti, a cominciare da coloro che in questi anni hanno fatto crollare l'occupazione con leggi sbagliate ed ingiuste, arrivando persino a chiamare in causa il povero Marco Biagi che, al contrario, da vero riformista, aveva a cuore il domani delle nuove generazioni.          Non entro nel merito dei singoli provvedimenti perché la materia è talmente complessa che non può essere affrontata senza conoscere ogni singolo punto del testo e sarebbe irresponsabile compiere valutazioni avventate sulla base di indiscrezioni, retroscena e voci di corridoio. Piuttosto, preferisco concentrarmi sulle speranze tradite di chi a vent'anni si trova a dover affrontare un presente senza passato ed un avvenire dominato dall'ansia e dall'incertezza.          Abbiamo perso un decennio, questa è la tragica verità: la nostra generazione si trova oggi a sfidare la vita senza aver avuto un'adolescenza, senza punti di riferimento, senza modelli, senza esempi, in molti casi temo addirittura senza sogni e senza speranze. Qualcuno, quando ho formulato queste riflessioni, mi ha accusato di pessimismo, ma si sbaglia. Io, di natura, sono un ottimista; anzi, sono convinto che il pessimismo sia una delle peggiori forme di viltà. Tuttavia, quelli che ho citato sono dati innegabili, i cui effetti si stanno riverberando su tutti i settori della società: dalla scuola alle fabbriche, dalla cultura al turismo, generando una spirale di malessere dalla quale sarà difficilissimo uscire.           Talvolta, mi è stato chiesto come definirei la nostra generazione se avessi a disposizione un solo aggettivo: sola. A pensarci bene, siamo stati lasciati in balia di tutte le crisi, non soltanto di quella economica, di fronte allo sfascio dell'istruzione, alla lenta e progressiva scomparsa della cultura, alla perdita del senso di comunità e solidarietà, fino allo sfacelo attuale, tra imprese che chiudono o delocalizzano, industriali e operai che si suicidano, discussioni sterili e talvolta venate di estremismo su argomenti cruciali come gli ammortizzatori sociali e i sussidi di disoccupazione.           Se dovessi formulare delle proposte da inserire nella trattativa in corso, mi concentrerei su alcuni spunti forniti dal grande sociologo inglese Anthony Giddens e inviterei i vari soggetti chiamati in causa a far propri dei temi come: la produzione flessibile, che prevede l'impiego di piccole squadre di lavoratori ad alta specializzazione per produrre quantità ridotte di beni con caratteristiche finalizzate alla soddisfazione di una particolare clientela, consentendo alle aziende di diversificare l'offerta per soddisfare quella specifica domanda; la produzione di gruppo, che si basa sulla possibilità per i gruppi di collaborare al processo produttivo, accrescendo le motivazioni dei lavoratori ed evitando l'infruttuosa monotonia di far svolgere a ciascun lavoratore sempre lo stesso compito nel corso della giornata; i circoli di qualità, ovvero gruppi composti da un minimo di cinque a un massimo di venti lavoratori, ai quali viene impartita una formazione aggiuntiva per consentire loro di partecipare attivamente alla discussione dei problemi produttivi; il lavoro di squadra, che abbatte l'individualismo e favorisce la collaborazione, il dialogo e l'incontro tra i vari lavoratori, che incrementa in maniera positiva l'efficienza e stimola un proficuo sviluppo del prodotto; il multiskilling, cioè lo sviluppo di una forza lavoro con competenze multiple, capace di assumersi un'ampia gamma di responsabilità, scelta proprio in base alla propria duttilità e all'abilità nell'acquisire rapidamente nuove competenze; infine, la formazione sul lavoro, basata sulla riqualificazione dei dipendenti direttamente sul posto di lavoro e su una flessibilità interna che, oltre a consentire all'azienda di affrontare senza ripercussioni negative un'epoca di imponenti trasformazioni come quella che stiamo vivendo, permetterebbe, a mio giudizio, di creare nuova occupazione, spostando i lavoratori da un settore all'altro e aprendo lo spazio a nuove energie, con l'ausilio di quello che Giddens definisce un "mentore", magari mescolando l'addestramento all'attività lavorativa, al fine di non far calare la produttività dell'azienda.           Senza contare che, per quel che riguarda la complicatissima vicenda del comparto metalmeccanico, propongo da anni di ispirarci al modello della Volkswagen di Wolfsburg, talmente valido che di recente l'industria tedesca ha aumentato del quindici per cento i propri introiti, permettendosi persino il lusso di redistribuire una parte del guadagno tra gli operai che riceveranno un aumento di settemilacinquecento euro l'anno in busta paga.           Sarei lieto se, nella complessa trattativa tra il governo e le parti sociali, entrassero anche questi aspetti che attengono alla gestione interna delle singole imprese e ai rapporti tra queste e i sindacati ma non possono lasciare indifferenti un partito come il nostro, nato per regalare all'Italia quella Terza Via che gli errori di certi alleati e l'avvento del berlusconismo le hanno impedito di intraprendere. E sarei ancora più lieto se venisse affrontato lo spinoso tema delle delocalizzazioni perché considero immorale e da disincentivare a livello europeo la scelta di coloro che, dall'oggi al domani, chiudono gli stabilimenti in Italia e li trasferiscono in Cina o in Sudamerica, devastando l'economia di un territorio e gettando intere famiglie nella disperazione.            Da fautore della globalizzazione, vorrei che si riaffermasse la straordinaria idea di un capitalismo sociale, di un capitalismo dal volto umano come quello di Adriano Olivetti, alle cui idee rivoluzionarie il Pd sta dedicando, proprio in queste settimane, un ciclo di incontri. L'aspetto che abbiamo maggiormente avversato del berlusconismo è stato sempre il suo carattere divisivo, la sua precisa volontà di creare contrasti insanabili tra le parti sociali e addirittura fra le generazioni, come se il decrescente benessere dei padri fosse la causa principale del crescente malessere dei figli.            Volendo rivolgere un messaggio a Fornero, Camusso e Marcegaglia (tre donne, un particolare da non sottovalutare), sento di dover chiedere loro di preoccuparsi innanzitutto di noi perché presto il futuro del Paese sarà sulle nostre spalle.Diffusione a cura del Direttore deIlNuovoGiornaleDiMCEDott. Giovanni FiorentiniUna Intera Generazione attende con il fiato sospeso quale sarà il proprio futuro
22/04/12 TANGENTOPOLI é RISORTA CON IL NOME DI MODERNA CORRUZIONE POLITICA
Siamo sudditi e trasgressori così tangentopoli è risorta Colombo: impunità condivisa fondi ai partiti? giusti ma troppi di Silvia Truzzi          Tangentopoli oggi sembra roba da scolaretti. Caramelline in confronto ai milioni di euro che quasi quotidianamente si scopre mancano dalle casse dei partiti. Dove tesorieri lombrosianamente inquietanti fanno sparire fiumi di denaro e nelle more del magna magna ci scappano pure spaghetti da 180 euro a piatto. Per non parlare delle inchieste per tangenti aperte in mezza Italia. C'era una volta la Procura di Milano, fulcro dell'indagine che secondo la vulgata avrebbe spazzato via un'intera classe dirigente. Invece – assolti, prescritti e riciclati – sono ancora tutti lì, comprese le mele marce del famoso cestino che, diceva Bettino Craxi, era sano.          Come siamo arrivati a un'invasione di frutta avariata? Lo abbiamo chiesto a Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani pulite. Dottor Colombo, c'è qualcuno che non ruba? I giornali sembrano un bollettino di guerra, con la Finanza che cerca nelle sedi dei partiti lingotti d'oro e diamanti, manco fossero il deposito di zio Paperone.  Mi sembra di capire ci sia una grandissima diffusione della trasgressività.           La classe politica si sente intoccabile?  Quando smisi la toga nel 2007, feci un'intervista al Corriere: dicevo già allora che a mio avviso si stava riaffacciando un senso d'impunità che caratterizzò anche la fase precedente a Mani pulite. Chiaramente scemato nel corso degli indagini di quegli anni. Ma che si è riaffermato con il susseguirsi di prescrizioni, norme che indebolivano le indagini e depenalizzavano i reati. La responsabilità è del legislatore ?  Sicuramente. Ma la classe dirigente è in sintonia con il Paese. Abbiamo gli stessi politici da vent'anni. Questo perché non ci sono mai state epurazioni, lo si ripete spesso.          Epurazione è una brutta parola. Ci sono molte persone oneste, ma la cultura generale vede le regole, a qualsiasi livello, come un impedimento. Siccome la legalità è un fastidio, tanti pensano di poter trasgredire. All'epoca di Mani pulite ci furono molte polemiche sull'uso della custodia cautelare in carcere, perfino Bobbio sollevò dei dubbi. Oggi è molto meno utilizzata: questo cambia la percezione dell'opinione pubblica?          Vediamo i numeri: in oltre tre anni d'indagini abbiamo richiesto al gip circa un migliaio di custodie cautelari, più o meno trecento all'anno. Solo a Milano in 12 mesi venivano arrestate circa 7mila persone. Si disse che usavamo la misura in maniera abnorme, non era vero. Non credo che ci sia più o meno consapevolezza della gravità della situazione perché si fa meno ricorso al carcere. Io giro molto e mi sento spesso dire: “Non se ne può più”. Forse c'è più rassegnazione, mancano le manifestazioni pubbliche degli anni 90, che però io talvolta trovavo sopra le righe.          Va bene, le monetine sono sopra le righe. Ma almeno produssero un allarme, fecero pressing sulla classe politica. Il referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è figlio di quella stagione. Secondo me anche ora i politici sono preoccupati. Però non sono in grado di prendere contromisure efficaci. I tre leader della maggioranza extralarge sostengono che in caso di eliminazione dei rimborsi elettorali, i partiti finirebbero nelle mani delle lobby: d'accordo?         È difficile pensare che il finanziamento da parte di privati e imprese sia innocuo. Un contributo pubblico alla vita dei partiti è necessario per evitare discriminazioni. Il problema sta nell'entità: troppi, troppi soldi. E nell'utilizzo.  Per questo la gente è arrabbiata. Sì certo, la rabbia deriva dalla constatazione di un eccesso. Però attenzione: i politici non vengono da Marte. In molti pensano: perché loro sì e io no? Gli italiani vivono ancora come se le regole della società fossero quelle antecedenti alla Costituzione: non hanno ancora capito che non sono più sudditi, ma cittadini. Se politici e cittadini si assomigliano, come si spiega il 4 per cento di gradimento ai partiti? Il basso gradimento dipende da quel che abbiamo appena detto.           Dovessimo affidarci alla logica, la politica dovrebbe adottare misure necessarie. Ma non succede. Come se ne esce, ammesso che si possa uscirne?  La soluzione auspicabile è sostanzialmente impraticabile: la politica dovrebbe avere il coraggio di applicare riduzioni consistenti - direi formidabili - alle spese dei partiti, oggi inaccettabili. Ma non solo la riduzione dei rimborsi elettorali, anche l'abolizione delle Province, il ridimensionamento del numero dei parlamentari, delle indennità. E un controllo, rigoroso ed efficace, della spesa pubblica. Detto questo, il problema resta educare a un diverso modo di intendere la relazione tra persone e collettività. Tangentopoli è risorta con il nome di moderna corruzione politica
22/04/12 LA GIORNALISTA MARCHIGIANA PAOLA CICCIOLI LICENZIATA IN TRONCO DA MONDADORI
04/04/2012 - Licenziata giornalista marchigianaGiornalista marchigiana licenziata in tronco dalla Mondadori. E' successo a Milano. Protagonista della vicenda Paola Ciccioli. La sua colpa? Aver espresso in forma critica un'opinione sulla gestione della redazione da parte del direttore Giorgio Mulè.         Per la Federazione nazionale della stampa "è una notizia di gravità assoluta e una novità inconcepibile. Un giudice sarà chiamato a fare giustizia" . A giudizio della Federazione della stampa italiana e dell'Associazione lombarda dei Giornalisti, però, si tratta di un provvedimento inaccettabile e incomprensibile che, anche per rispetto al proprio antico stile e alla propria cifra qualificativa di primaria impresa editoriale, la Mondadori dovrebbe immediatamente ritirare.          Basti pensare che il procedimento disciplinare, sfociato in una decisione di tale gravità come un licenziamento, era stato avviato contro la Ciccioli per aver scritto, col mezzo della comunicazione destinata ai propri rappresentanti sindacali aziendali e poi al direttore editoriale, che le scelte del direttore, pur nel rispetto della sua autonomia contrattuale, in ordine a organizzazioni e incarichi erano, a suo giudizio, "uno scandalo! Quest'uomo, per così dire, non conosce la vergogna".        Appare davvero sconcertante, inaudita e paradossale questa iniziativa disciplinare, tanto più perché riferita alla figura di un giornalista che sulla libertà di critica e sulla partecipazione dialettica, attività tipica dei collettivi redazionali,fonda la propria identità professionale divenendo garante di libertà della circolazione delle opinioni.         "La privazione del lavoro è un danno grave e irreparabile sul quale sarà chiamato a pronunciarsi il giudice. Il sindacato dei giornalisti - si legge in una nota - è fermamente vicino alla collega e la sosterrà nelle iniziative per il ripristino dei diritti negati > e del decoro professionale così duramente e ingiustamente colpiti". (www.fnsi.it)04/04/2012 - ESAME: DENUNCIA DI "BROGLI"          Le forze dell'ordine, su mandato della magistratura di Viterbo, hanno acquisito nella sede del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti un fascicolo relativo all'esame sostenuto da un candidato nella 106ª sessione di esami di idoneità del 18 gennaio 2011, per le ipotesi di reato di cui agli articoli 110 (concorso di più persone), 323 (abuso d'ufficio) e 326 (rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio) del codice penale.          Sulla base di quanto ricostruito dal contenuto del documento fornito dalla magistratura e da notizie di stampa, la vicenda da cui trae origine il sequestro nasce da un esposto presentato da uno o più giornalisti che, nei giorni precedenti la prova scritta del 18 gennaio, avrebbe affermato di avere la traccia di un elaborato che sarebbe stato poi assegnato in sede d'esame. > La stessa persona avrebbe, inoltre, inviato sempre nei giorni precedenti l'esame, una mail a un collega chiedendogli di scrivere 60 righe sull'argomento, il motociclismo. Le sarebbe, quindi, pervenuto un articolo su Valentino Rossi all'epoca impegnato con seri problemi con la Ducati.           In merito alla vicenda in corso, il Consiglio nazionale precisa che le Commissioni d'esame sono costituite da 5 giornalisti professionisti effettivi e 5 supplenti, da 2 magistrati effettivi e 2 supplenti (questi ultimi, tra cui il Presidente della Commissione, erano tutti presenti il giorno della prova scritta). Come da regolamento, le tracce per l'esame sono state predisposte la mattina stessa della prova. Per la 106ª sessione ne sono state predisposte 24 che poi sono state incrociate in tre buste, sedici per busta, due per argomento. La traccia che sarebbe stata già conosciuta dalla persona indagata, figurava nelle buste 1 e 2.         Questa seconda è risultata quella poi estratta da tre candidati, scelti a caso dal Presidente, tra cui non figurava il soggetto interessato, alla presenza di tutti i partecipanti. Come noto, la prova scritta non consiste solo nella stesura di un articolo, ma prevede una sintesi che è tratta rigorosamente dai quotidiani del mattino e la risposta a un questionario di sei domande, tre di natura giuridica e le altre di cultura generale. L'ammissione all'orale deriva dalla  media aritmetica delle tre prove con un minimo di 36/60.        La persona indagata ha avuto una media complessiva, dopo la prova orale di 48,83/60 e aveva superato le tre prove scritte con la seguente votazione: sintesi 44, questionario 40, dazio articolo 44 con una media di ammissione all'orale di 42,66/60. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in quanto parte lesa si costituirà parte civile nei confronti di chiunque fosse formulata una accusa e in tal senso procederà, con tutti gli atti necessari, presso la Procura di Viterbo.La Giornalista Marchigiana Paola Ciccioli licenziata in tronco da Mondadori
22/04/12 L'IBBA CNR E LA UNIVERSITA DI PISA HANNO SCOPERTO L'ALTO VALORE NUTRIZIONALE DEL
Pomodoro ‘cibo funzionale’, biologico ancora di più L’associazione tra il consumo di questo frutto e il minor rischio di alcune malattie ribadito da uno studio dell’Ibba-Cnr e dell’Università di Pisa. Il valore nutrizionale e nutraceutico è influenzato dalle condizioni di coltivazione e se la pianta cresce con i suoi simbionti naturali aumentano le sostanze antiossidanti, che contrastano alcuni tipi di cancro         In questi ultimi anni il pomodoro ha guadagnato lo status di ‘cibo funzionale’, vista l’associazione sempre più frequente stabilita tra il suo consumo e il ridotto rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori. I pomodori coltivati biologicamente, in particolare, instaurano insieme ai loro microfunghi una benefica associazione radicale permanente, paragonabile dal punto di vista funzionale al nostro microbioma intestinale. Lo afferma uno studio condotto da biologi, microbiologi e medici dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibba-Cnr) e dell’Università di Pisa, pubblicato sul ‘British Journal of Nutrition’ della Cambridge University Press.         “I frutti di pomodoro sono una riserva naturale di molecole come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene che, oltre a esercitare una forte attività antiossidante, può modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario”, conferma Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa, che ha coordinato il lavoro. “Il valore nutrizionale e nutraceutico del pomodoro però è molto influenzato dalle condizioni di coltivazione, in quanto il contenuto di fitochimici può aumentare se la pianta cresce unitamente ai suoi simbionti naturali: microfunghi benefici che vivono nelle radici, assorbono nutrienti dal suolo e li trasportano alle cellule vegetali, appartenenti al gruppo dei Glomeromycota”.          “La simbiosi micorrizica influenza positivamente la crescita e il contenuto in sostanze minerali delle piante di pomodoro e ne aumenta il valore nutrizionale e nutraceutico”, aggiunge Cristiana Sbrana dell’Ibba-Cnr. “I frutti prodotti da piante micorrizate contengono concentrazioni più elevate di calcio (15%), potassio (11%), fosforo (60%) e zinco (28%) e le modificazioni del metabolismo secondario del pomodoro producono aumenti del 18,5% del livello di licopene. I risultati dello studio evidenziano altresì che gli estratti di pomodoro provenienti da piante micorrizate, che non avevano effetti genotossici, mostrano un alto potere anti-estrogenico dei frutti, con una forte inibizione del recettore E2 umano”.            Recentemente i polifenoli e il licopene sono stati proposti “come agenti farmacologici promettenti nella prevenzione del cancro a causa dei loro effetti antiproliferativi e della loro azione inibitoria sui recettori degli estrogeni umani”, conclude Giovannetti. “In particolare, i composti antiestrogenici possono agire come antagonisti dei processi estrogeno-dipendenti nei tessuti target, contrastando la crescita dei tipi di cancro estrogeno-correlati. I risultati dello studio suggeriscono che l’assunzione di cibi funzionali, come i pomodori coltivati con i loro simbionti naturali, potrebbe agire positivamente nei confronti degli effetti esercitati da molti contaminanti ambientali e industriali a cui gli esseri umani sono esposti attraverso la catena alimentare”.            Che cosa: Valore nutrizionale nutraceutico del pomodoro Giovannetti et al, (2012). Nutraceutical value and safety of tomato fruits produced by mycorrhizal plants. British Journal of Nutrition (2012), 107, 242-251.Per informazioni: Cristiana Sbrana, Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr di Pisa, tel 050/2216646, e-mail: sbrana@ibba.cnr.it; Manuela Giovannetti,  Dipartimento di biologia delle piante agrarie, Università di Pisa, tel. 050/2216090-050/2216643L’IBBA CNR e l’Università di Pisa hanno scoperto l’alto valore nutrizionale del pomodoro 
22/04/12 PRESENTATO A GAETA LO YACHT MED FESTIVAL DAL 21 AL 29 APRILE CON LA FIERA DELL'E
Comunicato Stampa del 05 aprile 2012presentato a Gaeta lo Yacht Med Festival 2012 Dal 21 al 29 Aprile appuntamento con la Fiera Internazionale dell’Economia del MarePresentato oggi a Gaeta presso Palazzo de Vio la quinta edizione dello Yacht Med Festival che si terrà dal 21 al 29 aprile 2012. a cura IlNuovoGiornalediMCE          Ad aprire i lavori, moderati dalla conduttrice di Linea Blu Donatella Bianchi, il Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi: "Lo Yacht Med Festival è un manifestazione che è nata nel 2007 grazie al sostegno dato dall'Amministrazione che si è sempre impegnata per sostenere l'economia del mare. Questo è un evento che ha ormai raggiunto un alto grado di visibilità a livello nazionale e si sta imponendo come uno degli appuntamenti nautici più visitati e che produce un indotto stimato in diversi milioni di euro. In occasione di questa manifestazione, chiedo agli abitanti di Gaeta Sant'Erasmo di avere tanta pazienza per sopportare gli inevitabili disagi per la viabilità ed i parcheggi e invito la cittadinanza a consultare le informazioni relative a questo aspetto sul sito del comune di Gaeta".            “Le Forze Armate” ha sottolineato l’Ammiraglio Antonino Parisi, Comandante di Maricapitale “sono riferimenti importanti per lo scacchiere che si è costituito intorno al mare e intorno allo Yacht Med Festival. Questa manifestazione, in un momento in cui c’è molta confusione nell’economia, ha il coraggio di dire cose importanti. Il sostegno da parte nostra non manca e non mancherà, in virtù del valore positivo che genera nel territorio e non solo. In particolare ci convince quel messaggio per tutti che parte dall’attenzione all’educazione marinara e marittima”.              “Siamo molto soddisfatti” ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola “per l’interesse che la nostra manifestazione sta riscuotendo nelle imprese dei vari settori legati direttamente e indirettamente alla risorsa mare. Questo colpisce in un momento in cui la crisi economica e finanziaria si fa sentire con tutta la sua pesantezza soprattutto nel settore della nautica.            Si sono rivelate corrette evidentemente le nostre scelte, non ultima quella di mantenere gratuita la partecipazione per le imprese, molte delle quali in un momento come questo avrebbero difficoltà persino a pagare una quota di iscrizione. L’offerta ampia e variegata che il modello Yacht Med Festival offre dimostra di attrarre, inoltre, un numero sempre più elevato di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e del Mediterraneo. La grande collaborazione che stiamo ricevendo da parte dei media nazionali, regionali e locali, specializzati e non, ci inorgoglisce e conferma la positività del progetto”.             “Oggi l’Economia del Mare” ha proseguito “secondo i dati Unioncamere, produce in Italia circa 40 miliardi di euro, dimostrando di rivestire una grande importanza all’interno del sistema economico nazionale. Con 15 miliardi di euro di esportazioni e 12 miliardi di investimenti, occupa oltre 80.000 imprese e 670.000 addetti. Questi numeri confermano l’importanza strategica di tutti i settori legati alla risorsa mare, avvalorando la nostra scelta di investire sul progetto di portata internazionale che trova nello Yacht Med Festival la sua sintesi e la sua prestigiosa vetrina”.              “Il forte partenariato istituzionale che ci supporta” ha concluso Zottola “ci conforta sempre di più nel proseguire il percorso intrapreso. Ringrazio tutti i presenti, le autorità civili, militari e religiose che ci sostengono. Consentitemi un particolare ringraziamento alla Regione Lazio, che grazie alla Presidente Renata Polverini, ai suoi Assessori e alla Presidenza del Consiglio regionale, ci è vicina tanto da aver inserito lo Yacht Med Festival tra i suoi eventi di punta. Un particolare ringraziamento va all’Assessore al Turismo e al Marketing del Made in Lazio Stefano Zappalà per il supporto costante e convinto”.             “Il grande successo di questa manifestazione” ha aggiunto il portavoce del Presidente di Assonautica Italiana e direttore Assonautica Puglia Matteo Dusconi “sta nella capacità da parte della Camera di Commercio di Latina di aggregare il sistema camerale intorno ad una idea importante. L’edizione di quest’anno sancirà un ampliamento dell’intesa delle regioni Lazio e Campania di Regio Prima alla Puglia, attraverso il progetto nazionale della Cambusa di Assonautica. Le tre regioni quindi potranno mettere in mostra, in perfetta sinergia, le eccellenze dei propri territori. Grande spazio sarà poi dato al progetto dell’Assonautica Euromediterranea, che troverà nello Yacht Med Festival il suo posizionamento ideale. Lo Yacht Med Festival è un appuntamento che rispettiamo perché c’è una energia positiva e perché al centro ci sono le imprese che raccontano il loro lavoro”.              “Lo Yacht Med Festival” ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone Florindo Buffardi “rappresenta un’opportunità importante di dare visibilità e di manifestare le proprie potenzialità di territori e imprese. La sua crescita ci fa pensare che l’anno prossimo toccherà allargare Gaeta. Durante la manifestazione saremo presenti in diversi momenti importanti, dedicati all’enogastronomia, con la partecipazione di testimonial nazionali quali Andy Luotto e Gianfranco Vissani e alla valorizzazione delle tradizioni”.                 Ha chiuso i lavori l’Assessore al Turismo e al Marketing del Made in Lazio Stefano Zappalà: “Importante esempio di sinergia tra il sistema delle imprese rappresentato dalle Camere di Commercio e le istituzioni. Ciascuno del proprio ruolo quello della regione è aiutare il sistema Lazio nella promozione e lo Yacht Med Festival è diventato una grande vetrina per tutto ciò è legato al mare a livello nazionale e internazionale. Non a caso l’Ammiraglio Parisi ha citato l’apprezzamento venuto dal suo collega francese su questa iniziativa. Il Lazio si riappropria di un ruolo che storicamente ha avuto nella cultura del mare italiana. Questa è una delle anime della nuova immagine del Made in Lazio che vogliamo dare”.  IlNuovoGiornalediMCE il diretto Dott. Giovanni Fiorentini delegato alla pubblicazione: lo Yacht Med Festival 2012 Dal 21 al 29 Aprile l’appuntamento con la Fiera Internazionale dell’Economia del Mare.Presentato a Gaeta lo Yacht Med Festival dal 21 al 29 aprile con la fiera dell’economia del mare
22/04/12 LA NAVE OCEANOGRAFICA URANIA E I SUOI 20 ANNI DI RICERCA SUL MARE
Urania, 20 anni di ricerca in mareLa nave oceanografica del Cnr festeggia al Porto di Civitavecchia un ventennale di attività scientifica. Oltre 300 le campagne condotte, 25 nel solo 2011, con centinaia di ricercatori italiani e stranieri. Per celebrare l’anniversario, insieme ai ricercatori, il Presidente del Cnr e gli amministratori della Sopromar SpaSono oltre 300 le campagne oceanografiche condotte dalla nave ‘Urania’, ammiraglia della flotta del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) nei mari italiani e mediterranei. Di queste, ben 25 nel solo 2011, con 327 giorni-nave e il coinvolgimento di 277 ricercatori, afferenti al Cnr e ad altre istituzioni di ricerca italiane o estere. Per celebrare i venti anni di attività della nave oceanografica, il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, gli amministratori della società armatrice Sopromar e i ricercatori si sono dati appuntamento oggi al Porto di Civitavecchia.          La nave oceanografica Urania è il maggiore mezzo navale a disposizione del Cnr”, spiega Massimiliano Di Bitetto, dirigente dell’Ufficio programmazione operativa dell’Ente. “Costruita all'inizio degli anni '90 e consegnata al Cnr ad aprile 1992, ha una lunghezza superiore ai 60 metri, un’autonomia operativa di 45 giorni e può ospitare fino a 36 uomini tra equipaggio e personale scientifico. È dotata di laboratori per analisi geologiche, chimiche e radiologiche e vanta un’avanzata strumentazione scientifica per la raccolta di dati ambientali sino alle massime profondità mediterranee. L’ausilio di strumentazione tecnologicamente avanzata, la capacità di ricerca multidisciplinare e un'attenta programmazione delle attività hanno assicurato un successo in termini scientifici notevole, paragonabile a quello degli altri mezzi navali dei principali centri di ricerca europei”.           Tra gli strumenti geofisici in dotazione alla nave, un ecoscandaglio multifascio (multibeam) per la ricostruzione della morfologia dei fondali; un correntometro doppler a doppia frequenza per la definizione della struttura tridimensionale delle correnti marine; una serie di sistemi di sismica a riflessione (Chirp e Sparker) in grado di generare sezioni acustiche del sottofondo marino; un sonar a scansione laterale e un magnetometro per la produzione di mappe acustiche e l'individuazione di oggetti e anomalie magnetiche presenti sul fondo o nell'immediato sottofondo marino. Tra i sistemi di campionamento sono disponibili carotieri, campionatori box corer, benne e draghe, oltre a sonde multiparametriche e multi campionatori (Ctd, Rosette multisampler) per le misure chimico-fisico-biologiche e il prelievo di campioni lungo la colonna d'acqua.            È inoltre possibile installare strumentazione innovativa per misurare la temperatura del superficiale pellicolare (interferometro M-Aeri) o della clorofilla (Lidar), nonché la messa a mare di strumenti scientifici di grandi dimensioni, come stazioni di misura di alto fondale (Geostar) o side-scan sonar di profondità (Tobi).“Grazie a questa sofisticata infrastruttura”, rileva Enrico Brugnoli, del Dipartimento scienze del sistema della Terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr, “i ricercatori del nostro e di altri Enti hanno potuto negli anni svolgere attività di punta, coprendo per la quasi totalità l’ambito della ricerca marina, dalla geologia all’ecologia marina, dal monitoraggio ambientale all’oceanografica fisica”.“Un elevato livello di sinergie scientifiche pongono il Cnr in una posizione leader nel campo della ricerca marina a livello nazionale e gli permettono di dare un importante contributo al rilancio della politica marittima di tutta l’Unione Europea”, conclude il presidente Nicolais. “I risultati scientifici ottenuti grazie all'utilizzo della nave Urania sono testimoniati anche dal consistente numero di pubblicazioni, di progetti e di collaborazioni nazionali e internazionali sviluppati nelle scienze del mare”. Tra questi, il progetto del 7 Programma quadro Eurofleets e SeaDataNet-II, per realizzare un’infrastruttura europea integrata di accesso ai dati marini, il progetto Magic finanziato dal Dipartimento della protezione civile; il programma europeo E-Surfmar che ha visto l’installazione a bordo dell’Urania della stazione meteorologica Batos.Roma, 13 aprile 2012Sono disponibili video e foto per i giornalisti:http://www.almanacco.cnr.it/reader/cw_usr_view_video?id_video=456&giornale=455#video      URANIA1054.jpg        IMG_3700.jpg       0959.jpg       BoxCorer.jpg 2381.jpg       URANIA2018.jpgPer informazioni: Massimiliano Di Bitetto, dirigente dell’Ufficio programmazione operativa del Cnr, 0649932650, cell. 338/6713895, e-mail: massimiliano.dibitetto@cnr.it;Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento scienze del sistema della terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr, cell. 338/4089981, 366/5665367, e-mail: direttore.dta@cnr.it
22/04/12 BOSSI PRIMA GRIDA AL COMPLOTTO POI CHIEDE SCUSA PER I REATI COMMESSI DAI FAMILIA
Umberto Bossi: prima grida al complotto poi chiede scusa per i reati commessi dai familiari e Maroni Partito umiliato          A Bergamo la serata dell'orgoglio leghista. Un forte scontro di cori tra i bossiani ed i maroniani sostenitori dell'ex Ministro dell'Interno che promette pulizia, ed il Senatùr che fa autocritica sui figli in politica, ma si prende un bel po' di fischi. Invocata l'unità per l'obiettivo dell'indipendenza della Padania .Quando Roberto Maroni prende la parola, per primo, è sommerso dai cori che gridano: Bossi, Bossi, ma lui ricambia con ripetuti attacchi ai cerchi magici, asserendo che hanno danneggiato la Lega, riferendosi ai dirigenti più vicini a Bossi. Entra nel vivo così la serata dell’Orgoglio leghista organizzata alla Fiera di Bergamo dopo il coinvolgimento del partito nello scandalo sulla gestione dei fondi del partito. Maroni esordisce sottolineando il dolore e l’onta di essere considerati un partito di corrotti. E l’orrore per le accuse di collusione con la mafia e con la ‘ndrangheta. Al che la platea esplode con il coro Berlusconi, Berlusconi.          Mentre Umberto Bossi, intervenuto dopo l’ex Ministro, evoca trame oscure gridando: E’ ovvio che siamo vittime di un complotto, afferma. E a manifestazione conclusa preciserà ai giornalisti: il tesoriere Francesco Belsito ed i vertici della Lega, ora sono indagati da sette Procure per riciclaggio, appropriazione indebita e altri reati, ma asserisce che è stato infilato dall’intelligence” negli uffici della Lega. E all’obiezione che il Ministro dell’Interno all’epoca fosse proprio Maroni, il Presidente del Carroccio aggiunge: I servizi fanno capo alla Presidenza del Consiglio non al Ministero dell’interno”. Bossi teorizza complotti, ma sul palco dell’Orgoglio leghista prova anche a recitare una esplicita mea culpa sul ruolo dei sui familiari nello scandalo che ha squassato il partito: “I danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto, afferma chiedendo scusa ai suoi militanti.        A proposito dell’attesa staffetta tra i due leader leghisti, ne emerge una confusione tremenda, infatti Maroni si dice pronto a sostenere Umberto Bossi se si candiderà di nuovo a segretario e non si sa che cosa volesse dire quando dice che la Lega, non è morta e non morirà mai anzi la Lega parte da qui. La Lega deve tornare potente, non ci sono cerchi che tengano e per ripartire dobbiamo fare pulizia ma non riesce a saper dire da dove incominciare a fare pulizia, poi strillando a squarciagola  dice: è intollerabile la violazione del nostro codice etico, ma la platea chiede urlando di conoscere di quale codice etico stia parlando Maroni che con assoluta indifferenza di quello che dice e chiede la platea Maroni continua: chi sbaglia paga senza guardare in faccia a nessuno.            Insistendo ancora: chi ha preso i soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo, mentre Bossi però insiste che nessun leghista ha mai preso un solo centesimo ed anche Maroni sostiene che Umberto Bossi non c’entra niente, ciò nonostante alcune Procure dicano l’incontrario e sulla base delle intercettazioni dei componenti dei così detti soggetti del cerchio magico. Se le cose stanno così c’è da domandarsi perché tutto quel chiasso di Bergamo e perché non denuncia le sette Procure che accusa la Lega di appropriazione indebita e dell’uso improprio del denaro dei contribuenti per uso personale di alcuni dirigenti leghisti ed alcuni politici leghisti, compreso Bossi e famiglia, inoltre perché allora Umberto Bossi si è dimesso?, come si è dimesso suo figlio Renzo?: se sono puliti perché allora si sono dimessi?.          Un boato di fischi ha attraversato la Fiera di Bergamo appena l’ex Ministro Maroni ha nominato Belsito, dicendo che sarà espulso dal partito. Altra bombardata di fischi quando Maroni ha fatto il nome di Rosi Mauro che ha detto: “Mi spiace non abbia accolto la nostra richiesta di lasciare il posto di vicepresidente del Senato ed allora ci penserà la Lega a dimetterla. Il partito, però, chiarisce Maroni, deve finirla con i complotti, le scomuniche, le fatwa, i cerchi. E la prima nuova regola è che i soldi vanno alle sezioni e ai militanti, non in Culonia, la  Seconda regola, è la meritocrazia, la terza regola della Lega è che va fatto largo ai giovani. E ancora, fuori subito chi viola il codice morale della Lega.                     Bossi ha affrontato anche il delicato discorso della famiglia, difendendo la moglie Manuela Marrone (“I giornali hanno scritto addirittura che fa le messe nere”) e i figli: “I danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto”. Sempre riguardo ai figli, Bossi si è assunto la colpa di averli fatti entrare in politica, mentre sarebbe stato meglio “farli studiare all’estero come ha fatto Berlusconi”. Quindi d’ora in poi, “niente parenti di primo e secondo grado dei dirigenti all’interno del partito”. Ma quello che è avvenuto, con Belsito che a un certo punto si mette a dire “cose compromettenti al telefono”, è solo un modo “per fare fuori la Lega”, ribadisce Bossi.          Mentre circa tremila militanti si radunavano a Bergamo per rivendicare l’”orgoglio leghista” ferito dagli scandali sui fondi del partito, il triumvirato che regge il Carroccio ha chiesto le dimissioni da vicepresidente del Senato di Rosi Mauro, la fedelissima di Umberto Bossi più volte nominata nelle carte giudiziarie. Lo ha affermato Roberto Calderoli, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Manuela Dal Lago. Una richiesta che l’interessata ha respinto, contravvenendo per la prima volta a una direttiva politica del partito, ha spiegato con gli occhi lucidi durante la registrazione di Porta a porta in onda questa sera.          Ma al raduno bergamasco, convocato al grido di pulizia sotto le insegne delle scope di saggina portate da diversi militanti, la base si schiera contro Rosi Mauro legata ad Umberto Bossi: “Chi non salta Rosi Mauro è”, hanno gridato sotto il palco alcuni militanti in attesa degli interventi di Bossi e di Roberto Maroni che dovrebbero sancire lo storico cambio della guardia al vertice. E all’indirizzo di Mauro, alla fiera di Bergamo sono risuonati insulti irripetibili. Ce n’è anche per un altro componente del cerchio magico bossiano, l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, invitato fragorosamente ad andare fuori dalle scatole.           La manifestazione è iniziata poco dopo le 21 con la proiezione di un breve video celebrativo di Umberto Bossi, con spezzoni tratti dalle passate edizioni del raduno di Pontida. Quando lo stato maggiore leghista è salito sul palco, dalla platea sono risuonati cori contrapposti: “Bossi, Bossi…” e “Maroni, Maroni…”. A fare gli onori di casa, il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano, che ha esortato alla vigilanza contro gli indegni e ha affermato che Bossi continuerà a vegliare su di noi. Lo ha affermato Roberto Calderoli, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Manuela Dal Lago.          Ma al raduno bergamasco, convocato al grido di pulizia sotto le insegne delle scope di saggina portate da diversi militanti, la base si schiera contro la pasionaria vicinissima a Umberto Bossi: “Chi non salta Rosi Mauro è”, hanno gridato sotto il palco alcuni militanti in attesa degli interventi di Bossi e di Roberto Maroni, che dovrebbero sancire lo storico cambio della guardia al vertice. E all’indirizzo di Mauro, alla fiera di Bergamo sono risuonati insulti molto pesanti. Ce n’è anche per un altro componente del cerchio magico bossiano, l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, invitato fragorosamente ad andare “fuori dalle scatole.Il Direttore de Nuovo Giornale di MCE Bossi prima grida al complotto poi chiede scusa per i reati commessi dai familiari                        
22/04/12 BOTTIGLIONE DISSE CHE ANCHE CON L'F35 C'ERA IL GIRO DI MAZZETTE
Non solo f35: di paola fece pressioni anche per un altro aereo-pataccaButtiglione: “C’era un giro di mazzette. Ne fui testimone”        L’Italia che ripudia la guerra, e accetta sacrifici e sobrietà, non rinuncia ai 131 cacciabombardieri F35 di fabbricazione americana: un mutuo nazionale di 14 anni che costa 15 miliari di euro.          Il governo ha tergiversato, promesso e ritrattato, finché l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, ministro per la Difesa, ha rimosso scrupoli e risparmi: “Sbagliato cambiare idea”. Non poteva smentire se stesso, nonostante le incognite tecnologiche che turbano gli americani e le ritirate strategiche di Australia, Norvegia e Danimarca. Il protocollo d'intesa (2002) indica la firma di Di Paola, all'epoca segretario generale al ministero nonché componente Nato.          NON È MAI semplice per la Difesa sigillare operazioni miliardarie. E il ministro è protagonista di una seconda vicenda. L’'ex responsabile armamenti Di Paola, che conosceva la pratica per l’incarico che ricopriva (marzo 2001-marzo 2004), ricorderà il putiferio per l'adesione italiana al consorzio europeo – con investimenti totali per 25 miliardi di euro, di cui 8 a carico di Roma - per la costruzione di 175 Airbus A400M, un quadrimotore per il trasporto militare. A distanza di 11 anni, oggi, cadono le resistenze diplomatiche e le ritrosie personali, allora si può raccontare perché l'Italia deluse francesi e tedeschi. Quelli che aspettano la consegna del primo esemplare con 6 anni di ritardo, esordio previsto per il 2007 e rimandato al 2013: “Ho avuto impressione che intorno a quell'affare ci fosse un enorme giro di tangenti, io ne fui testimone, e così scrissi una lettera al presidente del Consiglio”, denuncia al Fatto Rocco Buttiglione, ministro per le politiche europee nel governo di Silvio Berlusconi che annusò per primo le maniere sporche.             Torniamo indietro con il calendario: fine 2001, inizio 2002. Il ministro per la Difesa è il professor Antonio Martino, tessera di Forza Italia numero 2. Martino ripercorre l'intricata vicenda nel libro Presidente, ci consenta di Angelo Poli-meno: “Divento ministro l'11 maggio, il generale Rolando Mosca Moschini mi dice che l'indomani dovevo siglare l'accordo. Non sapevo di cosa si parlasse, e chiesi chiarimenti agli ufficiali che se ne occupavano”. Martino convoca Di Paola (e un generale): “Mi spiegano che si tratta di un aereo particolare per il trasporto, un prodotto di un progetto europeo. Domando: 'Ci serve?'. Le loro risposte non mi paiono convincenti”. Non si fida, il ministro, e respinge le pressioni. Chiama il capo di Stato maggiore per l’Aeronautica, Sandro Ferraguti: “Generale, qui dentro siamo soli, mi spieghi se l'apparecchio è utile per le nostre esigenze”. Ferraguti è sincero: “Ministro, se me lo regalassero, non saprei cosa farne”.             IL GOVERNO annuncia di voler rivedere il progetto: protestano i Democratici di Sinistra, la Margherita, Alleanza Nazionale, un pezzo di Forza Italia e, soprattutto, il ministro Renato Ruggiero (Esteri). Passa un mese di violenti polemiche, audizioni in parlamento, interrogazioni urgenti, riunioni segrete. In visita al salone aeronautico di Parigi, dove i francesi mostrano le innovazioni tecnologiche più raffinate, il 20 giugno 2001, l'ammiraglio Di Paola rassicura gli alleati: “Non c'è alcun mistero dietro la mancata firma del governo - riporta l’archivio Ansa - al memorandum di intesa sul nuovo aereo di trasporto militare realizzato da Airbus. Si sapeva che non si sarebbe firmato ora, ma spero che prima possibile, entro settembre, arrivi la firma. Speriamo sia una questione di settimane e non di mesi”. Il responsabile armamenti dimentica, però, che l’Italia aveva già stipulato dei contratti per noleggiare velivoli sostanzialmente identici seppur di vecchia generazione.              IL NERVOSISMO dei ministri ammazza le speranze di Di Paola: il 25 luglio, in Commissione Difesa a Montecitorio, si rifiuta di commentare. Ruggiero parla per mezzo di comunicati ufficiali: “Il ministro difenderà fino in fondo le sue tesi: la partecipazione italiana è necessaria”. L'ex direttore per le relazioni internazionali di Fiat, che simboleggiava la tregua fra l'avvocato Agnelli e il Cavaliere, si dimetterà il 6 gennaio 2002. Dice Martino di Ruggiero: “Non aveva interessi personali, ma intorno a questa operazione c'erano ovviamente molte attese. La famiglia Agnelli avrebbe guadagnato qualcosa come mille miliardi di lire (500 milioni di euro, ndr)”. Servono 11 anni per scoprire perché l'Italia abbandonò quell'operazione, che succhia ancora milioni a 8 paesi europei. Nel Consiglio dei ministri decisivo, Martino indica l'onestà di Buttiglione, e un fallito tentativo di corruzione. Tutti sanno l’origine dei dubbi, nessuno, però, si rivolge ai magistrati. Il vicepresidente di Montecitorio Buttiglione ricostruisce l'episodio: “ Una persona notoriamente vicina al governo francese, quando cominciai il mio mandato (e dunque a metà 2001, ndr), aveva iniziato un discorso non proprio impeccabile. Mi faceva intuire che fossero pronte cospicue offerte in denaro se avessimo sostenuto il consorzio per l'Airbus. A quel punto, interruppi il discorso. Ritenni mio dovere avvertire Berlusconi. In quei giorni circolavano voci sui modi poco trasparenti per coinvolgere nel progetto gli altri paesi europei. Ho avuto impressione che intorno a questa commessa ci fosse un enorme giro di tangenti. Quell'affare poteva compromettere i nostri rapporti diplomatici con alcuni alleati europei”. E così l'Italia ha risparmiato 8 miliardi di euro e un investimento pericoloso. Già nel 2002, in Germania, la Corte federale dei Conti giudicò eccessiva e costosa la commessa di 73 A400M pagati 8,3 miliardi di euro. Con il tempo che s'è perso, la Germania con quei soldi potrà ricevere 60 esemplari.                LA SPESA complessiva supererà i 25 miliardi di euro: per l’esercito tedesco, il primo modello di A400M è in fase di collaudo, e ci resterà per tre anni. La commessa è fuori controllo: diminuisce la quantità, crescono i costi. Un problemino che riguarda pure il caccia F35, che si vendeva a 80 milioni e adesso sfiora i 130. Prima di accendere un mutuo di 15 miliardi, forse Di Paola potrebbe rifletterci ancora un pochino. Richiesta diffusione dal Giornalista Carlo Tecce Buttiglione disse che anche con l’F35 c’era il giro di mazzette  
22/04/12 MARCO TRAVAGLIO RACCONTA LA SCENATA COMICA DEL GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA
Formi e Renato di Marco Travaglio    BI fan di Cochi e Renato non possono che apprendere con un velo di mestizia i particolari delle vacanze di Renato Pozzetto. Che non fa più coppia fissa con Cochi Ponzoni, ma con Roberto Formigoni. Poi però, ascoltate le spiegazioni della nuova spalla di Renato, a tempo perso governatore della Lombardia, devono riconoscere che, per tempi comici, battute folgoranti e costumi di scena, non ha nulla da invidiare al vecchio Cochi. La questione è nota: secondo le carte della Procura di Milano, a Capodanno 2010 il Celeste andava in ferie tra Parigi e St Martin (Caraibi) non solo col fratello, la cognata, il segretario Perego (condannato per falsa testimonianza sul caso Oil For Food) e Pozzetto, ma anche col faccendiere Pierangelo Daccò e con l'ex assessore Antonio Simone, arrestati l'altro giorno per i fondi neri della Fondazione Maugeri. Entrambi ciellini e abituè delle patrie galere (il primo era appena uscito dal carcere per il crac da 1 miliardo del San Raffaele, il secondo era finito dentro già nel '92 per Mani Pulite), fanno i facilitatori nella jungla dei fondi pubblici alle cliniche private anche grazie al poter spendere il nome del confratello Roberto. Risultato: 56 milioni portati in Svizzera a botte di fatture per consulenze mirabolanti, tipo quella volta ad accertare “le possibilità di vita su Marte”. Il minimo che Daccò potesse fare era pagare il conto dei voli e delle ville caraibiche. E la multiforme biografia di Formigoni si arricchisce ogni giorno di un nuovo mestiere: campione di scherma, membro (con rispetto parlando) dei Memores Domini ciellini con voto di castità incorporato e poi forse scorporato, vicepresidente (uno dei 14) del Parlamento europeo Dc ai tempi di Andreotti, dirigente del Ppi, sgovernatore di Lombardia da 18 anni e ora comico di sicuro avvenire. Ieri s'è detto “limpido come acqua di fonte” e ha ricordato che “anche Gesù sbagliò a scegliere qualche collaboratore” (sì, ma Giuda non era mai stato arrestato né condannato, quindi era più facile sbagliarsi). L'altroieri aveva dato degli “sfigati” ai giornalisti del Corriere che avevano rivelato le sue ferie a sbafo. Sfigati perchè “io, come tutti gli italiani, faccio vacanze di gruppo” e loro no. Le vacanze di gruppo, per chi non fosse italiano, funzionano così: “Uno si fa carico dei biglietti perchè conosce l'agenzia, l'altro paga l'hotel, il terzo le escursioni, il quarto i ristoranti, poi a fine vacanza ci si trova insieme ed eventualmente si conguaglia”. E' tutto spiegato nel Manuale delle Vecchie Marmotte:lui, mentre gli altri pagavano voli, alberghi, escursioni e ristoranti, portava le camicie a fiori e le cravatte a righe fucsia e marron per tutti, così gli altri si ammazzavano dalle risate e non gli chiedevano il conguaglio. In ogni caso, ha aggiunto il fine umorista, “verificherò se quel viaggio l'ho veramente svolto”. Chiederà un po' in giro: sapete mica se ho veramente svolto quel viaggio a Parigi e poi a Saint Martin? Perchè lui non lo sa. Ieri La Stampa titolava: “Viaggi pagati, l'ira di Formigoni”. Ecco: appena ha appreso di aver viaggiato, per giunta a spese altrui, s'è incazzato come una biscia. Se scopre chi gli ha pagato le ferie, gli fa un mazzo così. n attesa di sapere chi gli scrive i testi (Pozzetto?), gli specialisti studiano questa nuova forma della sindrome ”a mia insaputa”, ancor più preoccupante di quella che ha colpito Scajola, Malinconico, Rutelli, Fede e Bossi. Due alternative. 1) Alla parola “ferie”, Formigoni cade subito in trance (ma c'è chi giura che sia proprio letargo). 2) Avendo paura dei voli, non solo non li paga, ma si fa ipnotizzare o anestetizzare all'imbarco. Lo risvegliano poi con comodo,al rientro,con una secchiata d'acqua purissima di fonte. Ma prima che riprenda conoscenza occorrono tempi lunghi. Il che spiegherebbe perchè al Pirellone si aggirano decine di soggetti con passamontagna, mascherina, calzamaglia, grimaldello, piede di porco e sacco in spalla, ma lui non nota mai nulla. Il giorno che scopre come lo vestono, fa una strage.Marco Travaglio racconta tutta la scenata comica ridicola del Gvernatore della Lombardia   
22/04/12 L'ULTIMA VOLTA CHE BOSSI FECE QUALCHE COSA DI UTILE FU NEL 1994
Umberto, sei tutti loro di Marco Travaglio          E ora chi rappresenterà il Nord?”, domanda affranto Dario Di Vico, vicedirettore del Corriere, a Linea Notte. E Pigi Battista, sempre sul Pompiere, si unisce al cordoglio magnificando “la riconosciuta grandezza di un leader che ha imposto nell’agenda politica nazionale la ‘questione settentrionale’ e ha interpretato i sentimenti di un popolo che non aveva rappresentanza politica... Non sarà una miserabile vicenda di fondi stornati a cancellare una storia iniziata nelle periferie del sistema”.           Nord? Popolo? Questione settentrionale? Ma la Lega, quando le andava bene, rastrellava il 30% dei voti validi in Lombardia e in Veneto, molto meno nel resto della cosiddetta Padania: mai rappresentato più del 10-15% degli elettori nordisti. Il che non cancella il suo ruolo storico nella caduta della Prima Repubblica e nel sostegno a Mani Pulite, quando tutti i vecchi partiti avrebbero volentieri spedito Di Pietro in Aspromonte o in Barbagia. Ma son passati vent’anni.          L’ultima volta che Bossi fece qualcosa di utile fu nel ‘94, quando rovesciò Berlusconi, giocandosi tutto mentre il Cainano si comprava i leghisti a uno a uno (ci volle tutto l’impegno di D’Alema per resuscitarlo con la Bicamerale). Ma son passati 18 anni. Poi la Lega divenne un tragicomico caravanserraglio di pagliacci, parassiti, cialtroni, molti razzisti, qualche ladro, parecchi servi. L’ampolla, il matrimonio celtico, il druido, Odino, il tricolore nel cesso, i terun, i negher, foera di ball, il dito medio, il gesto dell’ombrello, le pernacchie, il ce l’ho duro, i kalashnikov, le camicie i fazzoletti le cravatte verdi, il parlamento padano, la moneta padana, la banca padana, il villaggio vacanze in Croazia, l’amico Fiorani, le zolle di Pontida, l’uscita dall’euro. Si sono inventati tre trovate da avanspettacolo di strapaese – la secessiùn, il federalismooo, la devolusssion – e ci han campato per due decenni alle spalle del cosiddetto “popolo”.            Ma, sotto sotto, di quell’armamentario carnevalesco, ridevano anche i leader, ben felici di trovare qualche milione di persone disposto a bersi tutto come l’acqua del dio Po e a rimandarli a Roma ladrona, a occupar poltrone come tutti gli altri. In un raro momento di lucidità, Calderoli, divenuto ministro, confessò al Corriere: “Su di me non avrei scommesso un soldo”.            Ora è nientemeno che triumviro, ma la sua fidanzata Gianna Gancia, che lo conosce bene, fa sapere che “Roberto non va bene, ha il faccione e veste male, va da un sarto quasi cieco”. Senza contare che un giorno, colto da raptus, incenerì col lanciafiamme “375 mila leggi inutili”, fra cui i decreti di annessione del Veneto e del ducato di Mantova al Regno d’Italia.            Ora sui giornali è tutto un rincorrersi di versioni assolutorie per il grande capo: han fatto tutto il cerchio magico, la famiglia famelica, la moglie fattucchiera, i figli spendaccioni, la badante Rosi, il tesoriere ladro, all’insaputa del povero infermo. A parte il fatto che Bossi sapeva da mesi, almeno da quando i giornali lo informarono che Belsito aveva portato 7 milioni in Tanzania e questo lo ricattò sui soldi alla Family per salvare la cadrega, chi ha scelto Belsito? Bossi. Chi ha mandato in Regione il Trota a 12 mila euro al mese? Bossi (senza contare i presunti 20 milioni di fondi neri da lui girati all’ex tesoriere Balocchi). Il resto sono lacrime di coccodrillo.             Ma la mano leggera e l’occhio umido di molti giornali nasconde una coda di paglia lunga così: per anni han preso sul serio quei gaglioffi e il loro federalismo da baraccone. Anche le parole tenere e commosse degli altri capi-partito celano la coda di paglia di chi sa benissimo che la truffa dei “rimborsi” senza controllo riguarda tutti: oggi è toccato a Bossi, domani potrebbe toccare a loro. Ieri mattina infatti, letti i giornali, il Senatur ha prontamente cambiato parole d’ordine: non più l’“ho sbagliato” della sera prima, ma “è un complotto” dei soliti pm. Se passa il principio che un leader neppure indagato si dimette, si crea un pericoloso precedente. Infatti dal Palazzo si leva un coro unanime: Umbro’, nun ce lassà. Richiesta diffusione dal Giornalista Marco Travaglio L’ultima volta che bossi fece qualche cosa di utile fu nel 1994 
22/04/12 BERLUSCONI E LE SUE ELEMOSINE COME QUELLE ALLA MINETTI LAVITOLA EMILI FEDE E LEL
Lelemosina di Marco Travaglio           Dunque i bonifici di B. alla Minetti e alle gemelle Eleonora e Imma De Vivo non sono, come potrebbe apparire a un occhio prevenuto, tangenti a tre testimoni nei suoi processi. Ma elemosine, atti di liberalità del noto filantropo a “persone danneggiate da chi ha condotto le indagini”. Lo dice lui al suo Giornale, dunque c’è da credergli. I 257 mila euro all’igienista dentale altro non sono che “un aiuto in un momento di difficoltà”: “Quali altre risorse poteva avere la Minetti per opporsi alla poderosa macchina giudiziaria”, a parte il modesto stipendio di 12 mila euro che le versiamo ogni mese in veste di rappresentante del popolo lombardo? Il caso delle De Vivo (72 mila euro) è ancor più lacrimevole: “Le due ragazze mi hanno messo al corrente di una situazione molto triste di indigenza per l’incursione della magistratura nella loro vita familiare.           Dove mai avrebbero potuto trovare un lavoro dopo lo scandalo costruito contro di me?”. Stiamo parlando di due tipe pagate dai contribuenti per partecipare all’Isola dei famosi su Rai2, poi ospiti fisse delle “cene eleganti”, dunque candidate (e scandidate per tener buona Veronica) alle Europee 2009, quindi lanciatissime in Rai da Quelli che il calcio a La vita in diretta, ergo ricoverate in un malsano trilocale di via Olgettina affittato dal rag. Spinelli. Purtroppo, nonostante la professionalità evidente a tutti, ebbero la carriera stroncata dalle toghe rosse. E allora B., “avendone la possibilità, di fronte a casi drammatici e toccanti (sic, ndr), non esitò a intervenire, sia nel caso di persone, sia di associazioni a scopo benefico”. Tipo la FDVRCR, la benemerita Fondazione De Vivo per la Ricerca di Comparsate Rai.           Ma non si contano le Papi girl “esposte al pubblico ludibrio e classificate come escort” che si son “viste licenziare padre e madre. C’è persino chi ha dovuto chiudere un esercizio commerciale”. Si spiegano così i tanti suicidi fra gli imprenditori del Nord. In fondo anche David Mills, Gianpi Tarantini e Lele Mora se la passavano male, soprattutto quando dovevano parlare di B. ai giudici: fu così che il filantropo mise mano al portafogli e ne estrasse ora 600 mila dollari, ora 5-600 mila euro, ora 2 milioni. È fatto così: “Mi sento di dover sostenere queste persone con un aiuto concreto e continuativo”.            Ruby, dopo i primi bonifici, si scordò quel che aveva confidato alle amiche, cioè di aver fatto sesso con B. Invece Imma De Vivo, rimasta a secco, sembrava ricordare meglio quando, il 25.9.2010, disse a un’amica: “È diventato pure brutto. Deve solo sganciare. Speriamo che sia più generoso. Io non gli regalo un cazzo”. E così la Minetti, che l’11.1.2011 scrisse alla Faggioli: “Adesso fa finta di non ricevere chiamate, ma quando si cagherà addosso per Ruby si ricorderà di noi... Non me ne fotte un cazzo se è presidente del Consiglio. È un vecchio e basta. Si comporta da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido”.            Chissà se gli aiutini del filantropo faranno effetto anche sulla loro memoria quando, fra breve, saranno chiamate a testimoniare contro B. in tribunale. Lui, a scanso di equivoci, assicura al Giornale che “nessuna può testimoniare alcunché a mio carico”. Ecco, che prendano buona nota. Un altro, al posto suo, sarebbe già dentro per corruzione giudiziaria e inquinamento probatorio. Lui no: com’è noto, è perseguitato. E poi l’innocenza di quei versamenti – dice lui – è provata dal fatto che “ho usato il bonifico bancario, soldi trasparenti e tracciabili, proprio perché non ho nulla da nascondere”.            Eccola, la legge anti-corruzione modello B.: se uno paga tangenti via bonifico, non può essere un corruttore perché, se lo fosse, userebbe i contanti o un conto estero. Teoria copiata dall’arringa di Alberto Sordi in Buonanotte avvocato: “Ma guardatelo! Il mio cliente ha la faccia da ladro! Nessuno con quella faccia farebbe il ladro. Per rubare ci vuole la faccia onesta. Chiedo l’assoluzione perché la faccia non costituisce reato”. Richiesta diffusione dal Giornalista Marco TravaglioLa sconfitta infinita di Gianni Barbacetto         Si fatica a trovare le parole per ripetere ancora, per l’ennesima volta, che siamo sconfitti. Costretti ad arrenderci di fronte all’impossibilità di arrivare a una verità giudiziaria sulle stragi italiane. La sentenza d’appello sulla bomba di Piazza della Loggia a Brescia era l’ultima occasione, dopo le assoluzioni per Piazza Fontana, per l’attentato alla Questura di Milano del 1973 e per tutte le altre stragi (tranne Bologna): occasione persa. Di nuovo è arrivata ieri un’assoluzione, seppur con la formula dubitativa delle prove insufficienti o contraddittorie. Sono passati 43 anni dalla madre di tutte le stragi, quella del 12 dicembre 1969 a Milano. E 23 anni dalla caduta del Muro di cui quelle stragi sono figlie.             Il mondo è cambiato, eppure non è ancora possibile sapere la verità. Gli imputati se ne vanno assolti. Condannati a restare orfani della propria memoria sono tutti gli altri, cittadini di uno Stato che non sa fare chiarezza su una stagione chiusa: quella della guerra segreta e senza esclusione di colpi combattuta negli anni Sessanta e Settanta in Italia, terra di confine di un mondo diviso in due blocchi.             Impossibile stabilire con certezza le responsabilità penali individuali,dicono le sentenze. Eppure noi sappiamo. E non è più soltanto l’intuizione al singolare di un intellettuale come Pasolini (“Io so”). È il risultato – storico, se non processuale – di quarant’anni di ricerche, inchieste, indagini e testimonianze, che hanno sedimentato almeno due certezze. La prima è che le stragi della cosiddetta strategia della tensione sono state materialmente eseguite da gruppi neofascisti. La seconda è che gli apparati dello Stato hanno depistato le indagini e sottratto prove e testimoni, in nome della guerra senza quartiere al comunismo, combattuta con eserciti segreti e segretissimi accordi internazionali.            Lo dicono le stesse sentenze (Piazza Fontana, Questura di Milano) che hanno mandato assolti i loro imputati. Noi sappiamo, dunque. Conosciamo i gruppi allevati per le operazioni sporche, i meccanismi, le strategie, le intossicazioni. Un magistrato che ha a lungo indagato sull’eversione, Libero Mancuso, va ripetendo: “Ci avete sconfitti, ma sappiamo chi siete”. Richiesta diffusione dal Giornalista Gianni Barbacetto Berlusconi le sue generose elemosine come quelle fatte alla Minetti, Lavitola, Emilio Fede, e Lele Mora.
22/04/12 IN UN SISTEMA POLITICO IMPAZZITO NECESSITA UN MANICOMIO BEN ORGANIZZATO
Lezioni di Trota di Marco Travaglio          In un sistema impazzito, tipo manicomio organizzato, può capitare di tutto. Persino che Renzo Bossi in arte Trota e Rosi Mauro detta la badante diano lezioni di stile agli altri politici. In Regione Lombardia siedono 11 indagati e/o imputati su 80 (l’ultimo è il leghista Gibelli, per aver menato la moglie). E chi è l’unico che si dimette? Renzo Bossi, al momento non è neppure sotto inchiesta. Magari lo sarà, e quel che risulta aver fatto, anzi preso, è più che sufficiente per giustificarne il ritorno a casa.            Ma che dire di quel che risulta aver fatto (e preso) Nicole Minetti? E Nicoli Cristiani? E il leghista Boni, difeso a spada tratta anche dal moralizzatore Maroni, quello che vuol fare “pulizia pulizia pulizia” e che, detto fra parentesi, ha una condanna definitiva per aver menato dei poliziotti? E Filippo Penati? Possibile che solo Stefano Boeri nel Pd ammetta che la sua sospensione dal partito (peraltro dopo la sua autosospensione) è ridicola e trasforma persino il Trota in un modello di condotta e la Lega in un partito serio “che ci sta mostrando come ci si comporta”? Invece i Magnifici Undici restano tutti al loro posto, a 12 mila euro al mese.            La Rosi resiste avvinta come l’edera alla vicepresidenza del Senato. I giornali riferiscono di una moral suasion nientemeno che del presidente Renato Schifani per farla dimettere per qualche decina di migliaia di euro usati per il diploma e la laurea del suo bello, Pier Moscagiuro. Cioè: la seconda carica dello Stato, noto giglio di campo, avrebbe chiamato la sua vice: “Guarda, cara, tu non puoi più restare. Motivi di opportunità... Capirai, questo il Senato...”. Chissà se Rosi la Nera ha avuto la prontezza di riflessi per ribattere: “Scusa, Schifani, ma tu non sei indagato a Palermo per mafia? E allora con che faccia chiedi a me di dimettermi per un pugno di euro?”. La questione è tutta qui: la faccia.             Chi può fare la morale a chi. Nel febbraio 2006 Forza Italia, An, Udc, Ds, Dl e frattaglie varie (mancava solo l’IDV, entrata in Parlamento due mesi dopo), insomma tutti i presenti, votarono alla chetichella l’ultima legge vergogna che raddoppiava i rimborsi elettorali, li estendeva alle legislature sciolte in anticipo e ai partiti morti, oltre ad alzare a 50 mila euro la soglia dei contributi anonimi. Gli stessi partiti che oggi dicono di volerla cambiare, dopo aver incassato una fortuna, e senza ridurre di un euro il futuro bottino.             Bersani dice che, coi taglietti tremontiani, nel 2013 i partiti incasseranno “solo” 143 milioni, dunque “il finanziamento della politica diverrà inferiore a quello che è in Germania, in Francia o in Spagna”. Sì, buonanotte: come dimostra Paolo Bracalini nel suo libro, in Spagna i partiti incassano la metà dei nostri; in Inghilterra addirittura un venticinquesimo; in Francia un quarto negli anni senza elezioni e la metà negli anni in cui si vota; in Germania c’è un tetto di 133 milioni annui, che quasi mai viene raggiunto, e per di più chi presenta bilanci opachi perde tutto e fallisce. Ma chi credono di abbindolare, questi signori? Da qualche giorno Polito El Drito tuona sul Pompiere contro quella legge: “C’è da fare subito una cosa: affamare la bestia. Chiudere il rubinetto dei soldi pubblici e vedere chi sopravvive”. Giusto.             “Inutile che i partiti si facciano illusioni: hanno ricevuto in questi anni troppi soldi, e li hanno usati troppo male”. Parole sante: ma Polito non era per caso il direttore del fu Riformista, giornale privato finanziato con soldi pubblici perché camuffato da organo di un partito inesistente, il celebre “Le Ragioni del Socialismo”? Ecco: le facce, i pulpiti. “Non candidiamo condannati anche in primo grado”, propone Fli in una legge popolare. “Non più di due mandati parlamentari: così si rinnova la classe politica”, propone Tullio Gregory sul Corriere. Ma che idee originali: peccato che le avesse già proposte Beppe Grillo nel primo V-Day in tre leggi popolari, poi inguattate da Camera e Senato: era il 2007 e tutti gli diedero del qualunquista fascista giustizialista populista. Bastava copiarlo. A LORO INSAPUTA Scajola, a volte ritornano spesso            Uno legge “Le mosse del Centrodestra” (occhiello di pagina 10 sul “Giornale” di ieri) e si aspetta l’asso nella manica, il volto nuovo, l’uomo vincente che sbaraglierà la concorrenza. Invece a chi è dedicata un’intervista lunga una pagina? All’inquilino della casa con vista Colosseo a sua insaputa, Claudio Scajola. Una garanzia di consapevolezza, incalzato da domande del tipo “lei è stato una delle anime critiche del partito”. Solo “fibrillazioni, l’unità non è venuta meno”, anzi è ora di stringersi di nuovo tutti a corte: “Alfano la nostra guida”, ma il regista resta “Berlusconi”. Addirittura c’è anche una domanda sulla corruzione. “La mia posizione è drastica – risponde Scajola – il finanziamento pubblico va abolito. Chi vuole contribuire lo segnala nella denuncia dei redditi”. Incredibile, dice proprio così, il finanziamento pubblico va abolito. A meno che non sia a sua insaputa. Richiesta diffusione dal Giornalista Marco TravaglioIn un sistema politico impazzito necessita un manicomio ben organizza
22/04/12 LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO VA DIFESA NEL SUO COMPLETO IMPIANTO PERCHE EUR
Sui licenziamenti fare come in GermaniaAutore: Marco Leonardi e Massimo PalliniIlNuovoGiornaleDiMce autorizzato alle pubblicazioni per Area Democratica PD La riforma del mercato del lavoro va difesa nel suo impianto complessivo perché ci allinea ad una regolamentazione del mercato del lavoro di tipo europeo. Eppure va necessariamente introdotta qualche modifica importante alla disciplina proposta in materia di licenziamento individuale.         Oggi pressoché tutti i licenziamenti economici (cc.dd. per giustificato motivo oggettivo) vengono impugnati giudizialmente perché il lavoratore non ha niente da perdere: la posta in caso di vittoria per il lavoratore è altissima, il rischio economico in caso di rigetto del ricorso inesistente o molto contenuto, l'esito assai difficilmente prevedibile perché non sono chiaramente definite dalla legge le ipotesi giustificatrici (dettate dall'art. 3 della legge n. 604/66, e non dal famigerato art. 18).          Nell'interesse dell'impresa e del lavoratore bisogna cercare di non sovraccaricare la funzione di "arbitraggio sociale" dei giudici, mantenendo però inalterata la possibilità del ricorso giudiziale nei casi in cui il lavoratore ritiene di essere vittima di una grave ingiustizia o di una discriminazione.La proposta del Governo Monti rischia di incrementare l'incertezza dei giudizi invece di ridurla. Si finisce, infatti, per rimettere alla piena discrezionalità dei giudici la valutazione sia della stessa qualificazione del licenziamento (se per motivi discriminatori, disciplinari o economici), sia della effettiva sussistenza delle cause di giustificazione del licenziamento (mantenendo pericolosamente invariate quelle attuali fonte di disparate interpretazioni), sia infine della tipologia (se reintegrazione o risarcimento economico) e dell'entità (da 15 a 27 mensilità) del provvedimento con cui sanzionare i licenziamenti disciplinari ed economici ritenuti illegittimi.           Noi proponiamo di adottare un meccanismo che riduce il contenzioso introdotto nell'ordinamento tedesco dalla riforma Hartz approvata dal governo socialdemocratico di Schroeder: prevedere che l'azienda laddove intenda adottare un licenziamento per giustificato motivo debba corrispondere al lavoratore una indennità in cifra variabile a seconda dell'anzianità di servizio. Il lavoratore, se accetta la corresponsione della indennità, decade automaticamente dal diritto di impugnare il licenziamento. Laddove invece il lavoratore sia convinto della insussistenza del giustificato motivo di licenziamento o ritenga che celi delle finalità illecite e discriminatorie, può rifiutare la corresponsione della indennità e affrontare il giudizio per cercare di ottenere la reintegrazione o il risarcimento del danno.            Questo meccanismo per un verso responsabilizza l'impresa imponendole un costo certo in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, costringendola a verificare seriamente se il licenziamento del lavoratore compensa quel costo; per altro verso responsabilizza il lavoratore per cui non è più indifferente decidere di impugnare o meno il licenziamento e dunque valuterà attentamente se affrontare o meno il giudizio.È cruciale quantificare correttamente l'indennità crescente con l'anzianità di servizio in modo da non penalizzare le anzianità più alte. Questo è forse l'elemento più qualificante e di maggior efficacia del modello tedesco di "articolo 18", che invece manca completamente nella disciplina proposta dal Governo. In Germania questo meccanismo non ha certo fatto aumentare i licenziamenti economici, ha invece contribuito ad un sostanziale decremento del relativo contenzioso, ed ha costituito un tassello molto importante di quella riforma del mercato del lavoro che, a giudizio di tutti, ha posto le basi della crescita tedesca.Diffusione a cura del del Direttore deIlNuovoGiornaleDiMCEDott. GiovanniFiorentiniLa riforma del Mercato del Lavoro va difesa nel suo completo impianto perché Europeo
22/04/12 BOSSI PRIMA GRIDA AL COMPLOTTO POI CHIEDE SCUSA PER I REATI COMMESSI DAI FAMILIA
Umberto Bossi: prima grida al complotto poi chiede scusa per i reati commessi dai familiari e Maroni Partito umiliato          A Bergamo la serata dell'orgoglio leghista. Un forte scontro di cori tra i bossiani ed i maroniani sostenitori dell'ex Ministro dell'Interno che promette pulizia, ed il Senatùr che fa autocritica sui figli in politica, ma si prende un bel po' di fischi. Invocata l'unità per l'obiettivo dell'indipendenza della Padania .Quando Roberto Maroni prende la parola, per primo, è sommerso dai cori che gridano: Bossi, Bossi, ma lui ricambia con ripetuti attacchi ai cerchi magici, asserendo che hanno danneggiato la Lega, riferendosi ai dirigenti più vicini a Bossi. Entra nel vivo così la serata dell’Orgoglio leghista organizzata alla Fiera di Bergamo dopo il coinvolgimento del partito nello scandalo sulla gestione dei fondi del partito. Maroni esordisce sottolineando il dolore e l’onta di essere considerati un partito di corrotti. E l’orrore per le accuse di collusione con la mafia e con la ‘ndrangheta. Al che la platea esplode con il coro Berlusconi, Berlusconi.          Mentre Umberto Bossi, intervenuto dopo l’ex Ministro, evoca trame oscure gridando: E’ ovvio che siamo vittime di un complotto, afferma. E a manifestazione conclusa preciserà ai giornalisti: il tesoriere Francesco Belsito ed i vertici della Lega, ora sono indagati da sette Procure per riciclaggio, appropriazione indebita e altri reati, ma asserisce che è stato infilato dall’intelligence” negli uffici della Lega. E all’obiezione che il Ministro dell’Interno all’epoca fosse proprio Maroni, il Presidente del Carroccio aggiunge: I servizi fanno capo alla Presidenza del Consiglio non al Ministero dell’interno”. Bossi teorizza complotti, ma sul palco dell’Orgoglio leghista prova anche a recitare una esplicita mea culpa sul ruolo dei sui familiari nello scandalo che ha squassato il partito: “I danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto, afferma chiedendo scusa ai suoi militanti.        A proposito dell’attesa staffetta tra i due leader leghisti, ne emerge una confusione tremenda, infatti Maroni si dice pronto a sostenere Umberto Bossi se si candiderà di nuovo a segretario e non si sa che cosa volesse dire quando dice che la Lega, non è morta e non morirà mai anzi la Lega parte da qui. La Lega deve tornare potente, non ci sono cerchi che tengano e per ripartire dobbiamo fare pulizia ma non riesce a saper dire da dove incominciare a fare pulizia, poi strillando a squarciagola  dice: è intollerabile la violazione del nostro codice etico, ma la platea chiede urlando di conoscere di quale codice etico stia parlando Maroni che con assoluta indifferenza di quello che dice e chiede la platea Maroni continua: chi sbaglia paga senza guardare in faccia a nessuno.            Insistendo ancora: chi ha preso i soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo, mentre Bossi però insiste che nessun leghista ha mai preso un solo centesimo ed anche Maroni sostiene che Umberto Bossi non c’entra niente, ciò nonostante alcune Procure dicano l’incontrario e sulla base delle intercettazioni dei componenti dei così detti soggetti del cerchio magico. Se le cose stanno così c’è da domandarsi perché tutto quel chiasso di Bergamo e perché non denuncia le sette Procure che accusa la Lega di appropriazione indebita e dell’uso improprio del denaro dei contribuenti per uso personale di alcuni dirigenti leghisti ed alcuni politici leghisti, compreso Bossi e famiglia, inoltre perché allora Umberto Bossi si è dimesso?, come si è dimesso suo figlio Renzo?: se sono puliti perché allora si sono dimessi?.          Un boato di fischi ha attraversato la Fiera di Bergamo appena l’ex Ministro Maroni ha nominato Belsito, dicendo che sarà espulso dal partito. Altra bombardata di fischi quando Maroni ha fatto il nome di Rosi Mauro che ha detto: “Mi spiace non abbia accolto la nostra richiesta di lasciare il posto di vicepresidente del Senato ed allora ci penserà la Lega a dimetterla. Il partito, però, chiarisce Maroni, deve finirla con i complotti, le scomuniche, le fatwa, i cerchi. E la prima nuova regola è che i soldi vanno alle sezioni e ai militanti, non in Culonia, la  Seconda regola, è la meritocrazia, la terza regola della Lega è che va fatto largo ai giovani. E ancora, fuori subito chi viola il codice morale della Lega.                     Bossi ha affrontato anche il delicato discorso della famiglia, difendendo la moglie Manuela Marrone (“I giornali hanno scritto addirittura che fa le messe nere”) e i figli: “I danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto”. Sempre riguardo ai figli, Bossi si è assunto la colpa di averli fatti entrare in politica, mentre sarebbe stato meglio “farli studiare all’estero come ha fatto Berlusconi”. Quindi d’ora in poi, “niente parenti di primo e secondo grado dei dirigenti all’interno del partito”. Ma quello che è avvenuto, con Belsito che a un certo punto si mette a dire “cose compromettenti al telefono”, è solo un modo “per fare fuori la Lega”, ribadisce Bossi.          Mentre circa tremila militanti si radunavano a Bergamo per rivendicare l’”orgoglio leghista” ferito dagli scandali sui fondi del partito, il triumvirato che regge il Carroccio ha chiesto le dimissioni da vicepresidente del Senato di Rosi Mauro, la fedelissima di Umberto Bossi più volte nominata nelle carte giudiziarie. Lo ha affermato Roberto Calderoli, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Manuela Dal Lago. Una richiesta che l’interessata ha respinto, contravvenendo per la prima volta a una direttiva politica del partito, ha spiegato con gli occhi lucidi durante la registrazione di Porta a porta in onda questa sera.          Ma al raduno bergamasco, convocato al grido di pulizia sotto le insegne delle scope di saggina portate da diversi militanti, la base si schiera contro Rosi Mauro legata ad Umberto Bossi: “Chi non salta Rosi Mauro è”, hanno gridato sotto il palco alcuni militanti in attesa degli interventi di Bossi e di Roberto Maroni che dovrebbero sancire lo storico cambio della guardia al vertice. E all’indirizzo di Mauro, alla fiera di Bergamo sono risuonati insulti irripetibili. Ce n’è anche per un altro componente del cerchio magico bossiano, l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, invitato fragorosamente ad andare fuori dalle scatole.           La manifestazione è iniziata poco dopo le 21 con la proiezione di un breve video celebrativo di Umberto Bossi, con spezzoni tratti dalle passate edizioni del raduno di Pontida. Quando lo stato maggiore leghista è salito sul palco, dalla platea sono risuonati cori contrapposti: “Bossi, Bossi…” e “Maroni, Maroni…”. A fare gli onori di casa, il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano, che ha esortato alla vigilanza contro gli indegni e ha affermato che Bossi continuerà a vegliare su di noi. Lo ha affermato Roberto Calderoli, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Manuela Dal Lago.          Ma al raduno bergamasco, convocato al grido di pulizia sotto le insegne delle scope di saggina portate da diversi militanti, la base si schiera contro la pasionaria vicinissima a Umberto Bossi: “Chi non salta Rosi Mauro è”, hanno gridato sotto il palco alcuni militanti in attesa degli interventi di Bossi e di Roberto Maroni, che dovrebbero sancire lo storico cambio della guardia al vertice. E all’indirizzo di Mauro, alla fiera di Bergamo sono risuonati insulti molto pesanti. Ce n’è anche per un altro componente del cerchio magico bossiano, l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, invitato fragorosamente ad andare “fuori dalle scatole.Il Direttore de Nuovo Giornale di MCEBossi prima grida al complotto poi chiede scusa per i reati commessi dai familiari
22/04/12 IL PIù PENSOSO è STATO ROBERTO CASTELLI MA è STATO SUBITO ARCHIVIATO
I nasi comunicanti di Marco Travaglio       Nella classifica delle peggiori pagliacciate leghiste a carico nostro, vince ai punti la rinoplastica finanziata coi rimborsi elettorali per Eridanio Sirio Bossi: cioè abbiamo pagato pure il naso nuovo all’ultimogenito del Senatur, che ora va in giro con un naso non più suo, ma parastatale. Medaglia d’oro. L’argento spetta di diritto al diploma e alla laurea comprati dall’ex tesoriere Belsito (cioè dagli ignari contribuenti) per tale Pier Moscagiuro in arte Pier Mosca, 36 anni, poliziotto in aspettativa, distaccato alla vicepresidenza del Senato con regolare contratto come segretario molto particolare della sua attempata fiamma, Rosi Mauro detta “la Nera”, 49 anni, segretaria del presunto sindacato padano Sinpa, numero due di Palazzo Madama, ma soprattutto badante tuttofare del vecchio leader. Il Moscagiuro (che Nadia Dagrada chiama nei verbali “Giuramosca”, forse influenzata dalle avventure di Ettore Fieramosca), è anche un eccellente cantante, molto apprezzato nella “batelada”, la tradizionale gita in barca sul lago di Como che il Sinpa organizza a ogni Primo Maggio (quest’anno si spera non più), dove il Pier e la Rosi erano soliti esibirsi in memorabili duetti tipo “La coppia più bella del mondo” degli incolpevoli Adriano Celentano e Claudia Mori.            Ma il brano più celebre dell’usignolo padano, versione celtica di Apicella, rimane quello inciso per beneficenza con Enzo Iacchetti: “Kooly noody”, allitterazione di culi nudi, autentico reperto di un’epoca. La medaglia di bronzo, in tutti i sensi, va invece ai papaveri verdi che sfilano a ogni ora del giorno e della notte avanti e indietro da Via Bellerio, tutti intenti a giurare che “ha fatto tutto Belsito”, “Bossi non c’entra”, “ora facciamo pulizia” e “voltiamo pagina”.          È una parola. Il più pensoso è Roberto Castelli del comitato amministrativo, quello che aveva avviato addirittura un’indagine privata, tipo Sherlock Holmes, perché “Belsito non mi faceva vedere i conti”. Chissà che avrebbe fatto se glieli avesse mostrati: Castelli è lo stesso che nel 2001, divenuto ministro della Giustizia, affidò l’edilizia carceraria a un consulente molto esperto: Giuseppe Magni, sindaco leghista di Calco, in quel di Lecco, dove Castelli è nato e vive, ma soprattutto ex artigiano metalmeccanico (ramo fili da saldatura) ed ex grossista di pesce alla Seamar (“commercio di prodotti ittici vivi, freschi, congelati e surgelati”), nonché – si leggeva nel curriculum– “socio militante della Lega Nord dal 1995 e parlamentare eletto al Parlamento di Chignolo Po” dove i lumbard giocavano alla secessione.           Magni scorrazzò per quattro anni su e giù per l’Italia, con auto blu blindata e scorta armata, per il modico stipendio di 100 milioni di lire, raddoppiato a 100 mila euro quando cambiò la moneta. Risultato, secondo il pm della Corte dei Conti: “Attività dall’indefinito contenuto” senza “raggiungere alcuno degli obiettivi menzionati nel decreto di incarico”, presentando “relazioni quasi in codice, con riferimenti per così dire criptici” e allusioni ad “alcuni progetti (quali?)”. Un pataccaro. Per un’altra consulenza inutile, la Corte dei Conti condannò Castelli a risarcire 100 mila euro allo Stato in solido col suo Vicecapo Gabinetto, quell’altro galantuomo di Alfonso Papa.           Ora indaga sui soldi della Lega, finiti peraltro in buone mani: il “nuovo” tesoriere è Stefano Stefani, noto per la sua oculatezza, avendo messo mano a geniali operazioni finanziarie come il villaggio padano in Croazia (bancarotta), la banca padana Credieuronord (fallimento), il Bingo padano (dissesto), il giornale fantasma Quotidiano d’Italia (14 milioni pubblici). Insomma, una garanzia. Su tutti vigilerà il triumviro Calderoli, che di soldi se ne intende: l’ottimo Fiorani ha raccontato di aver girato 200 mila euro a lui e a Brancher. Ma è tutto calcolato: basterà lasciar fare i “nuovi leader” per un paio di mesi, poi tutti chiederanno il ritorno di quei galantuomini di Bossi e Belsito, a furor di popolo. partiti, 100 milioni in più lavoro, 1 milione di posti in menoLo scandalo della Lega divampa e già si annuncia la nuova rata del “rimborso” elettorale 2008 (500 milioni in tutto) Cifre offensive davanti ai problemi che angosciano gli italiani    Il premier Monti e il ministro Severino disposti a cambiare la legge che arricchisce la politica,ma non sanno come. Il caso Rosi Mauro investe il Senato:non può restare vicepresidente dopol ’assunzione del suo amante?Richiesta diffusione dal Giornalista Marco TravaglioIl più pensoso è stato Roberto Castelli ma è stato subito archiviato 
22/04/12 IL CNR DI BOLOGNA TRASMETTE I DATI DEL CLIMA DI MARZO DEL 2012
L’istituto di Scienze atmosferiche del CNR di BolognaComunica i dati climatologichi di marzo 2012----- Original Message ----- From: Ufficio Stampa Cnr To: comunicatistampa@UFFICIOSTAMPA.CNR.IT Sent: Tuesday, April 03, 2012 10:51 AM Subject: isac cnr - temperature e piovosità marzoGentile Collega, in calce una nota dell'Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima  del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna, che riporta i dati della Banca dati climatologica attestanti i dati record di temperatura e mancanza di precipitazioni del marzo appena concluso, soprattutto al Nord. In calce, i riferimenti del ns. ricercatore, disponibile per eventuali approfondimenti e interviste.Cordiali saluti e buon lavoroMarco Ferrazzoli Capo Ufficio stampa CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerchep.le Aldo Moro, 7 - 00185 Roma tel. 06/49933383 cell. 333/2796719e-mail marco.ferrazzoli@cnr.it web site: www.stampa.cnr.it www.almanacco.cnr.it                      Il mese appena concluso è risultato in Italia il terzo marzo più caldo dal 1800 ad oggi, con un’anomalia di +2.3 gradi sopra la media del  periodo di riferimento 1971-2000, dopo il 1994 e il 2001 (rispettivamente +2.6 e +3.2°C). L’anomalia è stata più pronunciata al nord, dove si è registrato un +3.2°C che colloca marzo 2012 al primo posto, insieme con il 1994.             Oltre che dalle elevate temperature, il mese è stato caratterizzato anche da precipitazioni molto scarse, che hanno fatto registrare un deficit del -52% rispetto alla media del periodo di riferimento, ponendolo al 25esimo posto nella graduatoria dei marzo più secchi di sempre. Anche in questo caso l’anomalia è stata più pronunciata al nord dove, in media, è arrivata quasi a -70%.           Le scarse precipitazioni del mese appena trascorso non fanno altro che prolungare una situazione di siccità che perdura ormai da molti mesi, soprattutto nel Settentrione dove, da agosto 2011 a marzo 2012 ed eccezion fatta per ottobre, tutti i mesi hanno fatto registrare un segno negativo con un deficit totale del 38% rispetto alla media degli stessi otto mesi nel periodo 1971-2000. Nel complesso, il periodo agosto-marzo 2011-2012 si colloca nel Nord Italia al quinto posto tra i più secchi, dopo quelli del 1879-1880, 1989-1990, 1921-1922 e 1883-1884, il più secco in assoluto con -47%. Per informazioni: Dr. Michele Brunetti PhD, ISAC-CNR, Ph: +39 0516399623, Cell. 328/3649256, mail m.brunetti@isac.cnr.it (recapiti per uso professionale da non pubblicare)2080)  Il CNR di Bologna trasmette i dati del Clima di Marzo del 2012  
22/04/12 ROBERTO MARONI FORSE SEGRETARIO FEDERALE DELLA LEGA MA CON 5 PUBBLICI MINISTERI
Maroni, numero due della Lega ad un passo da Segretario              Ce ne ha messo di tempo, Bobo Maroni, per arrivare dov'è arrivato. E c'è voluto persino l'arrivo dei carabinieri a via Bellerio, per accelerare i tempi di una successione che negli ultimi mesi sembrava congelata. Risse e rock'n roll, 30 anni di Bobo in 30 foto               Ce ne ha messo di tempo, Bobo Maroni, per arrivare dov'è arrivato, a un passo dalla guida della Lega. E c'è voluto persino l'arrivo dei carabinieri a via Bellerio, per accelerare i tempi di una successione che negli ultimi mesi sembrava congelata, paralizzata dai timori dello stesso Maroni e dalla ferrea resistenza del Cerchio magico forse del cerchio di un regime moderno ma comunque vicino le mafie attorno a Bossi, che continuava a vagheggiare una successione dinastica dall'Umberto al Trota.             Ora l'eterno numero due è a un passo dalla guida di quella Lega che frequenta dal 1979, quando lui, giovane laureato in legge appassionato di blues e avviato a una discreta carriera tra banche e aziende, si innamora dei discorsi un po' strampalati di quel tizio che girava per la provincia di Varese inneggiando alla Lombardia libera da Roma e annunciando che avrebbe spazzato via la Dc e il Psi. Cominciò allora, quando la Lega Nord era solo una fantasia, Berlusconi costruiva case a Milano 2 e Andreotti stava al governo con l'appoggio del Pci, la carriera dell'eterno delfino.            Sono gli anni folli, quelli delle notti passate a incollare manifesti sotto i cavalcavia del Varesotto, quando Bossi rovesciò la colla nella 500 fiammante della mamma di Maroni, e quella: “Te l'ho detto mille volte che devi lasciar perdere quel disgraziato”. Maroni invece insiste, e arrivano i primi seggi nei Consigli comunali, e poi il Parlamento di “Roma ladrona” e il primo governo Berlusconi, quando il Bobo, non ancora quarantenne, arriva al Viminale.           Un ruolo a cui Maroni si affeziona parecchio, tanto che quando il Senatur decide di mandare a casa il governo, è lui a guidare la fronda, ad opporsi al ribaltone, e a fondare, per la prima volta, un gruppo di “maroniani”, definizione oggi di gran moda, ma allora piuttosto scomoda. Visto che lo stesso Bobo fu preso a fischi, “vai a suonare il piffero” dalla platea del congresso al Palatrussardi nel 1995, e Bossi disse che “lui è il nostro braccio debole e va amputato”. Qualche mese dopo arriva il pubblico pentimento, e Bossi, per la prima e unica volta, riammette un “traditore”. “Bobo è mio amico, ma è stato toccato dal mago Berlusconi, ha pensato che potere, soldi e poltrone fossero importanti...”. Ruoli perfettamente invertiti, quelli di allora e quelli di oggi.           Tra allora e i giorni nostri, quando è Bossi a essere minato da vicende di quattrini e dal sodalizio di potere con il Cavaliere, oltre che dalla malattia, ci sono i giorni della secessione, 1996, con la prima ampolla del Po e l'irruzione della polizia a via Bellerio, quella volta per scovare gli elenchi delle camicie verdi accusate dal procuratore di Verona Papalia di associazione militare per fini politici. E fu Maroni a immolarsi fisicamente, sbarrando la strada agli agenti e finendo in barella all'ospedale Niguarda. Un gesto che contribuì alla definitiva riabilitazione presso i militanti e che lo rilanciò, al solito, come l'eterno delfino, rivale di Calderoli, il dentista di Bergamo che comincia a farsi strada nel cuore del Capo, e che per anni ha conteso a Maroni la palma di numero due.           Bobo, del resto, non è mai stato troppo impegnato sul fronte del federalismo. Prima al Viminale, poi al Welfare, poi il ritorno al Viminale. A cucire e ricucire devolution e federalismi, a passare giorni e notti in commissione a proporre tagliare e limare ci ha sempre pensato l'altro Roberto. Più bravo, Calderoli, a studiare leggi e regolamenti d'aula. Mentre il Bobo s'intestava successi nella lotta alla mafia. Fino a quando, e siamo al 2010, comincia a capire che la stella di Berlusconi è al tramonto, Che bisogna sganciare la Lega dal carro del Cavaliere.            Comincia a scalciare, il Bobo. Vagheggia un passo indietro del premier, non a favore di un Mario Monti, ma di un nuovo centrodestra con Alfano e lo stesso Maroni alla guida. Scalcia dentro e fuori il partito, chiede a più riprese la testa del capogruppo Reguzzoni, golden boy del Cerchio magico. Ma fallisce: a giugno Bossi impone la riconferma del suo pupillo, “bravo e fedele” ,contro la volontà di 40 deputati su 59, che però si allineano. A luglio 2011, la rivincita: assente Bossi, Bobo prende la guida dei deputati e manda in galera Alfonso Papa con i voti decisivi del Carroccio, che strappa vistosamente dal Pdl. Sembra una svolta, è solo una delle puntate della faida che in quei mesi, e fino ad oggi, ha dilaniato la Lega. Da una parte i maroniani, che sono decine di parlamentari, centinaia di quadri lombardi e veneti, sindaci come Tosi e Fontana, Dall'altra il Cerchio, con Rosi Mauro, la moglie di Bossi, Manuela, il Trota, Reguzzoni. Che premono per fare piazza pulita di Bobo e dei suoi, a partire da Tosi. Che fanno il lavaggio del cervello all'Umberto:” Quello è un Giuda”. Bossi sta in mezzo, ma teme la corsa dell'amico Maroni, dopo che quello si è preso il top degli applausi a Pontida diventa sospettoso.”Mi vogliono portare via la Lega”.            Siamo ad ottobre, c'è il congresso nella culla di Varese e Bossi impone un suo fedelissimo ai delegati urlanti, quasi tutti maroniani, Il Bobo se ne sta zitto, incassa, prende altre sberle quando c'è da votare per gli arresti di Milanese e Cosentino. Poi il crollo del governo Berlusconi, il passaggio all'opposizione e la faida sembra quietarsi. Ma è solo un'illusione, A gennaio Bossi si fa convincere dai suoi famigli che è arrivata l'ora di mettere alla porta Maroni, scatta la fatwa, lo stop ai comizi. La base insorge, Bossi è costretto alla retromarcia. Sono i giorni in cui si scoprono gli investimenti in Tanzania del tesoriere Belsito, Maroni scalcia ancora, pretende pulizia, ma non va fino in fondo.            Si accontenta di due concessioni importanti, da parte del Senatur: la testa di Reguzzoni e i congressi nella varie regioni, passaggio chiave, pensano i maroniani, per dimostrare che i numeri ce li hanno loro. Per convincere Umberto che una successione morbida è possibile, senza toccare, per ora, il ruolo del Capo supremo.            Ma Belsito, grazie a quell'ultimo accordo Bossi-Maroni, resta al suo posto. Bobo non parla al comizio di Milano di gennaio, quando la base fischia la Rosi Mauro. Sorride sornione e intanto macina centinaia di chilometri per i comizi in tutto il Nord, radica la sua corrente dei “barbari sognanti”, difende il sindaco di Verona Tosi dagli assalti del Cerchio e si prepara al gran salto. Ci pensano giudici e carabinieri, a dargli la spinta finale. L'inchiesta su Belsito travolge il Senatur e la sua famiglia allargata, Maroni diventa l'icona della pulizia interna. Da eterno secondo può ragionevolmente pensare che, a 57 anni appena compiuti, è arrivato ilo suo momento. Ma non è ancora finita. Di mezzo ci sono i veneti, la stella nascente del governatore Zaia, più giovane di lui di oltre 10 anni. La serata delle scope di Bergamo è un altro chilometro verso la leadership. Ma la partita non è ancora finita.Il Direttore de Nuovo Giornale di MCERoberto Maroni forse segretario Federale della Lega ma con 5 Pubblici Ministeri in azione
22/04/12 LA MAGISTRATURA FA DI NUOVO SENTIRE IL RFIATO AL COLLO A FORMICONI E REGIONE LOM
Formigoni, la Lega e la fine del modello lombardoIlNuovoGiornaleDiMce autorizzato alle pubblicazioni per Area Democratica PD Autore: Franco MirabelliDi fronte all'ennesima inchiesta che coinvolge la Regione Lombardia e colpisce il Presidente del Consiglio Regionale, la reazione di Formigoni è imbarazzante. In sintesi, il governatore, di fronte ai guai giudiziari di esponenti di spicco della sua maggioranza che, tra l'altro,nella scorsa legislatura aveva scelto nella sua Giunta, si tira fuori, rivendica il fatto che non ci sono atti della sua Giunta sotto osservazione da parte dei magistrati e lamenta un complotto per nascondere il buon governo della Lombardia all'opinione pubblica, insistendo a raccontare di arresti e avvisi di garanzia come se tutto ciò non lo riguardasse.            Invece lo riguarda. E non solo perché sotto inchiesta ci sono almeno 6 assessori che, in tempi diversi, Formigoni ha scelto e a cui ha affidato ruoli importanti di governo, non solo perché risulta evidente che in questi anni si è costruito un sistema regionale che non garantisce controllo e trasparenza, non solo perché questa legislatura è iniziata con uno scandalo, quello delle firme false, e prosegue segnata più dalle inchieste che dagli atti di governo, ma soprattutto perché - e questo non può nasconderlo - è evidente che il sistema che si è consolidato in 17 anni di governo formigoniano non regge più: ha prodotto e produce contraddizioni, ha esaurito, avremmo detto un tempo, la sua spinta propulsiva ed ora è evidentemente inadeguato a garantire lo sviluppo e il futuro della Lombardia.            Non c'è solo una evidente crisi morale che, tra l'altro, conferma l'idea che tanto potere, come quello detenuto per 17 anni da Formigoni, per tanto tempo senza ricambio non aiuta la trasparenza e rischia di far prevalere il mantenimento e la gestione del potere rispetto all'interesse pubblico. C'è soprattutto una crisi politica, manca un progetto diverso da quello di accumulare poteri e il futuro non è una opportunità da cogliere, su cui investire e progettare, ma il tempo a cui bisogna guardare con l'obbiettivo di conservare le cose come stanno.            Formigoni in questi anni ha trasformato la Regione da istituzione con il compito prioritario di legiferare, in un sistema capace di intervenire direttamente e pesantemente nella gestione delle grandi questioni del territorio: dalla sanità all'ambiente, dall'urbanistica all'informatica. Lo ha fatto attraverso le sue società rigorosamente controllate dalla Giunta, in cui agli stessi consigli di amministrazione vengono tolti poteri, e che sono governate da direttori nominati dalla stessa giunta. Si è creato un modello chiuso, con cui non solo la Regione ha assunto di fatto ruoli e funzioni che non gli spetterebbero, ma ha prodotto un centralismo impressionante.            È chiaro che la volontà di accentrare tutto ha consentito a Formigoni la possibilità di godere di una straordinaria macchina di consenso, ma oggi - e lo dico senza sottovalutare il peso grandissimo e il favore di cui ancora gode - è evidente che questa scelta di controllare e omologare tutto non ha favorito la trasparenza e ha reso il sistema più permeabile agli abusi e, d'altra parte, ci sono forze vive e innovative, economiche e sociali, che cominciano a sentirsi soffocare, chiedono più apertura e più cambiamento. Aggiungo che, in questi anni, la percezione della distanza tra interesse generale e l'interesse del potere formigoniano è aumentata sempre più.           Un'ultima riflessione riguarda la Lega che, in una alleanza che si regge su una trattativa continua più che su un progetto condiviso, ha scelto di omologarsi all'idea della gestione del potere e dell'esistente, della spartizione. Le vicende che emergono in questi giorni ma, soprattutto la reazione scomposta che hanno avuto i vertici leghisti segna chiaramente la distanza tra la Lega del "Roma ladrona" e ciò che la Lega è oggi. E sicuramente la crisi politica di Formigoni e di questa maggioranza, di cui abbiamo chiesto le dimissioni, sta anche in questo: chi con quegli slogan mirava a proporsi per il cambiamento facendo leva sull'antipolitica e il disagio del nord, oggi si trova a difendere un'esperienza di governo che ha in sé tutti i difetti che volevano combattere.Diffusione a cura del del Direttore deIlNuovoGiornaleDiMCEDott. Giovanni Fiorentini La Magistratura fa di nuovo sentire il fiato al collo a Formigoni e Regione Lombardia 
22/04/12 NAPOLITANO FINI E SCHIFANI SONO AL POTERE DAL 1953 AL 1996 E MAI ACCORTI CHE I P
Occhio alla truffa di Marco Travaglio    Ci volevano le retate perché le alte cariche dello Stato scoprissero lo scandalo dei “rimborsi elettorali”. Ma ora che persino Napolitano, Fini e Schifani, parlamentari rispettivamente dal 1953, dal 1983 e dal 1996, se ne sono accorti, tutti danno per certo che la legge verrà cambiata. La qual cosa è considerata, di per sé, positiva. Ma non è affatto detto che sia così. Infatti Alfano, Bersani e Casini non contestano né il principio dei “rimborsi” nè il quantum, che nessuno vuole ridurre: vogliono soltanto creare un ente che ne controlli la gestione una volta incassati. La Corte dei Conti è lì apposta, ma lorsignori preferiscono un’”Authority indipendente”, ciò dipendente da loro come le altre. Insomma una legge-truffa che non cambia nulla se non la facciata. Invece bisogna cancellare sia il principio sia il quantum dei rimborsi, azzerando tutto e tornando allo spirito del referendum del 1993:nessun trasferimento automatico di denaro dallo Stato ai partiti. E, siccome l’attuale Parlamento non azzera un bel nulla, non resta che il referendum Di Pietro, per cancellare i rimborsi e creare un sistema tutto nuovo. Conosciamo l’obiezione: “così farebbero politica solo i ricchi”. Ma non regge: i ricchi partono favoriti solo se ciascun partito può spendere ciò che vuole. Se invece si fissa un tetto massimo per le spese elettorali, tutti combattono ad armi pari. Nel ‘93, subito dopo il referendum che abolì il finanziamento pubblico, il governo Amato lo ripristinò sotto le mentite spoglie di rimborso elettorale, pur modestissimo. Infatti per le elezioni nazionali ed europee del 1994 i partiti ricevettero appena 70 milioni e per quelle (solo nazionali) del 1996 ancora meno: 46,9. Il che significa che possono cavarsela egregiamente con 50 milioni per ogni elezione su scala nazionale. Invece, grazie alla legge del 1999 che prelevava 4mila lire a ogni iscritto alle liste elettorali, i rimborsi si allontanarono anni luce dalle spese effettive. E la legge del 2006 raddoppiò lo scandalo: rimborso pieno anche per le legislature monche. Per le politiche 2008, le europee 1999 e le amministrative varie, i partiti hanno dichiarato spese per 100 milioni, ma nel 2013 a fine legislatura ne avranno incassati 503 in cinque anni. Totale negli ultimi 17 anni: 2,3 miliardi erogati contro 579 milioni documentati. Partiamo da questi 579: diviso 17 anni fanno 34 all’anno, contro una media di 135 incassati. Dunque, secondo quel che essi stessi dichiarano, i partiti devono coprire spese per una trentina di milioni l’anno. Con un corso accelerato presso il Movimento 5 Stelle, presente in consigli comunali, provinciali e regionali senza un soldo pubblico, si può scendere ancora di parecchio. Ma facciamo finta che ai partiti servano 30 milioni l’anno: come raccoglierli, nel rispetto della volontà degli italiani, più che mai contrari ai trasferimenti pubblici? Sistema misto: in parte donazioni da privati (purchè dichiarate sopra i 5mila euro e non anonime fino a 50 mila come da legge-golpe 2006); in parte contributi pubblici, ma volontari. Come? Ripristinando la legge Prodi del 1997, che consentiva di devolvere il 4 per mille dei redditi Irpef. Ma con una decisiva differenza: allora i soldi finivano in un unico calderone che poi i partiti si dividevano in base al peso elettorale (infatti non li versò quasi nessuno); invece ogni contribuente deve poter indicare a quale lista destinare il suo eventuale 4 per mille, a vantaggio dei partiti più credibili e popolari. Fissato il come e il quanto, occorrono poi sanzioni draconiane per chi sgarra: chi spende più del tetto, o presenta documentazione poco credibile, o tiene bilanci opachi, o viola le regole di democrazia interna (congressi, primarie, tessere, candidature, codice etico), paga con la decadenza immediata dei suoi eletti, in più restituisce tutti i contributi privati e pubblici dell’ultimo quinquennio e perde il diritto a incassare quelli del quinquennio successivo:cioè fallisce e chiude bottega. Tutto il resto è truffa. Renzo Bossi si è dimesso dal Consiglio regionale lombardo. Non reggeva più lo sguardo sdegnato della Minetti -( www.spinoza.it  ) I sogni neri del Senatur    se mai esistessero gli spiriti dei morti, in diecimila, tra le molte migliaia di annegati nel Canale di Sicilia, ora dovrebbero andare a visitare i sogni notturni di Umberto Bossi nella sua orrenda villetta di Gemonio. E magari smontargli un pezzo della terrazza ristrutturata con i soldi del partito a cui la loro morte per annegamento tanto aveva giovato in voti e poi in rimborsi elettorali da trasformare in pasta al sugo e in lauree. Negri da nulla, africani pezzenti, che facevano naufragio contro i suoi grugniti di ministro della Repubblica, e quelli del suo degno Calderoli, che chiedeva i respingimenti con le cannoniere. E di quell’altro, addirittura ministro dell’Interno, Bobo Maroni, che oggi passa per il meno peggio, quando dettava, protetto dai voti, dalla legge e dal rancore, che “con gli immigrati non bisogna essere buoni”, si meritavano i sei mesi di detenzione preventiva, appena presi, senza processo, per poi rispedirli via a calci nel culo, fuori dalle balle. Ecco se esistessero gli spiriti dei morti, sarebbero buoni o cattivi con voi, la vostra compagna di partito Rosy Mauro e con il tesoriere Belsito che si coccolava Renzo cercandogli un futuro almeno in Tanzania?.Richiesta diffusione dal Giornalista Pino CarriasNapolitano Fini e Schifani sono al potere dal 1953 1983 1996 mai accorti che i partiti rubavano i denari dei Contribuenti 
22/04/12 LE PRIMARIE DEVONO SERVIRE A COSTRUIRE ALTERNATIVE POLITICHE
Primarie, Borsellino: “il rispetto del popolo delle primarie passa dalla questione etica”              “Non è possibile lasciare che da queste primarie venga fuori l’idea che atti come il controllo del voto o il voto di scambio siano irrilevanti dal punto di vista etico e politico. Il sequestro dei verbali del gazebo di Piazza Indipendenza si aggiunge all'annullamento del seggio del Zen, confermando che quello che doveva essere uno strumento di democrazia è stato macchiato da gravissime anomalie e da comportamenti lontani alla cultura del centrosinistra”.                Lo ha detto Rita Borsellino. “Il rispetto delle primarie e del suo popolo passa dalla questione etica e morale che per me è al di sopra di tutto: solo così si fa fede al valore democratico e partecipativo che questo strumento dovrebbe avere in sé. Oggi occorre chiudere questo capitolo delle primarie e voltare pagina, mettere Palermo in cima alle priorità  – dice Rita Borsellino - Serve una seria presa di responsabilità da parte del centrosinistra per trovare una candidatura forte e unitaria, che sia espressione di vera discontinuità e credibilità sul piano valoriale e programmatico”.Rita Borsellino: “i garanti hanno confermato il fallimento delle primarie. ora serve unita’ e discontinuita’”              “Le primarie dovevano servire a costruire un’alternativa unitaria che segnasse una netta discontinuità politica, culturale ed etica con il passato. Purtroppo, così non è stato. La decisione del Collegio dei garanti ha confermato il fallimento delle primarie”. Lo ha detto Rita Borsellino, che aggiunge: “I garanti hanno fatto luce su una parte delle ombre pesantissime che hanno gravato fin da subito sul voto e che avevo denunciato insieme a tanti altri cittadini, allo Zen come in altre zone della città. Su altre ombre, per questioni prettamente tecniche, i garanti non sono entrati nel merito, ma resta la gravità di fatti che poco hanno a che fare con quel rinnovamento della politica di cui ha bisogno Palermo. Adesso, è giunto il momento di una seria e forte presa di responsabilità da parte di tutto il centrosinistra. Occorre un passo in avanti, che archivi questa brutta pagina. Non servono vittorie a tavolino, tanto più se inquinate da inaccettabili comportamenti sul piano etico e su quello politico: il centrosinistra deve trovare una candidatura unitaria e credibile”.                 “Ringrazio – prosegue Borsellino - le migliaia di palermitani che mi hanno sostenuta fin qui, i tantissimi che in questi giorni mi hanno chiesto di andare avanti e più in generale tutti coloro che hanno partecipato alle primarie per concretizzare un rinnovamento politico, culturale ed etico per Palermo. Compresi quei cittadini dello Zen che hanno espresso le loro preferenze liberamente e il cui impegno è stato vanificato a causa di vecchie e criminali pratiche di controllo e inquinamento del voto. Non essere riusciti a difendere la democrazia allo Zen è il più grande fallimento di cui il centrosinistra palermitano poteva macchiarsi”.                 Pr"endo atto dell'esito dello scrutinio. Non ho mai chiesto riconteggi e non lo farò certo ora. Ho massimo rispetto per il comitato organizzatore. Ed è lo stesso rispetto che ho per il tavolo dei garanti che sta esaminando le irregolarità sollevate sia sul piano politico che etico in merito a quanto accaduto nello svolgimento delle primarie. Ci sono state denunce ai seggi e sui media che gettano pesantissime ombre. Ombre che rischiano di vanificare gli sforzi fatti finora dal centrosinistra per costruire una forte e credibile alternativa di governo per Palermo". Lo ha detto Rita Borsellino.Ufficio stampa e Comunicazione via M. Stabile, 250 - 90141 PalermoTel. 091 8888496 - Fax. 091 8888538 Mobile: 342 1087374 - 345 6868390Sito web: www.ritaborsellino.it  UE, approvato rapporto di Rita Borsellino sulla sicurezza interna “per la prima volta una strategia comune per lotta a terrorismo e criminalita’ ”E’ stato approvato a larghissima maggioranza (47 voti a favore, 2 contrari) in commissione Libertà pubbliche e giustizia del Parlamento europeo il rapporto di Rita Borsellino sulla sicurezza interna dell'Unione. Finalmente l'Unione europea si doterà di una strategia comune per la sicurezza interna dell'Europa.Tra i punti chiave del rapporto: il rafforzamento della cooperazione giudiziaria tra i paesi membri, maggiore coordinamento tra le agenzie (in particolare Europol, Eurojust e Frontex), un effettivo controllo democratico da parte del Parlamento europeo che con il trattato di Lisbona assume un ruolo importante in materia di sicurezza interna.Priorità saranno date alla lotta al terrorismo, al crimine organizzato e alle mafie, alla lotta al crimine informatico, alla messa in atto di misure per far fronte alle catastrofi naturali e quelle provocate dall'uomo e misure per la sicurezza delle frontiere. Su quest'ultimo punto Rita Borsellino  ha sottolineato come "la gestione della frontiere e la mobilità delle persone non costituiscono solo problemi di sicurezza ma sono aspetti essenziali di una strategia politica ampia che coinvolge le politiche in materia di immigrazione, asilo, sviluppo e occupazione a livello Ue”.Al centro della strategia la tutela e il rispetto dei diritti umani e il ruolo di controllo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali che annualmente verificheranno lo stato di attuazione della strategia di sicurezza.Dopo l’ok in commissione, il rapporto verrà approvato in via definitiva dal Parlamento europeo in seduta plenaria nella sessione del mese di maggio.L’Ufficio stampa3456868390--Ufficio stampa e Comunicazione via M. Stabile, 250 - 90141 PalermoTel. 091 8888496 - Fax. 091 8888538 Mobile: 342 1087374 - 345 6868390Sito web: www.ritaborsellino. Le Primarie devono servire a costruire alternative politiche 
22/04/12 SE VERSI IL 5 PER MILLE SULLA PI 93098590420 OGNI ANNO PUOI SALVARE 38 MILIONI D
Trentotto milioni di bambini con meno di 6 anni ogni anno muoiono per miseria e fame  Mce-Aifavin & Medici Pro African HospitalTel+Fax: 071-5906271 Cel. 339-1168776 mce_mediciproafrica@la-solidarieta.it   Visita i Siti: www.mce-aifavin.it -  www.volontariatomarche.it/mtdc.htm - www.volontariatomarche.it/aifavin.htm Web: mce_mediciproafrica@la-solidarieta.itRendiamo noto che versando il contributo con Bollettino Postale n. 77216125 esente da tassa di € 1, all’ufficio dire che sei esente. Versando il 5 per mille sulla P.I. N. 93098590420, contribuirai a sottrarre alla morte per fame e per guerre i bambini poveri del SUD  Siamo nel 3° millennio ma nel Sud del Pianeta ogni 10.000 nati entro 30 giorni ne muoiono 949, mentre in Occidente soltanto 13, nel Sud l’aspettativa di vita é di soli 35 – 40 anni, la mortalità è 40 volte più alta del Nord. -Oltre 160 milioni di persone, di cui 38 milioni sono bambini con meno di 6 anni di vita- ogni anno muoiono per fame e per miseria. Come definire una situazione del genere se non una  grande tragedia umana?. La FAO e l’OMS nel 2008 hanno denunciato che: (1.028) milioni di persone soffrono la fame con un aumento costante di 7 milioni all’anno. Sono le ragioni per cui sempre più persone fuggono dal Sud. Se entro i prossimi 8 anni l’occidente non affronterà questo gravissimo problema umano, in Europa arriveranno circa 2 miliardi di nuovi emigrati.          Evidentemente i governi Europei non riflettono con coerenza sul tragico impatto demografico dei prossimi 8 anni, noi comuni cittadini, forse dotati di maggior buon senso invece ci pensiamo e come. Infatti, i Medici di Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals, hanno costruito un ospedale in Uganda già funzionante da 3 anni, hanno formato Medici, Paramedici, ora stanno formando giovani imprenditori per organizzare il loro futuro nei luoghi di origine al fine di non dover più emigrare a Nord.           Noi ti chiediamo solo di aiutarci ad andare avanti in questa direzione, con un piccolo contributo economico anche tu diventerai il salvatore dell’umanità. Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals, ha già costruito un ospedale a Kisubi Uganda funzionante da 3 anni. Il/15/01/08 sono iniziati i lavori per realizzare i servizi sanitari ed un ospedale anche ad: “(Healt Care Arusha “Tanzania”) “territorio che ora la Sanità non esiste”. Aiutaci con un piccolo contributo a realizzare il secondo grande progetto, compila il bollettino di C/C/P n. 77216125. Se vuoi puoi versare il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi sulla PI n. 93098590420 di MCE (Movimento Cittadini Europei)In Africa 23 milioni di bambini sotto i 6 anni di vita ogni anno muoiono per malattie, guerre e fame, Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals, ti chiede di sostenere il Progetto: "9 € per una vita", sono solo 9 €uro ma valgono la vita di un bambino. 9 € sono il costo della retta di accesso ospedaliero senza dei quali molti altri bambini moriranno perché non potranno curarsi. Il Conto Corrente Postale è il n. 77216125, puoi anche fare un bonifico sul CCB n. 95338 Banca di Credito Cooperativo di Falconara M., ABI 08086, CAB 37351, CIN I destinatario:MCE (Movimento Cittadini Europei V. Marconi  n. 77/A - 60015  Falconara M. (AN).                      A nome di tutti i bambini poveri del Sud del Mondo, un grazie di cuore. Il Presidente  di Mce-Aifavin & Medici Pro African Hospitals Dr. Giovanni FiorentiniSe versi il 5 per mille sulla PI 93098590420 ogni anno puoi salvare 38 milioni di bimbi
22/04/12 SENZA RISULTATI GLI ESPERIMENTI DI QUANTO è ACCADUTO DOPO IL BIN BAN
Senza risultati gli esperimenti di quanto è accaduto dopo il Bin BanMilano - Il superacceleratore Lhc del Cern va a caccia di un mondo che esisteva soltanto una frazione di secondo dopo il big bang, il grande scoppio da cui tutto, noi compresi, ha avuto origine. Lhc (il Large Hadron Collider) lo riproduce scontrando fra loro protoni. Da questi scontri hanno catturato una particella, il mesone B che decade in altre due particelle (due muoni). I fisici teorici dicono che per ogni miliardo di mesoni B ci dovrebbero essere tre decadimenti. Se gli esperimenti danno un numero diverso, più piccolo o più grande, allora può essere messa in discussione sia l’architettura generale della natura, il cosiddetto modello standard, oppure quello che i fisici pensano sia accaduto dopo il big bang generando superparticelle (ad esempio il neutralino) che creavano una supersimmetria.         L'esperimento - L’anno scorso con l’esperimento Lhcb misurarono poco meno di sedici decadimenti ma nei mesi scorsi sono arrivati a rilevarne appena quattro e mezzo come hanno annunciato ora al congresso in corso a La Thuile, in Val d’Aosta. «Ci siamo avvicinati a un numero», dice Pierluigi Campagna dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e responsabile dell’esperimento a Ginevra, «il quale già dice che la supersimmetria dobbiamo cercarla altrove rispetto a dove si pensava e a livelli di energia diversi da come si era ipotizzato». E questo è un risultato importante per descrivere bene quel mondo finora soltanto immaginato dai teorici che chiamano «nuova fisica» e che richiedeva, appunto, esperimenti per essere confermato oppure modificato in modo appropriato. «Se continuando le misure scenderemo anche sotto il valore dei tre decadimenti allora la teoria generale del modello standard entrerà in crisi», aggiunge Campagna. Presto lo sapremo. Giovanni Caprara                     Cronaca | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 22 febbraio 2012 Share on print Share on email Share on oknotizie More Sharing Services130 Più informazioni su: CERN, Einstein, Ginevra, Luce, neutrini CERN di Ginevra, i neutrini non sono più veloci della luce. C’era stato un errore di misurazione. A comunicarlo è stata Fox News che ha citato fonti dell'American Association for the Advancement of Science. La misurazione ricavata sarebbe stata provocata da un errore di connessione nel cavo di fibra otticaI neutrini non sono più veloci della luce. Le misure rilevate nel settembre scorso dai ricercatori del progetto Opera, del Cern di Ginevra, sarebbero dovute ad un’anomalia nel funzionamento degli apparati.        A comunicarlo è stata Fox News che ha citato fonti dell’American Association for the Advancement of Science. A quanto risulta la sorprendente misurazione ricavata l’anno scorso sarebbe stata provocata da un errore dovuto ad una cattiva connessione fra un cavo a fibre ottiche che collega al computer il ricevitore Gps utilizzato per misurare il tempo di percorrenza di neutrini. Dopo aver stretto la connessione, spiega Science, i ricercatori hanno misurato il tempo impiegato dai dati a percorrere la lunghezza della fibra ottica ed hanno rilevato che questi venivano acquisiti 60 nanosecondi prima del previsto. Poichè questo tempo viene sottratto al tempo complessivo di percorrenza dei neutrini, questa anomalia sembra spiegarne l’arrivo più rapido. Saranno comunque necessari nuovi dati per confermare questa ipotesi. All’epoca i neutrini risultarono 60 nanosecondi più veloci della luce e la notizia aveva fatto, in breve tempo, il giro del mondo andando a mettere in discussione la stessa teoria della relatività di Albert Einstein.       A scoprire l’anomalia negli strumenti di misura è stato lo stesso gruppo di ricerca italiano dell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), che hanno lavorato alla rilevazione della velocità dei neutrini nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare (Infn).Risultano senza risultati gli esperimenti di quanto è accaduto dopo il Bin Ban
04/04/12 LI CERN SPIEGA LA FISICA DELLEPARTICELLE E L'UINIVERSO
La fisica delle particelle e l'Universo [modifica]La Fisica delle Particelle, ovvero la fisica dell'infinitamente piccolo, è strettamente correlata con la Cosmologia, ovvero la fisica dell'infinitamente grande, in quanto le densità di energie in gioco nella Fisica delle Alte Energie (ad. es. negli acceleratori) sono paragonabili a quelle che erano presenti nell'Universo primordiale, potendone così studiare le caratteristiche fisiche in termini di particelle e interazioni. Così molte tra le domande principali che si pone la fisica delle particelle hanno anche interesse per comprendere meglio l'Universo, le sue origini e il suo destino. Tra queste:·                                 Il bosone di Higgs, l'unica particella del Modello Standard non ancora osservata, che a mezzo dell'omonimo campo darebbe massa a tutte le altre particelle sin dai primi istanti di vita dell'Universo e a cui è stato dato il nome di Particella di Dio. La rilevazione sperimentale di tale particella è l'obiettivo principale degli esperimenti con l'LHC al CERN di Ginevra.·                                 L'asimmetria tra materia ed antimateria (violazione di CP) studiata in diversi esperimenti di fisica delle particelle potrebbe fornire informazioni utili a comprendere perché l'Universo si è evoluto, a partire dal Big Bang, in modo tale che oggi vi sia presente quasi esclusivamente materia e non antimateria.·                                 La materia oscura presente nell'Universo, la cui origine è attualmente ignota, potrebbe essere spiegata con la presenza di nuovi tipi di particelle che potrebbero essere prodotte in laboratorio all'LHC. Dalla sua esistenza o meno potrebbe dipendere il destino dell'Universo grazie alla massa critica mancante in grado di arrestarne l'espansione, produrre una successiva contrazione e un nuovo Big crunch. Centri di ricerca [modifica]L'acceleratore tevatron al FermilabNel campo della fisica delle particelle, i maggiori centri sperimentali di ricerca sono: La fisica delle particelle in Italia [modifica]L'Italia svolge un ruolo di primo piano nella fisica delle particelle partecipando con posizioni di responsabilità importanti alla realizzazione ed alle ricerche che si effettuano nei più importanti progetti di fisica delle particelle. Le ricerche in questo settore sono finanziate in Italia in gran parte dall'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che collabora con decine di dipartimenti di fisica delle diverse università italiane.Nel 1984 l'italiano Carlo Rubbia ha ricevuto premio Nobel per la fisica per la conferma sperimentale dei Bosone W e Z al CERN di Ginevra.L'Italia è uno stato membro fondatore del CERN, e per due volte ha avuto la direzione generale del laboratorio (Carlo Rubbia, dal 1989 al 1993 e Luciano Maiani dal 1999 al 2003). Finanziamento internazionale dei grandi progetti di fisica delle particelle [modifica]L'interno del tunnel LHC, dove sono stati installati magneti superconduttori.La fisica delle particelle sta investigando, nel corso degli anni, fenomeni che avvengono ad energie sempre più grandi. Per fare questo con gli acceleratori sono necessarie apparecchiature sempre più complesse e di grandi dimensioni. Il progetto più grande, attualmente in fase di conclusione al CERN, è l'acceleratore LHC, il cui costo raggiunge diversi miliardi di euro. Anche se questa spesa viene distribuita durante un arco di tempo di oltre un decennio, necessario alla sua realizzazione, la fattibilità di progetti di tali dimensioni è possibile solo grazie al contributo finanziario di decine di nazioni.I paesi finanziatori hanno dimostrato in diversi casi di essere attenti alla spesa per i grandi progetti di ricerca. Ad esempio, nel 1993, il congresso degli Stati Uniti fermò la costruzione del Superconducting Super Collider, dopo che erano già stati investiti 2 miliardi di dollari. Questo acceleratore, infatti, avrebbe costituito un "doppione" rispetto ad LHC, e, sebbene avrebbe consentito di raggiungere energie maggiori di LHC, quest'ultimo ha potuto riutilizzare tutti i lavori di ingegneria civile del precedente acceleratore LEP, realizzato in una tunnel sotterraneo lungo 27 km. Ricadute tecnologiche [modifica]Per approfondire, vedi la voce Serendipità.Le spese pubbliche per finanziare i grandi progetti di ricerca hanno comunque spesso ricadute tecnologiche positive di rilievo anche in settori diversi da quelli che le attività di ricerca hanno come finalità principale.Tra le applicazioni che sono nate dall'ambiente di ricerca della fisica delle particelle vi sono:·                                 il World Wide Web, nato al CERN per migliorare gli strumenti di comunicazione scientifica, il protocollo HTTP ed il linguaggio HTML;·                                 rivelatori di particelle utilizzati per diagnostica medica[1];·                                 l'adroterapia, che dovrebbe curare il cancro attraverso l'uso di acceleratori. Grazie alla possibilità di controllare con precisione l'energia e la localizzazione delle particelle accelerate, è possibile depositare dosi di radiazione in maniera controllata per distruggere le cellule cancerose senza danneggiare i tessuti circostanti;·                                 la tomografia ad emissione di positroni, o PET, uno strumento di diagnostica medica che utilizza l'antimateria. Fisica delle particelle, filosofia ed etica [modifica]Questa voce o sezione sull'argomento fisica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.La fisica delle particelle ha avuto anche un grande impatto sulla filosofia della scienza. Filosofi e scienziati come Paul Feyerabend e Fritjof Capra, hanno criticato come riduzionistiche l'idea che ogni fenomeno noto possa essere spiegato in base alle leggi che regolano le interazioni tra particelle fondamentali. Obiezioni del genere sono state sollevate da persone dei campi più disparati, compresi molti moderni fisici delle particelle, fisici dello stato solido, chimici, biologi ed olisti metafisici. Mentre il modello standard non viene discusso, si sostiene che le proprietà delle particelle elementari non sono più fondamentali delle proprietà emergenti di atomi e molecole, e specialmente di insiemi di queste ultime statisticamente grandi. Queste critiche sostengono che anche una conoscenza completa delle particelle elementari sottostanti, non produrrà una conoscenza completa della natura, conoscenza che, all'atto pratico, è più importante.Alcuni fisici dello stato solido mettono in dubbio ad un livello più profondo la nozione della fisica delle particelle come base per ogni altra conoscenza. Fanno notare che grandi numeri di oggetti possono subire comportamenti statistici ed avere proprietà indipendenti dalle proprietà delle particelle stesse.Per di più, rilevano, esistono sistemi con componenti radicalmente diversi che possono subire comportamenti molto simili, e si è argomentato che le somiglianze di comportamento possono essere meglio comprese attraverso regole universali indipendenti dai singoli componenti dei sistemi stessi. Queste regole o processi sarebbero "più reali della materia" in quanto determinerebbero la comprensione condivisa dagli osservatori, e porrebbero limiti sulla fattibilità investigativa.I riduzionisti tipicamente sostengono che tutto il progresso scientifico ha implicato forme di riduzionismo. Una breve contestazione di questo approccio, che al contempo ne chiarisce i problemi maggiori, è la seguente. Un computer è composto di circuiti elettronici, che eseguono delle istruzioni. Ora l'approccio riduzionista cerca di spiegare il software a partire dalle specifiche componenti elettroniche. Poiché il software, volendo, può essere eseguito su altre architetture, e persino a mano, la cosa non ha ovviamente senso. Sarebbe come cercare di spiegare le variazioni Goldberg in termini di onde di pressione: se per ipotesi si potesse stimolare direttamente il nervo acustico per ottenere sensazioni uditive, tutta la spiegazione non avrebbe senso.Nella filosofia della scienza, l'esistenza del modello standard e la sua estensione suscitano molte questioni fondamentali per l'epistemologia, le scienze cognitive e persino per la teologia. Il modello standard è davvero "il livello fondamentale della realtà?" Oppure questa pretesa è stravagante, irragionevole, o pericolosa? L'impatto della fisica delle particelle sulla filosofia della scienza riguarda specialmente la difficoltà della sua validazione empirica, che richiede enormi acceleratori di particelle, la cui costruzione mobilita ingenti stanziamenti di risorse preziose, e i cui esperimenti sono per questo motivo difficilmente replicabili.Informazione Ufficio Stampa CERN di  Ginevra                                                                                         
04/04/12 NELLE MARCHE HA ONORATO LA FESTA DELLA DONNA CON UNA LEGGE
Con gentile preghiera di pubblicazione grazie e buon lavoro Leila Ben SalahUfficio stampa 3470551878 IdV MarcheAncona, 16 marzo 2012            “Mentre in consiglio regionale, su iniziativa della vicepresidente del consiglio regionale, la consigliera IdV Paola Giorgi, si onora l'otto marzo con una nuova proposta di legge sulle pari opportunità, innovativa nei contenuti e concreta negli interventi, proposta di legge sottoscritta bipartisan da tutte le consigliere regionali elette, a Tolentino alcune associazioni, di cui non faremo il nome, in quanto coinvolte loro malgrado pensano bene di promuovere un'iniziativa per la festa della donna veicolando un volantino promozionale con l'immagine di un cartone giapponese che ritrae una maliziosa ragazzina in una inequivocabile posizione.         Questo è quello che non vorremmo mai vedere, perché offre un'immagine lesiva del corpo della donna con l'aggravante di aver utilizzato la tecnica del cartone che attira anche i giovanissimi iniziandoli ad una cultura volgare, retrograda e maschilista. E il tema della comunicazione e del mercimonio che si fa attraverso questa del corpo delle donne, in ogni sua forma, è uno dei problemi più gravi da superare per creare una reale cultura delle pari opportunità.         Infatti, la nuova proposta di legge regionale presentata dalla Giorgi, presto all'esame della Commissione, all'art. 11 prevede che " La Regione promuove la diffusione della cultura di genere mediante iniziative ed azioni di comunicazione incentrate al contrasto degli stereotipi di genere...". Va da sè che quella immagine volgare risulta chiaramente contro una qualsiasi volontà di celebrazione della donna e a nulla vale, se non ad evidenziare un atteggiamento culturale obsoleto ed offensivo verso le donne, quella dicitura riportata nel volantino in questione in cui si afferma il buon fine a cui è rivolta l'iniziativa. Per noi dell'Italia dei Valori di Tolentino il tema delle pari opportunità è un tema centrale, anche nell'ambito della programmazione della nuova amministrazione comunale, perché racchiude al suo interno una molteplicità di sfaccettature che rispecchiano la complessità del ruolo nella donna nella società: un ruolo che ancora oggi, nonostante l' affermazioni di tanti principi, continua ad essere mortificato anche da iniziative come questa ed è grave che tra gli organizzatori ci sia il candidato a sindaco del centro destra. Ora le donne di Tolentino sapranno a chi votare”.Onelio Cingolani         “Finalmente la battaglia dell'Italia dei Valori trova soddisfazione : la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come IdV da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessità di eliminare la norma introdotta l'anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamità naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l'emergenza. Finalmente la Consulta ha stabilito l'illegittimità di questa norma, dopo l'impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori avevamo anche depositato recentemente un'interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che è stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l'emergenza neve”.On. David Favia, coordinatore regionale IdV Marche         “Finalmente la battaglia dell'Italia dei Valori trova soddisfazione : la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come IdV da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessità di eliminare la norma introdotta l'anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamità naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l'emergenza. Finalmente la Consulta ha stabilito l'illegittimità di questa norma, dopo l'impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori avevamo anche depositato recentemente un'interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che è stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l'emergenza neve”.IlNuovoGiornaleDiMCE On. David Favia, coordinatore regionale IDV Marche                                                                                                 
04/04/12 LA RAI é STAT5A CONDANNATA A RIMBORSARE 7 MILIONI DI €URO ALLA FIAT
Delitto di cronaca di Marco Travaglio           Della sentenza del Tribunale civile di Torino che ha condannato Corrado Formigli e la Rai a risarcire 7 milioni alla Fiat abbiamo scritto e riscritto. Anche chi ritiene che avesse ragione la Fiat (noi pensiamo di no) ha dovuto convenire sull’assoluta sproporzione fra il presunto danno e l’entità del risarcimento. Se non fosse che le sentenze civili sono esecutive fin dal primo grado (salvo quando riguardano la banda B.), si potrebbe confidare nel giudizio di appello, se non altro per una riduzione dell’importo entro limiti più umani: quelli che, di prassi, non superano mai le decine o al massimo le centinaia di migliaia di euro.            Ciò naturalmente non esclude un bel gesto della Fiat (ai tempi dell’avvocato Agnelli ne era capace, nell’èra Marchionne c’è da dubitarne), che potrebbe accontentarsi di un euro simbolico. Ma forse questo “caso” può diventare l’occasione per riformare seriamente la materia della diffamazione. Quando l’Italia era un paese quasi normale, i potenti usavano con estrema parsimonia l’arma della causa civile e persino della querela contro la libera stampa. La Fiat non querelava mai e raramente lo facevano i democristiani (Andreotti, per esempio): i giornalisti preferivano magari comprarli, ma attaccarli no.           Cominciò Craxi (non a caso), con gl’insulti a Galli della Loggia (“intellettuale dei miei stivali”) e con la famigerata denuncia contro Alberto Cavallari che, sul Corriere, aveva osato scrivere ciò che tutti sapevano: cioè che molti socialisti rubavano. Poi, nella Seconda Repubblica, le aggressioni berlusconiane alla libera stampa divennero pane quotidiano, imitate dai papaveri del centrosinistra. Sono vent’anni che giornali e giornalisti sono tempestati da migliaia di richieste di danni milionarie, spesso tenute nascoste per non far crollare i titoli delle società editrici in Borsa.          Talvolta qualcuno ha provato a regolamentare la materia, ma senza riuscirci: la spada di Damocle sul capo dei giornalisti (non tutti: i più indipendenti e coraggiosi) è una minaccia troppo efficace per tenerli sotto scacco. Intendiamoci. Nessuno pretende licenza di uccidere: la stampa ha un potere immenso, che dev’essere controbilanciato da severe garanzie per i cittadini che si sentono diffamati. Basterebbe prevedere un meccanismo doppio. Da una parte per “calmierare” l’entità delle richieste di danni, imponendo una cauzione a chi le inoltra (se poi vince, si riprende la cauzione; se perde, se la dividono lo Stato e il denunciato assolto).             Dall’altro per consentire a chi si ritiene offeso di ottenere spazi adeguati per dire la sua: dopodiché, se vede pubblicata con evidenza la sua rettifica, potrà comunque adire le vie legali, ma, se ha ragione, otterrà risarcimenti molto attenuati o puramente simbolici. Soprattutto se chi ha sbagliato l’ha fatto in buona fede, cioè non ha mentito sapendo di mentire. Invece accade sempre più spesso che i diffamati (veri o presunti) saltino a piè pari il momento della replica e passino direttamente alle vie di fatto in Tribunale. Non solo: quando vengono interpellati dal giornalista che si occupa di loro, i potenti rifiutano di rispondere, salvo poi lamentarsi perché l’articolo è uscito senza la loro versione dei fatti. Esempio: noi del Fatto dedichiamo ogni giorno buona parte della pagina delle lettere a “i nostri errori” e al “diritto di replica”. Eppure siamo bersagliati da continue denunce.              Soltanto ieri due ministri – Severino e Terzi – hanno annunciato che ci trascineranno in tribunale (o “si riservano” di farlo) perché ci siamo permessi di pubblicare notizie vere sul loro conto. L’alturieri i nostri cronisti avevano regolarmente interpellato i due ministri tramite i loro portavoce, per registrare la loro versione e correggere eventuali imprecisioni. Risposta: due “no comment”. Che l’indomani si sono trasformati in due minacce di querela, o forse di causa per danni. Come ai tempi di B. Pessimo segnale. Questo sarà pure un governo “strano”, come dice Monti. Ma diverso mica tanto.Richiesta Diffusione dal Giornalista Marco Travaglio                                                                    
04/04/12 PINO SCACCIA STORICO DEL TGI HA PRESENTATO IL SEMINARIO DI URBINO
 28/03/2012 - Seminario Di Pino Scaccia A UrbinoPino Scaccia, storico inviato del Tg1, sarà domani (giovedì 29 marzo) alla Scuola di giornalismo di Urbino per un seminario sul lavoro dell'inviato televisivo. Scaccia parlerà ai praticanti dell'Ifg della sua esperienza professionale come cronista dei grandi eventi. Sarà un viaggio nella cronaca degli ultimi vent'anni: da Chernobil all'Afghanistan, dallo tsunami nello Sri Lanka alla rivolta in Libia.      In serata Pino Scaccia sarà ospite a San Marcello, al Ristorante "Le stagioni", dove risponderà alle domande e alle curiosità degli ospiti sui fatti di cronaca nazionale e internazionale. Scaccia ha seguito, fra l'altro, la guerra in Iraq dove è stato l'ultimo compagno di viaggio di Enzo Baldoni, il giornalista free lance sequestrato e ucciso nell'agosto del 2004.     Pino Scaccia apre un ciclo di serate dedicate agli scrittori che si svolgeranno nel Ristorante "Le stagioni". Il prossimo ospite (il 14 aprile) sarà un altro importante giornalista, Giacomo Galeazzi, vaticanista de "La Stampa" che presenterà i suoi due ultimi libri, "Wojtila segreto" e "La Chiesa che non tace". A San Marcello Pino Scaccia presenterà in anteprima i suoi due ultimi lavori: "Lettere dal Don" e "Shabab - la rivolta in Libia vista da vicino".     "Lettere dal Don" tocca un argomento molto sentito anche nelle Marche, cioè il recupero delle salme dei soldati dispersi in Russia. Scaccia ha compiuto un viaggio nella valle del Don, dove il cambiamento sociale è stato enorme e dove la ricerca dei dispersi in guerra continua con immutata emozione. Questo viaggio segue una ricerca, quasi proibitiva, compiuta negli archivi . In Russia, dopo l'ubriacatura del post comunismo è tornata in maniera forte l'abitudine sovietica di soffocare la libertà d'informazione. Scaccia ha raccolto storie dirette, ha parlato con i testimoni che sono ancora vivi, i loro racconti saranno presto gli ultimi.       L'altro libro si intitola "Shabab - la rivolta in Libia vista da vicino". Shabaab in arabo significa gioventù. Gli shabab, dunque, sono i giovani, che sono stati i protagonisti della rivolta in Libia, il nocciolo duro che ha innescato l'insurrezione. Per Gheddafi erano estremisti di al Qaeda "in preda ad allucinogeni sciolti nel Nescafé". Per il Presidente americano.       Barack Obama sono invece ragazzi "alla ricerca di un modo di vita migliore". Tutti rigorosamente volontari, fra i giovani guerrieri c'è di tutto: dai teppisti di strada agli studenti universitari, dai disoccupati agli operai. Ma anche mercanti ed ex soldati, tutti con i calci dei fucili (così come le facce) dipinti di rosso verde nero, la bandiera pre rais. Il loro modo di combattere spesso è più rumoroso che concreto: vanno al fronte cantando e sparando in aria, su e giù per il deserto sugli improvvisati gun-wagons, i pick up su cui sono montate alla buona le mitragliatrici. Certamente non sono soli. Ci sono religiosi e probabilmente qualche jihadista come istruttore. Ma, oltre all'irresistibile entusiasmo giovanile, la loro molla è la rabbia che cresce a ogni lutto.      Non sappiamo ancora come finirà definitivamente questa rivolta. Ma cerchiamo di capire almeno come, e perché, è cominciata, Pino Scaccia è un volto noto della Tv (è stato anche caporedattore dei servizi speciali del Tg1), ma è molto conosciuto anche nelle Marche dove ha cominciato la sua esperienza professionale, prima a "Corriere Adriatico" e poi alla Rai. Pino Scaccia, a San Marcello, sarà presentato da Gianni Rossetti, direttore della Scuola di giornalismo di Urbino.Per Informazioni: Segreteria Nazionale Tel.06-686231 Fax.06-68804084 odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura del IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni FiorentiniTel.071-5906271C.re345-2420261E-mail: mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  http: //www.mce-aifavin.it 
02/04/12 MILANO E CARNELL HANNO SCOPERTO CHE LA SENESCENZA NON FERMA IL TUMORE
La senescenza cellulare non ferma il tumoreLa senescenza cellulare che avviene spontaneamente nelle cellule di melanoma non ne arresta la crescita. A evidenziarlo uno studio realizzato da un team di ricercatori di Cnr, Università di Milano e Cornell University. I risultati, appena pubblicati su PLoS Computational Biology, accertano anche la presenza delle staminali tumorali nel melanoma, responsabili della sua crescita e quindi potenziali obiettivi terapeutici         Le cellule tumorali, inserite in un ambiente nutritivo e di crescita adatto, tendono a proliferare indefinitamente. Questo ha fatto supporre che la senescenza cellulare potesse rappresentare una barriera alla loro crescita. Una collaborazione interdisciplinare tra l’Istituto per l’energetica e l’interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Ieni-Cnr), l'Università di Milano e la Cornell University (Usa) ha mostrato come la senescenza cellulare, che avviene spontaneamente nelle cellule di melanoma, non ne arresta la crescita. I risultati dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista open access PLoS Computational Biology.        “Il lavoro ha cercato di esplorare la relazione tra il melanoma e la senescenza cellulare, ovvero il processo naturale per cui le cellule, invecchiando, smettono di dividersi”, spiega Stefano Zapperi dello Ieni-Cnr. “Da qui l’idea di seguire la crescita in vitro di cellule di melanoma, monitorando il numero di quelle senescenti. Dopo tre mesi, effettivamente, la crescita ha cominciato a rallentare e la maggioranza delle cellule sono diventate senescenti, ma senza che il processo di crescita si arrestasse mai completamente. Infatti, subito dopo è ripreso alla velocità iniziale, mentre le cellule senescenti sono progressivamente scomparse”.         Una consistente presenza di cellule senescenti è stata osservata nei tumori ottenuti in topi immunocompromessi (con sistema immunitario modificato). “Successivamente è stato sviluppato un modello matematico per spiegare meglio tale processo, basato sull'ipotesi che all'interno del tumore sia presente una piccola frazione di cellule staminali tumorali che si divide indefinitamente, senza andare in senescenza”, aggiunge Zapperi. “Oltre a riprodursi, queste cellule originano una vasta popolazione di cellule tumorali ordinarie, che si dividono solo per un certo numero di volte prima di diventare senescenti”. Il modello è stato confrontato con i dati sperimentali, permettendo di riprodurre quantitativamente sia le curve di crescita, sia l'evoluzione del numero delle cellule senescenti.        “Tale modello fornisce una conferma indiretta della presenza di cellule staminali tumorali nel melanoma, una questione ancora dibattuta e facilmente estensibile ad altri tumori in cui la presenza di staminali tumorali è invece assodata”, prosegue il ricercatore. “Benché una gran parte delle cellule tumorali possano andare in senescenza, indurre tale processo non sembra una strategia terapeutica promettente, visto che queste cellule risultano irrilevanti per la crescita del tumore. Simulazioni del modello mostrano che accelerare la senescenza porterebbe solo a una scomparsa temporanea del tumore, che poi ricomincerebbe a crescere sostenuto dalle cellule staminali tumorali”. L’accertata presenza di queste cellule nel melanoma potrebbe però aiutare a sviluppare nuovi metodi per curare questo tipo di tumore. “La sfida è superare la resistenza alla senescenza delle staminali tumorali e sviluppare metodi che colpiscano specificamente queste cellule”, conclude Zapperi.Roma, 20 gennaio 2012La schedaChi: Istituto per l’energetica e l’interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Ieni-Cnr), Università di Milano e Cornell University (Usa) Che cosa: la senescenza cellulare che avviene spontaneamente nelle cellule di melanoma non ne arresta la crescita. I risultati pubblicati su PLoS Computational Biology Per informazioni: Stefano Zapperi, Ieni-Cnr di Milano, tel: 02/66173385, e-mail: stefano.zapperi@cnr.it 
02/04/12 ALCUNI PAESI DI OCCIDENTGE HANNO SMARRITO GLI EQUILIBRI
La Diagnosi precoce e la Prevenzione Primaria e Secondaria non è una spesa ma è un investimenti sulla salute delle personeCome è noto, sono anni che MCE–Aifavin&Medici Pro African Hospitals ONLUS ONG ed IlNuovoGiornaleDiMce si battono per sensibilizzare le Istituzioni Sanitarie ed il Potere Politico, affinché si prenda atto della terribile realtà relativa alla Patologia Neoplastica, purtroppo non è però ascoltato. Dai centri di epidemiologia oncologica, apprendiamo che i decessi per tumore aumentano vertiginosamente, ciò, mentre i decessi per altre importanti patologie, come ad es. la cardiovascolare, grazie alle nuove tecniche chirurgiche ed alle   scoperte scientifiche e farmacologiche diminuiscono significativamente. La Chirurgia Generale, la Neurochirurgia e la ricerca Scientifica hanno ottenuto brillanti successi anche nel campo tumorale, in particolare con la chemio-terapie, con la radioterapia e con la radioterapia chirurgica, ciò nonostante i decessi per tumore aumentano sensibilmente anche a causa di nuove tipologie di tumore. Gli Oncologi, i Neuro-Chirurghi e tutti gli Operatori Sanitari in campo Oncologico, ci informano che oltre alla crescita numerica di nuovi e sempre più giovani pazienti malati di cancro,  emergono nuove ed aggressive tipologie di tumore, se prendiamo seriamente in considerazione questa realtà, dobbiamo anche porci delle domande  relative alle cause scatenanti.In un paese come l’Italia che pur disponendo di elevata professionalità specifica in campo Oncologico e Neuro Chirurgico, (se anche non disposte omogeneamente le strutture idonee esistono ed esistono anche strumenti ad alto livello tecnologico), perché allora aumentano i decessi per tumore? Perché nascono nuove e terribili tipologie tumorali?. Noi di MCE e de IlNuovoGiornaleDiMce riteniamo che si debba incominciare a lavorare per la ricerca delle cause, vanno urgentemente messe in campo tutte le risorse Umane e Scientifiche disponibili, attivare un processo innovativo per la Diagnosi Precoce e la prevenzione Primaria e Secondaria.  Tutti noi sappiamo che dove sono insediate attività inquinanti, aumentano i malati di tumore, pochi o nessuno di noi sanno però quanto incide l’alimentazione manipolata e trattata con prodotti chimici e conservanti che l’era del consumismo sfrenato, del liberismo irrazionale e della velocità divoratrice dei pasti, producono.Noi di MCE IlNuovoGiornaleDiMce consapevoli che il vertiginoso aumento dei decessi per patologie tumorali,  possa determinare seri rischi umani e sociali, crediamo  che sia indispensabile attivare un processo di ricerca delle innovazioni per la diagnosi precoce e fare  medicina preventiva, anche e soprattutto perché la Prevenzione non costituirà mai una spesa aggiuntiva, ma se ben gestita sarà un importante investimento sulla salute, in quanto ridurrà di molto il numero di nuovi malati per tumore e conseguenti decessi, con notevole risparmio di denaro pubblico che potrebbe essere investito nella ricerca.           L’Occidente ha forse perso l’equilibrio.Molti paesi occidentali hanno sicuramente raggiunto benessere e ricchezza, nel contempo però hanno perso gli equilibri sociali, etici e morali. Infatti, é sotto gli occhi di tutto l’escalation della guerra nel pianeta, come lo è l’attività sempre più efferata del terrorismo che producono nuovi malati di cancro a causa dell’Uranio impoverito. Un Movimento di Tutela dei Diritti del Cittadino non può non essere profondamente preoccupato per quanto di molto grave sta accadendo all’Umanità, anche e soprattutto perché i nostri cittadini europei sono soltanto osservatori passivi ed impotenti. Noi ci domandiamo spesso come sia umanamente possibile bombardare con armi inquinanti micidiali come il fosforo bianco e l’uranio impoverito che oltre ad uccidere bambini, donne, malati ed anziani innocenti, inquinano in modo incontrollabile il territorio ed l’atmosfera, il tutto con l’ignobile giustificazione di doverlo fare per combattere il terrorismo, ci domandiamo anche quali siano le vere ragioni che hanno dato vita alla efferatezza del terrorismo. Ovviamente sono tutte domande destinate a rimanere senza risposta, ma una risposta sulle finalità vere delle guerre c’è ed è dimostrabile inopinabilmente, cioè, per molti Governi dell’Occidente è molto più importante fabbricare e vendere armi sempre più micidiale che la vita degli Esseri Umani, ossia la vita della Razza Umana. Il Direttore de IlNuovoGiornaleDiMcePresidente Nazionale di MCE–Aifavin&Medici Pro African HospitalsDott. Giovanni Fiorentini 
02/04/12 IL CERN SPIEGA AL GRANDE PUBBLICO CHE COSA RIESCE A FARE IN SOLI DUE MINUTI
Questa pagina "per il grande pubblico" spiega il CERN in due minuti:              Esplorate l’atomo, acceleratori, tecnologia, educazione e tutte le attività che si svolgono in questo settore. Fra gli eventi speciali che ogni anno siamo chiamati ad organizzare per la comunità locale questo è il calendario attuale: lunedì comincia una esposizione in un teatro di Ginevra che si chiama "Il CERN, una torre di Babele che funziona".               Per comunicare alla cittadinanza di Ginevra in maniera diversa dal solito, non andiamo a presentare la fisica, stiamo cercando di trasmettere un messaggio diverso e cioè che il CERN ha tre parole chiave: collaborazione, competenza e curiosità. La curiosità scientifica che fa sì che tutti questi scienziati di culture così diverse, di lingue così diverse fra di loro, grazie alla curiosità scientifica hanno un’unica missione, guidati dal faro della scienza, riescono a mettere insieme delle cose che sono all’estremo della conoscenza, all’estremo della tecnologia. Un miracolo quotidiano.               Un altro evento molto particolare destinato al grande pubblico è uno spettacolo che avverrà durante il periodo di chiusura degli acceleratori per manutenzione. Si svolgerà in un luogo unico: a 100 metri sotto terra, in un pozzo sperimentale, dentro l’esperimento Delphi all’acceleratore LEP. Intitolato "L’oracolo di Delphi", è uno spettacolo di mimi, teatro, danza, nusica e circo il cui tema è l’antimateria.               L’antimateria è stato uno degli argomenti che ha affascinato di più il grande pubblico, tanto è vero che il nostro comunicato stampa sulla creazione in laboratorio di anti-atomi ha ottenuto più articoli e titoli su giornali di tutto il mondo di un comunicato che scientificamente era più importante, per il futuro del CERN, come l’approvazione del nuovo progetto LHC.              Abbiamo cercato di utilizzare questo argomento in maniera molto divulgativa utilizzando una commedia che di scienza non ha moltissimo, ma che in maniera molto efficace riesce a sfatare alcuni miti sull’anti-materia che fanno parte dell’immaginario collettivo e dimostrare alla fine che è una cosa puramente scientifica e non certo un sistema per fabbricare bombe o razzi extra-galattici.Questa è la pagina Internet che fa pubblicità alle visite del laboratorio: La lingua italiana è una delle quattro lingue in cui avvengono le visite, ma abbiamo visite anche nelle lingue più sconosciute, ne abbiamo avuta una in yacutzk che è un dialetto dei tartari, vengono a visitarci giovani studenti dal mondo intero, età media fra i 17-20. Forse anche alcuni di voi siete venuti a visitarci perché ho visto tante volte licei di Pisa nel programma delle visite.              Una visita al CERN è un’esperienza insostituibile non vale nessun articolo, nessun libro, nessun filmato. Venire in laboratorio vuol dire andare personalmente a cento metri sotto terra e trovare davanti a voi una cattedrale di tecnologia in maniera del tutto inaspettata. Queste sono alcune statistiche sulle visite al CERN.            Purtroppo andare in questi posti è logisticamente molto complesso per cui sono vittima del mio stesso successo nel senso che le domande di visita, e forse alcuni insegnanti italiani lo sapranno bene, superano di gran lunga le nostre capacità di accoglienza. Un gruppo italiano, per venire a visitarci, deve cominciare a prenotare l’anno prima per l’anno successivo e siamo al limite della nostra capacità.               Abbiamo: 16.813 studenti dai 20 stati membri ogni anno, 9.844 questa è statistica del ’98 pubblico non studente 2.000 e qualcosa sono i VIP, cioè ministri, capi di Stato e di Governo, direttori di altri laboratori o rettori di Università. E’ venuto anche il Papa a visitarci. Circa 40 per la stampa. 20.000 sono in media i visitatori di una giornata a porte aperte, cioè ogni volta che facciamo laboratorio aperto, per cui possiamo veramente accogliere moltissime persone.             Tutte queste visite avvengono grazie alla buona volontà, alla disponibilità, di giovani fisici, ingegneri o informatici che lavorano nel laboratorio o che studiano e stanno facendo la loro tesi di dottorato nel laboratorio. Fra le guide, sono 230 persone, il 51% sono giovani fisici dottorandi o post-doc, poi abbiamo ingegneri, tecnici, informatici e amministratori.              Ho fatto recentemente un’inchiesta fra le guide chiedendo quali sono i motivi per cui voi date il vostro al servizio visite? La maggior parte attualmente stanno lavorando su due esperimenti, su un esperimento al LEP che finirà il programma sperimentale ala fine del 2000, e nel contempo stanno preparando esperimenti per la prossima generazione di acceleratori e sono estremamente impegnati, lavorano di notte. Alla domanda perché fate le guide?              I più hanno risposto perché ci sentiamo in dovere di far conoscere la nostra attività al grande pubblico. E questa per me è stata veramente una notizia molto consolante, credevo che lo facessero o per gloria personale o alcuni di loro per farsi un po’ di pocket-money perché la vita generalmente è molto cara in Svizzera.            In realtà sentono anche loro la necessità di contatto con la società, di questo contatto con i giovani del grande pubblico. E adesso vorrei finire su questo proprio per passare la parola a Duccio Abbaneo, uno dei miei 230 "sacerdoti della scienza" che vi darà un esempio di come inizia una visita al CERN. informazioni per la stampa a cura di: whoswhoev@attglobal.net  who's who in italy srl  referente ufficio stampa : Endrica Vigato TEL. 0266503753 
02/04/12 CON UN DIRIGIBILE NELLE ISOLE SVALBARD DALLA NOTTE ALLE ORIGINI UNIVERSO
Dalla notte artica le origini dell’UniversoLa Sapienza ha condotto una campagna di lancio di palloni stratosferici dalla base Dirigibile Italia del Cnr a Ny-Alesund, nelle Isole Svalbard. I palloni raccoglieranno dati utili a futuri esperimenti stratosferici per lo studio dell’ inflazione cosmica, un evento che si sarebbe verificato un attimo dopo il big bang           La Sapienza e il CNR, con la partecipazione di altri importanti enti di ricerca, hanno condotto nei giorni scorsi una campagna di lancio di palloni stratosferici dalla base Dirigibile Italia del CNR a Ny-Alesund (Isole Svalbard, latitudine 79°N). I palloni raccoglieranno dati per studiare la circolazione stratosferica polare durante la notte artica, fornendo elementi per futuri esperimenti stratosferici per lo studio dell’universo primordiale.          I palloni stratosferici possono portare nello spazio vicino (quota intorno a 40 km), in modo relativamente economico, esperimenti scientifici di grandi dimensioni. I voli nella notte artica sono potenzialmente importanti per quegli esperimenti che richiedono bassissime temperature ed assenza di illuminazione solare per lunghi periodi (tipicamente esperimenti di astrofisica, cosmologia, geofisica e fisica dell’ atmosfera). I lanci sono stati effettuati dalla ISTAR (S. Peterzén), con il supporto logistico del personale del DTA - CNR (E. Liberatori, F. Palmieri, V. Tulli) e degli sperimentatori di Sapienza Università di Roma (G. Amico, P. de Bernardis, S. Masi), il 17/1 ed il 19/1.            Appesi a grandi palloni riempiti di elio (con un volume di circa 3800 m3) gli strumenti, finanziati dal PNRA, progettati e realizzati dal dipartimento di Fisica della Sapienza, con la collaborazione dell’INGV (G. Romeo), hanno volato a quote stratosferiche, permettendo di campionare con precisione la circolazione in quota, grazie alla presenza a bordo del sistema GPS, di un processore resistente ai raggi cosmici, di comunicazioni bidirezionali Iridium, di un sofisticato sistema di controllo termico (la temperatura dell’aria in quota ha raggiunto gli 80 gradi sotto zero), e di un progetto ad altissima efficienza energetica.            L’ ottimo funzionamento degli strumenti e i dati di circolazione raccolti sono entrambi preziosi per  la programmazione di futuri esperimenti stratosferici per lo studio dell’universo primordiale, come il Large Scale Polarization Explorer, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. Studiando la polarizzazione della radiazione cosmica a microonde, questo fornirà informazioni sui primi attimi dell’evoluzione dell’universo, pochi istanti dopo il big bang.           “Con questa missione abbiamo dimostrato come sia possibile far funzionare strumentazione scientifica complessa nelle terribili condizioni ambientali presenti in stratosfera durante l’inverno artico”, spiega Paolo de Bernardis, professore di Astrofisica presso Sapienza. Aggiunge Silvia Masi, ricercatrice del Dipartimento di Fisica di Sapienza: “Per questi strumenti abbiamo utilizzato un mix di tecnologie del vuoto, criogeniche ed elettroniche avanzate, che poi riutilizzeremo per realizzare con lo strumento LSPE il grande atlante del fondo a microonde e della sua polarizzazione.           Nelle sue caratteristiche di dettaglio, secondo la teoria, è nascosto l’effetto dell’ inflazione cosmica, un evento che si sarebbe verificato un attimo dopo il big bang, quando le energie in gioco erano talmente elevate da non essere sperimentabili nei laboratori sulla terra. Misurarle sarà quindi importante sia per la cosmologia che per la fisica fondamentale.“ “In Artico, la ricerca italiana si esplica attraverso le strutture della Base Dirigibile Italia del Cnr, che fornisce il supporto a progetti di ricerca anche di altri Enti nazionali e internazionali”, spiega Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento terra e ambiente del Cnr.          “La base è stata inaugurata nel 1997 e consiste in una struttura, aperta tutto l’anno, di 330 metri quadrati tra laboratori, uffici e alloggi, che può ospitare fino a 7 persone. Le attività di ricerca riguardano la chimica e fisica dell’atmosfera, la biologia marina, la fisica dell’alta atmosfera, la ricerca tecnologica, l’oceanografia, gli studi ambientali, la biologia dell’uomo e medicina, lo studio degli ecosistemi terrestri.            A NyAlesund il Cnr ha coordinato anche le attività relative al completamento della costruzione e al collaudo della Torre Amunden-Nobile Climate Change.  Inoltre, il Cnr fa parte dell’International User Group del Laboratorio marino di NyAlesund, una nuova struttura per ricerche nell’ambito dell’ecologia marina, della fisiologia, della biochimica e delle scienze fisiche”.Informazioni: Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento terra e ambiente del Cnr, e-mail: direttore.dta@cnr.it                                                                                         
02/04/12 MARIA GIOVANNA MAGLE EX INVIATA RAI SOTTO INCHIESTA PER EVASIONE CONTRIBUTI
Anche i giornalisti Piangono.Una tegola giudiziaria si abbatte su Maria Giovanna Maglie, ex inviata della Rai in Medio Oriente e corrispondente dagli Usa. La Maglie è finita sotto inchiesta per non aver mai pagato un €uro diprevidenza dei giornalisti.         Perché quando gli ufficiali giudiziari hanno bussato alla sua porta per la procedura esecutiva dello sfratto, lei se ne era già andata. Insieme ai quei 48mila euro di quadri d'autore che le erano stati in precedenza pignorati.        C'era rimasta solo la cucina al civico 6 di via Ermete Novelli, dietro piazzale delle Muse, ai Parioli. Per questo la Procura ha aperto un fascicolo col suo nome e l'ha iscritta nel registro degli indagati, per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Tutto è cominciato nel giugno del 2010, quando l'Inpgi affitta alla Maglie un appartamento ai Parioli e un magazzino in centro.         Dopo un numero imprecisato di solleciti di pagamento, nel gennaio dello scorso anno cominciano le procedure per lo sfratto e il Tribunale emette due decreti di esecuzione a cui la Maglie non dà alcun peso. Arrivano allora l'espropriazione forzata, il pignoramento e, infine, la denuncia da parte dell'Inpgi, che si costituirà parte civile.                                Finanziamenti all'editoria         "Arriva una boccata d'ossigeno per una ventina di quotidiani non profit, politici, di società cooperative, di minoranze linguistiche, delle comunità italiane all'estero e per una decina di periodici gestiti da cooperative. I contributi sospesi in attesa di definizione di accertamenti amministrativi sono stati in gran parte, finalmente, sbloccati dopo le ultime verifiche".                Lo rende noto il Segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi riferendo "l'esito sostanziale e immediato della nuova riunione della Commissione tecnica consultiva per i contributi all'editoria che ha segnato l'esordio incoraggiante del neo sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, nella prima riunione di lavoro della commissione consultiva di settore che si è svolta oggi sotto la sua presidenza". Il neo responsabile del settore ha "ridato corso esecutivo immediato alle istanze in lista d'attesa, ha reso noto gli orientamenti essenziali su cui intende muoversi, sottolineando in particolare l'obiettivo di dare certezze alle imprese all'inizio dell'anno e di definire una trasparente riqualificazione degli interventi con norme capaci di non produrre più debito sommerso".                "A questo proposito - ha detto ancora Siddi - ha confermato l'adesione del Governo agli ordini del giorno votati ieri alla Camera, manifestando l'impegno a recuperare entro poche settimane nuove risorse certe (anche dal cosiddetto Fondo Letta), allo scopo di creare un immediata relazione con le prospettive reali delle attività editoriale finanziabili nell'anno in corso. Una quota di risorse ulteriori dovrebbe arrivare, invece, da una rivisitazione della spesa secondo criteri di marcata selettività". (Adnkronos) Sostituzioni a termine senza limiti                                  Di Giampiero Falasca (Il Sole 24 Ore)                       La vicenda nasce dalla causa promossa da una cittadina tedesca, impiegata dallo stesso datore di lavoro per un periodo di 11 anni, in forza di 13 contratti di lavoro a tempo determinato, conclusi per sostituire lavoratori assenti. In ragione dell'elevato numero di contratti stipulati, la lavoratrice ha rivendicato il diritto alla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto. Il Tribunale tedesco, prima di decidere la controversia, ha interrogato la Corte di giustizia Ue, chiedendo quale interpretazione deve essere data alle norme della direttiva 70/1999 sul contratto a termine.            La Corte ha escluso che la situazione prospettata dal Tribunale tedesco sia automaticamente illegittima. Il ragionamento della sentenza è molto articolato e parte dalla considerazione che la direttiva comunitaria sul lavoro a tempo determinato stabilisce che i contratti di lavoro a tempo indeterminato costituiscono la forma generale dei rapporti di lavoro.               Per attuare questo principio, la direttiva obbliga gli Stati Ue ad adottare misure intese a prevenire qualunque utilizzo abusivo di contratti di lavoro a tempo determinato conclusi in successione. In concreto, gli Stati devono determinare le "ragioni obiettive" che giustificano il rinnovo di tali contratti. Nel caso della normativa tedesca, secondo la sentenza, queste ragioni obiettive sono state correttamente individuate, in quanto coincidono con la necessità di sostituire temporaneamente un lavoratore.              In presenza di tale indicazione, prosegue la Corte, non si può escludere in linea di principio che i contratti a termine stipulati per soddisfare l'esigenza sostitutiva siano contrari al diritto comunitario. Per meglio chiarire il proprio ragionamento, la Corte di giustizia spiega che il solo fatto che un datore di lavoro sia obbligato a ricorrere a sostituzioni temporanee in modo ricorrente, se non addirittura permanente, non comporta l'assenza di una ragione obiettiva, né l'esistenza di un abuso. Per capire se c'è l'abuso, bisogna considerare altri elementi, come le dimensioni dell'impresa o dell'ente interessato, la composizione del suo personale, e anche il numero e la durata complessiva dei contratti a tempo determinato conclusi in passato con il medesimo datore di lavoro.            Questa sentenza può avere un impatto diretto sui diversi filoni di contenzioso aperti nel nostro Paese in materia di contratti a termine. Si pensi alle pronunce che hanno giudicati illegittimi i contratti sostitutivi degli insegnanti della scuola, qualora tali contratti avessero superato una durata triennale. Queste sentenze hanno preteso di rinvenire nella normativa comunitaria un automatismo tra il superamento della durata triennale e l'illegittimità dei successivi rinnovi; l'esistenza dell'automatismo viene smentita invece dalla Corte di giustizia, che invita a considerare ciascun caso concreto senza forzature. La vicenda, peraltro, mette in luce l'approccio virtuoso seguito dal giudice tedesco nella controversia: piuttosto che ergersi a interprete infallibile del diritto comunitario, ha ritenuto opportuno investire della questione la Corte di giustizia. Se questo metodo prendesse piede anche nel nostro Paese, ne trarrebbe beneficio la certezza del diritto. Il chiarimentoLa regola             Il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato può essere giustificato dall'esigenza di sostituzione anche se tale esigenza risulta ricorrente, se non addirittura permanente. Questa situazione non comporta l'assenza di una ragione obiettiva, né l'esistenza di un abuso. Lo ha chiarito la Corte di giustizia Ue (sentenza nella causa C-586/10, Bianca Kücük) Il controllo           La Corte Ue spiega che l'utilizzo non abusivo di questi contratti a tempo determinato conclusi in successione può, se del caso, essere verificato tenendo conto del loro numero e della loro durata complessiva .Semaforo rosso                Il fatto di richiedere in maniera automatica la conclusione di contratti a tempo indeterminato - se le dimensioni dell'impresa e la composizione del suo personale fanno sì che il datore di lavoro debba far fronte a un'esigenza ricorrente o permanente di personale sostitutivo - violerebbe il margine di discrezionalità riconosciuto agli Stati membri e alle parti sociali.Per Informazioni: Segreteria Nazionale Tel.06-686231 Fax.06-68804084 odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura del IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni FiorentiniTel.071-5906271C.re345-2420261E-mail: mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  http: //www.mce-aifavin.it 
02/04/12 CON LA ATMOSFERA SOTTO GLI OCCHI DEL CIMONE APPENNINICO
L'atmosfera sotto l'occhio del CimoneCon i suoi 2.165 metri, il monte Cimone, che divide il mare Tirreno dall'Adriatico, svetta sulla Pianura Padana, offrendo un panorama unico e completamente libero a 360 gradi. Qui, l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr conduce studi d'alta quota nel campo climatico e atmosferico, in collaborazione con il servizio meteorologico dell'Aeronautica militare (Am).        "Essendo il Cimone il rilievo più elevato degli Appennini settentrionali, rappresenta un punto privilegiato per studiare le caratteristiche chimico-fisiche e la climatologia della libera troposfera", spiega Paolo Bonasoni, responsabile della stazione di ricerca 'Ottavio Vittori' dell'Isac-Cnr. "Siamo impegnati nello studio dell'atmosfera e dei composti clima-alteranti, in particolare dei cosiddetti 'Short-lived climate forcers' (composti a vita breve) tra cui ozono, metano e 'black carbon', particolato nero che assorbe la radiazione solare e riscalda l'atmosfera. Le misure, condotte in modo continuativo, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24, permettono anche di valutare gli eventi di inquinamento estivo o riconducibile a incendi forestali e i trasporti di sabbia dal Sahara. In questo modo abbiamo la possibilità di verificare lo stato di salute dell'atmosfera e l'impatto dei cambiamenti climatici in un'area particolarmente sensibile e densamente abitata come quella del sud Europa e del bacino del Mediterraneo".         Alle attività scientifiche dell'Isac-Cnr si accompagnano anche quelle del Camm, il Centro aeronautica militare di montagna di Sestola-Monte Cimone (Mo) che, tra le sue numerose attività in campo climatico e meteorologico, annovera dal 1979 la misura in continuo della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica (Co2), il più importante gas serra.        "Dai nostri dati è evidente come l'andamento della concentrazione di fondo di Co2 in atmosfera sia caratterizzato da un trend e da un'oscillazione. Il primo è dovuto a emissioni antropogeniche a cui si sovrappone un ciclo stagionale abbastanza rilevante", afferma il Tenente Marco Alemanno, capo Servizio rilevamento ed elaborazione dati del Camm.         "L'oscillazione stagionale, nota anche come 'respiro di Gaia', è un fenomeno naturale strettamente correlato alla vegetazione e alla radiazione solare: in estate la maggiore durata del soleggiamento favorisce il processo di fotosintesi delle piante, innescando di conseguenza un maggiore assorbimento di Co2 dalle piante stesse. Durante il periodo invernale il fenomeno di fotosintesi si riduce notevolmente, con il conseguente aumento della concentrazione di Co2 in atmosfera".         I dati raccolti dal Camm rappresentano la più lunga serie storica in Europa di concentrazione di fondo di Co2 in continua. Ma la stazione del Cimone vanta anche un altro primato: dal 2010 è entrata a far parte dell'Organizzazione meteorologica mondiale, diventando la prima e unica global station in Italia, aggiungendosi alle altre 34 stazioni di osservazione sparse in tutto il pianeta tra le quali Nepal climate observatory - Pyramid in Himalaya, a 5.079 metri, promossa da EvK2Cnr e dall'Isac-Cnr unitamente al Nepal academy of science and technology.Anna CapassoFonte: Paolo Bonasoni, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima, Bologna, tel. 051/6399590, email    p.bonasoni@isac.cnr.it
02/04/12 IL CNR .E PROSSIMO ALLA TERAPIA DELLA DISABILITA INTELLETTIVA DI ORIGINE GENETIC
Possibile terapia contro la disabilità intellettiva di origine geneticaRicercatori di Telethon e del Consiglio nazionale delle ricerche propongono un bersaglio farmacologico per ripristinare le funzioni cognitive              Chiarito per la prima volta il meccanismo molecolare alla base del deficit di apprendimento     memoria riscontrato nei pazienti affetti da una forma genetica di disabilità intellettiva, quella legata al cromosoma X: a descriverlo sulle pagine di ‘Neuron’ è Maria Passafaro, ricercatrice dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Milano e dell’Istituto Telethon, il cui  il ‘programma carriere’ è intitolato al premio Nobel Dulbecco recentemente scomparso.         Finanziato da Telethon e dalla Fondazione Mariani, questo studio dimostra per la prima volta l’importanza della proteina TSPAN7, alterata in questi pazienti, per un corretto traffico di uno dei più importanti ‘messaggeri’ del cervello, il recettore di tipo AMPA per il glutammato. “Questo neurotrasmettitore è coinvolto in numerose attività cerebrali, tra cui memoria e apprendimento”, spiega Silvia Bassani, assegnista presso l’In-Cnr e prima autrice del lavoro. “Per esercitare il suo ruolo, però, è fondamentale che le cellule nervose siano in grado di captarlo correttamente, grazie ad appositi recettori situati sulla loro superficie. Come abbiamo dimostrato, nei pazienti affetti da disabilità intellettiva legata al cromosoma X il difetto genetico nella proteina TSPAN7 si traduce in un trasporto inefficiente sulla superficie dei neuroni di uno dei recettori del glutammato, quello di tipo AMPA. In altre parole, il recettore viene sottratto troppo velocemente dalla superficie e, di conseguenza, i messaggi mediati dal glutammato risultano ridotti”.              Alla luce di questi risultati, i ricercatori del Cnr proveranno a testare nel modello animale della malattia l’efficacia di alcuni farmaci nel mantenere il recettore in superficie più a lungo. “Ce ne sono almeno due, già utilizzati in ambito clinico, che potrebbero fare al caso nostro”, prosegue la ricercatrice. “Se riusciremo a osservare in vivo un ripristino delle funzioni difettose a causa del difetto genetico potremo pensare di proporne l’utilizzo anche nell’uomo, per provare a stimolare un recupero delle capacità cognitive deficitarie. Per valutare una possibile efficacia terapeutica di queste sostanze ci vorranno almeno due anni, nei quali continueremo ad andare a fondo dei complessi meccanismi che regolano la comunicazione tra le cellule nervose e che sono fondamentali per chiarire come funziona il nostro cervello, sia in condizioni fisiologiche, sia in caso di malattia”.                                               Roma, 22 marzo 2012             La schedaChi: Istituto di neuroscienze del Cnr di Milano e Istituto Telethon Dulbecco Che cosa: Chiarito per la prima volta il meccanismo molecolare alla base del deficit di apprendimento e memoria  nei pazienti affetti da una forma genetica di disabilità intellettiva * S. Bassani, L. Cingolani, P. Valnegri, A. Flocci, J. Zapata, A. Gianfelice, C. Sala, Y. Goda, M. Passafaro, “TSPAN7, a protein involved in X-linked intellectual disability, promotes development of excitatory synapses and regulates AMPAR trafficking through interaction with PICK1”. Neuron, 2012. Per informazioni: Maria Passafaro, Istituto di neuroscienze del Cnr, tel. 02/50317102 e 02-50316973, cell. 339.2551880, e- mail: m.passafaro@in.cnr.it (recapiti telefonici per uso professionale, da non pubblicare)Capo Ufficio Stampa: Marco Ferrazzoli, tel. 06/4993.3383, cell.333.2796719, e-mail:marco.ferrazzoli@cnr.it                                                                                                              
02/04/12 LA BIOGRAFIA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA NICOPLA ZINGARETTI
La Biografia del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti Nicola è fratello di Luca: l’Attore noto come Commissario Montalbano                              Luca Zingaretti in arte    ||    Nicola Zingaretti fratello di Luca e                                                                          ||    Presidente della Provincia di Roma                                                    Commissario Montalbano  ||                       28/Aprile/2008 http://partitodemocraticovarese.it/circolipdvarese.htmlhttp://www.pdregionelombardia.it/ Sono nato l’11 ottobre 1965 a Roma, dove vivo con mia moglie e le mie due figlie. Ho iniziato il mio impegno nell’associazionismo laico e di sinistra, prendendo parte al movimento per la pace nel 1982, a diciassette anni e sono tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista ‘Nero e non solo’, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.Nel 1991 vengo eletto Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile e l’anno successivo Consigliere Comunale di Roma: sono anni di impegno per lo sviluppo sostenibile e in difesa dell’ambiente,  della legalità e contro la mafia, durante i quali organizzo il primo Campeggio Giovanile Antimafia di San Vito Lo Capo e numerose iniziative in memoria di Falcone e Borsellino.Dal 1995 al 1997 sono presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista (IUSY) e Vice Presidente dell’Internazionale Socialista. Sono anni di grande impegno, durante i quali contribuisco a ricostruire la rete con i partiti e le organizzazioni giovanili democratiche e progressiste in Bosnia Herzegovina all’indomani della firma degli accordi di Dayton del dicembre 1995, intervengo all’Assemblea Generale dell’ONU per l’Anno mondiale della Gioventùcome Rappresentante nel Comitato delle Nazioni Unite ed entro a far parte, a 33 anni, della Commissione che elabora la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”, presieduta da Felipe Gonzales e composta, tra gli altri, da Martin Aubry, Shimon Peres e Ricardo Lagos. Mi impegno, inoltre, per il processo di pace in tra Israele e Palestina, organizzando molte iniziative per favorire il dialogo tra i giovani laburisti israeliani e la gioventù di “al fatah”.Dal 1998 al 2000 sono Responsabile delle Relazioni Internazionali presso la Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra e nel 1998 organizzo, a Milano, il Congresso dei Socialisti Europei. Con una delegazione DS composta anche da Walter Veltroni, nel 1999 mi reco in Birmania a sostegno del “movimento per la democrazia” e incontro il Premio Nobel per la Pace 1991 Aung San Suu Kyi. Lo stesso anno organizzo il viaggio del Dalai Lama a Roma.Nel 2000 sono eletto Segretario dei Democratici di Sinistra di Roma. L’anno seguente sono uno dei promotori della candidatura di Walter Veltroni a Sindaco di Roma e contribuisco alla vittoria dell’Ulivo romano. Si apre una stagione di risultati importanti per il Centrosinistra e per i DS romani che nel 2003, dopo otto anni, tornano a essere il primo partito della Capitale, sbaragliando la destra in tutta la provincia.Nel marzo del 2004 sono candidato nella lista “Uniti nell’Ulivo” per la Circoscrizione Italia Centro. Sono mesi intensi, nei quali percorro migliaia e migliaia di chilometri tra il Lazio, le Marche, la Toscana e l’Umbria. La campagna elettorale si conclude nel migliore dei modi: forte di 213.000 preferenze, sono eletto eurodeputato e, nel corso della prima riunione di delegazione, vengo nominato Presidente. Al Parlamento europeo sono membro delle commissioni “Mercato Interno e Protezione dei Consumatori” e “Affari Legali”. Faccio anche parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la Penisola Coreana, degli intergruppi parlamentari “Volontariato”, “Disabilità”, “Diritti delle persone omosessuali” e “Tibet”. Nel 2005 sono relatore del rapporto d’opinione ‘Sul futuro del tessile e dell’abbigliamento dopo il 2005’, nel quale invito la Commissione a verificare il rispetto, da parte dei suoi partner commerciali, degli impegni sottoscritti nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC). Sono molte le iniziative e le interrogazioni in difesa dell’industria tessile europea e per il “made in”, in cui affronto i rapporti con i mercati cinesi, la tutela dei consumatori e in particolare del made in Italy. Dal dicembre 2006 all’ottobre 2007 lavoro per la formazione degli amministratori locali, consiglieri e assessori delle giunte comunali, provinciali e regionali di Lazio, Umbria, Toscana e Marche, per far conoscere tutte le opportunità offerte dall’Unione europea e sfruttarle al meglio a vantaggio del territorio. In particolare, nel 2006 pubblico la guida “Fondi strutturali e programmi comunitari” sulla nuova programmazione finanziaria dell’Unione europea per il periodo 2007-2013.Dal 2005 al 2007 sono relatore per il Parlamento europeo della direttiva Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale, e riesco a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-Ue. L’approvazione della direttiva mi vale il riconoscimento dell’International Herald Tribune e la nomination al MEP Award, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito ogni anno ai deputati europei più meritevoli.Il 18 novembre 2006 sono eletto al primo turno Segretario dell’Unione regionale del Lazio dei Democratici di Sinistra, incarico al quale mi dedico con passione e impegno. Il 14 ottobre, alle primarie del Partito Democratico sono eletto con 282.000 voti (85,31%) Segretario del Pd nel Lazio.Il 28 aprile 2008 vengo eletto Presidente della Provincia di Roma. Ho vinto il ballottaggio sul candidato del centrodestra con più di un milione di voti (1001490), pari al il 51,481 dei consensi.  Sarò il presidente di tutti, di coloro che mi hanno votato e di coloro che non lo hanno fatto, perché le istituzioni non sono di parte. La mia squadra di governo manterrà gli impegni, rispetterà il programma e avvierà una straordinaria stagione di modernizzazione e innovazione di Roma e della sua area vasta.Direttore de IlNuovoGiornale di MCE Dott. Giovanni Fiorentini  
02/04/12 A BOLOGNA NELLA CINETECA NASCE UN UFFICIO STAMPA MA SENZA GIORNALISTI
08/03/2012 - Ufficio Stampa. Senza GiornalistiUn Ufficio stampa senza giornalisti. E' quanto sta avvenendo a Bologna dove la Cineteca sta mettendo in piedi una propria struttura informativa. facendo a meno dei giornalisti. Sulla vicenda ha subito preso posizione il Segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine. Giancarlo Ghirra il quale ha dichiarato che "se non ci sarà un immediato passo indietro, che l'Ordine auspica, la Cineteca di Bologna avrà un capo ufficio stampa e un redattore non giornalisti. Ciò è inaccettabile".        "La Fondazione "partecipata" dal Comune - continua Ghirra - contribuisce ad alimentare il Far West nel mondo dell'informazione, colpito da precariato dilagante, giornalisti pagati pochi euro a pezzo, arbitrio di editori (privati e pubblici) che violano leggi e regole elementari di comportamento".        "E' insopportabile - sottolinea il Segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine - che nel bando di selezione non sia stata prevista l'iscrizione all'Albo dei giornalisti. Ciò è gravissimo non soltanto perché si ignorano e violano leggi dello Stato, ma perché si trascura un elemento fondamentale: i giornalisti hanno la capacità di valutare le notizie e, soprattutto, di garantire ai cittadini una informazione corretta. I giornalisti non sono portavoce di chi li assume neppure negli uffici stampa privati. Sono professionisti che conoscono le regole della correttezza e della trasparenza dell'informazione, che dovrebbero stare a cuore anche a una Fondazione di proprietà quasi esclusiva del Comune di Bologna.        E ' vero che formalmente non si applica a una fondazione la legge 150 del 2000 che regola la vita degli uffici stampa pubblici, ma nella sostanza la violazione è evidente. Anche negli uffici stampa privati l'esercizio abusivo della professione va evitato e combattuto. E sarebbe bene che per primi gli amministratori pubblici contribuiscano a questa battaglia".Segreteria Nazionale Tel.06-686231 Fax.06-68804084 odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura del IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni FiorentiniTel.071-5906271C.re345-2420261E-mail: mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  http: //www.mce-aifavin.it 
02/04/12 CON I DIRITTI SOCIALI PER TUTTI SI INVESTE ANCHE SULLA SALUTE
La Diagnosi precoce e la Prevenzione Primaria e Secondaria non è una spesa ma è un investimenti sulla salute delle personeCome è noto, sono anni che MCE–Aifavin&Medici Pro African Hospitals ONLUS ONG ed IlNuovoGiornaleDiMce si battono per sensibilizzare le Istituzioni Sanitarie ed il Potere Politico, affinché si prenda atto della terribile realtà relativa alla Patologia Neoplastica, purtroppo non è però ascoltato. Dai centri di epidemiologia oncologica, apprendiamo che i decessi per tumore aumentano vertiginosamente, ciò, mentre i decessi per altre importanti patologie, come ad es. la cardiovascolare, grazie alle nuove tecniche chirurgiche ed alle   scoperte scientifiche e farmacologiche diminuiscono significativamente. La Chirurgia Generale, la Neurochirurgia e la ricerca Scientifica hanno ottenuto brillanti successi anche nel campo tumorale, in particolare con la chemio-terapie, con la radioterapia e con la radioterapia chirurgica, ciò nonostante i decessi per tumore aumentano sensibilmente anche a causa di nuove tipologie di tumore. Gli Oncologi, i Neuro-Chirurghi e tutti gli Operatori Sanitari in campo Oncologico, ci informano che oltre alla crescita numerica di nuovi e sempre più giovani pazienti malati di cancro,  emergono nuove ed aggressive tipologie di tumore, se prendiamo seriamente in considerazione questa realtà, dobbiamo anche porci delle domande  relative alle cause scatenanti.In un paese come l’Italia che pur disponendo di elevata professionalità specifica in campo Oncologico e Neuro Chirurgico, (se anche non disposte omogeneamente le strutture idonee esistono ed esistono anche strumenti ad alto livello tecnologico), perché allora aumentano i decessi per tumore? Perché nascono nuove e terribili tipologie tumorali?. Noi di MCE e de IlNuovoGiornaleDiMce riteniamo che si debba incominciare a lavorare per la ricerca delle cause, vanno urgentemente messe in campo tutte le risorse Umane e Scientifiche disponibili, attivare un processo innovativo per la Diagnosi Precoce e la prevenzione Primaria e Secondaria.  Tutti noi sappiamo che dove sono insediate attività inquinanti, aumentano i malati di tumore, pochi o nessuno di noi sanno però quanto incide l’alimentazione manipolata e trattata con prodotti chimici e conservanti che l’era del consumismo sfrenato, del liberismo irrazionale e della velocità divoratrice dei pasti, producono.Noi di MCE IlNuovoGiornaleDiMce consapevoli che il vertiginoso aumento dei decessi per patologie tumorali,  possa determinare seri rischi umani e sociali, crediamo  che sia indispensabile attivare un processo di ricerca delle innovazioni per la diagnosi precoce e fare  medicina preventiva, anche e soprattutto perché la Prevenzione non costituirà mai una spesa aggiuntiva, ma se ben gestita sarà un importante investimento sulla salute, in quanto ridurrà di molto il numero di nuovi malati per tumore e conseguenti decessi, con notevole risparmio di denaro pubblico che potrebbe essere investito nella ricerca.           L’Occidente ha forse perso l’equilibrio.Molti paesi occidentali hanno sicuramente raggiunto benessere e ricchezza, nel contempo però hanno perso gli equilibri sociali, etici e morali. Infatti, é sotto gli occhi di tutto l’escalation della guerra nel pianeta, come lo è l’attività sempre più efferata del terrorismo che producono nuovi malati di cancro a causa dell’Uranio impoverito. Un Movimento di Tutela dei Diritti del Cittadino non può non essere profondamente preoccupato per quanto di molto grave sta accadendo all’Umanità, anche e soprattutto perché i nostri cittadini europei sono soltanto osservatori passivi ed impotenti. Noi ci domandiamo spesso come sia umanamente possibile bombardare con armi inquinanti micidiali come il fosforo bianco e l’uranio impoverito che oltre ad uccidere bambini, donne, malati ed anziani innocenti, inquinano in modo incontrollabile il territorio ed l’atmosfera, il tutto con l’ignobile giustificazione di doverlo fare per combattere il terrorismo, ci domandiamo anche quali siano le vere ragioni che hanno dato vita alla efferatezza del terrorismo. Ovviamente sono tutte domande destinate a rimanere senza risposta, ma una risposta sulle finalità vere delle guerre c’è ed è dimostrabile inopinabilmente, cioè, per molti Governi dell’Occidente è molto più importante fabbricare e vendere armi sempre più micidiale che la vita degli Esseri Umani, ossia la vita della Razza Umana. Il Direttore de IlNuovoGiornaleDiMcePresidente Nazionale di MCE–Aifavin&Medici Pro African HospitalsDott. Giovanni Fiorentini 
02/04/12 LA FISICA DELLE PARTICELLE FILOSOFIA E ETICA
Fisica delle particelle, filosofia ed etica [modifica]         Questa voce o sezione sull'argomento fisica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.        La fisica delle particelle ha avuto anche un grande impatto sulla filosofia della scienza. Filosofi e scienziati come Paul Feyerabend e Fritjof Capra, hanno criticato come riduzionistiche l'idea che ogni fenomeno noto possa essere spiegato in base alle leggi che regolano le interazioni tra particelle fondamentali. Obiezioni del genere sono state sollevate da persone dei campi più disparati, compresi molti moderni fisici delle particelle, fisici dello stato solido, chimici, biologi ed olisti metafisici. Mentre il modello standard non viene discusso, si sostiene che le proprietà delle particelle elementari non sono più fondamentali delle proprietà emergenti di atomi e molecole, e specialmente di insiemi di queste ultime statisticamente grandi. Queste critiche sostengono che anche una conoscenza completa delle particelle elementari sottostanti, non produrrà una conoscenza completa della natura, conoscenza che, all'atto pratico, è più importante.        Alcuni fisici dello stato solido mettono in dubbio ad un livello più profondo la nozione della fisica delle particelle come base per ogni altra conoscenza. Fanno notare che grandi numeri di oggetti possono subire comportamenti statistici ed avere proprietà indipendenti dalle proprietà delle particelle stesse.          Per di più, rilevano, esistono sistemi con componenti radicalmente diversi che possono subire comportamenti molto simili, e si è argomentato che le somiglianze di comportamento possono essere meglio comprese attraverso regole universali indipendenti dai singoli componenti dei sistemi stessi. Queste regole o processi sarebbero "più reali della materia" in quanto determinerebbero la comprensione condivisa dagli osservatori, e porrebbero limiti sulla fattibilità investigativa.           I riduzionisti tipicamente sostengono che tutto il progresso scientifico ha implicato forme di riduzionismo. Una breve contestazione di questo approccio, che al contempo ne chiarisce i problemi maggiori, è la seguente. Un computer è composto di circuiti elettronici, che eseguono delle istruzioni. Ora l'approccio riduzionista cerca di spiegare il software a partire dalle specifiche componenti elettroniche. Poiché il software, volendo, può essere eseguito su altre architetture, e persino a mano, la cosa non ha ovviamente senso. Sarebbe come cercare di spiegare le variazioni Goldberg in termini di onde di pressione: se per ipotesi si potesse stimolare direttamente il nervo acustico per ottenere sensazioni uditive, tutta la spiegazione non avrebbe senso.           Nella filosofia della scienza, l'esistenza del modello standard e la sua estensione suscitano molte questioni fondamentali per l'epistemologia, le scienze cognitive e persino per la teologia. Il modello standard è davvero "il livello fondamentale della realtà?" Oppure questa pretesa è stravagante, irragionevole, o pericolosa? L'impatto della fisica delle particelle sulla filosofia della scienza riguarda specialmente la difficoltà della sua validazione empirica, che richiede enormi acceleratori di particelle, la cui costruzione mobilita ingenti stanziamenti di risorse preziose, e i cui esperimenti sono per questo motivo difficilmente replicabili.Per Informazione Uffiio Stampa CERN di GINEVRA 
02/04/12 DAVID FAVIA NELLE MARCHE HA ONORATO LA SESTA DELLA DONNA CON UNA LEGGE
Con gentile preghiera di pubblicazione grazie e buon lavoro Leila Ben SalahUfficio stampa 3470551878 IdV MarcheAncona, 16 marzo 2012            “Mentre in consiglio regionale, su iniziativa della vicepresidente del consiglio regionale, la consigliera IdV Paola Giorgi, si onora l'otto marzo con una nuova proposta di legge sulle pari opportunità, innovativa nei contenuti e concreta negli interventi, proposta di legge sottoscritta bipartisan da tutte le consigliere regionali elette, a Tolentino alcune associazioni, di cui non faremo il nome, in quanto coinvolte loro malgrado pensano bene di promuovere un'iniziativa per la festa della donna veicolando un volantino promozionale con l'immagine di un cartone giapponese che ritrae una maliziosa ragazzina in una inequivocabile posizione.         Questo è quello che non vorremmo mai vedere, perché offre un'immagine lesiva del corpo della donna con l'aggravante di aver utilizzato la tecnica del cartone che attira anche i giovanissimi iniziandoli ad una cultura volgare, retrograda e maschilista. E il tema della comunicazione e del mercimonio che si fa attraverso questa del corpo delle donne, in ogni sua forma, è uno dei problemi più gravi da superare per creare una reale cultura delle pari opportunità.         Infatti, la nuova proposta di legge regionale presentata dalla Giorgi, presto all'esame della Commissione, all'art. 11 prevede che " La Regione promuove la diffusione della cultura di genere mediante iniziative ed azioni di comunicazione incentrate al contrasto degli stereotipi di genere...". Va da sè che quella immagine volgare risulta chiaramente contro una qualsiasi volontà di celebrazione della donna e a nulla vale, se non ad evidenziare un atteggiamento culturale obsoleto ed offensivo verso le donne, quella dicitura riportata nel volantino in questione in cui si afferma il buon fine a cui è rivolta l'iniziativa. Per noi dell'Italia dei Valori di Tolentino il tema delle pari opportunità è un tema centrale, anche nell'ambito della programmazione della nuova amministrazione comunale, perché racchiude al suo interno una molteplicità di sfaccettature che rispecchiano la complessità del ruolo nella donna nella società: un ruolo che ancora oggi, nonostante l' affermazioni di tanti principi, continua ad essere mortificato anche da iniziative come questa ed è grave che tra gli organizzatori ci sia il candidato a sindaco del centro destra. Ora le donne di Tolentino sapranno a chi votare”.Onelio Cingolani         “Finalmente la battaglia dell'Italia dei Valori trova soddisfazione : la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come IdV da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessità di eliminare la norma introdotta l'anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamità naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l'emergenza. Finalmente la Consulta ha stabilito l'illegittimità di questa norma, dopo l'impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori avevamo anche depositato recentemente un'interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che è stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l'emergenza neve”.On. David Favia, coordinatore regionale IdV Marche         “Finalmente la battaglia dell'Italia dei Valori trova soddisfazione : la Consulta ha dichiarato incostituzionale la tassa sulla disgrazia. Come IdV da tempo ribadiamo a gran voce e in tutte le sedi la necessità di eliminare la norma introdotta l'anno scorso nel Milleproproghe che stabiliva che in caso di calamità naturali le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l'emergenza. Finalmente la Consulta ha stabilito l'illegittimità di questa norma, dopo l'impugnazione da parte delle Regioni, tra le quali le Marche. Come Italia dei Valori avevamo anche depositato recentemente un'interrogazione alla Camera per chiedere al Governo proprio cosa intendesse fare per risarcire i danni causati dal maltempo nelle Marche. La tassa sulla disgrazia infatti incombeva come una spada di Damocle sulle nostre teste. Finalmente possiamo dire che è stata fatta giustizia per tutti i cittadini che soffrono sotto l'emergenza neve”.IlNuovoGiornaleDiMCE On. David Favia, coordinatore regionale IDV Marche
24/01/12 UIN TEAM DI RICERCATORI DEL CNR DI MILANO E CANNELL UNIVERSITY
La senescenza cellulare non ferma il tumoreLa senescenza cellulare che avviene spontaneamente nelle cellule di melanoma non ne arresta la crescita. A evidenziarlo uno studio realizzato da un team di ricercatori di Cnr, Università di Milano e Cornell University. I risultati, appena pubblicati su PLoS Computational Biology, accertano anche la presenza delle staminali tumorali nel melanoma, responsabili della sua crescita e quindi potenziali obiettivi terapeutici           Le cellule tumorali, inserite in un ambiente nutritivo e di crescita adatto, tendono a proliferare indefinitamente. Questo ha fatto supporre che la senescenza cellulare potesse rappresentare una barriera alla loro crescita. Una collaborazione interdisciplinare tra l’Istituto per l’energetica e l’interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Ieni-Cnr), l'Università di Milano e la Cornell University (Usa) ha mostrato come la senescenza cellulare, che avviene spontaneamente nelle cellule di melanoma, non ne arresta la crescita. I risultati dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista open access PLoS Computational Biology.           “Il lavoro ha cercato di esplorare la relazione tra il melanoma e la senescenza cellulare, ovvero il processo naturale per cui le cellule, invecchiando, smettono di dividersi”, spiega Stefano Zapperi dello Ieni-Cnr. “Da qui l’idea di seguire la crescita in vitro di cellule di melanoma, monitorando il numero di quelle senescenti. Dopo tre mesi, effettivamente, la crescita ha cominciato a rallentare e la maggioranza delle cellule sono diventate senescenti, ma senza che il processo di crescita si arrestasse mai completamente. Infatti, subito dopo è ripreso alla velocità iniziale, mentre le cellule senescenti sono progressivamente scomparse”.            Una consistente presenza di cellule senescenti è stata osservata nei tumori ottenuti in topi immunocompromessi (con sistema immunitario modificato). “Successivamente è stato sviluppato un modello matematico per spiegare meglio tale processo, basato sull'ipotesi che all'interno del tumore sia presente una piccola frazione di cellule staminali tumorali che si divide indefinitamente, senza andare in senescenza”, aggiunge Zapperi. “Oltre a riprodursi, queste cellule originano una vasta popolazione di cellule tumorali ordinarie, che si dividono solo per un certo numero di volte prima di diventare senescenti”. Il modello è stato confrontato con i dati sperimentali, permettendo di riprodurre quantitativamente sia le curve di crescita, sia l'evoluzione del numero delle cellule senescenti.             “Tale modello fornisce una conferma indiretta della presenza di cellule staminali tumorali nel melanoma, una questione ancora dibattuta e facilmente estensibile ad altri tumori in cui la presenza di staminali tumorali è invece assodata”, prosegue il ricercatore. “Benché una gran parte delle cellule tumorali possano andare in senescenza, indurre tale processo non sembra una strategia terapeutica promettente, visto che queste cellule risultano irrilevanti per la crescita del tumore. Simulazioni del modello mostrano che accelerare la senescenza porterebbe solo a una scomparsa temporanea del tumore, che poi ricomincerebbe a crescere sostenuto dalle cellule staminali tumorali”.             L’accertata presenza di queste cellule nel melanoma potrebbe però aiutare a sviluppare nuovi metodi per curare questo tipo di tumore. “La sfida è superare la resistenza alla senescenza delle staminali tumorali e sviluppare metodi che colpiscano specificamente queste cellule”, conclude Zapperi.informazioni: Stefano Zapperi, Ieni-Cnr di Milano, tel: 02/66173385, e-mail: stefano.zapperi@cnr.it  
24/01/12 LA NICOTINA CONTRASTA LE DISCINESIE MOTORIE DEL MORBO DI PARCKINSON
La nicotina espande la memoria Questa sostanza aumenta la capacità della ‘working memory’, limitando però alcuni processi della scelta del movimento nel cervello umano. A dirlo uno studio dell’Ibfm-Cnr e dell’Università di Milano-Bicocca che suggerisce l’utilizzo della nicotina nel contrastare i disturbi mnestici e le discinesie motorie del morbo di Parkinson          La nicotina è in grado di espandere le capacità della cosiddetta ‘memoria di lavoro’ o working memory, limitando però alcuni processi legati alla scelta e all’avvio del movimento nel cervello umano. È quanto emerge da uno studio realizzato dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell’Università di Milano-Bicocca. L’indagine è stata presentata a Washington, al Congresso mondiale della Society for Neuroscience.          “I risultati confermano le scoperte della ricerca neurobiologica sui modelli animali, che evidenziano il ruolo cruciale della nicotina nel trattamento dei principali sintomi del Parkinson, come i disturbi della memoria e le discinesie motorie”, spiega Alberto Zani, ricercatore Ibfm-Cnr di Milano-Segrate. “In particolare, sono stati osservati un gruppo di non-fumatori e uno di giovani fumatori (7-20 sigarette per die; concentrazione plasmatica minima di nicotina = 0,062 mg), bilanciati dal punto di vista dello stato psicofisico e del livello culturale”.             La sperimentazione si è svolta in più prove. “Per testare i meccanismi cerebrali di orientamento selettivo dell’attenzione visuo-spaziale e misurare il tempo di reazione, i partecipanti dovevano mantenere la fissità dello sguardo, prestare attenzione a stimoli presentati in punti diversi dello spazio visivo, previamente segnalati, e rispondere premendo un tasto”, continua Zani.                “Per indagare la memoria di lavoro, cioè il ‘magazzino’ che ospita temporaneamente le informazioni appena apprese al fine di riutilizzarle, durante l’esecuzione di un compito di attenzione spaziale, i volontari dovevano contare a ritroso, partendo da grossi numeri e sottraendo tre cifre alla volta, ad esempio 17.898, 17.895, 17.892, e cosi via. Nel compito mirato alla pianificazione, invece, i partecipanti erano obbligati a fare una scelta motoria, premendo il più velocemente possibile un tasto con l’indice o con il medio, in base a stimoli diversi”.           Durante l’esecuzione dei compiti, l’attività bioelettrica cerebrale dei volontari, denominata Erp (Potenziali correlati ad eventi), veniva registrata utilizzando 128 sensori. “Questo ha consentito di monitorare il variare della funzionalità cerebrale in funzione dei compiti e della stimolazione visiva”, spiega Alice Mado Proverbio. “Nel compito d’attenzione visuo-spaziale non si è registrata alcuna differenza tra i due gruppi nella velocità di risposta agli stimoli. Nel doppio compito attentivo-mnemonico i fumatori, in media, sono stati 50 millisecondi più veloci, mostrando anche molte meno omissioni di risposta. Questo gruppo, però, risultava di circa 100 millisecondi più lento nel compito di programmazione e decisione motoria”.             Grazie alla tecnica Loreta (Low resolution electromagnetic tomography) “è stato poi possibile, con immagini di risonanza magnetica tridimensionali, evidenziare il ruolo fondamentale svolto dai neuroni frontali e prefrontali dell’emisfero destro nella capacità di gestire un aumento del carico di lavoro e nell’espansione della working memory, indotte dai livelli plasmatici di nicotina”, continua Zani.             “Questi risultati rappresentano un’importante evidenza sull’uomo che si accorda con gli studi di manipolazione genetica nell’animale secondo i quali topi knokout privi della sub-unità ƒÑ5 dei recettori nicotinici, densamente presenti nella corteccia prefrontale, manifestano un deficit attentivo-mnemonico in condizioni di carico di lavoro mentale, rispetto ai topi normali, nonostante il trattamento con nicotina. Si apre quindi un’interessante prospettiva per l’utilizzo terapeutico della nicotina non soltanto per le discinesie, ma anche per i problemi di memoria del Parkinson.             Questo è il primo studio a mostrare effetti sulla memoria nell'uomo da parte di questa sostanza, che possono trovare utili applicazioni nel trattamento, non solo del Parkinson, ma anche dell'Alzheimer". Per informazioni: Alberto Zani, Ibfm-Cnr di Milano, tel. 02/21717516, e-mail: alberto.zani@ibfm.cnr.it; Alice Mado Proverbio, Università di Milano-Bicocca, tel. 02/64483755, e-mail: mado.proverbio@unimib.it; 
24/01/12 DOCUMENTO NON CLASSIFICATO CONTROLLATO RICHIEDE UNA MISURA DI PREVENZIONE
Viaggio in divisa (e con l’autoblu) il documento riservato sui trasporti dei militari          La pubblicazione porta la firma del Segretario generale della Difesa. È il documento che disciplina l'uso delle autoblu dei militari. E al ministero hanno pensato bene di archiviarlo come “Documento non classificato controllato”. Significa che richiede una “misura di protezione”, seppur minima, e che non può essere diffuso né portato a conoscenza fuori dell'ambiente militare: “L'accesso è consentito alle sole persone che hanno necessità di trattarle per motivi attinenti al loro impiego, incarico o professione”. Che ci sarà scritto di così importante? Nulla, nemmeno i nomi di chi ha diritto, dunque non c'è nessuna privacy da proteggere. È che forse può essere spiacevole far sapere in giro che le autorità di vertice - non esattamente solo un paio di persone, come vedremo – hanno diritto a usare l'auto anche per andare in vacanza .            Solo se “sussistono esigenze di sicurezza”, sia chiaro: ma è inutile dire che con un margine di discrezionalità così ampio, è facile sostenere che chi ha diritto all'auto blu ha anche esigenze di sicurezza continue. Le autorità di vertice sono il ministro della Difesa e i sottosegretari. Il capo di gabinetto del ministro. Il capo di stato maggiore della Difesa, i capi di stato maggiore dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. E pure tutti i generali e gli ammiragli che hanno “particolari incarichi di rilevanza nazionale e internazionale”. La lista comincia a farsi lunga.             TUTTI LORO hanno a completa disposizione una vettura con targa civile e un autista: non solo per le esigenze di servizio, a cominciare dal tragitto casa-lavoro, ma anche per spostamenti di rappresentanza (anche con accompagnatori al seguito, con o senza scorta) e nei “trasferimenti per ferie, per raggiungere la località di vacanza e alla successiva ripresa del servizio per rientrare in sede”. Unico limite? Non possono usare sirena e lampeggiante. Poi ci sono i veicoli “per servizi tecnici”: ovvero quelli che si possono usare per le attività “funzionali e gestionali” della Difesa. Ovvero, “il raggiungimento della sede di servizio”, la partecipazione “a cerimonie e manifestazioni a carattere ufficiale”, “le attività assistenziali e di benessere”. Se le autorità di vertice possono permettersi auto con cilindrata superiore ai 2400 cc (ricordate le Maserati?) la “fascia B” per i servizi tecnici deve accontentarsi di rimanere sotto quella cilindrata (inclusa).             SI TRATTA di un elenco sterminato di generali, procuratori e vicesegretari. Ci sono anche i consiglieri del ministro e il suo portavoce. Ci sono i capi degli uffici del ministero, i direttori generali. E poi c'è ancora la “fascia C”: uguali diritti, a parte la cilindrata che deve fermarsi sotto i 2000 cavalli. Dirigenti, vicecapi di gabinetti, capi reparto, ufficiali. Centinaia e centinaia di persone. Questa è la norma, poi ci sono le eccezioni per i figli dei militari che devono raggiungere la scuola da una sede disagiata; per gli atleti, dirigenti e relativi accompagnatori che partecipano a manifestazioni sportive; per i rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma, e via dicendo.           E sì che queste norme (in vigore dal 2009) servivano a sostituire la vecchia direttiva del 2002 e a far “allineare” l'amministrazione della Difesa ai provvedimenti di “contenimento dei costi della pubblica amministrazione”. Tutto qui?Richiesta diffusione dalla Giornalista  Paola Zanca
24/01/12 BIOLOGI E BIOFISICI DEL CNR E DELL'ATENEO DI PALERMO SUI FARMACI
Alzheimer? È una specie di diabeteUno studio di biologi e biofisici del Cnr e dell’Università di Palermo indaga sui meccanismi che legano la malattia alla riduzione di insulina, aprendo la possibilità di individuare nuovi farmaci mirati. La ricerca è pubblicata su Aging Cell            A mettere in luce i meccanismi molecolari comuni al morbo di Alzheimer e al diabete di tipo II, la ricerca ‘Insulin activated Akt rescues Aβ oxidative stress-induced cell death by orchestrating molecular trafficking’, nata dalla collaborazione tra gli Istituti di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) e di biofisica (Ibf) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Palermo e il dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo. Al centro dello studio, pubblicato su Aging Cell, gli effetti della somministrazione di insulina su un modello di cellule neuronali, precedentemente trattate con piccoli aggregati della proteina beta-amiloide (A-beta), coinvolta nell'eziopatogenesi della malattia di Alzheimer.             “Uno studio statunitense aveva evidenziato come pazienti con valori elevati di glicemia avessero una probabilità dell’85% di ammalarsi di Alzheimer, allungando così l’elenco delle patologie associate al diabete, che già include disturbi cardiaci, renali, visivi e neurologici”, spiega Daniela Giacomazza dell’Ibf-Cnr. “In seguito è stato osservato che i pazienti affetti da Alzheimer presentavano una riduzione di insulina (ormone responsabile dell’assorbimento del glucosio a livello cellulare) tanto che si sarebbe potuto definire tale morbo un ‘diabete di tipo III’”.              Da qui l’idea di indagare su eventuali meccanismi molecolari comuni alle due patologie. “Alla base dell’insorgenza dell’Alzheimer vi è un’eccessiva produzione della proteina A-beta nelle cellule cerebrali, che andando ad accumularsi negli spazi intercellulari forma delle vere e proprie placche che sono una delle principali cause della progressiva degenerazione cellulare”, prosegue Marta Di Carlo dell’Ibim-Cnr.               Lo studio mostra che la somministrazione di insulina, in un sistema in vitro, rende reversibili tali effetti. “Dopo essersi legata al suo recettore sulla membrana dei neuroni, l’insulina provoca una serie di reazioni biochimiche che hanno come molecola chiave Akt, una proteina che attiva una cascata di eventi, tra cui la sua traslocazione dal citoplasma al mitocondrio, che annullano l’effetto degenerativo di A-beta”, prosegue Di Carlo. “In pratica, dopo il trattamento con l’insulina, i neuroni danneggiati sono capaci di riprendere la loro morfologia e ripristinare le funzioni compromesse”.               “Questa ricerca”, conclude Marta Di Carlo, “apre la possibilità di individuare nuovi farmaci che, agendo in maniera mirata su Akt o sulle molecole da essa attivate, possono essere utilizzati nella prevenzione e terapia dell’Alzheimer”. Questo disordine neurodegenerativo, ultimamente associato al diabete di tipo II, si manifesta generalmente tra i 60 e i 75 anni ed è una delle maggiori cause della ‘demenza senile’: colpisce più di un milione di individui in Italia e circa 30 nel mondo, un numero destinato a crescere.Per informazioni: Marta Di Carlo, Ibim-Cnr, tel. 091-6809538, e-mail: di-carlo@ibim.cnr.it; Daniela Giacomazza, Ibf-Cnr, tel 091/6809335, e-mail: daniela.giacomazza@pa.ibf.cnr.it 
24/01/12 GLI INVESTIMENTI NELLA SCIENZA DI BASE SERVE AGLI OBBIETTIVI SYMETRY
Scienze di base in un mondo competitivoby Robert Aymar,We are constantly being told that we live in a competitive world in which innovation is the main driver towards growth and prosperity.           Siamo costantemente viene detto che viviamo in un mondo competitivo in cui l'innovazione è il driver principale per la crescita e la prosperità. What is the place in such a world for fundamental science, whose short-term contribution to society is knowledge without any immediate application? Qual è il posto in un mondo così fondamentale per la scienza, la cui breve durata contributo alla società è la conoscenza, senza applicazione immediata? Is it an unnecessary luxury? È un lusso inutile? Should the world be deploying its resources in pursuit of more pressing needs: public health, clean energy, safe water? Il mondo dovrebbe distribuire le proprie risorse nel perseguimento di più pressanti esigenze: salute pubblica, energia pulita, acqua potabile? Of course it should, and I believe that investment in fundamental science serves these goals. Certo che dovrebbe, e credo che gli investimenti nella scienza di base serve di questi obiettivi. It is a long-term investment, laying the foundations for future innovation and prosperity. Si tratta di un investimento a lungo termine, ponendo le basi per l'innovazione e la prosperità future.         History teaches us that big jumps in human innovation come about mainly as a basic result of pure curiosity. La storia ci insegna che grandi salti in innovazione umano dovuto principalmente come risultato di base di pura curiosità. Innovation is key to meeting many of today's development challenges, and the primary force for innovation is fundamental research. L'innovazione è essenziale per raccogliere molti dei problemi di sviluppo di oggi, e la forza principale per l'innovazione è la ricerca fondamentale. Without it, there would be no science to apply. Senza di essa, non ci sarebbe la scienza da applicare. Faraday's experiments on electricity, for example, were driven by curiosity but eventually brought us electric light. Gli esperimenti di Faraday sull'elettricità, per esempio, sono stati guidati dalla curiosità, ma alla fine ci ha portato la luce elettrica. No amount of R&D on the candle could ever have done that. Nessuna quantità di R & S sulla candela avrebbe mai potuto fare questo. Electric light came from innovation driven by fundamental science. Elettrico luce proveniva da innovazione guidata dalla scienza fondamentale.          The long-term role of fundamental science is well understood by the European Investment Bank, the financial arm of the European Union. Il ruolo a lungo termine della scienza fondamentale è ben compreso dalla Banca Europea per gli Investimenti, il braccio finanziario dell'Unione europea. In 2003, the EIB gave a strong endorsement of fundamental science when it lent €300 million to CERN to help finance the construction of the Large Hadron Collider (LHC). Nel 2003, la BEI ha dato un forte sostegno di scienza fondamentale quando si prestava € 300.000.000 al CERN per contribuire a finanziare la costruzione del Large Hadron Collider (LHC). Why should the EIB consider the world's largest fundamental physics project to be a worthy investment? Perché la BEI considerare il più grande progetto di fisica fondamentale per essere un investimento degno? I believe the reason is that fundamental science paves the way to future innovation. Credo che il motivo è fondamentale che la scienza apre la strada per l'innovazione futura.          Fundamental research has the power to make people dream, and it attracts the innovators of the future into science. La ricerca fondamentale ha il potere di far sognare la gente, e attira gli innovatori del futuro nella scienza. Without the excitement provided by research and discovery at the frontiers of knowledge, the pool of scientists would undoubtedly be smaller. Senza l'emozione fornite dalla ricerca e scoperta alle frontiere della conoscenza, il pool di scienziati sarebbe indubbiamente più piccoli. The scientists who work on the LHC are driven by a desire to learn about the Universe, but that has not stopped them from developing particle acceleration and detection techniques that have found applications in medicine, for example. Gli scienziati che lavorano sul LHC sono guidati dal desiderio di conoscere l'universo, ma questo non le ha impedito di sviluppare l'accelerazione delle particelle e delle tecniche di rilevamento che hanno trovato applicazioni in medicina, per esempio. Scientists at CERN invented the World Wide Web, which has revolutionized the way we share information and do business. Gli scienziati del CERN ha inventato il World Wide Web, che ha rivoluzionato il nostro modo di condividere informazioni e fare business. Today the LHC community worldwide is working on computing grids, the next frontier in information technology, which already have applications in fields such as Earth observation, climate prediction, petroleum exploration, and drug discovery. Oggi la comunità LHC in tutto il mondo sta lavorando su griglie di calcolo, la nuova frontiera nella tecnologia dell'informazione, che hanno già applicazioni in campi quali l'osservazione della Terra, la previsione del clima, l'esplorazione di petrolio e scoperta di nuovi farmaci.          LHC experiments will observe particle collisions at the rate of up to 600 million per second. Esperimenti di LHC osservare le collisioni di particelle al tasso di fino a 600 milioni al secondo. This equates to about one petabyte per second, roughly the equivalent of about 150 000 DVD movies. Ciò equivale a circa un petabyte al secondo, grosso modo l'equivalente di circa 150 000 i film in DVD. Clearly, storing such quantities would be impossible, so we have to develop very clever electronics to sift out the interesting data. Chiaramente, la memorizzazione tali quantità sarebbe impossibile, quindi dobbiamo sviluppare l'elettronica molto intelligente per vagliare i dati interessanti. Even after draconian data reduction, however, we will be storing around 15 petabytes per year. Anche dopo draconiana riduzione dei dati, tuttavia, ci sarà la memorizzazione di circa 15 petabyte l'anno. Organizing access to this data for thousands of scientists from around the world is the reason particle physics is at the forefront of grid computing, which will make access to computing resources as simple as tapping into the electricity grid by plugging in an electric light. Organizzare l'accesso a questi dati per migliaia di scienziati di tutto il mondo è la ragione per la fisica delle particelle è in prima linea del grid computing, che renderà l'accesso alle risorse di calcolo semplice come toccando nella rete elettrica collegando in una luce elettrica. Fundamental science has a vital role to play in today's competitive world. Scienza di base ha un ruolo vitale da svolgere nel mondo competitivo di oggi. It is fundamental science that lays the long-term foundations for innovation and prosperity. E 'fondamentale che la scienza pone le basi a lungo termine per l'innovazione e la prosperità.Abdus Salam, the Nobel prize-winning physicist from Pakistan, said, "In the final analysis, creation, mastery, and utilization of modern science and technology [are] basically what distinguishes the South from North. On science and technology depend the standards of living of a nation." This is the challenge for fundamental science in today's world of competition. Abdus Salam, il vincitore del premio Nobel per la fisica dal Pakistan, ha detto: "In ultima analisi, la creazione, il dominio, e l'utilizzo della scienza moderna e la tecnologia [sono] in sostanza ciò che distingue il Sud dal Nord. Scientifica e tecnologica dipendono gli standard di vivente di una nazione. "Questa è la sfida per la scienza fondamentale nel mondo di oggi della concorrenza. Fundamental science has a vital role to play in the process of innovation. Scienza di base ha un ruolo vitale da svolgere nel processo di innovazione. In today's competitive world, it is as important as it has ever been. Nel mondo competitivo di oggi, è così importante come lo è mai stato. Robert Aymar, former Director General of CERN ex direttore generale del CERN Lo hafirst published in Symmetry magazine , August 2006 pubblicato per la prima volta nella rivista Simmetria, agosto 2006 
23/01/12 IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SEVERINO HA CONVOCATO GLI ORDINI ODG
I Giornalisti e la RiformaArticolo N, 1           Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha convocato per oggi (lunedì 16 gennaio) i 20 Ordini professionali. All'incontro parteciperà anche il Presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che dovrebbe illustrare una proposta innovativa a tutela di tutti gli iscritti, professionisti e pubblicisti.            La notizia della convocazione è stata diffusa dall'Ansa alle 13.32 di sabato 14 gennaio: "Il guardasigilli Paola Severino ha convocato per lunedì prossimo, 16 gennaio, alle 16.30, nella sede del Dicastero di via Arenula, gli Ordini professionali vigilati dal ministero della Giustizia. Lo rende noto lo stesso ministero".             "Si tratta - si sottolinea nella nota dell' ufficio stampa del ministero della Giustizia - dei rappresentanti di 20 ordini: avvocati, ingegneri, geometri, notai e, tra gli altri, giornalisti".             La convocazione è avvenuta per email, segno di una mossa che tradisce l'intenzione del Governo di chiudere in fretta questa partita. Sul tavolo c'è l'attuazione - con tanti dpr per ognuna delle 20 professioni - del comma 5 dell'articolo 3 del dl 138/2011 e dell'articolo 33 del dl 201/2011. Per discutere del futuro dell'Ordine e definire la posizione dei giornalisti italiani è stato convocato il Consiglio nazionale per il 18, 19 e 20 gennaio. Premio Novemi TrainiArticolo N. 2          Sabato 28 gennaio, nella Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto si svolgerà la quarta edizione del Premio giornalistico "Novemi Traini", organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio dell'Ordine dei giornalisti delle Marche e del Consiglio nazionale.         La Pro Loco di San Benedetto del Tronto sta ultimando i lavori di selezione. Il Comitato organizzatore è nella fase di valutazione degli articoli segnalati nel corso del 2011. I riconoscimenti in palio sono i seguenti: Premio Foto Reporter dell'anno; Premio cineoperatore dell'anno; Premio arte e cultura; Premio San Benedetto del Tronto; Premio giornalista giovane; Premio alla carriera; Premio editore; Premio commentatore politico; Premio giornalista sportivo e il riconoscimento più ambito: il premio "Novemi Traini" 2012.        Il premio giornalistico Novemi Traini, prende il nome dal giornalista di San Benedetto del Tronto che ha brillantemente collaborato, nel corso della sua carriera, con diverse testate giornalistiche ed emittenti televisive. E' stato anche corrispondente della Rai. Nell'ideare e promuovere il Premio Novemi Traini, la Pro Loco si è posta come obiettivo quello di riconoscere i meriti di quanti, come Novemi Traini, hanno lavorato e contribuito alla crescita della città attraverso l'informazione. Le foto della vergognaArticolo N. 3Il Presidente dell'Ordine interviene sulla pubblicazione delle immagine del corpo di Sarah Scazzi. Gli Ordini di Bari e Milano sollecitati a intervenire sul piano disciplinare"L'unico sentimento che si può provare per la diffusione delle foto di quel che restava della povera Sarah Scazzi è di vergogna. Quello non è giornalismo, non il giornalismo che, nello spirito della Costituzione, serve ai cittadini".          Così il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino commenta la pubblicazione delle foto del recupero del corpo di Sarah Scazzi ad Avetrana sul Corriere della Sera e sul Corriere sul Mezzogiorno. Le immagini riportate sui siti On-Line dei quotidiani sono state poi rimosse.          "Sarebbe auspicabile la immediata rimozione da ogni e qualsiasi sito di quelle immagini", prosegue nella nota Iacopino, dando voce all'indignazione di tutti i membri del Consiglio dell'Ordine. "La reazione indignata dei lettori del Corriere.it e del Corriere del Mezzogiorno.it è la sana risposta di un Paese che avverte forte il bisogno di una informazione rispettosa della verità e delle persone - aggiunge il presidente dell'Ordine dei giornalisti - Non é problema di regole, che ci sono, o di norme da osservare, palesemente violate non solo in questa occasione.            In troppi hanno concorso a trasformare in spettacolo la tragedia di una fanciulla nei confronti della quale, in nome dell'audience o della tiratura, è mancata ogni pietà. Questo degrado può finire solo con decisioni esemplari degli Ordini regionali di appartenenza di chi si è reso responsabile dell'accaduto, a qualsiasi livello e senza indulgenze".(Ansa).Per Informazioni: Segreteria Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Sede Nazionale Tel.06-686231Fax.06-68804084 E-Mail: odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura del IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni FiorentiniTel.071-5906271C.re345-2420261E-mail: mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  http: //www.mce-aifavin.it 
23/01/12 IL GOVERNO MONTI SI MUOVE MOLTO BENE IN TUTTE LE DIREZIONI
"Dall'Europa uno stimolo per le liberalizzazioni: il caso delle ferrovie" - di Debora Serracchiani       Il ministro dello Sviluppo e dei Trasporti Corrado Passera ha annunciato, in vista della presentazione del decreto sulle liberalizzazioni, che "la decisione se separare Rfi da Ferrovie dello Stato spetterà all'Autorità dei Trasporti che poi la sottoporrà eventualmente al governo". La separazione tra gestore dell'infrastruttura ferroviaria e operatore è un'opportunità da valutare senza pregiudizi.       Il sistema del trasporto ferroviario italiano ha fatto notevoli passi avanti nella modernizzazione dei servizi ai passeggeri, soprattutto sulle tratte più redditizie, ma ha bisogno di consolidare il regime della concorrenza e di aprire sul serio il mercato delle merci, che è ancora asfittico.Il principio della reciprocità con i mercati degli altri Stati membri deve essere riaffermato con forza per evitare disparità nella competizione, ma questa è una richiesta che può essere posta con maggiore forza se viene da un esecutivo che si pone all'avanguardia nel processo delle riforme all'interno della Ue.        Il Governo sembra muoversi molto bene rispetto al regolatore ferroviario autonomo ma è ora necessario un coinvolgimento ampio non solo degli operatori pubblici e privati ma anche dei sindacati, affinché sia sgombrato il campo da ogni timore rispetto ai livelli occupazionali e alle garanzie. Un capitolo aperto resta quello dei pendolari. Il furtoPosted by Debora Serracchiani on 16 gen, 2012 | 16 Commentiparlamentari regionali del Pdl hanno annunciato di aver scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro per le infrastrutture Passera per sollecitare l’attenzione sulle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, considerate quale risorsa per il Paese.Si è trattato di un comportamento spregiudicato, politicamente scorretto e dannoso per la regione.                Non si può definire altrimenti il vero e proprio furto con destrezza effettuato in questo caso. È sgradevole ma occorre fare opera di giustizia e verità: l’iniziativa di questa lettera appartiene tutta al Pd, che l’ha per primo decisa a livello di partito regionale, elaborata e inviata responsabilmente ai deputati del Pdl e dell’Udc, al fine di renderne massimo l’effetto attraverso una condivisione bipartisan, in sintonia con la maggioranza parlamentare da cui è nato il Governo Monti.          Possiamo dimostrare che il Pdl ha ritenuto più conveniente rubare l’idea e poi fare tutto da solo, dandone per di più subito la notizia e spacciandola come iniziativa propria. Dal momento che non è il primo caso, questa è una triste conferma di come a costoro, e in particolare a colui che assomma in sé la carica di parlamentare e la responsabilità di coordinatore politico del Pdl in Fvg, non importa nulla di ottenere risultati utili per la regione: importa solo l’inutile pubblicità di un momento.           Da questo squalificante episodio, oltre alla pochezza di chi l’ha perpetrato o consentito, c’è ovviamente anche una lezione politica da trarre, e riguarda la volontà di chiusura a qualsiasi collaborazione da parte della maggioranza regionale, indifferentemente se del Pdl o della Lega. L’asimmetria rispetto alla maggioranza che sostiene il Governo Monti è ribadita a spese del Friuli Venezia Giulia. Il presidente Tondo, probabilmente, non avrà nulla da ridire, visto che anche lui fa lo stesso e si riunisce a discutere regolarmente solo con la sua maggioranza.Richiesta diffusione dall’On. Debora Serracchiani  
23/01/12 PASSATO IL DECRETO CHE ASSUME PERSONALE PER LE CARCERI
Le carceri marchigiane esplodono e il personale è troppo poco.Per questo ritengo sia una grandissima vittoria dell'Italia dei Valori l'ODG passato in Aula  sul decreto carceri che impegna il Governo ad assumere nuovo personale di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Finanza e agenti di Polizia penitenziaria. L’Italia dei Valori già da tempo segnala l’enorme stato di disagio che vivono le carceri marchigiane.         Ultima in ordine temporale la piccola rivolta affrontata con competenza dal personale di Montacuto che, in ogni caso, aveva portato inizialmente all’ingiusta sospensione della direttrice del carcere Santa Lebboroni e del comandante della polizia penitenziaria Gerardo d'Errico: segnale preoccupante di un disagio e una confusione crescente.         Anche allora ero intervenuto per far ritirare il provvedimento, come poi è avvenuto, e per sottolineare al Ministro della Giustizia, Paola Severino, l’importanza di intervenire immediatamente per risolvere una situazione gravissima che vede nelle Marche, e nello specifico a Montacuto un sovraffollamento difficilmente gestibile: 440 detenuti a fronte di 130 agenti di custodia effettivi. Questi numeri acquistano valore se si pensa che dovrebbero esserci circa 200 agenti per 180 detenuti.          Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha più volte denunciato, con l’Italia dei Valori,  l’intollerabile e vergognosa situazione in cui versano le carceri marchigianeE’ ormai noto che le due principali case di reclusione, quella di Montacuto e quella di Pesaro, delle quali l’Italia dei Valori si è occupata più volte in passato, sono senz'altro sovraffollate. L’ha verificato anche la commissione regionale che le ha visitate, presente la vicepresidente Giorgi.         Per questo già a Giugno ero intervenuto alla Camera dei Deputati per segnalare questa urgenza e far rilevare la necessità di immediati investimenti infrastrutturali e di personale da parte del Governo. Non è ammissibile che il numero di addetti di polizia penitenziaria sia al di sotto degli standard previsti: soprattutto a causa dei distaccamenti operati dal carcere principale, che è quello di Montacuto, al servizio degli altri carceri della regione e soprattutto al servizio del piccolo carcere satellitare di Barcaglione di Ancona. Sono troppi i detenuti stipati in poco posto senza alcun riguardo per la dignità umana che noi dell’Italia dei Valori intendiamo salvaguardare con fermezza.          Crediamo che il Governo, tra le tante urgenze, debba cessare di sprecare danari su operazioni inutili e investire nel sociale. Ovviamente anche all'interno del sociale vi sono delle priorità, ma sicuramente quello carcerario è un settore importante, in quanto non dobbiamo dimenticare che la nostra Costituzione dice che la detenzione carceraria post-pena passata in giudicato protende alla rieducazione del detenuto e alla restituzione di una persona diversa alla società.            Non dimentichiamo, nel dire questo, i tanti detenuti in attesa di giudizio, che non sono potenzialmente, appunto ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione, ancora da rieducare, ma che pure vivono la sofferenza di infrastrutture e di personale insufficiente. Ci associamo alle proteste che i sindacati degli agenti di custodia fanno quasi quotidianamente sulla vita rischiosa che questi ultimi si trovano ad affrontare quotidianamente, esponendosi al pericolo di risse con detenuti violenti e al contagio di malattie infettive come sieropositività AIDS o epatite C di cui il tasso in carcere è notoriamente alto.           Alla luce di cio' ci auguriamo che l'accoglimento dell'ODG si traduca in un impegno concreto e non solo formale al fine di assumere nuovo personale.Richiesta diffusione dall’On. David Favìa, coordinatore Idv Marche Ancona, 21 gennaio 2012      Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati hanno approvato un mio emendamento con il quale le concessioni portuali e lacuali comunque in essere al 31- 12 - 2011, e quelle marittime extra portuali non balneari sono prorogate sino al 31 12 2012. Purtroppo giochi politici hanno impedito l’approvazione di un mio emendamento migliore, presentato anche da Vannucci. Comunque, così  si mette fine ad uno stato di incertezza che durava da più di un anno e si bloccano le aste in corso che mettevano a rischio tante imprese, tanti posti di lavoro e tante famiglie.Le concessioni marittime balneari, invece, avranno durata fino al 31- 12 -2015.       A tal proposito ho avuto un colloquio con il capo di Gabinetto del Ministero per gli Affari Regionali, professor Adam, il quale mi ha assicurato che il tema delle concessioni balneari non sarà trattato nel decreto sulle liberalizzazioni e che la materia relativa a tutte le concessioni demaniali (marittime e lacuali, incluse  le portuali) saranno oggetto dei colloqui con i sindacati di categoria che avranno inizio il 23 febbraio nell’ambito della delega governativa per la regolamentazione della materia nell’arco di 15 mesi.       IdV sara' al fianco di tutti i concessionari affinché sia preservato un grande patrimonio imprenditoriale e lavorativo del nostro Paese a favore delle multinazionali e dei poteri forti.        Buongiorno, invio comunicato dell'on. David Favìa, coordinatore IdV Marche, con gentile richiesta di pubblicazione Ringraziando per la collaborazione, auguro un buon week end Silvia Saccomanno Ufficio stampa IdV Marche 3492867703 On. David Favìa, coordinatore Idv Marche 
03/01/12 RIEMERGONO ABITUDINI NORMATIVE CON I SOLITI DOPPIONI COSTOSISSIMI
Un ritratto doloroso di Debora On. SerracchianiPosted by Debora on 29 Dic, 2011 | 4 Commenti          Il Sole 24 Ore di ieri disegna, sotto il titolo ”Il bilancio impigliato nelle famiglie”, un ritratto della Regione Friuli Venezia Giulia in cui si radica la consuetudine alle leggi mancia e ai contributi ad personam, abita l’uso disinvolto del potere e del privilegio, e si sfrutta la specialità legislativa per far fiorire doppioni inutili e costosi. A tanto è stato ridotto dalla Giunta Tondo quello che era un esempio avanzato di a                  Il Friuli Venezia Giulia ne esce come una regione umiliata sulla stampa nazionale: grazie Tondo. Quella del Sole 24 Ore è un’istantanea, dolorosa ma purtroppo somigliante, delle condizioni in cui versa la Regione: è significativo che l’attenzione del quotidiano di via Monte Rosa si appunti particolarmente sulle finanziarie regionali, la cui situazione poco chiara avevamo denunciato già da tempo. E non possiamo nemmeno nasconderci che questo è anche un segno della reputazione di cui gode l’attuale amministrazione regionale negli ambienti economici e finanziari più accreditati. D’altra parte, non c’è da stupirsi, se per il Friuli Venezia Giulia si cominciano ad attagliare espressioni che eravamo abituati a leggere riferite a realtà di altre latitudini. Autonomia federale.  Nella nostra idea di regione tutto questo non esisterà più, perché lo statuto speciale deve servire a dare indirizzi e a fare leggi, non a distribuire posti e mance.Richiesta diffusione dall’On. Debora Serracchiani Ai riformistiPosted by Debora on 30 dic, 2011 | 7 CommentiL’Italia è un cardine dell’architettura europea e della speranza di futuro: ciò che decidiamo per i nostri destini nazionali ha conseguenze a breve e a lungo termine anche sull’Unione Europea.da Europa del 30.12.2011            «Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani». Non dubito che parecchi avranno riconosciuto la famosa frase spinelliana del manifesto di Ventotene, il pamphlet più antesignano dell’idea d’Europa che oggi, a leggere le cronache, sembra debba traslocare sullo scaffale della fantapolitica.            Eppure il nodo è e resta tutto lì, e più si prova a rinviarne la soluzione o ad arrangiare pecette per tenere assieme i pezzi del puzzle continentale, più si avvicina la resa finale dei conti; con l’Europa degli stati che riprende definitivamente il sopravvento, si candida all’irrilevanza politicoeconomica, e si condanna ad essere un territorio in decadenza nella sfida globale.           Dovrebbe dirci qualcosa la notizia che il Brasile ha superato la Gran Bretagna nella graduatoria mondiale del Pil piazzandosi al sesto posto tra le grandi economie. E un’altra spia dovrebbe accendersi quando veniamo a sapere che gli scambi fra la Cina e il Giappone avverranno in yuan e yen, senza far ricorso al dollaro, né tantomeno all’euro. Auspicabile una reazione più articolata di quella del ministro delle finanze tedesco, che ha detto di essere stato “sorpreso” dall’accordo.           Negli ultimi mesi, in Italia, il leit-motiv più accreditato attribuisce proprio alla Germania e alle rigidità della cancelliera Merkel le maggiori responsabilità per una conduzione della crisi che sembra non solo lontana dal raggiungere l’obiettivo di traguardare l’uscita dal tunnel, ma che addirittura potrebbe alimentare i rischi recessivi per la zona euro. C’è probabilmente parecchio di vero, quando si dice che l’imposizione del modello tedesco di stabilità non fa bene all’Europa.Ma questo ragionamento, per quanto condivisibile, non dovrebbe essere tirato fino al punto da sradicare dall’Italia la responsabilità di mettere in atto tutte le misure che finora abbiamo creduto di poter rinviare ai posteri. Perché i posteri della spesa pubblica siamo noi. Più chiaramente: allo stato delle cose, il futuro dell’Italia si decide in primo luogo a Roma, e solo poi a Bruxelles.          Ancora a metà novembre ho avuto occasione di dire che il governo Monti sarebbe stato pienamente politico. Sono sempre più convinta che questa non è un’opzione trattabile, ma che l’agibilità politica del governo Monti sia il prerequisito per la riuscita del risanamento. Siamo infatti di fronte a una grande e decisiva sfida per il paese, e l’unica alternativa è vincerla. Le ricette le conosciamo da sempre, ora si tratta di applicarle: riforma delle pensioni, del welfare e del mercato del lavoro, sburocratizzazione, liberalizzazioni… insomma si tratta di far diventare l’Italia un paese moderno, che non stia più in fondo alle classifiche di tutto tranne che della corruzione, del sommerso e dell’evasione fiscale.         E si può anche provare a esorcizzare l’odiosa lista di Olli Rehn ma la realtà non cambia. C’è da sperare che i riformisti italiani vogliano trarre ispirazione dalla lettera di Giorgio Napolitano, anche nei punti più ruvidi, in cui ricorda come il grande esiliato della politica italiana, il pensiero liberale abbia “incontrato sordità e suscitato contrapposizioni nell’area del riformismo e, più concretamente, nella sinistra legata al mondo del lavoro”.È una riflessione che ha le sue conseguenze politiche, sul piano dell’idea di partito che si propone di essere il Pd, e sul piano dell’immediata azione nei confronti del governo. L’immagine del presidente del consiglio Monti stretto fra l’incudine dei compiti a casa dell’Europa e il martello dei partiti di maggioranza che scalpitano per tirare dal proprio lato una già corta coperta non può essere auspicata dal Pd, che di questo governo ha creato le condizioni parlamentari.         Non possiamo volerlo nemmeno se crediamo che Monti sia, adesso, l’unica faccia italiana spendibile in Europa quando bisognerà discutere le modifiche ai trattati. Perché è all’Europa che bisogna guardare, se intendiamo recuperare la responsabilità storica di chi costruisce e non assumerci quella di chi assiste al crollo. L’Italia non è una variabile indipendente dell’architettura europea e della sua speranza di futuro, è un cardine, e ciò che decidiamo per i nostri destini nazionali ha conseguenze a breve e a lungo termine sull’Unione. Ricordiamocene quando prendiamo di mira la Merkel.Richiesta diffusione dall.On. Debora Serracchiani 
03/01/12 ENAV SONO CADUTE LE PRIME TESTE DELLA LUNGA CATENA CORRUTTIVA
Fioccheranno molto arresti a cominciare dalla coppia Guarguaglini Grossi e molti capi storici del PDL Cadono le prime teste di una lunga catena del malaffare. Enav e  collegate nella creazione di fondi neri, fondi che venivano erogati a noti politici dell’ex Governo Berlusconi: la lista di Politici PDL coinvolti è esageratamente lunga            Il tono del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, è da caporale di giornata: “Facciano un passo indietro tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti nelle vicende di Finmeccanica”. La conclusione è di carattere giustizialista: “Se non sono in grado di farlo, intervenga Berlusconi azzerando i vertici PDL". La storia delle dimissioni di Berlusconi sembra aver fatto scuola.            Al di là comunque dei metodi e delle scorciatoie suggerite frettolosamente da qualcuno, senza tener conto né della presunzione di innocenza degli indagati, né del diritto societario di un’Impresa privata che, salvo reati accertati, affida all’assemblea dei soci il diritto di fare o disfare gli Organi Direttivi ed Esecutivi aziendali, certo è che le vicende del più importante gruppo industriale italiano si tingono ogni giorno di più di un colore giallo cupo. Sono stati eseguiti arresti e le gole profonde, ormai allo scoperto, stanno vuotando i sacchi. La catena del malaffare che unisce Finmeccanica-Selex-Enav-Technosky-Printsistem e altri grandi Imprese, di fondi neri si allunga ogni giorno di più, e lungi di aver toccato il fondo. La questione quindi dei vertici di aziende strategiche per il Paese certamente si pone, anche se non nei termini ruvidi evocati dalla Camusso.            In Finmeccanica il ricambio in parte c’è già stato con la nomina di Giuseppe Orsi sulla poltrona di Amministratore Delegato al posto di Guarguaglini, che nonostante l’arresto non intende mollare le deleghe che gli sono rimaste. Tuttavia con l’autosospensione di Lorenzo Borgogni, l’ex potente Direttore delle relazioni esterne e braccio destro del “capo”, è cominciata la depurazione dei massimi capi.             Alla Selex si davano per scontate nel Consiglio di Amministrazione le dimissioni dell’Amministratore delegato Marina Grossi, sollecitate dallo stesso capo del gruppo “nell’interesse della società e dei suoi dipendenti, compresi clienti e fornitori. Dimissioni che però non sono arrivate. la moglie del massimo Dirigente Guarguaglini ha dibattuto:  io ho sempre agito nella più assoluta legalità.  al ricambio dei vertici dell’Enav ci ha pensato il Magistrato che ha spedito in galera l’Amministratore delegato Guido Pugliesi e un altro paio di collaboratori e consulenti orbitanti nella sua sfera. Lì quindi ci potrebbero essere i presupposti per qualche nomina, sia pure interinale, da parte del neo presidente del Consiglio, d’intesa con il Ministro Corrado Passera.            E’ evidente però che il problema non è manageriale, ma politico, non tanto e non solo per i nomi altisonanti che escono a getto dalle diverse Procure, quanto per il sistema che ha coinvolto una buona fetta dell’Industria a partecipazione Statale pubblica, il sottobosco di faccendieri i nomi dei quali appartengono ad importanti e potenti Imprenditori che gli ruotavano intorno. L’opera di bonifica affidata ancora una volta soltanto alla Magistratura e che è appena cominciata. Romacapitale.net si impegna, nei limiti delle proprie possibilità, a darne la più ampia informazione possibile.Il Direttore de IlNuovoGiornaleDiMce Dott. Giovanni Fiorentini  
03/01/12 14 ASSESSORI 3 CONSIGLIERI NEL LAZIO PENSIONATI CON 16.000 €URO
Se non ora quanto? di Marco Travaglio Porcata alla Regione Lazio I 14 assessori esterni e 3 consiglieri decaduti andranno in pensione a 55 anni (3 mila €uro al mese). E per tutti indennità con scatto. Uno schiaffo della casta targata Pdl, Polverini, Udc e Storace. A questi non importa niente dei sacrifici imposti al Paese. Alla Camera, cacciata la cronista del Fatto: faceva domande scomode Amurri e Tecce.            L’ossessione per Berlusconi è stata prontamente sostituita dall’ossessione per la Casta. C’era un improvviso vuoto di rabbia da sfogare..”. Comincia così un’articolessa strappalcrime di Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore degli ultimi film di Nanni Moretti (ma non del prossimo), sull’Unità.            Un peana di 200, forse 300 righe, al “mestiere della politica” che “è ancora uno dei mestieri più affascinanti”, dunque finiamola di “delegittimare così interamente, così intensamente, così irrazionalmente un intero sistema politico, un’intera idea della politica”. Basta con questa “sfiducia pregiudiziale” nei politici: chi la nutre e la alimenta è un “qualunquista” che spiana la strada a “un nuovo Berlusconi”.             La commovente perorazione fa il paio con le ultime esternazioni dei capataz del Pd, sempre tesi a dimostrare che la Casta non esiste, anzi è vittima di un “clima di odio e demagogia” (Rosy Bindi), mentre i parlamentari sono dei poveracci che fanno “la spesa alla Coop” (Marina Sereni), infatti “nei paesi evoluti non si protesta contro la Casta, ma contro Wall Street” (Massimo D’Alema, ignaro del fatto che in un paese evoluto lui non farebbe politica da 40 anni senza mai azzeccarne una).            Insomma, i parlamentari italiani “costano come in tutta Europa” e addirittura i nostri partiti “ricevono meno che nel resto d’Europa”, ergo bisogna “aumentare il finanziamento pubblico”. Chi lo dice? Il senatore Ugo Sposetti, “tesoriere dei Ds” (un partito che non esiste più, ma ha ancora un tesoriere), sempre all’Unità, per “reagire alla campagna di disinformazione e impedire che sia demolita l’immagine del lavoro del parlamentare”.            Ora, a parte il fatto che per demolire l’immagine di Sposetti basterebbe ripubblicare le sue dichiarazioni encomiastiche del 2005 sulla scalata illegale alla Bnl dell’Unipol del suo amico Consorte (condannato in primo grado sia per quell’operazione, sia per l’assalto parallelo di Fiorani ad Antonveneta), qui non c’è nessuna campagna di disinformazione: a parte quella di Sposetti e del tesoriere del Pd Antonio Misiani, che ieri gli dava ragione sul Corriere, lacrimando sull’inadeguatezza del “finanziamento pubblico ai partiti”. Dice proprio così, tre volte: “Finanziamento pubblico” (anche se alla fine parla di “rimborsi elettorali”).             Forse è bene ricordare a questi signori che il finanziamento pubblico fu abolito nel 1993 dal 90,3% degli italiani e i soldi pubblici a palate che i partiti han continuato truffaldinamente ad autoassegnarsi sarebbero, in teoria, “rimborsi per le spese elettorali”: senonché sono cresciuti del 1110% in dieci anni e, secondo la Corte dei Conti, ammontano al quintuplo delle spese effettivamente sostenute nelle campagne elettorali. Una truffa nella truffa, come spendere 1 e gonfiare la nota spese fino a 5. E non ci sono solo i “rimborsi”, che nel 2010 ammontavano a 285.008.221 euro.             Ma anche – rammentano Stella e Rizzo – i contributi ai gruppi parlamentari (75 milioni) e regionali (almeno altri 75 milioni). Totale per difetto: 435 milioni l’anno, 2 miliardi e rotti a legislatura. Il Parlamento, poi, costa a ogni americano 5,10 €uro, a ogni inglese 10,19, a ogni francese 13,60 e a ogni italiano 26,33. E non c’è democrazia al mondo dove un parlamentare guadagni al mese 5.486 euro netti di indennità più 3.503 di diaria più 3.690 di rimborsi forfettari più 3.323 di rimborso viaggi più 4 mila per il portaborse che tre volte su quattro è pagato molto meno, per giunta in nero.             Dove un consigliere regionale tipo Minetti o Renzo Trota Bossi guadagni come i governatori di Colorado, Arkansas e Maine messi insieme. Il tutto per mantenere una classe politica che usa il Parlamento come rifugio per inquisiti e pregiudicati e ha un tasso medio di assenteismo del 66%. E meno male, visto che – unica in Europa con quella greca – ci ha portati sull’orlo del fallimento. Strana davvero questa “ossessione per la Casta”. Dev’esserci nell’aria un inspiegabile, “improvviso vuoto di rabbia da sfogare”.   Tagli invisibili, lo stanziamento immutabile             Nel 2012 la Camera di deputati costerà  1.059.613.354 euro: il 2,47% in meno del 2011, affermano dall’ufficio di presidenza di Montecitorio dopo aver approvato il bilancio all’unanimità. Gli stessi annunciano in un comunicato che la Camera nel prossimo anno non solo non chiederà all’Erario risorse aggiuntive, e sarà il sesto anno di seguito, ma restituirà alle casse dello Stato circa 28 milioni di euro. Però, qualcosa non sembra tornare.              Resterà infatti invariata fino al 2014 la dotazione chiesta al Tesoro, pari a 992.800 milioni di euro. Che vuol dire? Che la Camera costerà lo stesso, nonostante i “tagli”. Infatti, se è vero che la spesa per i deputati scenderà del 3,28% rispetto al 2011 (i deputati costeranno 161.565 milioni), che i vitalizi restano stabili a 138.200 milioni e che si risparmierà il 25% (per 26,720 milioni) per le spese di affitto, dopo la disdetta della locazione di Palazzo Marini, che ospitava gli uffici dei deputati, è altrettanto vero che il costo totale non cambierà. Richiesta diffusione da Giornalista Marco Travaglio
03/01/12 NOI PREFERIAMO MAGGIORANZE FORTI CHE GOVERNI CORROTTI ED INCAPACI
Il diritto alla vivacità di Marco Travaglio             Noi, sia chiaro, preferiamo una maggioranza forte e robusta che governi e un’opposizione combattiva e vigile che la controlli (l’esatto contrario della situazione attuale). Meglio qualche intemperanza e qualche scintilla di troppo che la morta gora del tutto va ben madama la marchesa. Dunque saremmo pronti a dare ragione a Bobo Maroni, che in una lettera al Corriere risponde al monito di Massimo Franco, l’estintore-capo del Quirinale, contro la gazzarra inscenata dai leghisti in Parlamento contro Monti, Fini e Schifani, e rivendica il “diritto a una protesta vivace”.    Ma a due condizioni.              Primo: Maroni ci dica chi gli ha scritto la lettera, pregna di dotte citazioni da Whitman, Brecht, Hobbes e Gramsci, dunque molto probabilmente non sua. Secondo: Maroni rinneghi tutto quel che lui e gli altri leghisti hanno predicato per 17 anni contro chiunque osasse protestare anche molto meno “vivacemente” di loro contro i loro governi. Siccome Maroni cita Gianfranco Miglio come padre della Padania, ricorderà di certo il suo giudizio sul primo governo B: “Programma demenziale, roba da restaurazione”. E la risposta di Bossi in rime baciate: “poveraccio”, “vecchio fuori di testa che fa un putiferio perché non gli han dato la poltrona”, “me ne fotto delle sue minchiate”, “arteriosclerotico, traditore, panchinaro”, “una scoreggia nello spazio”.                        Forse, 17 anni dopo, è il caso di difendere il diritto alla protesta vivace del professore, nel frattempo scomparso. Nel 2002, al Palavobis, 50 mila cittadini protestarono pacificamente contro le prime leggi vergogna. Il Guardasigilli leghista Castelli commentò: “Questi discorsi li ho già sentiti da molti cattivi maestri dopo il '68. Poi vennero gli anni di piombo”. L’anno scorso, alla festa del Pd a Torino, un gruppo di giovani contestò il presidente del Senato Schifani per le sue amicizie mafiose.             La pasionaria padana Rosi Mauro tuonò: “Inconcepibile. E queste sarebbero le persone che professano la democrazia nel Paese?”. Cioè: urlare a Schifani – peraltro noto insultatore - “buffone”,“vaffanculo”,“va’ a cagare”, “faccia di merda” è indice di “vivacità”, mentre ricordare i suoi soci e clienti mafiosi è eversione? L’altro giorno Gian Antonio Stella, sul Corriere, s’è divertito a ricordare quel che dicevano i leghisti quando le proteste vivaci la faceva il centrosinistra contro le leggi-porcata del loro governo. Tipo Calderoli: “L'ostruzionismo parlamentare è una tecnica legittima. Ma i sit-in in aula, le intimidazioni alla presidenza, la volontà di creare incidenti o risse no”.            Ancora il 6 settembre il capogruppo Bricolo bacchettava gl’“irresponsabili” oppositori della seconda manovra Tremonti: “I mercati ci guardano e chiedono l’approvazione veloce della manovra, ma Di Pietro annuncia ostruzionismo duro. Bene fa il governo a porre la fiducia per evitare la fine della Grecia, che forse l'opposizione ci augura”. Chissà se Maroni lo ripeterebbe oggi per la manovra Monti, che lui e i suoi chiamano “rapina”. Altrimenti qualcuno sospetterà che la Lega sia così “irresponsabile” da augurarci “la fine della Grecia”. Ps. Nella lettera al Corriere, il vivace Bobo ricorda “i lusinghieri risultati ottenuti” come ministro dell’Interno sulla sicurezza. E si compiace perché “le pretestuose azioni giudiziarie contro le camicie verdi si sono risolte tutte nel nulla”.            Forse ricorda male: il processo di Verona ai vertici leghisti per le camicie verdi è finito nel nulla perché i tre reati contestati – attentato alla Costituzione, attentato all’unità e all’integrità dello Stato, costituzione di struttura paramilitare fuorilegge – furono depenalizzati dal centrodestra, Lega compresa, nel 2005 e nel 2010. All’insegna, si capisce, della sicurezza. Purtroppo non ci furono “proteste vivaci”, e nemmeno assonnate, dell’opposizione. Ma, volendo, Maroni può sempre rimediare, battendosi per ripristinare quei reati. Contiamo sulla sua proverbiale vivacità. Richiesta Diffusione dal Giornalista Marco Travaglio La “roba” di B. e Ringhio-Romani di Pino Corrias             IL FERVORE con cui Paolo Romani difende tutti i cancelli che tengono al sicuro la roba del Capo è ammirevole. Corre di qua e di là. Se qualcuno si avvicina alle frequenze che voleva regalare a Mediaset tramite il Beauty contest, il concorso di bellezza, ringhia anche a Natale. Per troppo affanno gli salta il vocabolario e la logica: “Ripartire da zero significa mettere a rischio gli investimenti che gli operatori possono programmare su quelle risorse frequenziali”. Ma se sono così preziose da programmarci investimenti, perché dovrebbero essere cedute gratuitamente dallo Stato che le possiede? L’ingratitudine verso il suo amato Cavaliere gli ha rovinato la festa per la nomina a “rappresentate personale” del ministro Passera in Afghanistan e Iarq.           Cosa c’entri lui, così elegante, tra quelle polveri orientali se lo sono chiesti in molti. Probabile che il ministro voglia spedirlo laggiù per non averlo tra i piedi quando comincerà la festa delle frequenze. Magari facendo sapere ai taliban cosa combinava da giovane con la sua amica Maurizio Paradiso, quando faceva spogliare le casalinghe dentro il tinello della sua Lombardia 7. Era già allora la sua personale versione del Beauty Contest. Richiesta diffusione dal Giornalista  Pino Corrias
03/01/12 LA FNS RAVVISANDO LA NECESSITà PROMUOVE LA MOBILITà DELLA CATEGORIA
La Federazione Nazionale della Stampa promuove la protesta contro l’attacco ai diritti della categoria              La Federazione nazionale della stampa "ravvisando la necessità di promuovere la mobilitazione della categoria contro i disegni che mirano a fare arretrare la civiltà del diritto del lavoro, dà mandato alla Giunta nazionale della Fnsi di assumere tutte le iniziative utili - incluso, verificata l'impossibilità di un proficuo confronto, il ricorso allo sciopero dei giornalisti - a rafforzare lo schieramento delle forze del lavoro che oggi chiede siano superate condizioni di precarietà, sia ripristinato un dialogo sociale capace di rispettare tutte le posizioni, consegni alle parti sociali politiche di sviluppo e crescita che consentano al Paese di uscire dalla crisi rafforzando la democrazia e non, il privilegio di chi in questi anni ha accumulato ricchezza sottraendo futuro al Paese".              In una nota, il Consiglio della Fnsi "respinge l'attacco all'autonomia dell'Inpgi. L'Istituto di previdenza dei giornalisti ha già messo in atto, con il concorso delle parti sociali, misure che consentono una sostenibilità dei propri bilanci e della propria missione anche nel lungo periodo.             "Sorprendono, quindi sottolinea il Sindacato in una nota - le gravi affermazioni del Ministro del Lavoro, professoressa Elsa Fornero, relative a una presunta insostenibilità dei conti dell'Inpgi. Affermazione non suffragata da alcun riscontro che contraddice quanto costantemente verificato e certificato dallo stesso Ministero del lavoro i cui rappresentanti siedono nel Consiglio di amministrazione dell'Inpgi".               "Il Ministro Fornero - continua il Consiglio nazionale della Fnsi - ha infine alluso a privilegi di cui godrebbero i giornalisti italiani. La categoria non ha privilegi ma è stata la prima ad avere sottoscritto un contratto nazionale collettivo di lavoro. Nel corso di un secolo ha quindi maturato capacità di negoziare diritti e doveri che si sono rivelati preziosi per i Giornalisti italiani ma, soprattutto, per tutelare il diritto all'informazione dei cittadini e quello della dignità professionale di un precariato giornalistico sempre più diffuso. Il diritto all'informazione trae forza dall'intransigente difesa di un'autonomia della professione che solo una vocazione autoritaria può intendere come privilegio".             "Nel ribadire la disponibilità a qualsiasi confronto con il Governo, il Consiglio nazionale della Fnsi - continua la nota - chiama i giornalisti italiani ad alzare la soglia dell’ attenzione sulla difesa dei diritti e del valore del lavoro. Lavoro che in questi anni ha pagato un pesante tributo a un modello che ha privilegiato la rendita finanziaria speculativa, come dimostrano anche i più recenti studi di Bankitalia. La ricerca di equità non può quindi partire che da una maggiore considerazione delle ragioni del lavoro in un Paese che non ha certo bisogno di avere maggiore facilità di licenziare ma, al contrario, deve disboscare la giungla del precariato e del ricorso improprio a contratti atipici male retribuiti e socialmente non protetti.               I giornalisti italiani non sono una casta di lavoratori privilegiati dal punto di vista economico. A fronte di alcuni, pochi, professionisti ben pagati e di colleghi con uno stipendio decoroso, ci sono migliaia di giornalisti disoccupati o con i redditi tagliati pesantemente dai contratti di solidarietà o in cassa integrazione; mentre tra i 25 mila colleghi collaboratori e precari il 60% guadagna meno di 5 mila euro l'anno".Per Informazioni: Segreteria Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Sede Nazionale Tel.06-686231Fax.06-68804084 E-Mail: odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura del IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni FiorentiniTel.071-5906271C.re345-2420261E-mail: 339-1168776 http: //www.mce-aifavin.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  -   mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it  
14/12/11 MONTI DEVE LIBERARCI SUBITO DALLA VERGOGNA DI BERLUSCONI NEL MONDO
Lacrime e mercati di Furio Colombo           Fin dall’inizio avremmo dovuto notare che il Governo Monti ha due missioni. Una è liberarci dalla vergogna di Berlusconi e dal ridicolo nel mondo, oltre che della totale incapacità di governare di Brunetta, Sacconi, Gelmini, Romani e Romano (con relativi carichi pendenti). La seconda missione, che tiene in ansia (a momenti, si direbbe, in ammirazione) tutta l’Europa, è di fronteggiare la gravissima crisi economica evitando la scomparsa del nostro Paese e una ferita a morte per l’Unione.            La prima missione è riuscita, con plauso e successo che ha coinvolto i più prestigiosi quotidiani del mondo (vedi l’intera pagina del New York Times dedicata a Napolitano che ha saputo rendere possibile questa missione). Mentre scrivo è impossibile non notare che Monti è arrivato in tempo per impedire che il rappresentante del clan dei Casalesi, certo Nicola Cosentino (fonte: la Procura di Napoli) sedesse ancora nel Consiglio dei ministri italiano, nonostante l’evidente conflitto di interessi.           La seconda missione è quella del grande esperto che deve riparare il disastro di un lungo e incosciente vuoto di Governo. Da tecnico, Mario Monti sembra essersi ispirato a tre realistici criteri: tagliare si deve; per essere alto, un taglio deve essere esteso; l’equità è un principio da rivendicare, ma senza compromettere la quantità necessaria e senza misurarsi con il compito impossibile di affrontare la ricchezza. Considerate che un grande limite sono i tempi stretti. I poveri (i pensionati da 1000 euro privati della indicizzazione) si trovano subito, i ricchi no.           Si è tornati alla precauzione di arrestare tutti gli anarchici quando il re arrivava in città. Infine: ogni audacia di tipo “sociale” irrita i mercati. Come è noto, i mercati turbolenti creano perdite, dunque impoveriscono i poveri. Ne consegue che agire con cautela sul versante della ricchezza, in modo da non scatenare nuove speculazioni (a quanto pare vi è un rapporto di causa ed effetto), vuol dire salvare un po’ i meno abbienti. In questo senso possiamo parlare di equità. Equità pagata dai poveri. Quella pagata dai ricchi non esiste in natura. E forse a questo pensava Elsa Fornero, persona seria e sensibile, ma anche rigorosamente competente, quando le si è spezzata la voce, in quel momento della verità da non dimenticare.Richiesta diffusione dal Giornalista Furio Colombo
14/12/11 CON L'USCITA DI SCENA DI BERLUSCONI LE PAGINE DI CRONACA SONO VUOTE
L’informazione nel dopo BerlusconiTra curiosità e necessità di una riconversione. Interviste a Stefano Menichini, Claudio Sardo e Antonio Padellaro.  Adesso di che cosa scriviamo? Scomparsa all’improvviso la corte, con i favoriti del giorno, il gran ciambellano, le amanti, dove si trovano le notizie? Chi sono i personaggi da inseguire? Dopo oltre tre lustri di egemonia culturale e politica, l’improvviso cambiamento dello scenario politico ha lasciato giornalisti politici e redazioni in apnea. In una settimana sono cambiati interlocutori, temi (adesso i contenuti della manovra, prima le beghe tra i favoriti del sovrano), comportamenti, perfino il linguaggio. E c’è voluto uno sforzo di riconversione. Il berlusconismo prevedeva il trionfo dell’immagine rispetto alla realtà, del gossip rispetto alla ricerca. All’improvviso è cambiato tutto.          I primi ad accorgersene sono stati i cronisti dei quotidiani e delle agenzie in Transatlantico. I primi giorni del dopo Berlusconi vagolavano da un capo all’altro non sapendo ancora bene come fare. Ma soprattutto si sono dovuti porre il problema quei quotidiani che per anni hanno, per convinzione, per collocazione politica, ma anche per collocazione sul mercato editoriale, lottato contro Berlusconi e il berlusconismo. A cominciare dai quotidiani che fanno riferimento al PD, come l’Unità ed Europa, ma parlando anche del fenomeno editoriale degli ultimi anni, nato proprio sull’onda dell’antiberlusconismo, Il Fatto Quotidiano. Per non parlare del cambiamento al quale si dovranno abituare i grandi magazine esteri, che in questi anni hanno giocato diverse copertine sul folkrore italiano e sulla figura di Berlusconi, per attaccare l’Italia e sminuirne ruolo e importanza.           Il sito del Partito democratico e YouDem proprio per questa ragione hanno intervistato i tre direttori dei quotidiani: per capire come pensano di impostare il futuro e il rapporto con la politica e con i lettori, sulla base di questo cambiamento di orizzonte.           Non che il declino del berlusconismo sia arrivato all’improvviso. E’ già cominciato da tempo, lo abbiamo visto progressivamente crescere con le manifestazioni di piazza, colorate, pacifiche ma anche molto partecipate, che hanno segnalato la rinascita di un desiderio di partecipazione e di cambiamento che sembrava finito in soffitta. Manifestazioni nate dall’orgoglio ferito di una società civile intimamente umiliata nei valori più basilari e defraudata di diritti che pensava di aver conquistato e consolidato negli anni delle grandi lotte. Onde di indignazione contro il sessismo inteso come uso e abuso del corpo della donna.          Centinaia di migliaia di cittadini senza bandiere, senza schieramenti, ormai saturi della pressione martellante e sibillina esercitata attraverso ogni mezzo di comunicazione possibile da un governo dell’apparenza. Stanchi del governo dei falsi proclami, delle promesse mancate, dell’esaltazione del futile, che ha cullato per quasi un ventennio intere generazioni nell’illusione che tutto andasse bene, esaltando il culto dell’”io” a scapito del “noi”. Questo era il messaggio sotteso in ogni dove: la collettività concepita come un fardello da cui fuggire, perché è giusto coltivare e difendere il proprio orticello con qualsiasi mezzo, l’altro non conta. “Silvio Berlusconi ha attinto direttamente con rozzezza agli istinti della società senza fare nessuna mediazione”, ha detto D'Alema in un’intervista, dopo la caduta del governo. Anzi, il vicino è addirittura percepito come un nemico da temere ed emarginare se è “diverso”, nel colore, nell’estrazione sociale, per le scelte sessuali o religiose, per la nascita o la provenienza geografica: tra il Nord e il Sud del mondo, tra il Nord e il Sud dell’Italia.          L’orgoglio della ricchezza, del successo facile e ottenuto con i mezzi più spregiudicati, dell’ignoranza contro la fatica dello studio giocati quasi come un’ideologia eroica. Tutto questo è entrato in crisi. Ma non è scomparso. E’ un fenomeno che si è indebolito, ma che è rimasto incardinato dentro moltissime teste. Da qui anche lo smarrimento perfino della stampa di fronte a un cambiamento così repentino. La presa di coscienza e la ricostruzione democratica, civile ed economica non si potrà ottenere in un giorno e nemmeno in un anno. Il percorso della riscossa sarà lungo, ma potrà essere anche entusiasmante.Richiesta di diffusione dai Giornalisti: Menichini, Sardo e Padellaro                   
14/12/11 OCCORRE CHE L'ITALIA SI METTA IN OPERA DOPO ANNI DILETARGO E CASTE
Bersani: "Patrimoniale, evasori, Ici: dal Governo vogliamo segnali"«Noi non chiediamo al Governo di fare al cento per cento quel che faremmo noi. Saremo responsabili: il nostro sostegno non è in discussione. Questa manovra è un messaggio all'Europa, è il segno di un Paese che si mette all'opera dopo anni di paralisi. Però cercheremo di convincere il governo ad accettare alcune correzioni. Sul fronte delle entrate, e su quello delle spese».Intervista a Pier Luigi Bersani di Aldo Cazzullo - Corriere della Sera          Segretario Bersani, domani, oggi per chi ci legge, metà del suo partito manifesta con la Cgil contro la manovra che sostenete in Parlamento. Questo non le crea qualche disagio?       «No. Noi siamo un grande partito, un partito che discute. Leggere la nostra discussione come una battuta di questo o di quello sarebbe riduttivo. Noi siamo a nostro agio, innanzitutto perché questa mobilitazione ricompone l'unità del sindacato; il che è un bene per la Repubblica». Ma divide il Pd.         «La piattaforma dello sciopero non parla di bocciatura della manovra. Parla di modifiche. Diverse vanno nel senso in cui andiamo anche noi. Non vedo difficoltà se la nostra gente partecipa ai presìdi dei sindacati e noi si sta nel nostro, tentando di migliorare la manovra in Parlamento». Monti ha avvertito che lo spazio per le modifiche è stretto.          «Noi non chiediamo al governo di fare al cento per cento quel che faremmo noi. Saremo responsabili: il nostro sostegno non è in discussione. Questa manovra è un messaggio all'Europa, è il segno di un Paese che si mette all'opera dopo anni di paralisi. Però cercheremo di convincere il governo ad accettare alcune correzioni. Sul fronte delle entrate, e su quello delle spese». Quali correzioni?        «Su un'imposizione sui patrimoni c'è qualche segnale, non c'è una decisione organica: noi però teniamo fermo il punto, se non è questa l'occasione ne deve venire un'altra. Lo sforzo per far pagare gli evasori si vede, ma solo in parte: la tracciabilità a mille euro non è sufficiente; e non basta il 4% sui capitali scudati. Visto che il principio avanzato mesi fa dal Pd di chiedergli un contributo è finalmente passato. Ci aspettiamo poi un segnale nuovo sulle frequenze TV. Non crede che il governo sia costretto a tenere conto del veto di Berlusconi?         «Il governo non deve accettare veti, neppure da Berlusconi, sulle frequenze tv come sulla Rai. Su questo punto non si può arretrare. Non è tempo di concorsi di bellezza. Il governo dica la sua, proponga una soluzione equa». Non vi va bene neppure la riforma delle pensioni?          «Io non critico la riforma sul piano concettuale, anzi penso che introduca meccanismi di unificazione significativi. Bisogna però introdurre anche elementi di gradualità. Su alcuni punti il salto è troppo alto. Non si possono penalizzare i lavoratori precoci. La soglia sopra cui si sospende l'indicizzazione va portata a 1400-1500 euro. Chiediamo anche una fascia più ampia di esenzione dall'Ici, anche in rapporto al carico familiare». Sull'Ici va chiesto qualcosa in più alla Chiesa?          «Sì. Il governo deve fare chiarezza su una norma, quella che distingue gli immobili adibiti al culto da quelli a fini commerciali, applicata sinora in modo confuso. Poi servono misure per la crescita. Ad esempio, deroghe al patto di stabilità per consentire investimenti rapidi ai Comuni». Il vertice europeo è andato però nella direzione del rigore assoluto, e di controlli più severi sui bilanci.           «In Europa le destre e i populismi hanno rinsecchito una prospettiva solidale. Anche quando fai un passo avanti, e lo si è fatto, si cade nei barocchismi "nei si fa ma non si dice"; come nel caso pur positivo di una maggiore facoltà di azione della Bce. Quanto alle necessarie decisioni sulla stabilità, non si può inseguire la recessione, non si può continuare a fare manovre su manovre: la recessione dev'essere messa a sconto negli equilibri di bilancio. L'Europa ha gli strumenti per farcela. Tra sei mesi si vota in Francia - e Hollande verrà alla nostra assemblea, venerdì prossimo -, nel 2013 si vota in Germania e in Italia. Serve una grande piattaforma progressista europea».In Italia però l'unità della sinistra appare compromessa. Il Pd va verso un'alleanza con Casini?            «Leggo un'ampia letteratura sulla "foto di Vasto". Ma a quella foto manca il sonoro. Io ripetei allora quel che ho sempre detto: alla fase dell'emergenza segue la ricostruzione; per la ricostruzione serve un'alleanza tra progressisti e moderati. Il Pd si è preso le sue responsabilità. Altri se ne prenderanno di meno: pazienza. Ma un conto è la critica, un conto sono la deformazione e la denigrazione. Vendola mi pare attento a evitale. Di Pietro, quando parla di inciucio, no. È chiaro che argomenti come questo, se ribaditi, portano a rotture difficilmente componibili. Perché la pietra di paragone è l'Italia; non un punto percentuale in - più o in meno». Pisanu vede Monti candidato a Palazzo Chigi anche nel 2013.            «Io invece non credo che il bipolarismo sia finito. E non credo che Monti voglia essere il demiurgo anche della fase2, della ricostruzione. Per quella occorre un grande confronto elettorale tra le forze politiche». È sicuro che la vostra gente vi verrà dietro? Questo è davvero un governo di destra, come si sente ripetere? «Questo non è un governo di destra. E' un governo di impegno nazionale, come lo chiama Monti. Se fossimo andati a votare, avremmo vinto noi; ma non ho rimpianti. Abbiamo fatto un investimento sul futuro. E i miei l'hanno capito. La gente è più matura di quel che si crede». La gente è anche molto arrabbiata con voi politici, che non vi siete tagliati lo stipendio.           «Guardi, ho ricevuto diversi messaggi di parlamentari che sono stati insultati per strada da passanti che avevano letto i titoli dei giornali. Ora, io dico basta. Due volte basta: ai privilegi, ma anche ai linciaggi. Di questo passo non so dove arriveremo». Non è stato un errore non dare subito un segnale forte sui costi della politica?           «L'errore è stato rendere credibile che si stesse lavorando a dei rinvii. I vitalizi non sono stati tagliati dal governo, ma dai presidenti delle Camere. Lo stesso si farà sugli stipendi, che saranno equiparati alla media europea. Ricordo che "la Maastricht dei costi della politica" è una proposta del Pd. Vigileremo perché sia tradotta in pratica, anche in periferia. Ma non cadiamo nel populismo. Quando avremo fatto questo, verrà il momento di smascherare coloro che nascondono, dietro i privilegi della politica, i privilegi propri».Pierluigi Bersani
25/11/11 DIRITTO PER TV ESTERE A CHI SI FORMA AL GIORNALISMO DI URBINO
Premio Curzi a Gianmarco SicuroAltro importante riconoscimento ad un professionista formatosi alla Scuola di giornalismo di Urbino: avrà la possibilità di fare un’esperienza in una TV Estera.Nel terzo anniversario della scomparsa è stato assegnato il Premio Sandro Curzi, destinato ai giovani giornalisti precari Rai. Jacopo Cecconi, della Tgr Toscana, con il suo reportage Il solare non brilla, è stato scelto dalla giuria, presieduta da Paolo Garimberti e composta da Albino Longhi, Giuseppe Cereda, Roberto Natale e Guido Paglia, come vincitore. Un 2° riconoscimento, anche se non previsto dal regolamento, è stato poi assegnato a Gianmarco Sicuro, anche lui precario della sede di Firenze, autore di L'Emeroteca della Biblioteca Nazionale di Firenze.       Alla cerimonia di consegna del premio, nella sede della Rai di viale Mazzini, hanno partecipato molti degli ex colleghi di Curzi e tanti dei ''suoi'' giornalisti: dal direttore del Tg3 Bianca Berlinguer al direttore di Rai3 Antonio Di Bella, a quello di Rai News Corradino Mineo, ad Andrea Giubilo, Maurizio Mannoni, Michele Santoro e Lucio Manisco. Su questo il Presidente Rai Paolo Garimberti ha voluto ricordare lo storico direttore del Tg3 dicendo che ''i direttori non si vedono tanto per gli articoli che scrivono o dai giornali che fanno, ma dai giornalisti che creano''. E ha aggiunto: ''Sandro Curzi rappresenta un esempio per le nuove generazioni di giornalisti'' perché, come ha ricordato l'ex presidente Rai, Claudio Petrucccioli, ''il suo è stato un giornalismo pluralista e obiettivo, e si può essere obiettivi senza nascondere le proprie idee''.         A consegnare le targhe ai due vincitori, che avranno ora l'occasione di fare uno stage all'estero in un'emittente televisiva straniera, la vedova di Curzi, Bruna Bellonzi che ha chiuso la cerimonia incitando i giovani giornalisti: ''Sandro sarebbe orgoglioso di questo premio e della possibilità che viene data alle nuove generazioni. Ai più giovani dico: amate sempre il vostro mestiere, senza mai cedere al compromesso''. (Asca) La storia del rugby camerteUn libro di Paolo Ortolani e Camilla Pepe: sarà presentato sabato prossimo (26 novembre) alle 18, in Comune. I contributi di autorità, appassionati e storici.      Sabato prossimo, 26 novembre, alle 18, nel Palazzo comunale di Camerino, sarà presentato il libro di Paolo Ortolani e Camilla Pepe sulla storia del rugby camerte. Saranno presenti gli autori, le autorità e i ragazzi del Cus Camerino rugby. Quella della squadra di rugby è una storia lunga e gloriosa che parte dal lontano1936. In mancanza di moderni impianti sportivi, si gioca su terra battuta “sotto le piante”. Poi nei primi anni settanta, la cornice ideale é rappresentata dal campo sportivo della Vittoria alle Conce, in sabbione d’arenaria. Oggi si gioca nella “fantascienza” degli impianti a Le Calvie.Il rugby è uno sport di aggregazione, portatore di valori sani, positivi, alternativi. Perché nel rugby si insegnano lealtà e rispetto per la propria squadra e per l’avversario, dignità e agonismo, collettività nella difficoltà. Socialità e non individualità. Il rugby é un gioco dove da solo non puoi fare nulla anche essendo il più bravo e il più “forte del mondo”: se non hai quattordici amici fidati che ti seguono e ti aiutano finisci prima o poi tra le grinfie degli avversari. Ciò è altamente educativo specie per chi ha un concetto dello sport come mezzo formativo. Il libro di Paolo Ortolani e Camilla Pepe vuole essere la storia dell’evoluzione, non solo sportiva e umana, del rugby a Camerino attraverso la partecipazione di firme importanti e la presentazione di una splendida galleria fotografica. Il volumetto, elegante e pratico nel formato, raccoglie i contributi del presidente del Cus Stefano Belardinelli, del Magnifico Rettore di Unicam Flavio Corradini, del Presidente della F.I.R. regionale Maurizio Longhi, di Giuseppe De Rosa, noto appassionato e storico valente, Federico Alfredo Bianchi dell’Associazione europea familiari e vittime della strada onlus, Marco Torresi rappresentante dei giocatori e degli stessi autori Camilla Pepe e Paolo Ortolani. “Tanto per placcare. L’avventura del rugby camerte continua…” è il racconto di come si è materializzata questa passione dalle radici antiche, attraverso la caparbia determinazione di un pugno di giovani che hanno subito trovato conforto e sostegno dal Cus Camerino che li ha accolti e guidati in questa difficilissima impresa. E’ la storia della partecipazione al primo campionato di serie C 2010/11 dove la squadra ha dovuto necessariamente pagare lo smacco del noviziato ma altresì raccolto soddisfazioni indimenticabili fornendo prestazioni memorabili. Il tutto sapientemente immortalato dall’obiettivo di Camilla Pepe che si è dimostrata capace di trasferire le passioni più profonde e le emozioni più incontrollate. Oggi però è un altro giorno: la squadra quest’anno partecipa al girone umbro-marchigiano di serie C ed è lassù, prima in classifica, a guidare meritatamente il campionato.Per informazioni:Tel.06-686231Fax.06-68804084 E-Mail: odg@odg.it http://www.odg.it Tel.071-57237 Fax: 071.2083065 E-Mail: info@odg.marche.itDiffusione a cura de IlNuovoGiornaleDiMce Direttore Dott. Giovanni Fiorentini Tel+Fax 071-5906271 - Tel Mobile 345-2420261 Direttore.339-1168776 Redazione.  E-mail: mce_cittadinieuropei@la-solidarieta.it mce_redazionegiornale@la-solidarieta.it  http: //www.mce-aifavin.it  
09/11/11 NICOLA ZINGARETTI FRATELLO DEL COMMISSARIO ALBANO RACCONTA DI SE
Nicola Zingaretti: dieci mosse per cambiare l'Italia Nicola Zingaretti fratello di – Luca Zingaretti il Commissario AlbanoCara amica, caro amico,       ti scrivo perché viviamo un momento di grande importanza. Le notizie che ascoltiamo ogni giorno ci raccontano un paese in grave difficoltà economica.Le statistiche ci dicono che negli ultimi dieci anni siamo cresciuti 4 volte meno della Germania, 6 volte meno del Regno Unito e 70 volte meno della Cina. L’Italia è l’unico paese europeo che nel decennio 2000-2010 ha registrato un calo complessivo del pil pro capite. In questo scenario i salari dei lavoratori italiani sono tra i più bassi fra i paesi Ocse.        Chi ha un lavoro ha salari bassi e tanti, invece, sono senza lavoro. L’Italia ha il tasso di occupazione più basso fra i principali paesi dell’area euro. Peggio di noi solo Malta e Ungheria. Il tasso di occupazione delle donne è drammatico, fermo dodici punti al di sotto della media europea.Per questo serve tutta la nostra intelligenza e la nostra capacità di visione. Ci dobbiamo porre il paese di un paese più giusto e, allo stesso tempo, più competitivo.       Per queste ragioni ho scritto un intervento, pubblicato dal quotidiano Il Foglio, nel quale provo ad avanzare alcune proposte per affrontare alcune questioni chiave.       La più scottante è la questione economica e sociale che ruota intorno alla necessità di garantire sviluppo ristabilendo un principio di giustizia nella distribuzione e nell’accesso alle risorse.La seconda è relativa alla richiesta di rappresentanza che in questi giorni viene avanzata dai movimenti giovanili.       Provo ad avanzare, inoltre, una proposta di agenda con dieci temi da approfondire, dieci questioni chiave per creare opportunità di lavoro e di sviluppo garantendo giustizia sociale, valorizzando la creatività e l’energia giovanile e allo stesso tempo conservando la bellezza e la ricchezza ambientale italiane.      Se ti interessa approfondire l’argomento puoi leggere la lettera a questo link Io ti ringrazio per l’attenzione e sarei contento di ascoltare la tua opinione.Prometto di leggere tutti i messaggi che riceverò, anche se non ti posso assicurare di riuscire a risponderti.Ti mando un saluto, a presto, Nicola                                          Nicola Zingaretti Nicola Zingaretti Presidente Provincia di Roma fratello di Nicola Zingaretti fratello di - Luca Zingaretti il Commissario Albano          Sono nato l’11 ottobre 1965 a Roma, dove vivo con mia moglie e le mie due figlie. Ho iniziato il mio impegno nell’associazionismo laico e di sinistra, prendendo parte al movimento per la pace nel 1982, a diciassette anni e sono tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista ‘Nero e non solo’, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.         Nel 1991 vengo eletto Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile e l’anno successivo Consigliere Comunale di Roma: sono anni di impegno per lo sviluppo sostenibile e in difesa dell’ambiente,  della legalità e contro la mafia, durante i quali organizzo il primo Campeggio Giovanile Antimafia di San Vito Lo Capo e numerose iniziative in memoria di Falcone e Borsellino.          Dal 1995 al 1997 sono presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista (IUSY) e Vice Presidente dell’Internazionale Socialista. Sono anni di grande impegno, durante i quali contribuisco a ricostruire la rete con i partiti e le organizzazioni giovanili democratiche e progressiste in Bosnia Herzegovina all’indomani della firma degli accordi di Dayton del dicembre 1995, intervengo all’Assemblea Generale dell’ONU per l’Anno mondiale della Gioventù come Rappresentante nel Comitato delle Nazioni Unite ed entro a far parte, a 33 anni, della Commissione che elabora la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”, presieduta da Felipe Gonzales e composta, tra gli altri, da Martin Ambrym, Shimon Peres e Ricardo Lagos. Mi impegno, inoltre, per il processo di pace in tra Israele e Palestina, organizzando molte iniziative per favorire il dialogo tra i giovani laburisti israeliani e la gioventù di “al fatah”.           Dal 1998 al 2000 sono Responsabile delle Relazioni Internazionali presso la Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra e nel 1998 organizzo, a Milano, il Congresso dei Socialisti Europei. Con una delegazione DS composta anche da Walter Veltroni, nel 1999 mi reco in Birmania a sostegno del “movimento per la democrazia” e incontro il Premio Nobel per la Pace 1991 Aung San Suu Kyi. Lo stesso anno organizzo il viaggio del Dalai Lama a Roma.          Nel 2000 sono eletto Segretario dei Democratici di Sinistra di Roma. L’anno seguente sono uno dei promotori della candidatura di Walter Veltroni a Sindaco di Roma e contribuisco alla vittoria dell’Ulivo romano. Si apre una stagione di risultati importanti per il Centrosinistra e per i DS romani che nel 2003, dopo otto anni, tornano a Circoscrizione Italia Centro. Sono mesi intensi, nei quali percorro migliaia e migliaia di chilometri tra il Lazio, le Marche, la Toscana e l’Umbria. La campagna elettorale si conclude nel migliore dei modi: forte di 213.000 preferenze, sono eletto eurodeputato e, nel corso della prima riunione di delegazione, vengo nominato Presidente. Al Parlamento europeo sono membro delle commissioni “Mercato Interno e Protezione dei Consumatori” e “Affari Legali”.          Faccio anche parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la Penisola Coreana, degli intergruppi parlamentari “Volontariato”, “Disabilità”, “Diritti delle persone omosessuali” e “Tibet”. Nel 2005 sono relatore del rapporto d’opinione ‘Sul futuro del tessile e dell’abbigliamento dopo il 2005’, nel quale invito la Commissione a verificare il rispetto, da parte dei suoi partner commerciali, degli impegni sottoscritti nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC). Sono molte le iniziative e le interrogazioni in difesa dell’industria tessile europea e per essere il primo partito della Capitale, sbaragliando la destra in tutta la provincia.         Nel marzo del 2004 sono candidato nella lista “Uniti nell’Ulivo” per la il “made in”, in cui affronto i rapporti con i mercati cinesi, la tutela dei consumatori e in particolare del made in Italy. Dal dicembre 2006 all’ottobre 2007 lavoro per la formazione degli amministratori locali, consiglieri e assessori delle giunte comunali, provinciali e regionali di Lazio, Umbria, Toscana e Marche, per far conoscere tutte le opportunità offerte dall’Unione europea e sfruttarle al meglio a vantaggio del territorio. In particolare, nel 2006 pubblico la guida “Fondi strutturali e programmi comunitari” sulla nuova programmazione finanziaria dell’Unione europea per il periodo 2007-2013.Dal 2005 al 2007 sono relatore per il Parlamento europeo della direttiva Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale, e riesco a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-Ue. L’approvazione della direttiva mi vale il riconoscimento dell’International Herald Tribune e la nomination al MEP Award, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito ogni anno ai deputati europei più meritevoli.Il 18 novembre 2006 sono eletto al primo turno Segretario dell’Unione regionale del Lazio dei Democratici di Sinistra, incarico al quale mi dedico con passione e impegno. Il 14 ottobre, alle primarie del Partito Democratico sono eletto con 282.000 voti (85,31%) Segretario del Pd nel Lazio. Il 28 aprile 2008 vengo eletto Presidente della Provincia di Roma. Ho vinto il ballottaggio sul candidato del centrodestra con più di un milione di voti (1001490), pari al il 51,481 dei consensi.  Sarò il presidente di tutti, di coloro che mi hanno votato e di coloro che non lo hanno fatto, perché le istituzioni non sono di parte. La mia squadra di governo manterrà gli impegni, rispetterà il programma e avvierà una straordinaria stagione di modernizzazione e innovazione di Roma e della sua area vasta.Richiesta diffusione dal Presidente Nicola Zingaretti Pubblicazione a cura del Direttore de IlNuovoGiornaleDiMce Dott. Giovanni Fiorentini     
09/11/11 SU EUROPA MARCHE NEWS TUTTE LE OCCASIONI EUROPEE
Europa Marche NewsPubblicazione del Centro Europe Direct Marche dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”http://www.europedirectmarche.it/index.htm   Attualità Europa Marche News (Vedi pag. 2) Rappr. della Commiss. europea in Italia Notiziari (Archivio Storico) In linea Storici Ue rassegna stampa Notizie Ue in tempo reale Eventi In agenda Archivio Gallery Corsi e progetti Convegni e seminari Life long learning http://www.europedirectmarche.it http://www.europedirectmarche.it/Sito_Marcello_Pierini/home/Sito/Presentazione.html   Urbino, 28 Ottobre 2011 n. 116 Consiglio europeo: intesa suGrecia e banche. Apprezzati gli intenti dell’ItaliaLa maratona salva-Euro durata oltre dieci ore porta a casa, quasi all'alba del 26 ottobre risultatiormai insperati. I leader dell'Eurozona hanno trovato un accordo su un pacchetto ''completo'' dimisure anti-crisi che metterà in sicurezza le banche attraverso ricapitalizzazioni per 106 miliardidi euro, darà certezza ai Paesi a rischio con un fondo salva-Stati da oltre 1.000 miliardi e salverà la Grecia con nuovi aiuti per 130 miliardi, facendo pagare un prezzo maggiore alle banche esposte con Atene per ridurre il debito del Paese.A pag. 2Una buona idea vincente finanziati dal POR FESRMarche 2007-2013 Sul sito http://www.europa.marche.it sonopubblicati i progetti, intervento 1.2.1.05.05 “Incentivi  all'innovazione volti al miglioramentodella competitività e dell'occupazione per le PMI del settore Cultura”. All’indirizzo Internet sopra indicato i protagonisti (vincitori) raccontano direttamente la loro esperienza e le attività svolte.Bando di concorsoPremio di euro 1.500,00 per  tesi di laurea sui reciproci e positivi influssi tra cultura albanese ed italiana a partire dal 1500 sino ad oggiA pag. 27rioAttualità pag. 2Programmi, Bandi, Finanziamenti pag. 12Eventi pag. 23Notizie dal Por-Fesr Marche pag. 24Europa Notizie dalle Marche pag. 25Notizie dall’Università degli Studi “Carlo Bo” pag. 27Europa Marche NewsPeriodico di politiche, programmi e studi europei, a cura del Centro Europe Direct Marche – Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”Registrato al Tribunale di Urbino l’11/12/2009 al numero 227.Sede: Piazza della Repubblica, 3 – 61029 Urbino (PU) - Tel. 0722 303577 Fax 0722 373087 e-mail: europedirectmarche@uniurb.it http://www.europedirectmarche.itDirettore responsabile Maria Carbone – Responsabile scientifico - Condirettore Marcello PieriniRedazione: Vilberto Stocchi, Marcello Pierini, Maria Carbone, Cinzia Carcianelli, Enrica Pierini, Gaia Pandolfi, Fabio Travagliati  EUROPA - Il portale dell'Unione europea ·                                 l'UESu Questo Sito: Novità su EUROPA Dalla A alla Z Mappa del sitoPer contattarci  Lavorare per l'UESelettore lingua български (bg)čeština (cs)dansk (da)Deutsch (de)eesti (et)ελληνικά (el)English (en)español (es)français (fr)Gaeilge (ga)italiano (it)latviešu (lv)lietuvių (lt)magyar (hu)Malti (mt)Nederlands (nl)polski (pl)português (pt)română (ro)slovenčina (sk)slovenščina (sl)suomi (fi)svenska (sv)EUROPA >  Lavorare per l'UEL'Unione europea assume più di 40.000 uomini Lavorare per l'UEe donne dei 27 paesi membri dell'UE. L'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) organizza concorsi pubblici per selezionare il personale per posti a tempo determinato e indeterminato. L'UE assume anche agenti sia contrattuali che temporanei, offre opportunità di tirocinio e possiede banche dati di esperti. L'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) seleziona il personale per tutte le istituzioni dell'UE ed è il primo punto di approdo per chi vuole lavorare per l'UE. Il suo sito – www.EU-careers.eu – spiega le modalità di selezione e dà suggerimenti su come prepararsi ai concorsi.L'EPSO organizza concorsi pubblici per selezionare personale a tempo indeterminato. I concorsi permettono di valutare le abilità dei canditati tramite una serie di prove e valutazioni che assicurano la selezione dei migliori. Ogni anno ci sono concorsi per funzionari amministrativi, linguisti, interpreti, traduttori, segretari ed altre categorie di personale.La Commissione europea assume più personale rispetto alle altre istituzioni dell'UE, e ha sedi a Bruxelles, Lussemburgo e in altre parti del mondo. Sono disponibili numerosi posti per personale specializzato, per esempio nel campo delle scienze, delle lingue o delle scienze statistiche/economiche .L'EPSO seleziona il personale anche per:·                                 Il Parlamento europeo, che dispone di tre sedi: Bruxelles (Belgio), Lussemburgo e Strasburgo (Francia)·                                 Il Consiglio dell'UE, a Bruxelles·                                 La Corte di giustizia dell'Unione europea , a Lussemburgo·                                 La Corte dei conti , a Lussemburgo·                                 Il Comitato economico e sociale europeo , a Bruxelles·                                 Il Comitato delle regioni , a Bruxelles·                                 Mediatore europeo, a Strasburgo·                                 Garante europeo della protezione dei dati , a Bruxelles.In qualunque istituzione, la procedura di selezione e i tipi di contratto sono gli stessi. I funzionari a tempo indeterminato sono suddivisi in amministratori e assistenti. Gli amministratori (AD) in genere contribuiscono alla definizione delle politiche e al controllo dell'applicazione delle norme dell'Unione, svolgendo una funzione di analisi e di informazione. Generalmente, bisogna aver completato un percorso universitario di almeno tre anni per poter partecipare al concorso per amministratore.Gli assistenti (AST) in genere svolgono ruoli di supporto necessari alla gestione interna delle istituzioni. Generalmente, è necessario avere almeno un diploma di scuola superiore per accedere al concorso per questo ruolo. Altri concorsi Gli agenti contrattuali sono reclutati per mansioni manuali o di supporto amministrativo. La prospettiva di impiego è a breve termine – il contratto iniziale è in genere di 6-12 mesi. Gli agenti temporanei sono assunti per compiti specializzati o temporanei con un contratto della durata massima di sei anni. Le offerte di impiego sono presenti sul sito web dell'EPSO e sui siti delle singole istituzioni e agenzie.Alcune istituzioni assumono anche personale interinale locale con contratti della durata massima di sei mesi. In questo caso il reclutamento avviene tramite un'agenzia di lavoro temporaneo .Sette istituzioni assumono anche tirocinanti per un periodo che va dai tre ai cinque mesi. I tirocinanti (stagisti) possono essere studenti, laureati o linguisti, e svolgono compiti simili a quelli degli amministratori all'inizio della carriera. La selezione è organizzata dalle istituzioni (e non dall'EPSO).Per compiti specifici (manutenzione, mensa, ecc.), il personale è reclutato da contraenti esterni scelti tramite gare di appalto. Per saperne di più consulta i servizi aggiudicatori sul sito web. Gli esperti nazionali distaccati (END), di norma provenienti dall'amministrazione pubblica del loro paese di origine, ricevono il distacco per un preciso periodo di tempo presso un'istituzione dell'UE per condividere le loro competenze e per apprendere le politiche e le procedure dell'UE. Gli esperti nazionali sono selezionati secondo una procedura particolare che non coinvolge l'EPSO. La rappresentanza permanente del vostro paese presso l'UE può informarvi sulle opportunità attuali. Banche dati degli esperti dell'UE L'UE gestisce banche dati con nomi e qualifiche degli esperti esterni che possono fornire un aiuto specifico alle istituzioni e alle agenzie. Gli esperti creano e gestiscono un loro profilo protetto da password, con informazioni sulle loro esperienze lavorative, conoscenze e competenze. Le singole istituzioni e agenzie (e non l'EPSO) sono responsabili di queste banche dati. All'interno del Servizio comunitario d'informazione in materia di ricerca e sviluppo (CORDIS), per esempio, ci sono banche dati di ricercatori.Giovani alla Commissione europea © UE I link più cliccatiGentilissimi lettori,Ricordiamo a tutti voi che, dal 29 ottobre 2011, dall'Homepage del sito www.europedirectmarche.it è scaricabile Europa Marche News n. 116 del 28 ottobre 2011. Come sempre, per ulteriori informazioni e approfondimenti non esitate a contattarci telefonicamente  al Tel: Tel. 0722 303577 Fax 0722 373087  o inviando una e-mail a europedirectmarche@uniurb.it. Diffusione a cura del Direttore de IlNuovoGiornaleDiMce Dott. Giovanni Fiorentini
<< Pagina Prec. Pagina Succ. >>